Progetto:Bibbia/Diodati/Matteo

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1 

LIBRO della generazione di Gesù Cristo, figliuolo di Davide, figliuolo di Abrahamo. 

2  Abrahamo generò Isacco; ed Isacco generò Giacobbe; e Giacobbe generò Giuda, ed i suoi fratelli.

3  E Giuda generò Fares, e Zara, di Tamar; e Fares generò Esrom; ed Esrom generò Aram.

4  Ed Aram generò Aminadab; ed Aminadab generò Naasson; e Naasson generò Salmon.

5  E Salmon generò Booz, di Rahab; e Booz generò Obed, di Rut; ed Obed generò Iesse.

6  E Iesse generò il re Davide. E il re Davide generò Salomone, di quella ch’era stata di Uria.

7  E Salomone generò Roboamo; e Roboamo generò Abia; ed Abia generò Asa.

8  Ed Asa generò Giosafat; e Giosafat generò Gioram; e Gioram generò Hozia.

9  E Hozia generò Ioatam; e Ioatam generò Achaz; ed Achaz generò Ezechia.

10  Ed Ezechia generò Manasse; e Manasse generò Amon; ed Amon generò Giosia.

11  E Giosia generò Ieconia, e i suoi fratelli che furono al tempo della cattività di Babilonia.

12  E, dopo la cattività di Babilonia, Ieconia generò Salatiel; e Salatiel generò Zorobabel.

13  E Zorobabel generò Abiud; ed Abiud generò Eliachim; ed Eliachim generò Azor.

14  Ed Azor generò Sadoc; e Sadoc generò Achim; ed Achim generò Eliud.

15  Ed Eliud generò Eleazaro; ed Eleazaro generò Mattan; e Mattan generò Giacobbe.

16  E Giacobbe generò Giuseppe, marito di Maria, della quale è nato Gesù, che è nominato Cristo.

17  Così tutte le generazioni, da Abrahamo fino a Davide, son quattordici generazioni; e da Davide fino alla cattività di Babilonia, altresì quattordici; e dalla cattività di Babilonia fino a Cristo, altresì quattordici.

18  OR la natività di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, essendo stata sposata a Giuseppe, avanti che fossero venuti a stare insieme, si trovò gravida; il che era dello Spirito Santo.


19  E Giuseppe, suo marito, essendo uomo giusto, e non volendola pubblicamente infamare, voleva occultamente lasciarla.

20  Ma, avendo queste cose nell’animo, ecco, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di ricever Maria, tua moglie; perciocchè, ciò che in essa è generato è dello Spirito Santo.

21  Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù; perciocchè egli salverà il suo popolo da’ lor peccati.

22  Or tutto ciò avvenne, acciocchè si adempiesse quello ch’era stato detto dal Signore, per lo profeta, dicendo:

23  Ecco, la Vergine sarà gravida, e partorirà un figliuolo, il qual sarà chiamato Emmanuele; il che, interpretato, vuol dire: Dio con noi.

24  E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece secondo che l’angelo del Signore gli avea comandato, e ricevette la sua moglie.

25  Ma egli non la conobbe, finchè ebbe partorito il suo figliuol primogenito. Ed ella gli pose nome Gesù.

2  ORA, essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, a’ dì del re Erode, ecco, de’ magi d’Oriente arrivarono in Gerusalemme, dicendo:

2  Dov’è il Re de’ Giudei, che è nato? Poichè noi abbiamo veduta la sua stella in Oriente, e siam venuti per adorarlo.

3  E il re Erode, udito questo, fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.

4  Ed egli, raunati tutti i principali sacerdoti, e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo dovea nascere.

5  Ed essi gli dissero: In Betleem di Giudea; perciocchè così è scritto per lo profeta:

6  E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra i capi di Giuda; perciocchè di te uscirà un Capo, il qual pascerà il mio popolo Israele.

7  Allora


. « Horn. 1.

Isa. 7. 14.

.ft2.Sam.l2. 24. . Esd. 3. 2. <« Luc. 1. 35.

/ Luc. 2. 7. Luc. 2. 21. A Luc. 2. 4, ecc.

n cio6 : Salvatore, Luc. 1. 31.

Mich. 5. 1.

[p. 762 modifica]Erode, chiamati di nascosto i magi, domandò loro del tempo appunto, che la stella era apparita.

E, mandandoli in Betleem, disse loro: Andate, e domandate diligentemente del fanciullino; e quando l’avrete trovato, rapportatemelo, acciocchè ancora io venga, e l’adori.

9  Ed essi, udito il re, andarono; ed ecco, la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finchè giunta di sopra al luogo dov’era il fanciullino, vi si fermò.

10  Ed essi, veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza.

11  Ed entrati nella casa, trovarono il fanciullino, con Maria, sua madre; e gettatisi in terra, adorarono quello; ed aperti i lor tesori, gli offerirono doni: oro, incenso, e mirra.

12  Ed avendo avuta una rivelazione divina in sogno, di non tornare ad Erode, per un’altra strada si ridussero nel lor paese.

13  ORA, dopo che si furono dipartiti, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, dicendo: Destati, e prendi il fanciullino, e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perciocchè Erode cercherà il fanciullino, per farlo morire.

14  Egli adunque, destatosi, prese il fanciullino, e sua madre, di notte, e si ritrasse in Egitto.

15  E stette quivi fino alla morte di Erode; acciocchè si adempiesse quello che fu detto dal Signore per lo profeta, dicendo: Io ho chiamato il mio figliuolo fuori di Egitto.

16  Allora Erode, veggendosi beffato dai magi, si adirò gravemente, e mandò a fare uccidere tutti i fanciulli che erano in Betleem, ed in tutti i suoi confini, d’età da due anni in giù, secondo il tempo, del quale egli si era diligentemente informato da’ magi.

17  Allora si adempiè quello che fu detto dal profeta Geremia, dicendo:

18  Un grido è stato udito in Rama, un lamento, un pianto, ed un gran rammarichìo; Rachele piange i suoi figliuoli, e non è voluta esser consolata, perciocchè non son più.

19  ORA, dopo che Erode fu morto, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto, dicendo:

20  Destati, e prendi il fanciullino, e sua madre, e vattene nel paese d’Israele; perciocchè coloro che cercavano la vita del fanciullino son morti.

21  Ed egli, destatosi, prese il fanciullino, e sua madre, e venne nel paese d’Israele.


22  Ma, avendo udito che Archelao regnava in Giudea, in luogo di Erode, suo padre, temette di andar là; ed avendo avuta una rivelazione divina in sogno, si ritrasse nelle parti della Galilea.

23  Ed essendo venuto là, abitò in una città detta Nazaret, acciocchè si adempiesse quello che fu detto da’ profeti, ch’egli sarebbe chiamato Nazareo.

3  OR in que’ giorni venne Giovanni Battista, predicando nel deserto della Giudea, e dicendo:

2  Ravvedetevi, perciocchè il regno de’ cieli è vicino.

3  Perciocchè questo Giovanni è quello del qual fu parlato dal profeta Isaia, dicendo: Vi è una voce d’uno che grida nel deserto: Acconciate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri.

4  Or esso Giovanni avea il suo vestimento di pel di cammello, ed una cintura di cuoio intorno a’ lombi, e il suo cibo erano locuste e miele salvatico.

5  Allora Gerusalemme, e tutta la Giudea, e tutta la contrada d’intorno al Giordano, uscirono a lui.

6  Ed erano battezzati da lui nel Giordano, confessando i lor peccati.

7  Or egli, veggendo molti de’ Farisei e de’ Sadducei venire al suo battesimo, disse loro: Progenie di vipere, chi vi ha mostrato di fuggir dall’ira a venire?

8  Fate adunque frutti degni del ravvedimento.

9  E non pensate di dir fra voi stessi: Noi abbiamo Abrahamo per padre; perciocchè io vi dico, che Iddio può, eziandio da queste pietre, far sorgere dei figliuoli ad Abrahamo.

10  Or già è ancora posta la scure alla radice degli alberi; ogni albero adunque che non fa buon frutto, sarà di presente tagliato, e gettato nel fuoco.

11  Ben vi battezzo io con acqua, a ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più forte di me, le cui suole io non son degno di portare; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.

12  Egli ha la sua ventola in mano, e monderà interamente l’aia sua, e raccoglierà il suo grano nel granaio; ma arderà la paglia col fuoco inestinguibile.

13  ALLORA venne Gesù di Galilea al Giordano


(Mar. i. 1-8. Luc. 8. 1-18. [[Giovanni (Diodati 1821)/capitolo 1#capitolo1versetto

6|Giov. 1.

6]]-8,19-36; 3.23-30.)

Jl battesimo di GesU.

(Mar. 1. 9-11. Luc. 3. 21, 22. Giov. 1..S2-34.)

Os. 11. 1. Ger. 31. 15. « Mat. 4. 17. <« Isa. 40. 3. Giov. 8. 39. /Mat. 7. 19.

5 Fat. 2. 3. 4. 1 Cor. 12. 13. . Mai. 4, 1. Mat. 13. 30. [p. 763 modifica]a Giovanni, per esser da lui battezzato.

14 

Ma Giovanni lo divietava forte, dicendo: Io ho bisogno di esser battezzato da te, e tu vieni a me! 

15  E Gesù, rispondendo, gli disse: Lascia al presente; perciocchè così ci conviene adempiere ogni giustizia. Allora egli lo lasciò fare.

16  E Gesù, tosto che fu battezzato, salì fuor dell’acqua; ed ecco, i cieli gli si apersero, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere in somiglianza di colomba, e venire sopra di esso.

17  Ed ecco una voce dal cielo, che disse: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale io prendo il mio compiacimento.

4  ALLORA Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per esser tentato dal diavolo.

2  E dopo che ebbe digiunato quaranta giorni, e quaranta notti, alla fine ebbe fame.

3  E il tentatore, accostatoglisi, disse: Se pur tu sei Figliuol di Dio, di’ che queste pietre divengano pani.

4  Ma egli, rispondendo, disse: Egli è scritto: L’uomo non vive di pan solo, ma d’ogni parola che procede dalla bocca di Dio.

5  Allora il diavolo lo trasportò nella santa città, e lo pose sopra l’orlo del tetto del tempio.

6  E gli disse: Se pur sei Figliuol di Dio, gettati giù; perciocchè egli è scritto: Egli darà ordine a’ suoi angeli intorno a te; ed essi ti torranno nelle lor mani, che talora tu non t’intoppi del piè in alcuna pietra.

7  Gesù gli disse: Egli è altresì scritto: Non tentare il Signore Iddio tuo.

8  Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i regni del mondo, e la lor gloria, e gli disse:

9  Io ti darò tutte queste cose, se, gettandoti in terra, tu mi adori.

10  Allora Gesù gli disse: Va’, Satana; poichè egli è scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e servi a lui solo.

11  Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco, degli angeli vennero a lui, e gli ministravano.

12  OR Gesù, avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritrasse in Galilea.

13  E, lasciato Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città posta in su la riva del mare, a’ confini di Zabulon e di Neftali;

14  acciocchè si adempiesse quello che fu detto dal profeta Isaia, dicendo:

15  Il paese di Zabulon e di Neftali, che trae verso il mare, la contrada d’oltre il Giordano, la Galilea de’ Gentili;


16  il popolo che giaceva in tenebre, ha veduta una gran luce; ed a coloro che giacevano nella contrada e nell’ombra della morte, si è levata la luce.

17  Da quel tempo Gesù cominciò a predicare, e a dire: Ravvedetevi, perciocchè il regno de’ cieli è vicino.

18  Or Gesù, passeggiando lungo il mare della Galilea, vide due fratelli: Simone, detto Pietro, e Andrea, suo fratello, i quali gettavano la rete nel mare, perciocchè erano pescatori.

19  E disse loro: Venite dietro a me, ed io vi farò pescatori d’uomini.

20  Ed essi, lasciate prontamente le reti, lo seguitarono.

21  Ed egli, passato più oltre, vide due altri fratelli: Giacomo, il figliuolo di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello, in una navicella, con Zebedeo, lor padre, i quali racconciavano le lor reti; e li chiamò.

22  Ed essi, lasciata prestamente la navicella, e il padre loro, lo seguitarono.

23  E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle lor sinagoghe, e predicando l’evangelo del regno, e sanando ogni malattia, ed ogni infermità fra il popolo.

24  E la sua fama andò per tutta la Siria; e gli erano presentati tutti quelli che stavano male, tenuti di varie infermità e dolori: gl’indemoniati, e i lunatici, e i paralitici; ed egli li sanava.

