Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/393

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indice delle materie 377

Senza qual virtù non potesse governare il regno suo, 255.

Giovenale. (Vedi Juvenale.)

Girolamo. (Vedi Jcronimo.)

Giudicare ti possono alcune cose subito e in un’occhiata, non così le virtù e i costumi degli uomini, 108.

Giudici, che cosa facciano alle volte per parer savii, 296.

Giudicio, maestro di chi scrive, 49. — Più perfetto diventa per la lunga esperienza, 73. — Necessario nelle facezie, 118.

Giulio Cesare perchè portasse la laurea, 116.

Giulio II pontefice ricevuto magnificamente in Urbino, 43, — Suoi magnifici edificii accennati, 271. — Sua faceta risposta, 317.

Giunone, festa detta delle Ancille in onore di tal dea perchè instituita, 136.

Giureconsulti. (Vedi Jurisconsulti.)

Giustizia che cosa sia, 255. — Da chi, e per cui comando portata in terra, secondo i poeti, 249. — Ajutata dall’odio contra i cattivi; sue lodi; nasce dalla temperanza, 255. — Massima cura de’ buoni principi, 267.

Golpino, servo del Magnifico, facezia intorno ad esso, 141. (Vedi de’ Medici Giuliano.)

Gonfiarsi ne’ favori non dee il Cortegiano, 94.

Gonnella, faceto burlatore, 158.

Gonzaga (Alessandro) gentilmente comparato ad Alessandro Magno, 139.

Gonzaga (Cesare) propone il II giuoco, cioè, se l’uomo fosse necessitato d’impazzire, qual sorta di pazzia, essendo ciò in sua potestà, dovrebbe eleggere, 15 e seg. — Fu uomo raro e di belle qualità, 240 e 241.

Gonzaga, donne celebri di tal casa accennate, 198.

Gonzaga (Eleonora) duchessa d’Urbino, lodata, 242.

Gonzaga (Elisabetta) duchessa d’Urbino, lodata, 2, 169. — Sua modestia e grandezza d’animo. 11, 12, — Sua forte castità ad onta dell’impotenza del marito, 214, e altrove lodata.

Gonzaga (Federico) marchese di Mantova. (Vedi Federico.)

Gonzaga (Federico) figliuolo di Francesco marchese di Mantova, lodato, 276, 318.

Gonzaga (Francesco) Marchese di Mantova, lodato, 271.

Gonzaga (Giovanni), sua piacevole comparazione di suo figliuolo Alessandro con Alessandro Magno, 139.

Governare, dal non saper governare i popoli quanti mali nascano, 246 e seg.

Governator buono, è gran laude d’un principe l’esser così chiamato, 275.

Governo ottimo qual sarebbe, 266, 267.

Grammatico che non aveva letto, come ciò fosse inlerpetrato da Annibale Paleotto, 131, 132, (Vedi Letto.)

Granata, e suo regno, conquistato da Ferdinando re di Aragona, 310. — Per cagione e virtù di chi, 199, 217.

Gran Capitano. (Vedi Coasalvo Ferrando.)

Grandezza di animo conveniente a’principi qual sia, 270. — Suoi effetti, ivi.

Grasso de’ Medici, e scherzo intorno ad esso, 62.

Grati universalmente, non si debbono motteggiare, 122.

Gravità nelle donne moderata, induce riverenza, 225, — Gravità faceta, lodata, 138.

Grazia non s’impara, ma è dono di natura, 33 e seg. — Si può rubare e come, 35.

Grazia, o sia favore, quanto importi al Cortegiano essere in grazia del suo Signore, 107. — Come debba da esso guadagnarsi prima di volergli insegnar la virtù, 270. — Della sua donna come debba mantenersi l’amante, 232.

Graziati alcuni nascono, altri no, 23. — Graziato deve essere il Cortegiano, ivi.

Grazie come debbansi dimandare a’ principi, 92. (Vedi Favori.)

Grecia, sua consuetudine trasportata in Massilia, 189.

Grue, hanno il lor principe, vario però, 256.