Trento con il Sacro Concilio/Libro primo/Ritratto in ristretto del Sacro Concilio

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Ritratto in ristretto del Sacro Concilio

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RITRATTO

IN

RISTRETTO

DEL

SACRO CONCILIO.


IL Sacro Concilio di Trento Ecumenico ultimo Generale fù senza dubitatione un Capo d’Opera della Destra di quel Dio, che dal permettersi in causa un gran male fà nascer’ in effetto un maggior bene.

Causa impulsivante del Concilio di Trento. L’Heresia di Martin Lutero suscitata circa l’anno 1518. fù la Cagione potissima di tal Concilio, si come anco l’altre Sinodi Generali nella Chiesa di Dio seguirono, per ovviar’ à qualche Heresia, Scisma, ò altro grave disordine, che fosse [p. 80 modifica]insorto. Ciò si vede chiaro dall’essito, e motivo delli stessi Concilij cominciando dal tempo de gli Apostoli sotto S. Pietro, che seguì la Sinodo in Gerosolima, per condannar l’Heresia de Farisei, quali credevano, doversi far la Circoncisione; come mette il P. Mauritio di Gregorio nel suo Giacinto. E proseguendo de’ Concilij Ecumenici, questi, compreso il Trentino, sono al numero di 18. conchiusi formalmente, & approvati; cioè:

Concilij Ecumenici nella Chiesa di Dio. Il Concilio 1. Niceno contro Arrio.

Il Constantinopolitano 1. contra Macedonio.

L’Efesino 1. contro Nestorio.

Il Calcedonese contra Eutichio.

Il Constantinopolitano 2. contro gli Heretici asserenti in Christo una sola volontà.

Il Constantinopolitano 3. contro i Monoteliti.

Il Niceno 2. contro gl’Iconomachi.

Il Constantinopolitano 4. contro Fotio.

Il Lateranese 1. contro li Saraceni per la ricupera di Terra Santa.

Il Lateranese 2. contro gli Antipapi, e per la ragion del Clero.

Il Lateranese 3. per la riforma del Clero; & contro li Waldensi.

Il Lateranese 4. contro varie Heresie; e per la speditione in Terra Santa.

Il Lionese 1. contro l’Imperator Friderico; e per la medema Terra Santa.

Il Lionese 2. contro gli errori de’ Greci.

Il Concilio Viennese contro varie Heresie.

[p. 81 modifica] Il Fiorentino parimente contro gli errori de’ Greci.

Il Lateranese 5. contro i Scismi, e per altre Cause.

Il Concilio Trentino contro l’Heresia di Lutero, e per l’Ecclesiastica riforma. E tutto ciò si cava dal P. Francesco Longo di Coriolano nel suo Trattato, che fa de’ Concilij Ecumenici espressamente.

Mali dell’Heresia di Lutero. Hor, per proseguir l’assunto da me intrapreso, il Tosco di Luteranismo instillato nelle coscienze con l’oro potabile della libertà erasi hormai così furiosamente dilatato nella Germania, massime in Sassonia, che n’è il Cuore, con dar’ anche mano al Calvinismo in Francia, & altre parti, che, facendo temer di Contagio universale, mise al punto i sommi Pontefici d’applicarvi l’Antidoto.

Rimedio medemo da Romani Pontefici. Clemente VII. potè disegnare tal’Impresa: ma distratto dalle Guerre, e Fattioni d’Italia, e dall’Invasione, c’hebbe nella stessa Roma dall’Armi di Borbone con altre sciagure, che avvennero à suo tempo, non gli fu dato ansa d’acudirvi.

Heresia, & altre sette in Campo. In tanto l’Heresia facendosi ogn’or più forte dall’ammutinamento de’ Luterani Seguaci; che facevano gioco della disunione de’ Christiani Prencipi, al calor’anche dell’infame rivolta d’Inghilterra per il Re Henrico VIII. il quale con apostatar’ indegnamente à causa delle Nozze d’Anna Bolena, si fè Capo della Chiesa Anglicana. [p. 82 modifica]E nello stesso tempo infuriando la Setta horribile de gli Anabattisti nella Vestfaglia con altri mali, che da ogni parte traheva à suo prò l’infellonito Lutero, fece applicar le maggiori Cure del Sommo Pontefice Paolo III successor di Clemente.

Luterani instano per un Concilio. E perche i Luterani protestanti, per colorar vie più la loro diformata Riforma di Religione, instavano vivamente per l’Institutione d’un General Concilio, à questo s’indusse l’animo dello stesso Sommo Pontefice sù l’istanze massime dell’Imperator Carlo V à cui premeva indicibilmente vedersi alterar di torbidi, e tumulti lo Stato della Germania.

Ostacoli al Concilio di Trento, quali & quanti. Le difficoltà, che insorsero contro una tal’impresa, come, à ben considerarle, furono insuperabili humano modo: così fecero conoscer, questa essere assolutamente Opra tutta di Cielo. L’Inferno congiurato, come che à se stesso ne prevedeva ultimi scorni, si scatenò più volte, per frastornarla. L’Heresiarca Lutero instigò il livor di tutte le Furie, e fù egli stesso un’Hidra di cento Capi.

Mantova e Vicenza Città nominate per il Concilio. Prima d’eleggersi il Luogo del Congresso, passarono anni intieri di contrasto; perche, dopo essersi proposte varie Città, e tutte rigettate, come trà l’altre Mantova, e Vicenza, dove erasi anche già promulgato, ben si vidde, che gli Heretici non altro più chiedevano, che un Concilio: non altro men volevano, che un Concilio, [p. 83 modifica]ò se pur lo volevano, era a modo loro.

Papa Paolo terzo cosa dica di Trento. Trovato alla per fine il Luogo, cioè Trento, come Città contermina, e promiscua; e, secondo la Bolla di Papa Paolo III. Sito commodo, libero, e a tutte le Nazioni opportuno, si disputò lungamente del tempo, e modo. E dovendovi convenir, oltre gli Ecclesiastici, tutti li Prencipi Secolari del Christianesimo, per via d’Ambasciatori, ogni ostacolo tentò opporsi, e un ritardo non aspettò l’altro.

Inventione di correr le Poste ritrovata novamente. Per poi metter’à segno la riduttione de’ Padri, e de’ Soggetti, quante prattiche, quanti motivi, quante mosse? Quali spese, quali speditioni, quali messaggi? L’humano ingegno, anzi la Divina Providenza fè all’hora trovar’ il modo di Correr le Poste; non già per via semplice di Tabellarij, uso antichissimo: ma per viaggio celere straordinario di mutar Corrieri, e Cavalli ad ogni tratto; così che’ correndosi con piè fresco sempre à nova lena, si fan fino 10 miglia per ciascun’hora. E l’Inventor, essendo stato un Fiamingo di Casa Tassis, fu perciò fatto General delle Poste da Carlo V.