25  E molte turbe lo seguitarono di Galilea, e di Decapoli, e di Gerusalemme, e della Giudea, e d’oltre il Giordano.

5  ED egli, vedendo le turbe, salì sopra il monte; e postosi a sedere, i suoi discepoli si accostarono a lui.

2  Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava, dicendo:

3  Beati i poveri in ispirito, perciocchè il regno de’ cieli è loro.

4  Beati coloro che fanno cordoglio, perciocchè saranno consolati.

5  Beati i mansueti, perciocchè essi erederanno la terra.

6  Beati coloro che sono affamati ed assetati della giustizia, perciocchè saranno saziati.

7  Beati i misericordiosi, perciocchè misericordia sarà loro fatta.

8  Beati i puri di cuore, perciocchè vedranno Iddio.

9  Beati i pacifici, perciocchè saranno chiamati figliuoli di Dio.


La tentazione di Gesii.

(Mar. 1. 12, 1:5. Luc. 4. 1-13.)

Gesu in Galilea ; i primi discepoli.

(Mar. 1. 14, ecc. Luc. 4. 14, ecc ; 5. 1-11.)

Mat. 17. 5. Giov. 12. 28. Es. 34. 28. 1 Re 19. 8. Deut. 8 .3. Sal. 91. 11, 12.

Deut. G. 16. / Deut. 6. 13. Luc. 4. 16-31. Is. 8. 23; 9. 1. i Mar, 3. 13. Sal. 51. 17.

Prov. 16. 19. Is. 57. 15. Is. 61. 2, 3. Apoc 21. 4. Is. 55. 1. Eb. 6. 10. Giac. 2. la, [p. 764 modifica]

10 

Beati coloro che son perseguitati per cagion di giustizia, perciocchè il regno de’ cieli è loro. 

11  Voi sarete beati, quando gli uomini vi avranno vituperati, e perseguitati; e, mentendo, avran detto contro a voi ogni mala parola per cagion mia.

12  Rallegratevi, e giubilate; perciocchè il vostro premio è grande ne’ cieli; perchè così hanno perseguitati i profeti che sono stati innanzi a voi.

13  VOI siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà egli? non val più a nulla, se non ad esser gettato via, e ad essere calpestato dagli uomini.

14  Voi siete la luce del mondo; la città posta sopra un monte non può esser nascosta.

15  Parimente, non si accende la lampana, e si mette sotto il moggio; anzi si mette sopra il candelliere, ed ella luce a tutti coloro che sono in casa.

16  Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, acciocchè veggano le vostre buone opere, e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli.

17  NON pensate ch’io sia venuto per annullar la legge od i profeti; io non son venuto per annullarli; anzi per adempierli.

18  Perciocchè, io vi dico in verità, che, finchè sia passato il cielo e la terra, non pure un iota, od una punta della legge trapasserà, che ogni cosa non sia fatta.

19  Chi adunque avrà rotto uno di questi minimi comandamenti, ed avrà così insegnati gli uomini, sarà chiamato il minimo nel regno de’ cieli; ma colui che li metterà ad effetto, e li insegnerà, sarà chiamato grande nel regno de’ cieli.

20  Perciocchè io vi dico che se la vostra giustizia non abbonda più che quella degli Scribi e de’ Farisei, voi non entrerete punto nel regno de’ cieli.

21  Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere; e: Chiunque ucciderà sarà sottoposto al giudizio.

22  Ma io vi dico che chiunque si adira contro al suo fratello, senza cagione, sarà sottoposto al giudizio; e chi gli avrà detto: Raca, sarà sottoposto al concistoro; e chi gli avrà detto: Pazzo, sarà sottoposto alla geenna del fuoco.

23  Se dunque tu offerisci la tua offerta sopra l’altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualche cosa contro a te,


24  lascia quivi la tua offerta dinanzi all’altare, e va’, e riconciliati prima col tuo fratello; ed allora vieni, ed offerisci la tua offerta.

25  Fa’ presto amichevole accordo col tuo avversario, mentre sei tra via con lui; che talora il tuo avversario non ti dia in mano del giudice, e il giudice ti dia in mano del sergente, e sii cacciato in prigione.

26  Io ti dico in verità, che tu non uscirai di là, finchè tu non abbia pagato l’ultimo quattrino.

27  Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non commettere adulterio.

28  Ma io vi dico che chiunque riguarda una donna, per appetirla, già ha commesso adulterio con lei nel suo cuore.

29  Ora, se l’occhio tuo destro ti fa intoppare, cavalo, e gettalo via da te; perciocchè egli val meglio per te che un de’ tuoi membri perisca, che non che tutto il tuo corpo sia gettato nella geenna.

30  E se la tua man destra ti fa intoppare, mozzala, e gettala via da te; perciocchè egli val meglio per te che un de’ tuoi membri perisca, che non che tutto il tuo corpo sia gettato nella geenna.

31  Or egli fu detto, che chiunque ripudierà la sua moglie, le dia la scritta del divorzio.

32  Ma io vi dico, che chiunque avrà mandata via la sua moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque avrà sposata colei ch’è mandata via commette adulterio.

33  Oltre a ciò, voi avete udito che fu detto agli antichi: Non ispergiurarti; anzi attieni al Signore le cose che avrai giurate.

34  Ma io vi dico: Del tutto non giurate; nè per lo cielo, perciocchè è il trono di Dio;

35  nè per la terra, perciocchè è lo scannello de’ suoi piedi; nè per Gerusalemme, perciocchè è la città del gran Re.

36  Non giurare eziandio per lo tuo capo, conciossiachè tu non possa fare un capello bianco, o nero.

37  Anzi, sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; ma ciò che è di soverchio sopra queste parole, procede dal maligno.

38  Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio, e dente per dente.

39  Ma io vi dico: Non contrastate al male; anzi, se alcuno ti percuote in su la guancia destra, rivolgigli ancor l’altra.


Sal, 15. 1, 2 ; 24. 3, 4. 1 Piet. 3. 14. Fat. 5. 41. Rom. 5 3. Giac. 1. 2. < Mar. 9. 50.

Luc. 14. 34, ecc. Prov. 4. 18. Fil. 2. 15. / Mar. 4. 21. Luc. 8. US ; 11. :«.

Giov. 15. 8. Rom. 3. 31. Luc. 16. 17. Es. 20. 13. H cioe : Uomo da nulla.

Luc. 12. 58, ecc. Es. 20. 14. Deut. 24. 1. Mat. 19. 3, ecc. Mar. 10. 2, ecc. -P Lev, 19. 12.

Giac. 5. 12. Es, 21. 24. Luc. 6. 29. Rom. 12. 17, 19.

7G4 [p. 765 modifica]

40 

E se alcuno vuol contender teco, e torti la tonica, lasciagli eziandio il mantello. 

41  E se alcuno ti angaria un miglio, vanne seco due.

42  Da’ a chi ti chiede, e non rifiutar la domanda di chi vuol prendere alcuna cosa in prestanza da te.

43  Voi avete udito ch’egli fu detto: Ama il tuo prossimo, e odia il tuo nemico.

44  Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi fanno torto, e vi perseguitano;

45  acciocchè siate figliuoli del Padre vostro, che è ne’ cieli; poichè egli fa levare il suo sole sopra i buoni, e sopra i malvagi; e piovere sopra i giusti, e sopra gl’ingiusti.

46  Perciocchè, se voi amate coloro che vi amano, che premio ne avrete? non fanno ancora i pubblicani lo stesso?

47  E se fate accoglienza solo a’ vostri amici, che fate di singolare? non fanno ancora i pubblicani il simigliante?

48  Voi adunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è ne’ cieli.

6  GUARDATEVI dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini, per esser da loro riguardati; altrimenti, voi non ne avrete premio appo il Padre vostro, che è ne’ cieli.

2  Quando adunque tu farai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle piazze, per essere onorati dagli uomini; io vi dico in verità, che ricevono il premio loro.

3  Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quello che fa la destra,

4  acciocchè la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo, che riguarda in segreto, te ne renderà la retribuzione in palese.

5  E quando tu farai orazione, non esser come gl’ipocriti; perciocchè essi amano di fare orazione, stando ritti in piè, nelle sinagoghe, e ne’ canti delle piazze, per esser veduti dagli uomini; io vi dico in verità, che ricevono il loro premio.

6  Ma tu, quando farai orazione, entra nella tua cameretta, e serra il tuo uscio, e fa’ orazione al Padre tuo, che è in segreto; e il Padre tuo, che riguarda in segreto, ti renderà la tua retribuzione in palese.

7  Ora, quando farete orazione, non usate soverchie dicerie, come i pagani; perciocchè pensano di essere esauditi per la moltitudine delle lor parole.


8  Non li rassomigliate adunque; perciocchè il Padre vostro sa le cose di che voi avete bisogno, innanzi che gliele chiediate.

9  Voi adunque orate in questa maniera: PADRE NOSTRO che sei ne’ cieli, sia santificato il tuo nome.

10  Il tuo regno venga. La tua volontà sia fatta in terra come in cielo.

11  Dacci oggi il nostro pane cotidiano.

12  E rimettici i nostri debiti, come noi ancora li rimettiamo a’ nostri debitori.

13  E non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno; perciocchè tuo è il regno, e la potenza, e la gloria, in sempiterno. Amen.

14  Perciocchè, se voi rimettete agli uomini i lor falli, il vostro Padre celeste rimetterà ancora a voi i vostri.

15  Ma se voi non rimettete agli uomini i lor falli, il Padre vostro altresì non vi rimetterà i vostri.

16  Ora, quando digiunerete, non siate mesti di aspetto, come gl’ipocriti; perciocchè essi si sformano le facce, acciocchè apparisca agli uomini che digiunano; io vi dico in verità, che ricevono il loro premio.

17  Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo, e lavati la faccia;

18  acciocchè non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo, il quale è in segreto; e il Padre tuo, che riguarda in segreto, ti renderà la tua retribuzione in palese.

19  NON vi fate tesori in sulla terra, ove la tignuola e la ruggine guastano, e dove i ladri sconficcano e rubano.

20  Anzi, fatevi tesori in cielo, ove nè tignuola, nè ruggine guasta; ed ove i ladri non sconficcano, e non rubano.

21  Perciocchè, dove è il vostro tesoro, quivi eziandio sarà il vostro cuore.

22  La lampana del corpo è l’occhio; se dunque l’occhio tuo è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato.

23  Ma se l’occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso; se dunque il lume ch’è in te è tenebre, quante saranno le tenebre stesse?

24  Niuno può servire a due signori; perciocchè, o ne odierà l’uno, ed amerà l’altro; ovvero, si atterrà all’uno, e sprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio ed a Mammona.

25  Perciò, io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra, di che mangerete,


Luc. G. so. Lev. 19. 18. Luc. 6. 27. Luc. 6. 32, ecc. Lev. 11. 41.

1 Piet. 1. !.), 16. / Luc. 11. 2-4. s Mat. 26. 39, 42. Prov. .%. 8. < Mat. 18. 21, ecc.

Giac. 5. 1, ecc. Luc. 12. 33. ecc. 1 Piet. 1. 4. Luc. 11. 34-36. Luc. 10. 13.

Luc. 12. 22-31. Fil. 4. 6. ...

765. [p. 766 modifica]o di che berrete; nè per lo vostro corpo, di che vi vestirete; non è la vita più che il nutrimento, e il corpo più che il vestire?

26 

Riguardate agli uccelli del cielo; come non seminano, e non mietono, e non accolgono in granai; e pure il Padre vostro celeste li nudrisce; non siete voi da molto più di loro? 

27  E chi è colui di voi, che, con la sua sollecitudine, possa aggiungere alla sua statura pure un cubito?

28  Ed intorno al vestire, perchè siete con ansietà solleciti? considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano, e non filano;

29  e pure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito al pari dell’un di loro.

30  Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi, che oggi è, e domani è gettata nel forno, non vestirà egli molto più voi, o uomini di poca fede?

31  Non siate adunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo, o che berremo, o di che saremo vestiti?

32  Poichè i pagani son quelli che procacciano tutte queste cose; perciocchè il Padre vostro celeste sa che voi avete bisogno di tutte queste cose.

33  Anzi, cercate in prima il regno di Dio, e la sua giustizia; e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.

34  Non siate adunque con ansietà solleciti del giorno di domani; perciocchè il giorno di domani sarà sollecito delle cose sue; basta a ciascun giorno il suo male.

7  NON giudicate, acciocchè non siate giudicati.

2  Perciocchè, di qual giudizio voi giudicherete, sarete giudicati; e della misura che voi misurerete, sarà altresì misurato a voi.

