Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/404

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388 indice delle materie.


Ruota, bella comparazione d’una ruota con Isabella regina di Spagna, 200.

Rusticità non dee diventar la modestia, 96.

S

S, lettera geroglifica, portata in fronte dalla duchessa d’Orbino, li (Vedi Aretino.)

Sabine donne, come giovassero all’aumento di Roma, 195, 196.

Sadoleto (M. Jacomo), suo ingegnoso motto al Beroaldo, 126.

Saffo, poetessa eccellente, 194.

Sagacità nelle donne piace ad alcuni, 225.

Saguntine donne, lodate, 198.

Sallaza dalla Pedrada, suo gentil motto, 137.

Salomone, sua Cantica accennata, 218.

Sannararo, vario effetto che cagionarono certi versi recitati come del Sanazaro, quando si scoperse che non erano di lui, 110.

Sanese, suo detto, 110.

Senesi, motteggiati, 127. — Si dànno sotto la protezione dell’imperatore, 140.

San Leo, fortena perduta, scherzo intorno a tal perdita, 144.

Sansecondo (Jacomo) eccellente in cantare alla viola, 120.

Sanseverino (Galeazzo), lodato, 34.

Santacroce (Alfonso), sua facezia, 142, 143. Sapere, è l’origine del parlare e scriver bene, 45. — Sopra tutte le cose desiderato dalla natura, 56.

Sapienza artificiosa qual sia, 249. — E qual la civile, ivi.

Sardanapali infiniti si trovano al mondo, 202.

Sasso, sua natura, 250.

Saturno, età d’oro che fingesi essere stata a’ tempi di lui, come si potrebbe far ritornare, 256.

Scacchi, mediocrità nel saper giocare ad essi, più lodevole della eccellenza, 106. — Costume di chi gioca a scacchi, 130, 131. (Vedi Scimia, Spagnoli.)

Scelerali non muovono a riso, 122. — Non si motteggino, 151.

Scienza vera qual sia, 253.

Scimia che giocava eccellentemente a scacchi, descritta, novella graziosa, 130, 131.

Scioccherie di alcuni che per esse si stimano buon compagni, 111.

Sciocchezza fingere, modo factto, 144, 146.

Sciocchezza di certo Cardinal giovane, 84, 85. — D’un gentiluomo amato da una gran signora, 234 (Vedi Osteria.) — Sciocchezze nelle facezie lunghe si fuggano, 131.

Scipione Africano ironicamente faceto, 143. — Sua continenza, 204, 206. — Oppugnata, 209. — Negata da alcuni scrittori, ivi. — Tenuto per sonnolente, 247. — Gustava delle ammonizioni di Panezio, ivi.

Scipione Nasica ciò che rispondesse ad Ennio, 145.

Scirone, biasimato, 271.

Scizia, suoi efferati abitatori, 282.

Sciti, lor barbaro costume, 263.

Scrittori, da chi si conoscano, 58, 59. — Scrittori antichi, in che consista la lor differenza, 52. — Diversi da Cicerone in alcuni termini, 53.

Scrittura altresì aborrisce le parole che si fuggono nel parlare, 39.

Scrivere, quali utilità apporti, 58, 59.— Scrivere e parlar bene deve il Corlegiano, 42. — In che consista lo scriver bene, 3.

Scultura se sia più nobile che la pittura, 65. — Sua difficoltà, 66.— Non può mostrar molte cose, ivi.

Scurrilità dee fuggirsi dal Cortegiano, 159.

Secreterai in amore quanto giovi, 231.

Secreto come debba tenersi l’amore, 235.

Sedulità, propria delle donne, 130.

Semiramis, lodata, 202.

Semplicità nelle donne piace ad alcuni, 225.

Senile età, inetta a gustare i piaceri, 74.

Senocrate, sua continenza, 204. — Negata, 209, 210. — Dedito all’ubbriachezza, ivi.

Senofonte ammonitore di Agesilao, 247. — Sua sentenza, 267.

Senso, suoi errori nel giudicare, e suoi danni, 286. — Ne’ giovani è poten-