Intimato il Concilio l’anno 1542 per la sudetta Bolla di Papa Paolo III tre anni passorono d’intervallo à dar principio. Tante furono le Remore di difficoltà in un tal Mare; e ciò à causa de gli Heretici principalmente, che vedendosi fatti li Ponti d’oro, per venir’ à Trento facevano nascer Montagne d’intoppo nel maggior [p. 84 modifica]Piano; e non valendo ricusar’ una Città, che tanto havevano richiesta, e ricercata per quest’effetto, si sottrahevano bellamente con dilationi; e in tanto il Tempo faceva per lor nascere qualche Fungo; già che essi à punto soliti pescar nel torbido altro più non affettavano, che novità.

Heretici à che assomigliati. Erano costoro a guisa d’Anguille, che se le fermi da un capo, guizzan dall’altro; ò, dirò meglio, erano tanti Aspidi, che si schermivano dall’Incanto sù i colpi maestri del perfido inviperito Lutero, che essendo ancor’in vita, serviva d’anima al Mostro d’heresia, e d’iniquità; e presumeva d’haver tanto più fidi, e costanti li suoi Seguaci, quanto più abdicati dal fermo di vera Fede.

Cominciamento del Sacro Concilio, quale. Finalmente sù i Validi, auttorevoli impulsi del Papa, e dell’Imperatore principiatosi il Concilio nel fine dell’anno 1545. e proseguito costantemente per due anni con otto Sessioni, & i Decreti, o Dogmi, restò sospeso dalla Peste sopragiunta à Trento, che lo fece trasportar’ à Bologna, dove seguirono senza verun Decreto due Sessioni.

L’Interim Augustano seguito, e come. Fremevano in tanto gli Heretici, che in Italia si continuassero Diete Sinodali à lor pregiudicio, e, vedendosi tolta, com’essi dicevano, la Città di Trento da loro eletta, il tutto mettevano in disordine, cercando ogni via, e pretesto di sfogar la lor diabolica rabbia, e mal talento. Che però l’Imperator Carlo V per tenerli à freno, trovò modo di far ridur’ un’Assemblea publica nella Città d’Augusta, nella quale si dichiarò, che [p. 85 modifica]tutte le cose di Religione fin’all’hora fluttuanti, fossero rimesse all’Auttorità del futuro Concilio, e tal riduttione Augustana chiamossi Interim.

Morte di Papa Paolo 3. E in tanto à punto morì il Sommo Pontefice Paolo III il Promotor, e Proseguitor, che andava essere dell’Impresa. Manco male, ch’era prima sgombrato dal Mondo Martin Lutero con morte degna à punto di sua vita. Morì Costui, come nota Genebrardo l’anno 1544. sopito dal vino, e soffocato, la notte di 18. Febraro.

Morte di Lutero seguita, e come. Scrive Bossio De signis Ecclesiae lib. 23. fig. 96. cap. 3. come Lutero fù visto in letto essere strozzato effettivamente, per impulso, se non altro, del suo Achate Demonio, e della Sinderesi. Sia com’è; non hebbe sorte d’attender il Concilio seguito Panno dietro; che ne poteva, ne doveva una Talpa d’Abisso veder un tal Sole di Verità. Causa probabile della morte di Lutero. Et io direi, che la sola Intimatione del Concilio fattasi poco prima, e l’apprensione altresì di dovervi venire fossero Dardi à punto di vero Apollo, che saettorono a morte il Luterano Pithone.

Da questa morte traffitti nel cuore, e schiacciati nel Capo gli Heretici, non restorono in ogni modo di dibattersi a guisa di Serpi; e trà gli altri cercò far testa Filippo Melantone, uno de primi Seguaci, e de’ più felli.

Heretici quanto renitenti in venir’ al Concilio. Ridotto, doppo quattro anni di nuovo à Trento il Concilio per Bolla di Papa Giulio III. à instanza dell’Imperator Carlo V per far venire da Germania li Protestanti, vi vollero li più ampli [p. 86 modifica]Salvi Condotti, e più sicuri; così che à favor di franchiggia, come à forza d’Argini vi si trahevano.

In due anni, che durò il Congresso, cioè 1551 e 1552. Seguirono in tutto sei Sessioni publiche, e loro Decreti: ma nel più bello di proseguirsi una tal’opera, furono in campo tumulti, e Guerre fierissime suscitate in Germania, che si vidde ardere di ferro, e fuoco à causa principalmente dell’Heretica pravità, e della perfidia, e prepotenza non men del Turco, quel gran perturbator’ in ogni tempo della Christianità.

Ne mancorono altresì torbidi civili di Francia, e moti, e rumori anche d’Italia nella Toscana, per la rivolta in particolar della Città di Siena, come scrive il Panvinio. Onde, (per usar le parole del Sacro Concilio) quando hormai le cose con gran concorso de’ Fedeli procedevano felicemente alla gagliarda, non senza buona speranza, che li suscitatori di novità, venendo al Concilio, fossero per rendersi alle vere ragioni della Chiesa; e per via diceria propitia luce, hormai vedevasi levar’ il Capo la per inanzi sbattuta, e afflitta Christiana Republica, di repente, per malignità, e fraude del Commun Nemico s’accesero nel Mondo tali Guerre, che il Concilio restando, come arenato, s’interruppe nel suo Corso, senz’apparenza di più oltre potersi promovere in simil tempo, che non lasciava dar Vela à Venti sì borascosi senza evidente pericolo d’urtar in Scoglio.

Fini d’accrescersi l’estremo de’ mali dal Duca di [p. 87 modifica]Duca di Sassonia, e sue furie. Sassonia Mauritio, che ribellato all’hora dalla Fede Catolica, e dalla Divotione di Carlo V. scorrendo con grosso Essercito sopra Norimberga, di là per l’Alpi Retie invase la Città d’Insprugg, o sia Eniponte, e mise in tal terrore tutto il vicino Paese, che à Trento si stava hormai, come se fosse Annibale alle Porte: Ne in vano temeva il più le furie d’Essercito Heretico una Città, che serviva di ricetto alla Santa Sinodo.

Concilio interroto la seconda volta. Si sciolse dunque ogni Congresso nella sesta Sessione li 28 Aprile 1552. E li Padri, doppo due diverse volte, che havevano intrapresi, e fatti tali viaggi, incommodi, e dispendij, si viddero astretti sospendere la continuatione dell’Opera, e si ridussero partire, Re Infecta, con essortazione publica à tutti li Christiani Prencipi, e Prelati, per l’osservanza intiera ne’ loro Dominij d’ogni Sinodal Decreto fin’ all’hora emanato, e Statuito.

Trentini afflitti à causa di sciogliersi il Concilio. Rimasero i Trentini tocchi sensibilmente nel cuore à questo colpo, sì per il Ben’ interrotto della Christianità; come per la svenuta speranza di vedersi coronar di glorie la loro Città da un ottimo fine di tal Concilio; e per l’utile non men considerabile, che lor cessava, del soggiorno di tanti Personaggi, e Prencipi.