3  E che guardi tu il fuscello ch’è nell’occhio del tuo fratello? e non iscorgi la trave ch’è nell’occhio tuo?

4  Ovvero, come dici al tuo fratello: Lascia che io ti tragga dell’occhio il fuscello, ed ecco, la trave è nell’occhio tuo?

5  Ipocrita, trai prima dell’occhio tuo la trave, e poi ci vedrai bene per trarre dell’occhio del tuo fratello il fuscello.

6  Non date ciò che è santo a’ cani, e non gettate le vostre perle dinanzi a’ porci; che talora non le calpestino co’ piedi, e rivoltisi, non vi lacerino.

7  Chiedete, e vi sarà dato; cercate, e troverete; picchiate, e vi sarà aperto.


8  Perciocchè, chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.

9  Evvi egli alcun uomo fra voi, il quale, se il suo figliuolo gli chiede del pane, gli dia una pietra?

10  Ovvero anche, se gli chiede un pesce, gli porga un serpente?

11  Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dar buoni doni a’ vostri figliuoli, quanto maggiormente il Padre vostro, che è ne’ cieli, darà egli cose buone a coloro che lo richiederanno?

12  Tutte le cose adunque, che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele altresì voi a loro; perciocchè questa è la legge ed i profeti.

13  Entrate per la porta stretta, perciocchè larga è la porta, e spaziosa la via, che mena alla perdizione; e molti son coloro che entran per essa.

14  Quanto è stretta la porta, ed angusta la via che mena alla vita! e pochi son coloro che la trovano.

15  Ora, guardatevi da’ falsi profeti, i quali vengono a voi in abito di pecore; ma dentro son lupi rapaci.

16  Voi li riconoscerete da’ frutti loro; colgonsi uve dalle spine, o fichi da’ triboli?

17  Così, ogni buon albero fa buoni frutti; ma l’albero malvagio fa frutti cattivi.

18  L’albero buono non può far frutti cattivi, nè l’albero malvagio far frutti buoni.

19  Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato, e gettato nel fuoco.

20  Voi adunque li riconoscerete da’ loro frutti.

21  Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de’ cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne’ cieli.

22  Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciati demoni, e fatte, in nome tuo, molte potenti operazioni?

23  Ma io allora protesterò loro: Io non vi conobbi giammai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità.

24  Perciò, io assomiglio chiunque ode queste mie parole, e le mette ad effetto, ad un uomo avveduto, il quale ha edificata la sua casa sopra la roccia.

25  E quando è caduta la pioggia, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato, e si sono avventati a quella casa, ella non è però


1 Re 3. 13. Luc. 6. 37, ecc. Rom. 2. 1. Luc. 11. 9, ecc. Giov. li. 13 ; 15. 7 ; 16. 23, 24-

Giac. 1. 5, 6. 1 Giov. 3. 22; 5. 14, 1.5. <i Prov. 8. 17. Ger. 29. 12, 13. Luc. 6. .31. Gal. 5. 14.

1 Tim. 1. 5. / Luc. 13. 24. « Mat. 24. 4, 5. Fat. 20. 29, 30. 1 Giov. 4. 1. h Luc. 6. Hi, ecc.

« Rom. 2. 13. Luc. 13. 25-27. 2 Tim. 2. 19. Luc. 6..47, ecc.

7m, [p. 767 modifica]caduta; perciocchè era fondata sopra la roccia.

26 

Ma chiunque ode queste parole, e non le mette ad effetto, sarà assomigliato ad un uomo pazzo, il quale ha edificata la sua casa sopra la rena. 

27  E quando la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato, e si sono avventati a quella casa, ella è caduta, e la sua ruina è stata grande.

28  Ora, quando Gesù ebbe finiti questi ragionamenti, le turbe stupivano della sua dottrina;

29  perciocchè egli le ammaestrava, come avendo autorità, e non come gli Scribi.

8  ORA, quando egli fu sceso dal monte, molte turbe lo seguitarono.

2  Ed ecco, un lebbroso venne, e l’adorò, dicendo: Signore, se tu vuoi, tu puoi nettarmi.

3  E Gesù, distesa la mano, lo toccò, dicendo: Sì, io lo voglio, sii netto. E in quello stante la lebbra di esso fu nettata.

4  E Gesù gli disse: Guarda che tu nol dica ad alcuno; ma va’, mostrati al sacerdote, ed offerisci l’offerta che Mosè ordinò, in testimonianza a loro.

5  ORA, quando egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui, pregandolo, e dicendo:

6  Signore, il mio famiglio giace in casa paralitico, gravemente tormentato.

7  E Gesù gli disse: Io verrò, e lo sanerò.

8  Ed il centurione, rispondendo, disse: Signore, io non son degno che tu entri sotto al mio tetto; ma solamente di’ la parola, ed il mio famiglio sarà guarito.

9  Perciocchè io son uomo sottoposto alla podestà altrui, ed ho sotto di me de’ soldati; e pure, se dico all’uno: Va’, egli va; e se all’altro: Vieni, egli viene; e se dico al mio servitore: Fa’ questo, egli lo fa.

10  E Gesù, avendo udite queste cose, si maravigliò, e disse a coloro che lo seguitavano: Io vi dico in verità, che non pure in Israele ho trovata cotanta fede.

11  Or io vi dico, che molti verranno di Levante e di Ponente, e sederanno a tavola con Abrahamo, con Isacco, e con Giacobbe, nel regno de’ cieli.


12  Ed i figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Quivi sarà il pianto, e lo stridor de’ denti.

13  E Gesù disse al centurione: Va’; e come hai creduto, siati fatto. Ed il suo famiglio fu guarito in quello stante.

14  POI Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide la suocera di esso che giaceva in letto con la febbre.

15  Ed egli le toccò la mano, e la febbre la lasciò; ed ella si levò, e ministrava loro.

16  Ora, fattosi sera, gli furono presentati molti indemoniati; ed egli, con la parola, cacciò fuori gli spiriti, e sanò tutti i malati;

17  acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta Isaia dicendo: Egli ha prese sopra di sè le nostre infermità, ed ha portate le nostre malattie.

18  OR Gesù, vedendo d’intorno a sè molte turbe, comandò che si passasse all’altra riva.

19  Allora uno Scriba, accostatosi, gli disse: Maestro, io ti seguirò, dovunque tu andrai.

20  E Gesù gli disse: Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo de’ nidi; ma il Figliuol dell’uomo non ha pur dove posare il capo.

21  Poi un altro, ch’era de’ suoi discepoli, gli disse: Signore, permettimi che prima io vada, e seppellisca mio padre.

22  Ma Gesù gli disse: Seguitami, e lascia i morti seppellire i loro morti.

23  ED essendo egli entrato nella navicella, i suoi discepoli lo seguitarono.

24  Ed ecco, avvenne in mare un gran movimento, talchè la navicella era coperta dalle onde; or egli dormiva.

25  E i suoi discepoli, accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Signore, salvaci, noi periamo.

26  Ed egli disse loro: Perchè avete voi paura, o uomini di poca fede? E destatosi, sgridò i venti e il mare, e si fece gran bonaccia.

27  E la gente si maravigliò, dicendo: Qual uomo è costui, che eziandio il mare ed i venti gli ubbidiscono?

28  E QUANDO egli fu giunto all’altra riva, nella contrada de’ Ghergheseni, gli si


Guariffione d un lebbroso.

(Mar. 1. 4(}-45. Luc. 5. 12-14.)

La siwcera di Pletro.

(Mar. 1. 2y-;i4. Luc. 4. 38-41.)

Gesa acqueta la tempesta.

(Mar. 4. 35-41. Luc. 8. 2->--25.)

GV indemoniati Ghergheseni.

(Mar. 5. 1-17. Luc. 8. 2;3-:{7.)

Mar. 1. 22; Luc. 4. 32.

Isa.SS. 4. /Mar. 4.S5.

Lev. 14. 2, ecc. <= Is. 2. 2. 3. Luc. 13. 29. 1 Cor. 9. 5.

Luc. 8. 22. Sal. 65. 7; 89. 9 ; 107. 23-29. [p. 768 modifica]fecero incontro due indemoniati, usciti de’ monumenti, fieri oltre modo, talchè niuno poteva passar per quella via.

29 

Ed ecco, gridarono, dicendo: Che vi è tra noi e te, o Gesù, Figliuol di Dio? sei tu venuto qua, per tormentarci innanzi il tempo? 

30  Or lungi da essi vi era una greggia di molti porci, che pasceva.

31  E i demoni lo pregavano, dicendo: Se tu ci cacci, permettici di andare in quella greggia di porci.

32  Ed egli disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono in quella greggia di porci; ed ecco, tutta quella greggia di porci si gettò per lo precipizio nel mare, e quelli morirono nelle acque.

33  E coloro che li pasturavano fuggirono; e, andati nella città, riferirono tutte queste cose, ed anche il fatto degli indemoniati.

34  Ed ecco, tutta la città uscì incontro a Gesù; ed avendolo veduto, lo pregarono che si dipartisse da’ lor confini.

9  Ed egli, entrato nella navicella, passò all’altra riva, e venne nella sua città.

2  ED ecco, gli fu presentato un paralitico che giaceva in letto. E Gesù, veduta la fede loro, disse al paralitico: Figliuolo, sta’ di buon cuore, i tuoi peccati ti son rimessi.

3  Ed ecco, alcuni degli Scribi dicevano fra sè stessi: Costui bestemmia.

4  E Gesù, veduti i lor pensieri, disse: Perchè pensate voi cose malvage ne’ vostri cuori?

5  Perciocchè, quale è più agevole, dire: I tuoi peccati ti son rimessi, ovver dire: Levati, e cammina?

6  Ora, acciocchè voi sappiate che il Figliuol dell’uomo ha autorità in terra di rimettere i peccati: Tu, levati (disse egli allora al paralitico), togli il tuo letto, e vattene a casa tua.

7  Ed egli, levatosi, se ne andò a casa sua.

8  E le turbe, veduto ciò, si maravigliarono, e glorificarono Iddio, che avea data cotal podestà agli uomini.

9  POI Gesù, passando oltre, vide un uomo che sedeva al banco della gabella, chiamato Matteo; ed egli gli disse: Seguitami. Ed egli, levatosi, lo seguitò.

10  Ed avvenne che, essendo Gesù a tavola in casa, ecco, molti pubblicani e peccatori vennero, e si misero a tavola con Gesù, e co’ suoi discepoli.


11  E i Farisei, vedendo ciò, dissero a’ discepoli di esso: Perchè mangia il vostro maestro co’ pubblicani e co’ peccatori?

12  E Gesù, avendoli uditi, disse loro: Coloro che stanno bene non hanno bisogno di medico, ma i malati. Or andate, e imparate che cosa è:

13  Io voglio misericordia, e non sacrifizio; perciocchè io non son venuto per chiamare a ravvedimento i giusti, anzi i peccatori.

14  ALLORA si accostarono a lui i discepoli di Giovanni, dicendo: Perchè noi ed i Farisei digiuniamo noi spesso, e i tuoi discepoli non digiunano?

15  E Gesù disse loro: Que’ della camera delle nozze posson eglino far cordoglio, mentre lo sposo è con loro? ma verranno i giorni, che lo sposo sarà loro tolto, ed allora digiuneranno.

16  Or niuno mette un pezzo di panno rozzo in un vestimento vecchio; perciocchè quel ripieno porta via un pezzo del vestimento, e la rottura si fa peggiore.

17  Parimente, non si mette vin nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri si rompono, e il vino si spande, e gli otri si perdono; ma si mette il vin nuovo in otri nuovi, e amendue si conservano.

18  MENTRE egli ragionava loro queste cose, ecco, uno de’ capi della sinagoga venne, e gli s’inchinò, dicendo: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, e metti la mano sopra di lei, ed ella viverà.

19  E Gesù, levatosi, lo seguitò, insieme co’ suoi discepoli.

20  Ed ecco, una donna, inferma di flusso di sangue già da dodici anni, si accostò di dietro, e toccò il lembo della sua vesta.

21  Perciocchè ella diceva fra sè stessa: Se sol tocco la sua vesta, sarò liberata.

22  E Gesù, rivoltosi, e vedutala, le disse: Sta’ di buon cuore, figliuola; la tua fede ti ha salvata. E da quell’ora la donna fu liberata.

23  E quando Gesù fu venuto in casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduti i sonatori, e la moltitudine che romoreggiava, disse loro;

24  Ritraetevi; perciocchè la fanciulla non è morta, ma dorme. Ed essi si ridevano di lui.

25  Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si destò.


II paralitico di Capernaum.

(Mar. 2. 3-12. Luc. 5. 18-26.)

