Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/385

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

indice delle materie 369


Cauto e prudente debb’esser il Cortegiano, 80, 115, 116.

Centro; punto di esso difficile a ritrovarsi nel circolo, 274.

Cerere, lodata, 194.

Cervi si prepongono un capo; non sempre però lo stesso, 256.

Cervia; Vescovo di Cervia deluso dal papa, 150.

Chie donne, o vogliam dire di Chio, liberano la patria, 197. — Altra lor prodezza in Leuconia, ivi. — Chii vinti dagli Eritrei, ajutati dalle lor donne a diminuire la vergogna della resa, 197.

Chio assediato. (Vedi Filippo.)

Chirone insegna musica ad Achille, 63.

Cianciatori, biasimati, 92.

Cibi stomacosi e schifi mangiati imprudentemente, che effetto facciano risapendosi, 253.

Cicerone; imitato nel proemio dell’Oratore dal Castiglione in quello del suo Cortegiano, 7 e seg. — Altrove pure imitato, come a 119, 122, 132, 145, 151, 168 e seg., 240. — Sua dottrina intorno all’imitazione, 50 — Il Castiglione piglia da Cicerone varie avvertenze circa le facezie, 118, 119. — Cicerone molto si lauda per avere disvelata la congiura di Catilina; la quale scoperta però ebbe origine da una donnicciuola, 196.

Cicuta; veneno temperato con cicuta a qual fine publicamente si conservasse in Massilia, 189.

Cieco. (Vedi Giuocatore.) — Cieco d’un occhio; facezia insolente intorno ad esso, 132.

Cintone tassato di bevitore, 247.

Cipro, già congiunta alla Soria, 313.

Circe; bella argomentazione tolta dalla favola di Circe, intorno alla grandezza vera de’ principi, 269.

Circolo. (Vedi Centro.)

Cirignola; sua giornata accennata, 143.

Ciro rompe i Persiani, 197. — Ma subito è rotto da essi, per opera delle loro donne, ivi.

Città; si assegna da Platone nella sua Republica alle donne da custodirsi, 178. — Buono stato di essa qual sia, 275. — Come vada in ruina, ivi. — Città già floride, ora distrutte,
o cadute dall’antico onore, 314.

Civita Vecchia di che abbondi, 271.

Clearco, tiranno di Ponto, a che fosse indotto dal timore, 261.

Cleopatra, lodata, 202.

Cognizioni diverse necessarie alla Donna di Palazzo, 177,.

Collera eccessiva cagiona il riso, 150.

Colombo impiccato; facezia, 144.

Colonna (Marco Antonio) lodato, 137.

Colonna (Vittoria) Marchesa di Pescara, lodata, 1.

Colossi di stoppa e di strassi comparali ai cattivi principi, 246. (Vedi principi.)

Colpa primiera perchè si chiami dalla Chiesa felice, 185.

Comandare, esser comandati per esser governati, dice l’Autore, 269 — Comandare chi sa, è sempre obedito, 262. — Comandare a’ virtuosi come si debba, 258, 259. — Come comandi l’anima al corpo, ivi. — La ragione all’appetito, ivi.

Comandi de’principi, 97.

Combattimenti privati, o sieno duelli, 30.

Comici, esprimono l’imagine della vita umana, 73.

Comedia di certo M. Antonio motteggiata, 149.

Comparazioni facete quali esser debbano, 139.

Compiacere si deve al principe, 91 — È necessario all’amante, 228.

Complession temperata è quella della donna, 184.

Commune lingua qual fosse presso i Greci, per sentenza del Castiglione, 47.

Communicare le sue passioni è uno sfogo di esse, 236.

Communità delle mogli introdotta da Platone nella sua republica, toccata per ischerxo, 266. (Vedi Platone, e Mogli.)

Concordia ed amore regnavano nella corte d’Orbino, 11.

Confessione; novelletta d’uno che si lodava nel confessarsi, 135.

Confessor di Monache: avventura galante, 134.

Conoscere in tre modi può l’anima no-