Animosità de gli Heretici. Partiti li Cardinali, gli Ambasciatori, e tutti li Prelati, e Vescovi, che ritornorono alla residenza di loro Chiese, gli Heretici Protestanti, quasi liberati dal Fascino, e sciolti dal freno, gonfij [p. 88 modifica]Duca di Sassonia come disfatto. di superbia, e d’ardimento, non si può dir, quanto dilatassero le loro fimbrie, e rilasciassero più che mai le redini al loro protervo livor’, e libertinaggio; qual però rimase tosto compresso notabilmente in veder poco doppo il Duca Sassone trucidato in Guerra dal Duca Henrico di Brunsvich, quel gran Campione de’ Cattolici, come nota il precitato Panvinio.

Speranza suanta di Concilio doppo la morte di Giulio terzo e Carlo quinto. Doppo li due anni statuiti di sospensione, non cessando per questo le Guerre, e contrarietà, che tutta via incalzavano furiosamente, passorono altri otto anni d’intervallo; e in tanto nata la morte del Sommo Pontefice Giulio III. l’anno 1555. e seguita nello stesso tempo la Rinuncia de’ stati dell’Imperator Carlo V. in Brusselles, che indi à due anni passò all’altra vita nell’Escuriale di Spagna, parve al Mondo, che, mancate due sì ferme Colonne, fosse diroccata ogni speranza di più rimettersi in piedi l’altro Concilio; E che la Chiesa Catolica, come al tempo d’Arrio, gemendo, havesse da veder trionfante il Luteranismo.

Pro udenza di Cielo à favor del Trentino Concilio. Ma la mano onnipotente di Dio, che fa fin dalle tenebre nascer ogni gran luce; e l’Oracolo d’eterna Verità, che in edificando sopra Pietra stabile la sua Chiesa disse: Et Portae Inferi non praevalebunt adversus eam, fece, che tenendo le redini del Sacro Romano Imperio un Cesare Ferdinando primo; E sedendo al Timone della Navicella di S. Pietro un Sommo Pontifice Pio IV ne il ricalcitrar de gli Empij, per indomito che fosse, potesse [p. 89 modifica]far colpo: ne i flutti, e Cavalloni anche li più horribili d’Heresia valessero portar naufragio.

Pio 4. promove il Concilio, e Ferdinando primo ne fa instanza. A i moti proprij dunque del Pontefice Pio IV aggiunte le vive instanze dell’Imperator Ferdinando primo, intimossi per Bolla espressa la nuova riduttione di Concilio in Trento, come di fatto si publicò li 16 Dicembre 1560. nel qual giorno si fè publica Processione in Trento, e s’apri per Indulto del Papa il Giubileo; Concilio publicato in Trento e come. si come d’ordine della Città si fece festa sotto pena di 25. Marche, in Proclama publicato da Stefano Approvino.

Arrivo del Nuncio del Concilio. Venne poi da Roma li 14. Febraro 1561. Il Nuncio Apostolico del Sacro Concilio, per dar gli ordini proprij, & opportuni, e incaminar le cose al loro principio, come seguì nel corso di quell’anno.

Vie tentate per far venire gli Heretici. Convocati li Padri, e convenuti che furono gli Oratori de’ Prencipi, & altri Ministri, per una volta ridurvi, gli Heretici, e Protestanti, che non si fece? Convenne, invitandoli fabricar loro nuovi Ponti d’oro per via di Salvi Condotti li più speciosi, piani, e pieni di Clausule in modo, che da queste si vede, quanti fossero i vani loro pretesti, e sutterfugij: trà quali però era unico il troppo esser’ in dolo.

Concilio ripigliato la terza volta e proseguito Nell’entrar dell’anno 1562. si cominciò finalmente; e li 18. Genaro giorno della Catedra di San Pietro, seguita la prima publica Sessione, continuorono poi altre otto: ma di tempo in tempo; mentre convenivano maturarsi prima ad una per una, e digerirsi al calor di previe [p. 90 modifica]Calor notabile del Sacro Concilio. dispositioni, e particolari Conferenze, Visite, Consulte, Ufficij, e negotiati: non senza ad ogni passo iterate speditioni di Corrieri, che stavano in continuo moto tanto per Italia, che per Germania, & altre parti, à segno, che ben si vedeva, esser all’hora sù’l tapete il più importante Affare del Christianesimo in faccia dell’Universo.

Lettere de’ Prencipi al Concilio, e lor rilevanza Dalle Lettere de’ Christiani Prencipi, e risposte del Concilio compilate da D. Gio: Giovanni Giovanni Lorenzo Ponte Massaro Capitolare della Chiesa di Trento, vengo in chiaro, di qual peso fosse una tal’Impresa, e quanto ardua; e quanto premesse al cuore del Sommo Pontefice, il quale temendo anch’egli di veder prima il fine della vita, che del Concilio; e altresì accalorato sempre più dal proprio non meno, che dal Zelo ardentissimo, e premure incessanti del Cardinal Nipote, S. Carlo Borromeo coopera co’l Papa al Sacro Concilio. Carlo Borromeo, quel gran Cardine di santità, instò talmente coi Cardinali Legati, e persuase così efficacemente l’Imperatore, che questi, per segnalar vie più l’'opera, & assistenza, che haveva impiegata sempre, risolse, troncando ogni via, & ambage à’ Protestanti di Germania, ordinar’ in Trento à’ suoi Ambasciatori, cioè Giorgio Draskovich Vescovo Quinqu’ Ecclesiese, e Sigismondo Conte di Thunn l’accelerarsi, e finirsi il Concilio, giusta la mente, e volontà di Sua Beatitudine espressasi di ciò à bocca co’l Conte Prospero d’Arco Ambasciator Cesareo in Roma.

[p. 91 modifica]Lettera spedita da Cesare, e come. Scrisse dunque l’Imperatore da Praga, dove all’hora si trovava, una lettera a’ suoi Ministri in Trento di gran premura, e dubitando, non potesse giunger’ à tempo della prossima futura Sessione, come assolutamente era d’huopo, la spedì con tal’ ordine di celerità, che Celerità di Corriero notabile. il Corriero partitosi da Praga un’hora, e più doppo mezzo giorno li 12. Luglio 1562. come risulta dalla Data, arrivò a Trento la Matina de’ 16. nel cantarsi Messa. Così che in tre dì, e mezzo poco più fece di strada gran parte malagevole 100. e più Leghe Tedesche; 500. e più miglia Italiani. Nel rescritto perciò della Lettera si pose: Redditae die 16 Iulij in Templo inter Missarum solemnia, cum Sessio celebraretur.

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Così trovo notato espressamente à vantaggio di tal Corriere, il cui nome non constandomi, dirò che fosse anzi un Mercurio non favoloso, portante dispaccij di vero Giove.