Vocazione di Matteo.

(Mar. 2. 14-17. Luc. 5. 27-32.)

Bel digiuno.

(Mar. 2. 18-22. Luc, 5. SS-.-JS.)

Sal. 139. 2. Mat. 11. 19. Os. 6. 6.

1 Tim. 1. 15.

768.

Giov. S. 29. / Luc. 7, 50, e rif. [p. 769 modifica]

26 

E la fama di ciò andò per tutto quel paese.

27  E PARTENDOSI Gesù di là, due ciechi lo seguitarono, gridando e dicendo: Abbi pietà di noi, Figliuolo di Davide.

28  E quando egli fu venuto in casa, que’ ciechi si accostarono a lui. E Gesù disse loro: Credete voi che io possa far cotesto? Essi gli risposero: Sì certo, Signore.

29  Allora egli toccò gli occhi loro, dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.

30  E gli occhi loro furono aperti; e Gesù fece loro un severo divieto, dicendo:

31  Guardate che niuno lo sappia. Ma essi, usciti fuori, pubblicarono la fama di esso per tutto quel paese.

32  Ora, come que’ ciechi uscivano, ecco, gli fu presentato un uomo mutolo, indemoniato.

33  E quando il demonio fu cacciato fuori, il mutolo parlò, e le turbe si maravigliavano, dicendo: Giammai non si vide cotal cosa in Israele.

34  Ma i Farisei dicevano: Egli caccia i demoni per lo principe de’ demoni.

35  E GESÙ andava attorno per tutte le città, e per le castella, insegnando nelle lor sinagoghe, e predicando l’evangelo del regno, e sanando ogni malattia, ed ogni infermità, fra il popolo.

36  E, vedendo le turbe, n’ebbe compassione, perciocchè erano stanchi e dispersi, a guisa di pecore che non hanno pastore.

37  Allora egli disse a’ suoi discepoli: Ben è la ricolta grande, ma pochi sono gli operai.

38  Pregate adunque il Signore della ricolta, ch’egli spinga degli operai nella sua ricolta.

10  POI, chiamati a sè i suoi dodici discepoli, diede lor podestà sopra gli spiriti immondi, da cacciarli fuori, e da sanare qualunque malattia, e qualunque infermità.

2  Ora i nomi de’ dodici apostoli son questi: Il primo è Simone, detto Pietro, ed Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello;

3  Filippo, e Bartolomeo; Toma, e Matteo, il pubblicano; Giacomo di Alfeo, e Lebbeo, chiamato per soprannome Taddeo;

4  Simone Cananita, e Giuda Iscariot, quel che poi ancora lo tradì.

5  Questi dodici mandò Gesù, dando loro questi ordini: Non andate a’ Gentili, e non entrate in alcuna città de’ Samaritani;


6  ma andate più tosto alle pecore perdute della casa d’Israele.

7  E andate, e predicate, dicendo: Il regno de’ cieli è vicino.

8  Sanate gl’infermi, nettate i lebbrosi, risuscitate i morti, cacciate i demoni; in dono l’avete ricevuto, in dono datelo.

9  Non fate provvisione nè di oro, nè di argento, nè di moneta nelle vostre cinture;

10  nè di tasca per lo viaggio, nè di due toniche, nè di scarpe, nè di bastone; perciocchè l’operaio è degno del suo nutrimento.

11  Or in qualunque città, o castello voi sarete entrati, ricercate chi in quello è degno, e quivi dimorate finchè partiate.

12  E quando entrerete nella casa, salutatela, dicendo: Pace sia a questa casa.

13  E se quella è degna, venga la pace vostra sopra di essa; ma, se non è degna, la vostra pace ritorni a voi.

14  E se alcuno non vi riceve, e non ascolta le vostre parole, uscendo di quella casa, o di quella città, scotete la polvere de’ vostri piedi.

15  Io vi dico in verità che quei del paese di Sodoma e di Gomorra saranno più tollerabilmente trattati nel giorno del giudizio, che quella città.

16  Ecco, io vi mando come pecore in mezzo de’ lupi; siate dunque prudenti come serpenti, e semplici come colombe.

17  Or guardatevi dagli uomini; perciocchè essi vi metteranno in man de’ concistori, ed essi vi sferzeranno nelle lor sinagoghe.

18  Ed anche sarete menati davanti a’ rettori, e davanti ai re, per cagion mia, in testimonianza a loro, ed ai Gentili.

19  Ma, quando essi vi metteranno nelle lor mani, non siate in sollecitudine come o che parlerete; perciocchè, in quella stessa ora, vi sarà dato ciò che avrete a parlare.

20  Poichè non siete voi quelli che parlate, ma lo Spirito del Padre vostro è quel che parla in voi.

21  Ora il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro a’ lor padri e madri, e li faran morire.

22  E sarete odiati da tutti per lo mio nome; ma chi avrà sostenuto fino alla fine, sarà salvato.


Giov. 4. .SS. d Mar. .3. 14, ecc;

Fat. 1. 13, ecc. / Mat. 15. 24.

Luc. 7. 17. Num. 27. 17. Mar. 6. U. Luc. 10. 2.

Fat. l:i.46. Luc. 10. 9. < Luc. 22. 35. < 1 Cor. 9. 7, ecc. Fat. 13. 51; 18. 6

Mat. 11, 22, ecc. Mar. 13. 9, ecc. Luc. 12. 11, ecc. Mar. 13. 13.

769 25 [p. 770 modifica]

23 

Ora, quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perciocchè io vi dico in verità, che non avrete finito di circuire le città d’Israele, che il Figliuol dell’uomo non sia venuto. 

24  Il discepolo non è da più del maestro, nè il servitore da più del suo signore.

25  Basta al discepolo di essere come il suo maestro, e al servitore di essere come il suo signore; se hanno chiamato il padron della casa Beelzebub, quanto più chiameranno così i suoi famigliari?

26  Non li temiate adunque; poichè niente è nascosto, che non abbia ad essere scoperto; nè occulto, che non abbia a venire a notizia.

27  Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo voi nella luce; e ciò che udite detto all’orecchio predicatelo sopra i tetti.

28  E non temiate di coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l’anima; ma temete più tosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna.

29  Due passeri non si vendon eglino solo un quattrino? pur nondimeno l’un d’essi non può cadere in terra, senza il volere del Padre vostro.

30  Ma, quant’è a voi, eziandio i capelli del vostro capo son tutti annoverati.

31  Non temiate adunque; voi siete da più di molti passeri.

32  Ogni uomo adunque che mi avrà riconosciuto davanti agli uomini, io altresì lo riconoscerò davanti al Padre mio, che è ne’ cieli.

33  Ma chiunque mi avrà rinnegato davanti agli uomini, io altresì lo rinnegherò davanti al Padre mio che è ne’ cieli.

34  Non pensate ch’io sia venuto a metter pace in terra; io non son venuto a mettervi la pace, anzi la spada.

35  Perciocchè io son venuto a mettere in discordia il figliuolo contro al padre, e la figliuola contro alla madre, e la nuora contro alla suocera.

36  E i nemici dell’uomo saranno i suoi famigliari stessi.

37  Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me non è degno di me.

38  E chi non prende la sua croce, e non viene dietro a me, non è degno di me.

39  Chi avrà trovata la vita sua la perderà; e chi avrà perduta la vita sua per cagion mia, la troverà.

40  Chi vi riceve, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato.

41  Chi riceve un profeta, in nome di profeta, riceverà premio di profeta; e chi riceve un giusto, in nome di giusto, riceverà premio di giusto.


42  E chiunque avrà dato da bere solo un bicchier d’acqua fredda, ad uno di questi piccoli, in nome di discepolo, io vi dico in verità, ch’egli non perderà punto il suo premio.

11  E DOPO che Gesù ebbe finito di dare istruzioni a’ suoi dodici discepoli, egli si partì di là, per insegnare, e per predicar nelle loro città.

2  Or Giovanni, avendo nella prigione udite le opere di Gesù, mandò due dei suoi discepoli, a dirgli:

3  Sei tu colui che ha da venire, o pur ne aspetteremo noi un altro?

4  E Gesù, rispondendo, disse loro: Andate, e rapportate a Giovanni le cose che voi udite, e vedete:

5  I ciechi ricoverano la vista, e gli zoppi camminano; i lebbrosi son mondati, e i sordi odono; i morti risuscitano, e l’evangelo è annunziato a’ poveri.

6  E beato è colui che non si sarà scandalezzato di me.

7  Ora, come essi se ne andavano, Gesù prese a dire alle turbe intorno a Giovanni: Che andaste voi a veder nel deserto? una canna dimenata dal vento?

8  Ma pure, che andaste a vedere? un uomo vestito di vestimenti morbidi? ecco, coloro che portano vestimenti morbidi son nelle case dei re.

9  Ma pure, che andaste a vedere? un profeta? sì certo, vi dico, e più che profeta.

10  Perciocchè costui è quello di cui è scritto: Ecco, io mando il mio angelo davanti alla tua faccia, il quale acconcerà il tuo cammino dinanzi a te.

11  Io vi dico in verità, che fra quelli che son nati di donne, non sorse giammai alcuno maggiore di Giovanni Battista; ma il minimo nel regno de’ cieli è maggior di lui.

12  Ora, da’ giorni di Giovanni Battista infino ad ora, il regno de’ cieli è sforzato, ed i violenti lo rapiscono.

13  Poichè tutti i profeti, e la legge, hanno profetizzato infino a Giovanni.

14  E se voi lo volete accettare, egli è Elia, che dovea venire.

15  Chi ha orecchie per udire, oda.

16  Or a chi assomiglierò io questa generazione? Ella è simile a’ fanciulli, che seggono nelle piazze, e gridano a’ lor compagni; e


Mat. 16. 28. b Luc. 6. 40. Giov. 13. 16. Mar. 3. 22. < Luc. 21. 18. Rom. 10. 9, 10.

Apoc. 3. 5. 1 Tim. 2. 12. Luc. 12. 51, ecc. Mic. 7. 6. Luc. 14. 26, ecc.

Mat. 16. 24, ecc. Mat. 16. 25. Giov. 12. 25. Luc. 10. 16. Giov. 13. 20. Mar. 9. 41.

Eb. 6. 10. P Mat. 14. 3, ecc. Is. 35. .5, 6. Giov. 5. 36; 10. 25, :i8. Is. 61. 1.

1 Piet. 2. 8. Luc. 1. 76. « MaL 3. 1. Mar. 1. 2. > Luc. 16. 16. Mal. 4. 5. [p. 771 modifica]dicono:

17 

Noi vi abbiamo sonato, e voi non avete ballato; vi abbiam cantate lamentevoli canzoni, e voi non avete fatto cordoglio. 

18  Poichè Giovanni è venuto, non mangiando, nè bevendo; ed essi dicevano: Egli ha il demonio.

19  Il Figliuol dell’uomo è venuto, mangiando, e bevendo; ed essi dicono: Ecco un mangiatore, e bevitor di vino; amico de’ pubblicani, e de’ peccatori; ma la Sapienza è stata giustificata da’ suoi figliuoli.

20  ALLORA egli prese a rimproverare alle città, nelle quali la maggior parte delle sue potenti operazioni erano state fatte, che esse non si erano ravvedute, dicendo:

21  Guai a te, Chorazin! Guai a te, Betsaida! perciocchè, se in Tiro e Sidon fossero state fatte le potenti operazioni, che sono state fatte in voi, si sarebbero già anticamente pentite, con sacco e cenere.

22  Ma pure io vi dico che Tiro e Sidon saranno più tollerabilmente trattate nel dì del giudizio, che voi.

23  E tu, o Capernaum, che sei stata innalzata infino al cielo, sarai abbassata fin nell’inferno; perciocchè, se in Sodoma fossero state fatte le potenti operazioni, che sono state fatte in te, ella sarebbe durata infino al dì d’oggi.

24  Ma pure io vi dico, che il paese di Sodoma sarà più tollerabilmente trattato nel giorno del giudizio, che tu.

25  IN quel tempo Gesù prese a dire: Io ti rendo gloria e lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, che tu hai nascoste queste cose a’ savi e intendenti, e le hai rivelate a’ piccoli fanciulli.

26  Sì certo, o Padre, perciocchè così ti è piaciuto.

27  Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio, e niuno conosce il Figliuolo, se non il Padre; parimente, niuno conosce il Padre, se non il Figliuolo, e colui, a cui il Figliuolo avrà voluto rivelarlo.

28  Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo.

29  Togliete sopra voi il mio giogo, ed imparate da me ch’io son mansueto, ed umil di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre.

30  Perciocchè il mio giogo è dolce, e il mio carico è leggiero.

12  IN quel tempo, Gesù camminava, in giorno di sabato, per li seminati; or i suoi discepoli ebber fame, e presero a svellere delle spighe, ed a mangiarle.


2  E i Farisei, veduto ciò, gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fan quello che non è lecito di fare in giorno di sabato.

3  Ma egli disse loro: Non avete voi letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame, egli e coloro ch’erano con lui?

4  Come egli entrò nella casa di Dio, e mangiò i pani di presentazione i quali non gli era lecito di mangiare, nè a coloro ch’eran con lui, anzi a’ sacerdoti soli?

5  Ovvero non avete voi letto nella legge, che nel tempio, i sacerdoti, ne’ giorni del sabato, violano il sabato, eppur non ne sono colpevoli?

6  Or io vi dico, che qui vi è alcuno maggior del tempio.

7  Ora, se voi sapeste che cosa è: Io voglio misericordia e non sacrificio, voi non avreste condannati gl’innocenti.

8  Perciocchè, il Figliuol dell’uomo è Signore eziandio del sabato.

9  POI, partitosi di là, venne nella lor sinagoga;

10  ed ecco, quivi era un uomo che avea la mano secca. Ed essi fecero una domanda a Gesù, dicendo: È egli lecito di guarire alcuno in giorno di sabato? per poterlo accusare.

11  Ed egli disse loro: Chi è l’uomo fra voi, il quale avendo una pecora, se quella cade in giorno di sabato in una fossa, non la prenda, e non la rilevi?

12  Ora, da quanto più è un uomo, che una pecora? Egli è dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.

13  Allora egli disse a quell’uomo: Distendi la tua mano. Ed egli la distese, e fu resa sana come l’altra.

14  Ma i Farisei, usciti fuori, presero consiglio contro a lui, come lo farebbero morire.

15  Ma Gesù, conoscendo ciò, si ritrasse di là; e molte turbe lo seguitarono, ed egli li guarì tutti.

16  E divietò loro severamente, che nol palesassero;

17  acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta Isaia, dicendo:

18  Ecco, il mio Servitore, il quale io ho eletto; l’amato mio in cui l’anima mia ha preso il suo compiacimento; io metterò lo Spirito mio sopra lui, ed egli annunzierà giudizio alle genti.


Le tre citta impenitenti.

(Luc. 10. 13-15.)

Mat. 10. 15. Luc. 10. 12. FiL 2. 5, ecc. < 1 Giov. 5. .S. Deut. 28. 2.5.

/E8.20. 10. 1 Sam. 21. 0. a Es. 29. :r2, :«. Lev. 24. 9. Num. 28. 9, ecc. Giov. 7. 22.

Os. 6. 6. Mat. 9. i;i. Luc. 13. 14; 14. 3. Mat. 10. 23. Isa. 42. 1-4.

771 25-2 [p. 772 modifica]

19 

Egli non contenderà, e non griderà; e niuno udirà la sua voce per le piazze. 

20  Egli non triterà la canna rotta, e non ispegnerà il lucignolo fumante; finchè abbia messo fuori il giudizio in vittoria.

21  E le genti spereranno nel suo nome.

22  ALLORA gli fu presentato un indemoniato, cieco, e mutolo; ed egli lo sanò; talchè colui che prima era cieco, e mutolo, parlava e vedeva.

23  E tutte le turbe stupivano, e dicevano: Non è costui il Cristo, il Figliuol di Davide?

24  Ma i Farisei, udendo ciò, dicevano: Costui non caccia i demoni, se non per Beelzebub, principe de’ demoni.

25  E Gesù, conoscendo i lor pensieri, disse loro: Ogni regno, diviso in sè stesso in parti contrarie, è deserto; parimente, ogni città, o casa, divisa in sè stessa in parti contrarie, non può durare.

26  Ora, se Satana caccia Satana, egli è diviso in parti contrarie; come adunque può durare il suo regno?

27  E se io caccio i demoni per Beelzebub, per cui li cacciano i vostri figliuoli? Perciò, essi saranno i vostri giudici.

28  Ma, se io caccio i demoni per lo Spirito di Dio, il regno di Dio è pur pervenuto a voi.

29  Ovvero, come può alcuno entrar nella casa d’un possente uomo, e rapirgli le sue masserizie, se prima non ha legato quel possente uomo? allora veramente gli prederà la casa.

30  Chi non è meco è contro a me, e chi non raccoglie meco, sparge.

31  Perciò, io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà rimessa agli uomini; ma la bestemmia contro allo Spirito non sarà loro rimessa.

32  Ed a chiunque avrà detta alcuna parola contro al Figliuol dell’uomo, sarà perdonato; ma a niuno che l’abbia detta contro allo Spirito Santo, sarà perdonato, nè in questo secolo, nè nel futuro.

33  FATE l’albero buono, e il suo frutto sarà buono; o fate l’albero malvagio, e il suo frutto sarà malvagio; poichè dal frutto si conosce l’albero.

34  Progenie di vipere, come potete parlar cose buone, essendo malvagi? poichè la bocca parla di ciò che soprabbonda nel cuore.

35  L’uomo buono, dal buon tesoro del cuore, reca fuori cose buone; ma l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro del cuore, reca fuori cose malvage.

36  Or io vi dico che gli uomini renderanno ragione, nel giorno del giudizio, eziandio d’ogni oziosa parola che avranno detta.


37  Perciocchè, per le tue parole tu sarai giustificato, ed altresì per le tue parole sarai condannato.

38  ALLORA alcuni degli Scribi e Farisei gli fecero motto, dicendo: Maestro, noi vorremmo veder da te qualche segno.

39  Ma egli, rispondendo, disse loro: La malvagia, e adultera generazione richiede un segno; ma niun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Giona.

40  Perciocchè, siccome Giona fu tre giorni, e tre notti, nel ventre della balena, così sarà il Figliuol dell’uomo tre giorni, e tre notti, nel cuor della terra.

41  I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione, e la condanneranno; perciocchè essi si ravvidero alla predicazion di Giona; ed ecco qui è uno che è più che Giona.

42  La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione, e la condannerà; perciocchè ella venne dagli estremi termini della terra, per udir la sapienza di Salomone; ed ecco, qui è uno che è più che Salomone.

43  Ora, quando lo spirito immondo è uscito d’un uomo, egli va attorno per luoghi aridi, cercando riposo, e non lo trova.

44  Allora dice: Io me ne tornerò a casa mia, onde sono uscito; e se, quando egli vi viene, la trova vuota, spazzata, ed adorna;

45  allora va, e prende seco sette altri spiriti, peggiori di lui, i quali entrano, ed abitano quivi; e l’ultima condizione di quell’uomo diviene peggiore della prima. Così anche avverrà a questa malvagia generazione.

46  ORA, mentre egli parlava ancora alle turbe, ecco, sua madre, ed i suoi fratelli, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli.

47  Ed alcuno gli disse: Ecco tua madre, ed i tuoi fratelli, sono là fuori cercando di parlarti.

48  Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli avea ciò detto: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?

49  E distesa la mano verso i suoi discepoli, disse: Ecco la madre mia, ed i miei fratelli.

50  Perciocchè, chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio, che è ne’ cieli, esso è mio fratello, sorella, e madre.

13 


AJberi efrutti.

(Luc. 6. 43-45.)

II segno di Giona.

(Luc. 11. 16, 29-32.)

La f ami alia di Gesii.

(Mar. 3. 31-35. Luc. 8. 19-21.)

Luc. 12. 10. 1 Giov. 5. 16.

/ Eb. 6. 4. 2 Piet, 2. 20-22.

Giona 2. 1. Giona 3. .5. I Be 10. 1. Luc. 1 1. 24-26.

Mat. 13. .55. Giov. 7. 3, 5. Fat. 1. ]4. GaL 1. 19, [p. 773 modifica]ORA in quel giorno stesso, Gesù, uscito di casa, si pose a sedere presso del mare.

E molte turbe si raunarono appresso di lui, talchè egli, entrato in una navicella, si pose a sedere; e tutta la moltitudine stava in piè in su la riva. 

3  Ed egli ragionava loro molte cose, in parabole, dicendo: Ecco, un seminatore uscì fuori a seminare.

4  E mentre egli seminava, una parte della semenza cadde lungo la strada, e gli uccelli vennero, e la mangiarono tutta.

5  Ed un’altra cadde in luoghi pietrosi, ove non avea molta terra, e subito nacque, perciocchè non avea profondo terreno;

6  ma, essendo levato il sole, fu riarsa; e, perciocchè non avea radice, si seccò.

7  Ed un’altra cadde sopra le spine, e le spine crebbero, e l’affogarono.

8  Ed un’altra cadde in buona terra, e portò frutto, qual granel cento, qual sessanta, qual trenta.

9  Chi ha orecchie da udire, oda.

10  Allora i discepoli, accostatisi, gli dissero: Perchè parli loro in parabole?

11  Ed egli, rispondendo, disse loro: Perciocchè a voi è dato di conoscere i misteri del regno de’ cieli, ma a loro non è dato.

12  Perciocchè, a chiunque ha, sarà dato, ed egli soprabbonderà; ma, a chiunque non ha, eziandio quel ch’egli ha gli sarà tolto.

13  Perciò, parlo io loro in parabole, perchè veggendo non veggono, udendo non odono, e non intendono.

14  E si adempie in loro la profezia d’Isaia, che dice: Bene udirete, ma non intenderete; ben riguarderete, ma non vedrete.

15  Perciocchè il cuore di questo popolo è ingrassato, e odono gravemente con gli orecchi, e chiudono gli occhi; acciocchè non veggano con gli occhi, e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore, e non si convertano, ed io non li sani.

16  Ma, beati gli occhi vostri, perchè veggono; e le vostre orecchie, perchè odono.

17  Perciocchè, io vi dico in verità, che molti profeti e giusti hanno desiderato di veder le cose che voi vedete e non le hanno vedute; e di udir le cose che voi udite, e non le hanno udite.

18  Voi dunque intendete la parabola del seminatore.

19  Quando alcuno ode la parola del regno, e non l’intende, il maligno viene, e rapisce ciò ch’era stato seminato nel cuor di esso. Un tale è la semenza seminata lungo la strada.


20  E colui che è seminato in luoghi pietrosi è colui che ode la parola, e subito con allegrezza la riceve;

21  ma non ha radice in sè, anzi è di corta durata: ed avvenendo tribolazione, o persecuzione, per la parola, incontanente è scandalezzato.

22  E colui che è seminato fra le spine è colui che ode la parola; ma la sollecitudine di questo secolo e l’inganno delle ricchezze, affogano la parola; ed essa diviene infruttuosa.

23  Ma colui che è seminato nella buona terra è colui che ode la parola, e l’intende; il quale ancora frutta, e fa qual cento, qual sessanta, qual trenta.

24  EGLI propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che seminò buona semenza nel suo campo.

25  Ma, mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico, e seminò delle zizzanie per mezzo il grano, e se ne andò.

26  E quando l’erba fu nata, ed ebbe fatto frutto, allora apparvero eziandio le zizzanie.

27  E i servitori del padron di casa vennero a lui, e gli dissero: Signore, non hai tu seminata buona semenza nel tuo campo? onde avvien dunque che vi son delle zizzanie?

28  Ed egli disse loro: Un uomo nemico ha ciò fatto. E i servitori gli dissero: Vuoi dunque che andiamo, e le cogliamo?

29  Ma egli disse: No; che talora, cogliendo le zizzanie, non diradichiate insieme con esse il grano.

30  Lasciate crescere amendue insieme, infino alla mietitura; e nel tempo della mietitura, io dirò a’ mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci, per bruciarle; ma accogliete il grano nel mio granaio.

31  EGLI propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un granel di senape, il quale un uomo prende, e lo semina nel suo campo.

32  Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto è la maggiore di tutte l’erbe, e divien albero, talchè gli uccelli del cielo vengono, e si riparano ne’ suoi rami.

33  Egli disse loro un’altra parabola: Il regno de’ cieli è simile al lievito, il quale una donna prende, e lo ripone dentro tre staia di farina, finchè tutta sia levitata.

34  Tutte queste cose ragionò Gesù in parabole


Mat. 11. 2.5 ; Ifi. 17. Mat. 2. 5. 29. Luc. 8. 18. Is. 6. 9, ecc. Giov. 12. 40. Fat. 8.

2f.. ecc-. d Luc. 10. 2.., ecc. Eb. 11. 18. 1 Piet. 1. 10, 11. / Mat. 19. 23. 1 Tim. G. U.