Proseguimento valido del Sacro Concilio. Così restando il Concilio accelerato vivamente a tutti i modi per parte del Papa, e dell’Imperatore, si finì la vigesima prima Sessione, una [p. 92 modifica]delle più ardue, e più rilevanti, e nella qual si prese lena per le quattro ultime promosse, e proseguite doppo successivamente: Ostacoli seri. ma non senza fraporsi que’ ritardi, contrasti, e difficoltà, che si può imaginare per parte di Satanasso, qual, per ostar’ al fine d’un tal Concilio, chiamate à consiglio tutte le Potenze d’Averno, parve, non fosse, per finirla mai. Tratto certamente da quel Serpe antico, che: Insidiatur Calcaneos e da quell’Huomo nemico sopraseminator di Zizania fin tra li stessi Padri, che non poteva pur veder unanimi trà loro, e cospiranti à si santa Impresa. Pericolo di nuove rotture. In fatti fù per ritardarsi, anzi rompersi dinuovo l’Opera sù’l punto di varij colori, e pretesti, che s’affettavano à bello studio, come dalla Lettera stessa di Cesare si scorge chiaro, e già se ne faceva correre voce publica.

Acudimento de' Legati, & oratori al Sacro Concilio. Ma pur alla fine, urgendo la presenza de’ Cardinali Legati, e de gli Ambasciatori de’ Prencipi, sù le insistenze in particolare ogn’or più vive, valide, e pressanti del Papa, e dell’Imperatore, in capo à un anno di proseguimento con ogni premurosa costanza, e sollecitudine, non ostando le contrarietà provenute tutta via dalla rivolta d’Inghilterra; dalle Guerre civili di Francia; dalle invasioni del Turco in Transilvania, & Ungheria; e sopra tutto dalla cervicosa perfidia, e perversità de’ Protestanti Heretici Luterani non men, che Calvinisti, e d’altre Sette, che tutti in se uniti dandosi mano nella libertà [p. 93 modifica]di coscienza, e co’l Braccio anche de’ Potentati Prencipi lor Fautori, fecero gli ultimi sforzi, e machinamenti; Conclusione dell’Impresa. non ostando, dico, tali, e tante contrarietà, restò il Sacro Ecumenico Concilio felicemente conchiuso, e terminato li 4. Decembre 1563. à gloria immortale della Fede Catolica, e scorno perpetuo dell’Heresia.

Cosa notabile del publicarsi il Concilio. In tutte tre le volte, che si publicò à Trento il Sacro Concilio, si fece quel dì solenne festa per ordine della Città: Et se bene delle prime due volte non mi consta; della terza è costante, che s’aprì per Indulto Pontificio insieme con il Concilio il Giubileo, come accennai, e ciò per il buon successo della Santa Sinodo, & ogni maggior bisogno della Christianità.

Trentini e loro feste per il Sacro Concilio. Li Trentini poi, che non capivano in se stessi per la sorte beata di tal Concilio, da cui ridondava con l’utile, gloria singolare alla lor Patria, portandone la gioia in fronte, non mancorono di far tutte le maggiori dimostrationi d’hilarità con erger’ Archi trionfali all’arrivo massime de’ Cardinali Legati, e de gli Ambasciatori Cesarei, per contrasegnar vie più la lor divotione verso la Santa Sede, & il Sacro Romano Imperio. Nel resto facendo à gara li Cittadini tutti per l’accoglimento de’ Padri con ceder loro prontamente le proprie Case, & habitationi, e prestar [p. 94 modifica]ogni più devoto servigio, ossequio, e rispetto. Ne il Publico mancò di dar sempre gli ordini più proprij, & opportuni di Provedimento al vivere, e ben vivere della Città, come trovo registrato.

Sessioni del Concilio quante, & come seguite. Nel tempo, che durò à Trento il Concilio, circa sei anni, come s’è visto, interpolatamente dal 1545. fin al 1564. seguirono in tutto 23 Sessioni Publiche, e loro Decreti. Cioè la prima volta sotto Papa Paolo III. otto Sessioni con altretanti Decreti (senza qui comprender le due Sessioni di Bologna non decretate). La seconda Volta sotto Papa Giulio III. sei Sessioni con i loro Decreti. E la terza volta sotto Papa Pio IV. nove Sessioni parimente con i loro Decreti.

Concilio di Trento, in qual Chiesa celebrato. La prima, e seconda volta si celebrò il Concilio nella Chiesa Catedrale di S. Vigilio; e la terza qui nel Tempio di Santa Maria Maggiore: benche di ciò non parlino i Scrittori dell’Historia, ne sò la causa. I Decreti di tutte le 23 Sessioni si publicorono sempre in Duomo à piedi del Crocifisso, che si notò.

Resta hora delibar’ in sostanza ogni Sessione del Sacro Concilio, per dar, come una pennelleggiata in scurcio à ciascheduna.

Epilogo di tutte le Sessioni del Sacro Concilio. Nella prima Sessione publica sotto il sommo Pontefice Paolo III. tenuta li 13. Decembre 1545. seguì il Decreto di dar cominciamento al Concilio.

Nella seconda. di 7. Genaro 1546. si decretò il modo del viver, e regolarsi nel Concilio.

[p. 95 modifica] Nella terza di 4. Febraro 1546. si decretò del Simbolo della Fede.

Nella quarta di 8. Aprile 1546. si definì delle Canoniche Scritture; della Stampa, & uso de’ libri Sacri.

Nella quinta di 17. Giugno 1546. si definì del Peccato Originale. Del negotio della Riforma Ecclesiastica; e de’ Predicatori della parola di Dio.

Nella sesta Sessione publica di 11. Genaro 1547. si decretò della Giustificatione con sedeci Capi concernenti; e venti tre Canoni; aggiungendo cinque Capi in materia di riforma.

Nella settima di 3. Marzo 1547. si definì de’ Sacramenti in genere con 13. Canoni. Del Sacramento del Battesimo con 14. Canoni; e della Confirmatione con tre Canoni. Aggiungendosi poi di Riforma 15. Capi.

Nell’ottava Sessione di 11. Marzo 1547. si decretò di trasferir il Concilio, come segui, per causa di Contagio.

Nella Nona Sessione seguita in Bologna li 21. Aprile 1547. si terminò di prorogar la Sessione.

Nella Sessione decima seguita in Bologna li 2. Giugno 1547. si terminò parimente la proroga della Sessione.

Nella Sessione undecima la prima sotto il Sommo Pontefice Giulio III. seguita in Trento li 1. Maggio 1551. si decretò di riassumere il Concilio.

[p. 96 modifica] Nella duodecima di primo Settembre 1551. si terminò di prorogar la Sessione.

Nella Sessione terza decima di 11. Ottobre 1551. si definì del Sacrosanto Sacramento dell’Eucharistia con otto Capi concernenti, e undeci Canoni; aggiunti poi otto Capi di Riforma de’ Costumi, e Disciplina Ecclesiastica, con altro Decreto, di ripigliar 4. Articoli del Sacramento d’Eucharistia; e di dar Salvo Condotto a’ Protestanti.

Nella decima quarta Sessione di 25. Novembre 1551. si definì la Dottrina del Sacramento della Penitenza con 9. Capi, e 15. Canoni; e del Sacramento dell’Estrema Untione con 3. Capi e 4. Canoni. Aggiunto il Decreto di Riforma con 14. Capi.

Nella Sessione quinta decima di 25. Genaro 1552. si decretò di prorogar la Sessione, e si diede Salvo Condotto à’ Protestanti.

Nella Sessione decima sesta di 28. Aprile 1552. si decretò di sospender’ il Concilio, come seguì ex abrupto per causa delle Guerre preaccennate.

Nella Sessione decima settima, la prima sotto il Sommo Pontefice Pio IV. celebrata li 18. Genaro 1562. si decretò di celebrar’ il Concilio; con intimarsi la prossima futura Sessione per il dì 26. Febraro.

Nella decima ottava Sessione di 26. Febraro 1562. si decretò della scielta de’ Libri, e d’invitar [p. 97 modifica]tutti al Concilio con fede publica. Si diede in effetto Salvo Condotto alla Nation Germanica, & si estese anche ad altre Nationi.

Nella decima nona Sessione di 14. Maggio 1562. si decretò di prorogar la Sessione.

Nella Sessione vigesima di 4. Giugno 1562. si decretò di prorogar la Sessione, per causa di Varie emergenti difficoltà.

Nella vigesima prima Sessione di 16. Luglio 1562. si trattò la Dottrina del comunicarsi sotto l’una, & altra specie; & della Communione de gl’Infanti, con in tutto quattro Capitoli, & quattro Canoni; aggiunto il Decreto di Riforma con nove Capi.

Nella Sessione vigesima seconda di 17. Settembre 1562. si trattò la Dottrina del Sacrificio della Messa con nove Capitoli, e nove Canoni. Aggiunto un Decreto delle cose da osservarsi, e schivarsi nel celebrare Messa, & un altro Decreto di Riforma con 11. Capi. Come pur un Decreto circa il negotio della concessione del Calice, che fù rimesso in tutto al Sommo Pontefice. S’intimò poi la prossima futura Sessione per li 12. Novembre 1562. ma fu differita per otto mesi continui.

Nella Sessione vigesima terza di 15. Luglio 1563. si trattò la Dottrina Catolica del Sacramento dell’ordine con quattro Capitoli, e otto Canoni. Aggiunto il Decreto dell’Ecclesiastica Riforma con dieci otto [p. 98 modifica]Capi, de’ quali l’ultimo prescrisse a lungo la forma d’ergere i Seminarij.

S’intimò poi la prossima futura Sessione per li 16. Settembre susseguente: ma si differì per due mesi.

Nella vigesima quarta Sessione di 11. Novembre 1563. si definì la Dottrina del Sacramento del Matrimonio con 12. Canoni; e si decretò della Riforma del Matrimonio con dieci Capitoli. Aggiunto il Decreto di riforma Ecclesiastica, in materia massime de’ Vescovi, e Parochi con 21. Capi.

E s’intimò la prossima futura Sessione per li 9. Decembre 1563. ma fu anticipata cinque giorni.

Nella vigesima quinta, e ultima Sessione principiata li 3. Decembre 1563. e finita li 4. si decretò del Purgatorio; dell’Invocatione, e veneratione delle Sacre Imagini, & Reliquie de’ Santi; De Regolari, e delle Monache con 22. Capitoli di tal materia. Aggiunto il Decreto della Riforma, de’ Costumi, & Ecclesiastica Disciplina con 21. Capi. Et si decretò delle Indulgenze; della scielta de’ Cibi, de’ Digiuni, e delle Feste; dell’Indice de’ Libri, del Catechismo, Breviario, e Messale. Del Luogo tenuto da gli Ambasciatori nel Congresso. Dell’accettar, & osservar’ i Decreti del Concilio, e del recitarli in publico, come seguì.

Finalmente si propose di dar fine al Concilio, [p. 99 modifica]e di chiederne al Sommo Pontefice la Conferma; e da tutti i Padri fù risposto Placet.

All’hora il Cardinal Giovanni Morone come primo Legato, e Preside dando la Benedittione alla Santa Sinodo, disse: Ite in Pace; à che da tutti fu risposto: Amen.

Ciò fatto il Cardinal Carlo di Lorena levato in piedi proruppe (latinamente però) nelle seguenti Acclamationi corrisposte da’ Padri.

Card. Al Beatissimo Pio Papa, & Signor nostro, e Pontefice della Chiesa Universale molti anni, & eterna memoria.

Risp. de’ Padri:

Il signor Iddio conservi lungamente alla Sua Chiesa il Santissimo Padre, molti anni.

Card. Alle Anime de’ Sommi Pontefici Paolo III. e Giulio III. i per auttorità de’ quali fu cominciato questo Concilio, la Pace del Signore, & eterna gloria, e felicità nella luce de’ Santi.

Risp. Sia in Benedittione la memoria.

Card. Sia in Benedittione la memoria dellîmperator Carlo V e de’ Serenissimi Regi, che promossero, e protessero questo Concilio.

Risp. Così sia; così sia.

Card. Al Serenissimo Imperator Ferdinando, sempre augusto, Ortodosso, e pacifico; & à tutti i Re, Republiche, e Prencipi nostri, molti anni.

[p. 100 modifica] Risp. Conservi il Signore il pio, e Christiano Imperatore; l’Imperator del Cielo custodisca i Re terreni, della vera Fede conservatori.

Card. A i Legati dell’Apostolica Romana Sede, e Presidenti in questa Sacra Sinodo con grandi gratie molti anni.

Risp. Grandi gratie: il Signor rimuneri.

Card. Alli Cardinali, & Ambasciatori lo stesso.

Risp. Grandi grazie; molti anni.

Card. Alli Vescovi Vita, e felice ritorno alle loro Chiese.

Risp. Ai Promulgatori di verità, memoria perpetua; all’Ortodosso Senato molti anni.

Card. Del sacrosanto Ecumenico Trentino Concilio confessiamo la Fede, e sempre osserviamo i Decreti.

Risp. Sempre confessiamo; sempre osserviamo.

Card. Noi tutti così credemo; tutti lo stesso sentimo, tutti acconsentimo, & abbracciando sottoscrivemo: Questa è la Fede del B. Pietro, e de gli Apostoli; Questa è la Fede de’ Padri; Questa è la Fede de gli Ortodossi.

Risp. Così credemo; così sentimo; così sottoscrivemo.