Mat. S. 12. [p. 774 modifica]alle turbe; e non parlava loro senza parabola;

35 

acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta: Io aprirò la mia bocca in parabole; io sgorgherò cose occulte fin dalla fondazione del mondo. 

36  ALLORA Gesù, licenziate le turbe, se ne ritornò a casa, e i suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: Dichiaraci la parabola delle zizzanie del campo.

37  Ed egli, rispondendo, disse loro: Colui che semina la buona semenza è il Figliuol dell’uomo.

38  E il campo è il mondo, e la buona semenza sono i figliuoli del regno, e le zizzanie sono i figliuoli del maligno.

39  E il nemico che le ha seminate è il diavolo, e la mietitura è la fin del mondo, e i mietitori son gli angeli.

40  Siccome adunque si colgono le zizzanie, e si bruciano col fuoco, così ancora avverrà nella fin del mondo.

41  Il Figliuol dell’uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali, e gli operatori d’iniquità;

42  e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.

43  Allora i giusti risplenderanno come il sole, nel regno del Padre loro. Chi ha orecchie da udire, oda.

44  DI nuovo, il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo, il quale un uomo, avendolo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va, e vende tutto ciò ch’egli ha, e compera quel campo.

45  Di nuovo, il regno de’ cieli è simile ad un uomo mercatante, il qual va cercando di belle perle.

46  E trovata una perla di gran prezzo, va, e vende tutto ciò ch’egli ha, e la compera.

47  Di nuovo, il regno de’ cieli è simile ad una rete gettata in mare, la qual raccoglie d’ogni maniera di cose.

48  E quando è piena, i pescatori la traggono fuori in sul lido; e postisi a sedere, raccolgono le cose buone ne’ lor vasi, e gettan via ciò che non val nulla.

49  Così avverrà nella fin del mondo: gli angeli usciranno, e metteranno da parte i malvagi d’infra i giusti;

50  e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.


51  Gesù disse loro: Avete voi intese tutte queste cose? Essi gli dissero: Sì, Signore.

52  Ed egli disse loro: Perciò ogni Scriba, ammaestrato per lo regno de’ cieli, è simile ad un padrone di casa, il qual trae fuori dal suo tesoro cose vecchie, e nuove.

53  ORA, quando Gesù ebbe finite queste parabole si dipartì di là.

54  Ed essendo venuto nella sua patria, li insegnava nella lor sinagoga, talchè essi stupivano, e dicevano: Onde viene a costui cotesta sapienza, e coteste potenti operazioni?

55  Non è costui il figliuolo del falegname? sua madre non si chiama ella Maria? e i suoi fratelli Giacomo, e Iose, e Simone, e Giuda?

56  E non son le sue sorelle tutte appresso di noi? onde vengono dunque a costui tutte queste cose?

57  Ed erano scandalezzati di lui. E Gesù disse loro: Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria, e in casa sua.

58  Ed egli non fece quivi molte potenti operazioni, per la loro incredulità.

14  IN quel tempo, Erode il tetrarca udì la fama di Gesù.

2  E disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato da’ morti; e però le potenze operano in lui.

3  Perciocchè Erode avea preso Giovanni, e l’avea messo ne’ legami, e l’avea incarcerato, a motivo di Erodiada, moglie di Filippo, suo fratello.

4  Perciocchè Giovanni gli diceva: Ei non ti è lecito di ritenere costei.

5  E volendolo far morire, pure temette il popolo; perciocchè essi lo teneano per profeta.

6  Ora, celebrandosi il giorno della natività di Erode, la figliuola di Erodiada avea ballato ivi in mezzo, ed era piaciuta ad Erode.

7  Onde egli le promise, con giuramento, di darle tutto ciò ch’ella chiederebbe.

8  Ed ella, indotta prima da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista.

9  E il re se ne attristò; ma pure, per li giuramenti, e per rispetto di coloro ch’erano


Morte di Giovanni Battista.

(Mar. 6. 14-29. Luc. 3. 19, 20 ; 9. 7-9.)

Sal. 78. 2. 6 Mat. U. 14. Luc. 24. 47.

Fil. 3. 7, ecc. / Prov. 2. 4; 3. 14, 15 ; 8. 10, 19.

i Luc. 4. 16. Mat. 12. 46, e rif. Luc. 4.

Mat. 21. 26. Luc. 20. 6.

24.

Apoc. 14. 1,5.

Mat. 22. 9, 10.

Giov. 4. 44.

d Dan. 12. 3.

h Mat. 25. 32.

Lev. 18. 16; 20. 21. [p. 775 modifica]con lui a tavola, comandò che le fosse data.

10 

E mandò a far decapitar Giovanni Battista in prigione. 

11  E la sua testa fu portata in un piatto, e data alla fanciulla; ed ella la portò a sua madre.

12  E i discepoli d’esso vennero, e tolsero il corpo, e lo seppellirono; poi vennero, e rapportarono il fatto a Gesù.

13  E GESÙ, udito ciò, si ritrasse di là sopra una navicella, in un luogo deserto, in disparte. E le turbe, uditolo, lo seguitarono a piè, dalle città.

14  E Gesù, essendo smontato dalla navicella, vide una gran moltitudine, e fu mosso a compassione inverso loro, e sanò gl’infermi d’infra loro.

15  E, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: Questo luogo è deserto, e l’ora è già passata; licenzia le turbe, acciocchè vadano per le castella, e si comperino da mangiare.

16  Ma Gesù disse loro: Non han bisogno di andarsene; date lor voi da mangiare.

17  Ed essi gli dissero: Noi non abbiam qui se non cinque pani, e due pesci.

18  Ed egli disse: Recatemeli qua.

19  E comandò che le turbe si coricassero sopra l’erba; poi prese i cinque pani, e i due pesci; e levati gli occhi al cielo, fece la benedizione; e, rotti i pani, li diede a’ discepoli, e i discepoli alle turbe.

20  E tutti mangiarono, e furon saziati; poi i discepoli levarono l’avanzo de’ pezzi, e ve ne furono dodici corbelli pieni.

21  Or coloro che aveano mangiato erano intorno a cinquemila uomini, oltre alle donne ed i fanciulli.

22  INCONTANENTE appresso, Gesù costrinse i suoi discepoli a montare in su la navicella, ed a passare innanzi a lui all’altra riva, mentre egli licenziava le turbe.

23  Ed egli, dopo aver licenziate le turbe, salì in sul monte in disparte, per orare. E, fattosi sera, era quivi tutto solo.

24  E la navicella era già in mezzo del mare, travagliata dalle onde; perciocchè il vento era contrario.

25  E nella quarta vigilia della notte, Gesù se ne andò a loro, camminando sopra il mare.

26  E i discepoli, vedendolo camminar sopra il mare, si turbarono, dicendo: Egli è un fantasma.

27  E di paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro, dicendo: Rassicuratevi; sono io, non temiate.


28  E Pietro, rispondendogli, disse: Signore, se sei tu, comanda che io venga a te sopra le acque.

29  Ed egli disse: Vieni. E Pietro, smontato dalla navicella, camminava sopra le acque, per venire a Gesù.

30  Ma, vedendo il vento forte, ebbe paura; e, cominciando a sommergersi, gridò, dicendo: Signore, salvami.

31  E incontanente Gesù distese la mano, e lo prese, e gli disse: O uomo di poca fede, perchè hai dubitato?

32  Poi, quando furono entrati nella navicella, il vento si acquetò.

33  E coloro ch’erano nella navicella vennero, e l’adorarono, dicendo: Veramente tu sei il Figliuol di Dio.

34  Poi, essendo passati all’altra riva, vennero nella contrada di Gennesaret.

35  E gli uomini di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandarono a farlo sapere per tutta quella contrada circonvicina; e gli presentarono tutti i malati;

36  e lo pregavano che potessero sol toccare il lembo della sua vesta; e tutti quelli che lo toccarono furono sanati.

15  ALLORA gli Scribi ed i Farisei di Gerusalemme vennero a Gesù, dicendo:

2  Perchè trasgrediscono i tuoi discepoli la tradizion degli anziani? poichè non si lavano le mani, quando prendono cibo.

3  Ma egli, rispondendo, disse loro: E voi, perchè trasgredite il comandamento di Dio per la vostra tradizione?

4  Poichè Iddio ha comandato in questa maniera: Onora padre, e madre; e: Chi maledice padre, o madre, muoia di morte.

5  Ma voi dite: Chiunque avrà detto al padre, o alla madre: Tutto ciò, di che tu potresti esser da me sovvenuto, è offerta a Dio;

6  può non più onorar suo padre, e sua madre. Ed avete annullato il comandamento di Dio con la vostra tradizione.

7  Ipocriti, ben di voi profetizzò Isaia, dicendo:

8  Questo popolo si accosta a me con la bocca, e mi onora con le labbra; ma il cuor loro è lungi da me.

9  Ma invano mi onorano insegnando dottrine, che son comandamenti d’uomini.


Prima moltiplicazione de pani.

(Mar. G. 30-44. Luc. 9. 10-17. Giov. 6. 1-14.)

Mat. 10. 23.

<Es. 20. 12;21. 17.

Sal. 2. 7. Mat. IG. IG; 2fi. m. Luc. 4. 41. Rom.

Isa. 29. l;i. / Col. 2. 18-22. Tit. 1. 14.

1.4.

Col. 2. 8. [p. 776 modifica]

10 

Poi, chiamata a sè la moltitudine, le disse: Ascoltate, ed intendete: 

11  Non ciò che entra nella bocca contamina l’uomo; ma ben lo contamina ciò che esce dalla bocca.

12  Allora i suoi discepoli, accostatisi, gli dissero: Sai tu che i Farisei, udito questo ragionamento, sono stati scandalezzati?

13  Ed egli, rispondendo, disse: Ogni pianta che il padre mio celeste non ha piantata sarà diradicata.

14  Lasciateli; son guide cieche di ciechi; ora, se un cieco guida un altro cieco amendue cadranno nella fossa.

15  E Pietro, rispondendo, gli disse: Dichiaraci quella parabola.

16  E Gesù disse: Siete voi eziandio ancor privi d’intelletto?

17  Non intendete voi ancora che tutto ciò che entra nella bocca se ne va nel ventre, e poi è gettato fuori nella latrina?

18  Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore, ed esse contaminano l’uomo.

19  Poichè dal cuore procedono pensieri malvagi, omicidii, adulterii, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze.

20  Queste son le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con mani non lavate non contamina l’uomo.

21  POI Gesù, partitosi di là, si ritrasse nelle parti di Tiro, e di Sidon.

22  Ed ecco, una donna Cananea, uscita di que’ confini, gli gridò, dicendo: Abbi pietà di me, o Signore, figliuol di Davide! la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio.

23  Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano, dicendo: Licenziala, perciocchè ella grida dietro a noi.

24  Ma egli, rispondendo, disse: Io non son mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele.

25  Ed ella venne, e l’adorò, dicendo: Signore, aiutami.

26  Ma egli, rispondendo, disse: Non è cosa onesta prendere il pan de’ figliuoli, e gettarlo a’ cagnuoli.

27  Ed ella disse: Ben dici, Signore; poichè anche i cagnuoli mangiano delle miche che cadono dalla tavola de’ lor padroni.

28  Allora Gesù, rispondendo, le disse: O donna, grande è la tua fede; siati fatto come tu vuoi. E da quell’ora, la sua figliuola fu sanata.

29  E GESÙ, partendo di là, venne presso al mar della Galilea; e salito sopra il monte, si pose quivi a sedere.


30  E molte turbe si accostarono a lui, le quali aveano con loro degli zoppi, dei ciechi, de’ mutoli, de’ monchi, ed altri molti; e li gettarono a’ piedi di Gesù, ed egli li sanò;

31  talchè le turbe si maravigliavano, vedendo i mutoli parlare, i monchi esser sani, gli zoppi camminare, e i ciechi vedere; e glorificarono l’Iddio d’Israele.

32  E Gesù, chiamati a sè i suoi discepoli, disse: Io ho gran pietà della moltitudine; perciocchè già tre giorni continui dimora appresso di me, e non ha di che mangiare; e pure io non voglio licenziarli digiuni, che talora non vengano meno tra via.

33  E i suoi discepoli gli dissero: Onde avremmo in un luogo deserto tanti pani, che bastassero a saziare una cotanta moltitudine?

34  E Gesù disse loro: Quanti pani avete? Ed essi dissero: Sette, e alcuni pochi pesciolini.

35  Ed egli comandò alle turbe che si mettessero a sedere in terra.

36  Poi prese i sette pani, e i pesci, e rese grazie, li ruppe, e li diede a’ suoi discepoli; e i discepoli alla moltitudine.