Card. Adherendo noi à questi Decreti, rendiamosi degni delle misericordie, & gratia del primo, e gran Supremo Sacerdote, GIESU’ CHRISTO Dio, su l’intercessione insieme dell’inviolata Madre di Dio, Signora nostra; e di tutti i Santi.

Risp. Così si faccia, così si faccia. Così sia; così sia.

Card. Scommunica a tutti gli Heretici.

Risp. Scommunica; scommunica.

[p. 101 modifica] Patri soscrivono al Concilio. Doppo, da i Cardinali Legati, & Presidenti fu commandato sotto pena di Scommunica, à tutti i Fratelli, che prima di partir da Trento si sottoscrivessero di mano propria à i Decreti del Concilio, ò per publico Instromento li approvassero. Così tutti si sottoscrissero; e furono in numero 255 cioè quattro Cardinali Legati; due Cardinali non Legati; tre Patriarchi; venticinque Arcivescovi; cento sessant’otto Vescovi; sette Abbati; Procuratori legitimi di Vescovi assenti trenta nove; sette Generali di Ordini di Religione. Così rilevai di punto dallo stesso Concilio stampato, che presi per Originale di questi tratti.

Concionatori al Sacro Concilio. Ne quì lascio di toccare, come nelle prelibate Sinodali Sessioni seguirono, oltre le dispute, Concioni latine declamatorie d’alcuno, ò più Padri à ragione d’incontro, e di materia; si come anco gli Ambasciatori de’ Prencipi, ò per se, ò per altri perororono nel loro arrivo; e n’hebbero risposta da’ Padri. Trà i Concionatori si segnalò notabilmente il Vescovo di Bitonto Cornelio Musso; il P. Giacomo Lainez secondo Generale della Compagnia di Giesù; il P. Eugenio da Pesaro Agostiniano; & il Padre Gasparo Cardillo, qual’in particolare disse un Oratione de Primatu D. Petri con tanto maggior Dottrina, & energìa, quanto che questa era la Massima da gli Heretici più impugnata. (Qual follia! il voler dar di capo in una Pietra così massiccia: altresì trovar’ intoppo, ò scandalo in una Pietra così santa, così appianata). E tal’ [p. 102 modifica]Oratione si diede in luce publica; come si fece anche di molte altre.

Cosa notabile de’ Padri del Concilio. Leggo del Padre Lainez, che durò tal’hor fin le tre hore continue in declamare, e per cosa notabile osservo, che, mentre peroravano dal Pulpito i Dottori, e Teologi, era permesso à tutti entrar nel Tempio: là dove, quando parlavano i Vescovi, e conferivano, era vietato. Arcani di Cielo, e Misterij di Divinità si trattavano all’hora in un Supremo, augusto Senato; e quindi si rendevano imperscrutabili. L’ultimo che perorò, fù Girolamo Ragazzonio Vescovo di Nazianzo, Coadiutore di Famagosta, che con Oratione à tutto numero durata per due giorni, chiuse il Sacro Conclave in questo modo:
Discorso per coronide del Sacro Concilio. Audite haec, omnes Gentes, auribus percipite omnes, qui habitatis Orbem. Tridentinum Concilium iamdiù caeptum, aliquando intermissum, distractum varie, atque divulsum, nunc demum, singulari Dei omnipotentis beneficio, summa, atque incredibili omnium ordinum, ac nationum voluntate connectitur, atque perficitur. Dies haec quidem felicissima Christiano populo illuxit, in qua templum Domini disturbatum frequenter, ac dissipatum reficitur, & absolvitur; & Navis haec una bonorum omnium ex maximis, ac diuturnis turbinibus, atque fluctibus tuta in portu collocatur, &c.

Ultimato il Concilio li 4. Decembre 1563. e datone segno à suon di tutte le Campane, Trento si vidde risuonar d’applausi, & acclamationi, e per più giorni festeggiar, come Città [p. 103 modifica]vittoriosa, e trionfante. Gloria de’ Padri del Concilio. Haveresti detto, che Trento fosse insieme Campo, e Campidoglio del Christianesimo; e in vedendo uscir di Conclave i Padri, si consideravano, come tanti Campioni di Cielo, che havevano espugnate le forze d’Inferno; e si veneravano altresì, come tanti Simolacri, e Numi, che havevano irrefragabilmente stabiliti i Dogmi di Divina, Catolica Verità.

Nova spedita del Sacro Concilio à Christiani Prencipi. In tanto da gli Ambasciatori de’ Prencipi spedita per Corrieri la nuova, le feste, che seguirono in tutte le Città Catoliche d’Europa, non han qui luogo; come, quanto giubilasse trà gli altri Potentati il Papa, e l’Imperatore, non si può esprimere. Roma, e Vienna (senza replicar di Trento) furono i Teatri più cospicui, dove sù gli occhi di tutto il Mondo Catolico si rappresentò al vero la Scena d’un tale gaudio.

Heretici confusi. All’incontro gli Heretici tanto di Germania, che di Francia, Inghilterra, e altri sorpresi, storditi, e tutti confusi rimasero, come Huomini senza capo, ò come Capi senza mente, che più non sapevano, dove dar di capo. E tanto più si vestivano costoro di confusione, quanto che vedevano allestirsi in Trento il Carro di trionfo da’ Cardinali Legati, per condur’ à Roma debellati i Mostri d’Heresia, fulminati i Giganti d’iniquità.

Vittorie queste tanto più segnalate, & ammirabili, quanto che si riportorono con Armi di Dottrina, [p. 104 modifica]di Zelo, e di pietà. Padri del Concilio non mai tennero Guardia. Per altro, già che co’l gran Martire Pontefice di Canturbia: Non est custodienda Ecclesia Castrorum more, s’esposero in così fatto Aringo i Cardinali, Prelati, e Prencipi del Sacro Concilio senza mai tener’ alcuna secolar difesa, o Guardia per propria sicurezza; ne mai tuonarono fulmini, ò Cannoni, che di Sacri Canoni.

Instanza de’ Cardinali Legati per Conferma del Concilio. In fatti partirono da Trento gloriosi, non men che gioiosi i Padri della Sacra Sinodo, e, giunti a Roma i Cardinali Legati, la prima cosa supplicorono il Sommo Pontefice per la Confirmatione del Concilio, com’appuntatamente fecero il Cardinal Giovanni Morone, & il Cardinal Lodovico Simoneta il giorno 26. Genaro 1564. adducendo appresso la Santità Sua il Decreto sopra ciò seguito dello stesso Concilio. Papa Pio 4. conferma il Concilio di Trento. Così che il Papa, doppo previa matura deliberatione, di consenso, e consiglio del Sacro Collegio de’ Cardinali, venne all’atto di tal Conferma, e ne commandò insieme inviolabile osservanza; come il tutto appare per Bolla di Sua Beatitudine emanata in Roma espressamente.

Alla quale successero poi i Moti proprij dello stesso Sommo Pontefice Pio IV. per l’essecutione effettiva del Sacro Concilio; negotio arduo, e di conseguenza tanto più, quanto che si trattava di ridur’, come si fece, all’atto prattico sì gran Teorica; con levar di possesso inveterato tali, e tanti disordini, scandali, & abusi, [p. 105 modifica]che dominando à furia, hormai facevano calle di prepotenza.

Paolo Manutio alla prima stampa del Sacro Concilio. Si stamporono dunque la prima volta in Roma per ordine del Papa i Canoni, e Decreti del Sacro Concilio, nel che s’impiegò l’opera di Paolo Manutio, come leggo notato in uno di que’ primi essemplari; e uscirono poi anche riformati il Breviario, e Messale; come pur il Decretato Catechismo Romano: Libro questo di non mai à bastanza lodata pietà, & eruditione; e che serve di necessario real indrizzo ad ogni Paroco, e Pastor d’Anime.

Publicato il Libro del Concilio, Sua Santità di Moto proprio dichiarò del tempo, che intendeva, ohbligassero i Decreti della Santa Sinodo, e prefisse in punto dal primo di Maggio 1564. Indi, per dar’ ogni più vigoroso effetto all’essecutione, appoggiò la mole d’un tanto affare à otto Cardinali, che tutti à punto come tanti Cardini la sostennero. Cioè:

Cardinali deputati all’essecutione del Sacro Concilio. Il Cardinal Gio: Giovanni Giovanni Morone.

Il Cardinal Gio: Giovanni Giovanni Michele Saraceno.

Il Cardinal Gio: Giovanni Giovanni Battista Cicada.

Il Cardinal Michel Alessandrino.

Il Cardinal Clemente in Ara Coeli.

Il Cardinal Lodovico Simoneta.

Il Cardinal Vitellorio.

Et Il Cardinal Carlo Borromeo.

Quest’ultimo andò tra i primi à dar di se medesimo le prove; perche, fatto all’hora [p. 106 modifica]Arcivescovo di Milano, quanto colà operasse sì gran Santo per l’essecutione massime del Sacro Concilio, lo confessa a pieno quella Città, e Metropoli; lo sa il Mondo.

Tale in ristretto fu l’essito del Sacro Concilio di Trento, che principiato, e per due volte riassunto sempre co’l cantarsi da uno de’ Cardinali Legati la Messa dello Spirito Santo, farsi Processione publica per Città, e intuonarsi ad ogni Sessione il Veni Creator, restò finito co’l cantarsi parimente Messa Pro Gratiarum actione, andar’ in Processione per Città, e cantarsi il Te Deum solennemente.

Restarebbe dar’ un tratto al nome di tutti i Soggetti, che intervennero alla Sacra Trentina Sinodo nelle tre diverse volte, che si radunò: ma perche ciò farebbe far un troppo lungo Catalogo di Litanie, rimetto chi legge al libro dello stesso Concilio, nominando io qui solamente i Cardinali Legati à latere, come quelli, che vi fecero figura di Sommo Pontefice.

Nome de’ Cardinali Legati, che intervennero al Sacro Concilio la prima volta Li Cardinali Legati di Papa Paolo III. furono Pietro Paolo Parisio; Giovanni Morone, e Reginaldo Polo Inglese.

In luogo però de’ due primi, che si richiamorono dal Papa, vennero il Cardinal Gio: Giovanni Giovanni Maria de Monti; e Marcello Cervino, che ambi poi furono l’un doppo l’altro Sommi Pontefici.

Li Cardinali Legati di Papa Giulio III. furono [p. 107 modifica]Marcello Crescentio con li due Assistenti Sebastiano Pighino Arcivescovo Sipontino, e Luigi Lipomano Vescovo di Verona.

Legati in terza volta. Li Cardinali Legati di Papa Pio quarto furono:

Hercole Gonzaga e Girolamo Seripando (ambi morti durante il Concilio.)

Giovanni Morone venuto in luogo del Cardinal Gonzaga.

Bernardo Navagerio in vece del Cardinal Seripando.

Stanislao Hossio di Polonia.

Lodovico Simonetta.

Marco Sitico d’Altemps.

E Christoforo Madrutio, come consta memoria: benche non si trovi notato in Catalogo; e fu Legato, crederei, di supererogatione; stando com’era, Vescovo di Trento, e Principe.

Cardinal Lodovico Madrutio creato Cardinale, e quando. Cardinali non Legati trovo, che in tutto fossero quattro; e altrove leggo solamente due, trà quali Lodovico Madrutio Eletto di Trento; creato Cardinale nel 1561. del qual anno li 9. Marzo comparve la prima volta in Duomo con Beretta rossa; e nel giorno di S. Vigilio lo stesso anno cantò la sua Messa Pontificale. Così nello stesso tempo vestì due diverse Porpore Casa Madrutia. Così Trento si resse nello stesso tempo sù due Cardini; il che sia quì detto per transenna.

Il luogo, che tennero nel Concilio i Padri, si [p. 108 modifica]può facilmente scorgere dal Ritratto in Pittura; Li Cardinali Legati sedevano in primo posto a fronte del Concilio, tenendosi nel mezzo i Presidenti.

Li Prencipi, che intervennero di persona, sedettero, secondo il grado, come fecero trà gli altri li due Elettori del Sacro Romano Impero, l’Arcivescovo di Magonza, e quel di Treveri, l’anno 1551. che intervennero al Sacro Concilio.

Trà gli Ambasciatori de Prencipi che si spedirono di tutta Europa, gli Ecclesiastici sedevano à destra de’ Cardinali Legati; li Secolari à sinistra.

Ambasciatori Ecclesiastici al Sacro Concilio. Gli Ecclesiastici furono:

Antonio di Muglitio Arcivescovo di Praga Ambasciator di Cesare.

Giorgio Draskovich Vescovo Quinqu’ecclesiese Ambasciator Cesareo per il Regno d’Hungaria.

Valentino Herbuto Vescovo Premisciese Ambasciator per il Rè di Polonia.

Marc’Antonio Bobba Vescovo d’Augusta in Piemonte Ambasciator del Duca di Savoia, che fù fatto nello stesso tempo Cardinale di Santa Chiesa.

Girolamo de’ Caddi Vescovo di Cortona Ambasciator del gran Duca di Toscana.

F. Martino Roia Portalrosso Amhasciator de’ Cavalieri Gerosolimitani.

[p. 109 modifica] Ambasciatori Secolari. Li Secolari furono:

Sigismondo Conte di Tunn Amhasciator di Cesare.

Lodovico di Lansac.

Rinaldo Ferrerio Preside nel Parlam. di Parigi.

Guido Fabro maggior Giudice di Tolosa Ambasciatori tutti tre del Rè Christianissimo.

Ferdinando Martineo Mascarenio Ambasciator del Rè di Portugallo.

Nicolò di Ponte Dott. Cavalier.

Matteo Dandolo Cavalier, Ambasciatori per la Serenissima Republica di Venetia.