37  E tutti ne mangiarono, e furon saziati; poi levaron l’avanzo de’ pezzi, e ve ne furono sette panieri pieni.

38  Or coloro che avean mangiato erano quattromila uomini, oltre alle donne e i fanciulli.

39  Poi, licenziate le turbe, egli montò nella navicella, e venne ne’ confini di Magdala.

16  ED accostatisi a lui i Farisei, e i Sadducei, tentandolo, lo richiesero di mostrar loro un segno dal cielo.

2  Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Farà tempo sereno, perciocchè il cielo rosseggia.

3  E la mattina dite: Oggi sarà tempesta, perciocchè il cielo tutto mesto rosseggia. Ipocriti, ben sapete discernere l’aspetto del cielo, e non potete discernere i segni de’ tempi!

4  La gente malvagia ed adultera richiede un segno, ma segno alcuno non le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. E, lasciatili, se ne andò.

5  E quando i suoi discepoli furon giunti all’altra riva, ecco, aveano dimenticato di prender del pane.

6  E Gesù


La donna Cananea.

(Mar. 7. 24-30.)

II lievito de Farisei.

(Mar. 8. 11-21.)

• 1 Tim. 4 4. Tit. 1. 1.5.

/Mat. 10. 5, G. Fat. 13. i6.

i Giov. 1. 5. 2.

Is. o5. 5, 6.

Luc. 6. 89.

A Mat. 11. 19.

< Giac. .S. 6.

1 Cor. 1. 22.

Ger. 17. 9.

I Mat. 12. ;{a. [p. 777 modifica]disse loro: Vedete, guardatevi dal lievito de’ Farisei, e de’ Sadducei.

Ed essi ragionavano fra loro, dicendo: Noi non abbiam preso del pane. 

8  E Gesù, conosciuto ciò, disse loro: Perchè questionate fra voi, o uomini di poca fede, di ciò che non avete preso del pane?

9  Ancora siete voi senza intelletto, e non vi ricordate dei cinque pani de’ cinquemila uomini, e quanti corbelli ne levaste?

10  Nè de’ sette pani de’ quattromila uomini, e quanti panieri ne levaste?

11  Come non intendete voi, che non del pane vi dissi che vi guardaste dal lievito de’ Farisei, e de’ Sadducei?

12  Allora intesero ch’egli non avea detto che si guardassero dal lievito del pane, ma della dottrina dei Farisei, e de’ Sadducei.

13  POI Gesù, essendo venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò i suoi discepoli: Chi dicono gli uomini che io, il Figliuol dell’uomo, sono?

14  Ed essi dissero: Alcuni, Giovanni Battista; altri, Elia; altri, Geremia, od uno de’ profeti.

15  Ed egli disse loro: E voi, chi dite che io sono?

16  E Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente.

17  E Gesù, rispondendo, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, poichè la carne ed il sangue non t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne’ cieli.

18  Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non la potranno vincere.

19  Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato in terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli.

20  Allora egli divietò a’ suoi discepoli, che non dicessero ad alcuno ch’egli fosse Gesù, il Cristo.

21  Da quell’ora Gesù cominciò a dichiarare a’ suoi discepoli, che gli conveniva andare in Gerusalemme, e sofferir molte cose dagli anziani, e da’ principali sacerdoti, e dagli Scribi, ed essere ucciso, e risuscitare nel terzo giorno.

22  E Pietro, trattolo da parte, cominciò a riprenderlo, dicendo: Signore, tolga ciò Iddio; questo non ti avverrà punto.

23  Ma egli, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene indietro da me, Satana; tu mi sei in iscandalo, perciocchè tu non hai il senso alle cose di Dio, ma alle cose degli uomini.


24  ALLORA Gesù disse a’ suoi discepoli: Se alcuno vuol venir dietro a me, rinunzi a sè stesso, e tolga la sua croce, e mi segua.

25  Perciocchè, chi avrà voluto salvar la vita sua la perderà; ma chi avrà perduta la vita sua, per amor di me, la troverà.

26  Perciocchè, che giova egli all’uomo, se guadagna tutto il mondo, e fa perdita dell’anima sua? ovvero, che darà l’uomo in iscambio dell’anima sua?

27  Perciocchè il Figliuol dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, co’ suoi angeli; ed allora egli renderà la retribuzione a ciascuno secondo i suoi fatti.

28  Io vi dico in verità, che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, che non abbiano veduto il Figliuol dell’uomo venir nel suo regno.

17  E SEI giorni appresso, Gesù prese seco Pietro, e Giacomo, e Giovanni, suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte.

2  E fu trasfigurato in lor presenza, e la sua faccia risplendè come il sole, e i suoi vestimenti divenner candidi come la luce.

3  Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che ragionavano con lui.

4  E Pietro fece motto a Gesù, e gli disse: Signore, egli è bene che noi stiam qui; se tu vuoi, facciam qui tre tabernacoli; uno a te, uno a Mosè, ed uno ad Elia.

5  Mentre egli parlava ancora, ecco, una nuvola lucida li adombrò; ed ecco, una voce venne dalla nuvola, dicendo: Questo è il mio diletto Figliuolo, in cui ho preso il mio compiacimento; ascoltatelo.

6  E i discepoli, udito ciò, caddero sopra le lor facce, e temettero grandemente.

7  Ma Gesù, accostatosi, li toccò, e disse: Levatevi, e non temiate.

8  Ed essi, alzati gli occhi, non videro alcuno, se non Gesù tutto solo.

9  Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro questo comandamento: Non dite la visione ad alcuno, finchè il Figliuol dell’uomo sia risuscitato dai morti.

10  E i suoi discepoli lo domandarono dicendo: Come adunque dicono gli Scribi che convien che prima venga Elia?

11  E Gesù, rispondendo, disse loro: Elia veramente


La confessione di Pietro.

(Mar. 8. 27-3;3. Luc. 9. 18-22. Giov. 6. 66.-69.)

La t.ra<Jigurazione.

(Mar. 9. 2-1;}. Luc. 9. 28-36.)

Luc. 12. 1. Mat. 14. 17. Mat. 15. .S4. • Mat. 11. 3;?, e rif. 1 Giov. 4. 1.5 ; 5. 5.

Giov. 1. 42. /Ef. 2. 20. Mat. 18. 18. Giov. 20. 23. < Mat. 17. 9. i Mat. 10. 38. ecc.

Mat. 10. 39. Luc. 17. 33. Giov. 12. 25. Mat. 25. 31. 2 Cor. 5. 10. Mat. 3. 17; 2 Piet.

L17. Mat. 16. 20. i Mal. 4. 5.

777 25-5 [p. 778 modifica]deve prima venire, e ristabilire ogni cosa.

12 

Ma io vi dico, che Elia è già venuto, ed essi non l’hanno riconosciuto, anzi hanno fatto inverso lui ciò che hanno voluto; così ancora il Figliuol dell’uomo sofferirà da loro. 

13  Allora i discepoli intesero ch’egli avea loro detto ciò di Giovanni Battista.

14  E QUANDO furon venuti alla moltitudine, un uomo gli si accostò, inginocchiandosi davanti a lui,

15  e dicendo: Signore, abbi pietà del mio figliuolo, perciocchè egli è lunatico, e malamente tormentato; poichè spesso cade nel fuoco, e spesso nell’acqua.

16  Ed io l’ho presentato a’ tuoi discepoli, ma essi non l’hanno potuto guarire.

17  E Gesù, rispondendo, disse: Ahi! generazione incredula e perversa! infino a quando mai sarò con voi? infino a quando mai vi comporterò? conducetemelo qua.

18  E Gesù sgridò il demonio, ed egli uscì fuor di lui; e da quell’ora il fanciullo fu guarito.

19  Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, dissero: Perchè non abbiam noi potuto cacciarlo?

20  E Gesù disse loro: Per la vostra incredulità; perciocchè io vi dico in verità, che se avete di fede quant’è un granel di senape, voi direte a questo monte: Passa di qui a là, ed esso vi passerà; e niente vi sarà impossibile.

21  Or questa generazione di demoni non esce fuori, se non per orazione, e per digiuno.

22  Ora, mentre essi conversavano nella Galilea, Gesù disse loro: Egli avverrà che il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani degli uomini; ed essi l’uccideranno;

23  ma nel terzo giorno egli risusciterà. Ed essi ne furono grandemente contristati.

24  E QUANDO furon venuti in Capernaum, coloro che ricoglievano le didramme vennero a Pietro, e dissero: Il vostro Maestro non paga egli le didramme?

25  Egli disse: Sì. E quando egli fu entrato in casa, Gesù lo prevenne, dicendo: Che ti pare, Simone? da cui prendono i re della terra i tributi, o il censo? da’ figliuoli loro, o dagli stranieri?

26  Pietro gli disse: Dagli stranieri. Gesù gli disse: Dunque i figliuoli son franchi.

27  Ma, acciocchè noi non li scandalezziamo, vattene al mare, e getta l’amo, e togli il primo pesce che salirà fuori, ed aprigli la gola, e tu vi troverai uno statere; prendilo e dallo loro, per te, e per me.


18  IN quell’ora i discepoli vennero a Gesù dicendo: Deh! chi è il maggiore nel regno de’ cieli?

2  E Gesù, chiamato a sè un piccol fanciullo, lo pose nel mezzo di loro, e disse:

3  Io vi dico in verità, che se non siete mutati, e non divenite come i piccoli fanciulli, voi non entrerete punto nel regno de’ cieli.

4  Ogni uomo adunque, che si sarà abbassato, come questo piccol fanciullo, è il maggiore nel regno de’ cieli.

5  E chiunque riceve un tal piccol fanciullo, nel nome mio, riceve me.

6  Ma chi avrà scandalezzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appiccata una macina da asino al collo, e che fosse sommerso nel fondo del mare.

7  Guai al mondo per gli scandali! perciocchè, bene è necessario che scandali avvengano; ma nondimeno, guai a quell’uomo per cui lo scandalo avviene!

8  Ora, se la tua mano, o il tuo piè, ti fa intoppare, mozzali, e gettali via da te; meglio è per te d’entrar nella vita zoppo, o monco, che, avendo due mani, e due piedi, esser gettato nel fuoco eterno.

9  Parimente, se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo, e gettalo via da te; meglio è per te d’entrar nella vita, avendo un occhio solo, che, avendone due, esser gettato nella geenna del fuoco.

10  Guardate che non isprezziate alcuno di questi piccoli; perciocchè io vi dico che gli angeli loro vedono del continuo ne’ cieli la faccia del Padre mio, che è ne’ cieli.

11  Poichè il Figliuol dell’uomo è venuto per salvar ciò che era perito.

12  Che vi par egli? Se un uomo ha cento pecore, ed una di esse si smarrisce, non lascerà egli le novantanove, e non andrà egli su per i monti cercando la smarrita?

13  E se pure avviene ch’egli la trovi, io vi dico in verità, che egli più si rallegra di quella, che delle novantanove, che non si erano smarrite.

14  Così, la volontà del Padre vostro ch’è ne’ cieli è, che neppur uno di questi piccoli perisca.

15  ORA, se il tuo fratello ha peccato contro


Guarigione delfanciullo lunatico.

(Mar. 9. 14-32. Luc. 9. 37-45.)

II maaaiore nel reano de cieli.

(Mar. 9. 33-37. Luc. 9. 46-48.)

Mat. 11. 14. 6Mar. 11. 23. « Mar. 9. 30-32. Luc. 9. 43- 5.

1 Piet. 2. 2. Mat. 10. 42. Luc. 9. 48. / Luc. 17. 1.

Sal. 34. 7. Eb. 1. 14. Giov. 3. 17. Luc. 15. 4-7.

d Mat. 10. 14. 1 Cor. 14. 20.

Mat. 5. 29. Mar. U. 43, 4i>, [p. 779 modifica]a te, va’ e riprendilo fra te e lui solo; se egli ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello.

16 

Ma, se non ti ascolta, prendi teco ancora uno o due, acciocchè ogni parola sia confermata per la bocca di due, o di tre testimoni. 

17  E s’egli disdegna di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se disdegna eziandio di ascoltar la chiesa, siati come il pagano, o il pubblicano.

18  Io vi dico in verità, che tutte le cose che voi avrete legate sopra la terra saranno legate nel cielo, e tutte le cose che avrete sciolte sopra la terra saranno sciolte nel cielo.

19  Oltre a ciò, io vi dico, che, se due di voi consentono sopra la terra, intorno a qualunque cosa chiederanno, quella sarà lor fatta dal Padre mio, che è ne’ cieli.