Melchior Lussi Cavalier, Ambasciator per i Sette Cantoni Helvetici.

Agostino Pangartner Giurisconsulto Amhasciator del Duca di Baviera.

Claudio Fernandez Quignonio Conte di Luna Ambasciator del Re Catolico.

Ambasciator Catolico, e suo luogo nel Concilio. Questo, per contesa nata di precedenza con i Legati del Rè Christianissimo, s’andò porre in mezzo al Tempio appresso dove sedeva il Secretario del Sacro Concilio.

Per altro, come si disse, fù fatta dichiaratione speciale dalla Santa Sinodo, che il luogo tenuto da gli Oratori de’ Prencipi nelle Sessioni, funtioni, e conferenze non intendesse haver portato ne avanti, ne doppo alcun pregiudicio trà loro di precedenza come fù pratticato al tempo di Papa Pio II. Non si nominano altri Ambasciatori, che andorono, e venirono, come occorse.

[p. 110 modifica] Luogo tenuto da’ Vescovi, & altri Soggetti Li Vescovi, che per dignità vanno con l’Apice Apostolico; e quindi lo stesso Sommo Pontefice si chiama Vescovo, sedettero doppo gli Arcivescovi; & questi doppo li Patriarchi. Seguirono poi gli Abbati; indi li Generali di Religione; li Dottori di Legge, & i Teologi; li Procuratori de Vescovi assenti; li Procuratori di Religioni; & gli altri Soggetti secondo il grado.

De i Padri, che concorsero alla Santa Sinodo, trà i Cardinali Legati, due, come dissi, evasero Sommi Pontefici, cioè il Cardinal Giovanni Maria de’ Monti, che fù Papa Giulio III. & il Cardinal Marcello Cervino, che fù Papa Marcello II.

Trà gli Arcivescovi, quel di Rossano salì al Triregno, e fù Papa Urbano VII.

Vescovi del Concilio, quali divennero Papi. Trà i Vescovi cinque divennero Cardinali, e tre Sommi Pontefici cioè Hugone Boncompagno, che fù Papa Gregorio XIII. Giovanni Antonio Fachinetti Patriarca di Gerusalemme, che fù Papa Innocentio IX e Nicolò Sfondrato, che fù Papa Gregorio XIIII.

Trà i Dottori di Legge uno diventò Cardinale, che fù Scipione Lancilotti.

Teologi celebri del Sacro Concilio. Trà i Dottori Theologi di nome celebre singolarmente furono Pietro Soto dell’ordine de’ Predicatori; Alfonso Salmerone della Compagnia di Giesù; Antonio Covarruvia, Auditor di Granata; e Michel di Medina dell’ordine de’ Minori.

[p. 111 modifica] Soggetti, che morirono in tempo del Sacro Concilio. Et perche la Morte, Tiranna inessorabile del Mondo vuol’ haver parte sempre mai in tutte le Imprese, non perdonò ne meno al Sacro Concilio. Nel tempo, che durò, morirono de’ Soggetti che vi concorsero, trà i Papi, Paolo III. e Giulio III. trà gli Imperatori Carlo V. trà i Cardinali Legati Hercole Gonzaga e Girolamo Seripando. Trà gli Oratori de’ Prencipi morì il Conte di Luna, prenominato e fù sepolto in Trento.

Trà gli Arcivescovi Cesare Cibò Arcivescovo di Torino, morì in Trento.

Trà i Vescovi morirono in Trento Lodovico Vannio de Teoduli Vescovo di Bertinoro.

Gio: Giovanni Giovanni Antonio Pantusa Vescovo di Cosenza.

Galeazzo Roscio Vescovo d’Assisi.

Simone Aleoti Vescovo di Forlì.

Girolamo Trevisano Vescovo di Verona.

Giovanni Colosavrino Ungaro Vescovo Canadiese.

Trà i Dottori Teologi morì in Trento Pietro di Soto. E trà li 12. Dottori di Sorbona Natal Pelletio; come pur alcuni Generali di Religione.

E tutti questi Soggetti morti in Trento, vi si tengono anche sepolti probabilmente: benche (à riserva d’alcuni) non consti dove; non parlando ne Lapidi, ne facendosi sentir l’Ossa. Il Corpo del Cardinal Hercole Gonzaga fù trasportato à Mantova; de gli altri non si sà, [p. 112 modifica]che si sian mossi.

Qui per epilogar vie più l’intrapreso Disegno, la Carta piegarò del Disegnato con inchiudervi l’intiero numero de’ Soggetti, che intervennero al Sacro Concilio per tutto il tempo che durò, & insieme porre un estratto più essentiale.

Estratto di tutto il Sacro Concilio di Trento.

Cardinali Legati numero 13
Cardinali non Legati num. 4
Ambasciatori de’ Prencipi num. 29
Patriarchi num. 3
Arcivescovi num. 33
Vescovi num. 233
Abbati num. 15
Generali di Religione num. 12
Dottori di Legge, e Teologi num. 145
Procuratori de Vescovi, e altri num. 15
Ufficiali num. 4
Cantori num. 9
Notari num. 3
Curiori num. 2
In tutto num. 520

Sessioni pubbliche numero 25.

Decreti, ò Dogmi circa numero 35.

Canoni numero 117.

Capitoli numero 229.

Nationi, che concorsero al Sacro Concilio. Vi concorsero d’Europa quattordeci Nationi, Italiani, Spagnoli, Francesi, Tedeschi, Greci, Portughesi, Irlandesi, Schiavoni, Ungari, Polacchi, Fiaminghi, Inglesi, Croati, Moravi.

[p. 113 modifica] Questo è quanto la fiacchezza di mia penna potè à scurcio abbozzar della Sacrosanta Trentina Sinodo Ecumenica, ultima, generale: Quel Concilio, che contro l’Hidra Tartarea d’Heresia fu qual divino Hercole, e qual Viva Colonna di fuoco con haver’ isgombrato le caligini d’un Egitto d’errori lampeggia sempre più nella Chiesa di DIO.

Concilio di Trento, e suo preggio. Concilio, che celebrato sotto il Sommo Pontefice, nelle forme, che dichiara il 21. Capo della 24. Sessione; & Salva sempre l’auttorità della Santa Sede, come si spiega nel 21. Capo della 25. Sessione: si rende sopra modo in tutto ordinato, utile, auttorevole, & irrefragabile, in onta de’ protervi Heretici Protestanti, quali affettavano da loro un Concilio tanto più invalido, e mostruoso; quanto che lo volevano senza Capo, e sopra Capo.

Così resta la superba loro Cervice
infranta, e doma;
e mal grado loro,
sono costretti
veder’in fonte quella Catolica Verità,
che tutta via per odio, livor, e per-
versità, non vogliono confes-
sare. Tanto sono di cuor
indurati e perfidi; e
perciò avveran-
dosi:
Perditio tua ex te, Israel.