20  Perciocchè, dovunque due, o tre, son raunati nel nome mio, quivi son io nel mezzo di loro.

21  Allora Pietro, accostatoglisi, disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro a me, gli perdonerò io? fino a sette volte?

22  Gesù gli disse: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

23  Perciò, il regno de’ cieli è assomigliato ad un re, il qual volle far ragione co’ suoi servitori.

24  Ed avendo cominciato a far ragione, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti.

25  E non avendo egli da pagare, il suo signore comandò ch’egli, e la sua moglie, e i suoi figliuoli, e tutto quanto avea, fosse venduto, e che il debito fosse pagato.

26  Laonde il servitore, gettatosi a terra, si prostese davanti a lui, dicendo: Signore, abbi pazienza inverso me, ed io ti pagherò tutto.

27  E il signor di quel servitore, mosso da compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.

28  Ma quel servitore, uscito fuori, trovò uno de’ suoi conservi, il qual gli dovea cento denari: ed egli lo prese, e lo strangolava, dicendo: Pagami ciò che tu mi devi.

29  Laonde il suo conservo, gettatoglisi a’ piedi, lo pregava, dicendo: Abbi pazienza inverso me, ed io ti pagherò tutto.

30  Ma egli non volle, anzi andò, e lo cacciò in prigione, finchè avesse pagato il debito.

31  Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e vennero al lor signore, e gli dichiararono tutto il fatto.

32  Allora il suo signore lo chiamò a sè, e gli disse: Malvagio servitore, io ti rimisi tutto quel debito, perciocchè tu me ne pregasti.


33  Non ti si conveniva egli altresì aver pietà del tuo conservo, siccome io ancora avea avuta pietà di te?

34  E il suo signore, adiratosi, lo diede in man de’ sergenti, da martoriarlo, infino a tanto ch’egli avesse pagato tutto ciò che gli era dovuto.

35  Così ancora vi farà il vostro Padre celeste, se voi non rimettete di cuore ognuno al suo fratello i suoi falli.

19  E QUANDO Gesù ebbe finiti questi ragionamenti, si dipartì di Galilea, e venne ne’ confini della Giudea, lungo il Giordano.

2  E molte turbe lo seguitarono, ed egli li sanò quivi.

3  E i Farisei si accostarono a lui, tentandolo, e dicendogli: È egli lecito all’uomo di mandar via la sua moglie per qualunque cagione?

4  Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che Colui, che da principio fece ogni cosa, fece gli uomini maschio e femmina?

5  E disse: Perciò, l’uomo lascerà il padre e la madre, e si congiungerà con la sua moglie, e i due diverranno una stessa carne.

6  Talchè, non son più due, anzi una stessa carne; ciò dunque che Iddio ha congiunto l’uomo nol separi.

7  Essi gli dissero: Perchè dunque comandò Mosè che si desse la scritta del divorzio, e che così si mandasse via la moglie?

8  Egli disse loro: Ben vi permise Mosè, per la durezza de’ vostri cuori, di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così.

9  Or io vi dico che chiunque manda via la sua moglie, salvochè per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio; ed altresì chi sposa colei che è mandata via commette adulterio.

10  I suoi discepoli gli dissero: Se così sta l’affare dell’uomo con la moglie, non è spediente maritarsi.

11  Ma egli disse loro: Non tutti son capaci di questa cosa che voi dite, ma sol coloro a cui è dato.

12  Perciocchè vi son degli eunuchi, i quali son nati così dal seno della madre; e vi son degli eunuchi, i quali sono stati fatti eunuchi dagli uomini; e vi son degli eunuchi, i quali si son fatti eunuchi loro stessi per lo regno de’ cieli. Chi può esser capace di queste cose, sialo.

13  ALLORA


Bel divorzio.

(Mar. 10. 1-12.)

Lev. 19. 17. Luc. 17. 3, 4. Deut. 19. 15. 2 Cor. LS. 1. 2 Tess. 3. 6, 14. f Mat. 16. 19.

Luc. 17. 3. 4. /2Ilei. 1. Prov. 21. l:>. Giac. 2. 13. Gen. 1. 27. < Gen. 2. 24.

Deut. 24. 1. Mat. 5. 32. Luc. 16. 18.

779 . 25-6 [p. 780 modifica]gli furono presentati dei piccoli fanciulli, acciocchè imponesse loro le mani, ed orasse; ma i discepoli sgridavano coloro che li presentavano.

14 

Ma Gesù disse: Lasciate quei piccoli fanciulli, e non li divietate di venire a me; perciocchè di tali è il regno de’ cieli. 

15  Ed imposte loro le mani, si partì di là.

16  ED ecco, un certo, accostatosi, gli disse: Maestro buono, che bene farò io per aver la vita eterna?

17  Ed egli gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè: Iddio. Ora, se tu vuoi entrar nella vita, osserva i comandamenti.

18  Colui gli disse: Quali? E Gesù disse: Questi: Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non dir falsa testimonianza.

19  Onora tuo padre e tua madre, ed ama il tuo prossimo come te stesso.

20  Quel giovane gli disse: Tutte queste cose ho osservate fin dalla mia giovanezza; che mi manca egli ancora?

21  Gesù gli disse: Se tu vuoi esser perfetto, va’, vendi ciò che tu hai, e donalo a’ poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni, e seguitami.

22  Ma il giovane, udita quella parola, se ne andò contristato; perciocchè egli avea molte ricchezze.

23  E Gesù disse a’ suoi discepoli: Io vi dico in verità, che un ricco malagevolmente entrerà nel regno de’ cieli.

24  E da capo vi dico: Egli è più agevole che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.

25  E i suoi discepoli, udito ciò, sbigottirono forte, dicendo: Chi adunque può esser salvato?

26  E Gesù, riguardatili, disse loro: Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio ogni cosa è possibile.

27  Allora Pietro, rispondendo, gli disse: Ecco, noi abbiamo abbandonato ogni cosa, e ti abbiam seguitato; che ne avremo dunque?

28  E Gesù disse loro: Io vi dico in verità, che nella nuova creazione, quando il Figliuol dell’uomo sederà sopra il trono della sua gloria, voi ancora che mi avete seguitato sederete sopra dodici troni, giudicando le dodici tribù d’Israele.

29  E chiunque avrà abbandonato casa, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figliuoli, o possessioni, per lo mio nome, ne riceverà cento cotanti, ed erederà la vita eterna.


30  Ma molti primi saranno ultimi, e molti ultimi saranno primi.

20  PERCIOCCHÈ, il regno de’ cieli è simile ad un padron di casa, il quale, in sul far del dì, uscì fuori, per condurre a prezzo de’ lavoratori, per mandarli nella sua vigna.

2  E convenutosi co’ lavoratori in un denaro al dì, li mandò nella sua vigna.

3  Poi, uscito intorno alle tre ore, ne vide altri che stavano in su la piazza scioperati.

4  Ed egli disse loro: Andate voi ancora nella vigna, ed io vi darò ciò che sarà ragionevole. Ed essi andarono.

5  Poi, uscito ancora intorno alle sei, ed alle nove ore, fece il simigliante.

6  Ora, uscito ancora intorno alle undici ore, ne trovò degli altri che se ne stavano scioperati, ed egli disse loro: Perchè ve ne state qui tutto il dì scioperati?

7  Essi gli dissero: Perciocchè niuno ci ha condotti a prezzo. Egli disse loro: Andate voi ancora nella vigna, e riceverete ciò che sarà ragionevole.

8  Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori, e paga loro il salario, cominciando dagli ultimi fino a’ primi.

9  Allora quei delle undici ore vennero, e ricevettero un denaro per uno.

10  Poi vennero i primi, i quali pensavano di ricever più, ma ricevettero anch’essi un denaro per uno.

11  E, ricevutolo, mormoravano contro al padron di casa, dicendo:

12  Questi ultimi han lavorato solo un’ora, e tu li hai fatti pari a noi, che abbiam portata la gravezza del dì, e l’arsura.

13  Ma egli, rispondendo, disse all’un di loro: Amico, io non ti fo alcun torto; non ti convenisti tu meco in un denaro?

14  Prendi ciò che ti appartiene, e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo quanto a te.

15  Non mi è egli lecito di far ciò che io voglio del mio? l’occhio tuo è egli maligno, perciocchè io son buono?

16  Così, gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi; perciocchè molti son chiamati, ma pochi eletti.

17  POI Gesù, salendo in Gerusalemme, tratti da parte i suoi dodici discepoli nel cammino, disse loro:


II giovane ricco.

(Mar. 10. 17-31. Luc. 18. 18-30.)

La domanda de flgli di Zebedeo.

(Mar. 10. 32-45. Luc. 18. 31-34.)

Mat. 18. 3, e rif, Es. 20. 13, ecc. Lev. 19. 18. . << Mat. 6. 20. Luc. 12. 3: .

1 Tim. (!. 17-19. Mat. 13. 22. 1 Tim. 6. 9, 10, 17. / Luc. 18. 27. Luc. 22. 28-30.

Mat. 20. 16. Rom. 9. 21. Mat. 19. 3(i.

780 . [p. 781 modifica]

18 

Ecco, noi saliamo in Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato in man dei principali sacerdoti, e degli Scribi, ed essi lo condanneranno a morte. 

19  E lo metteranno nelle mani de’ Gentili, da schernirlo, e flagellarlo, e crocifiggerlo, ma egli risusciterà nel terzo giorno.

20  Allora la madre de’ figliuoli di Zebedeo si accostò a lui, co’ suoi figliuoli, adorandolo, e chiedendogli qualche cosa.

21  Ed egli le disse: Che vuoi? Ella gli disse: Ordina che questi miei due figliuoli seggano l’uno alla tua destra, l’altro alla sinistra, nel tuo regno.

22  E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete ciò che vi chieggiate; potete voi bere il calice che io berrò, ed essere battezzati del battesimo del quale io sarò battezzato? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo.

23  Ed egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice, e sarete battezzati del battesimo del quale io sarò battezzato; ma, quant’è al sedere alla mia destra, o alla sinistra, non istà a me il darlo; ma sarà dato a coloro a cui è preparato dal Padre mio.

24  E gli altri dieci, avendo ciò udito, furono indegnati di que’ due fratelli.

25  E Gesù, chiamatili a sè, disse: Voi sapete che i principi delle genti le signoreggiano, e che i grandi usano podestà sopra esse.

26  Ma non sarà così fra voi; anzi chiunque fra voi vorrà divenir grande sia vostro ministro;

27  e chiunque fra voi vorrà esser primo sia vostro servitore.

28  Siccome il Figliuol dell’uomo non è venuto per esser servito, anzi per servire, e per dar l’anima sua per prezzo di riscatto per molti.

29  OR uscendo essi di Gerico, una gran moltitudine lo seguitò.

30  Ed ecco, due ciechi, che sedevano presso della via, avendo udito che Gesù passava, gridarono, dicendo: Abbi pietà di noi, Signore, Figliuol di Davide!

31  Ma la moltitudine li sgridava, acciocchè tacessero; ma essi vie più gridavano, dicendo: Abbi pietà di noi, Signore, Figliuolo di Davide.

32  E Gesù, fermatosi, li chiamò, e disse: Che volete ch’io vi faccia?

33  Essi gli dissero: Signore, che gli occhi nostri sieno aperti.

34  E Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e incontanente gli occhi loro ricoverarono la vista, ed essi lo seguitarono.


21  E QUANDO furon vicino a Gerusalemme, e furon venuti in Betfage, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli,

2  dicendo loro: Andate nel castello che è dirimpetto a voi; e subito troverete un’asina legata, ed un puledro con essa; scioglieteli, e menatemeli.

3  E se alcuno vi dice nulla, dite che il Signore ne ha bisogno; e subito li manderà.

4  Or tutto ciò fu fatto, acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta, dicendo:

5  Dite alla figliuola di Sion: Ecco, il tuo Re viene a te, mansueto, e montato sopra un asino, ed un puledro, figlio di un’asina che porta il giogo.

6  E i discepoli andarono, e fecero come Gesù avea loro imposto.

7  E menaron l’asina, ed il puledro; e misero sopra quelli le lor veste, e Gesù montò sopra il puledro.

8  Ed una grandissima moltitudine distese le sue veste nella via; ed altri tagliavano de’ rami dagli alberi, e li distendevano nella via.

9  E le turbe che andavano davanti, e che venivano dietro gridavano, dicendo: Osanna al Figliuolo di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna ne’ luoghi altissimi!

10  Ed essendo egli entrato in Gerusalemme, tutta la città fu commossa, dicendo:

11  Chi è costui? E le turbe dicevano: Costui è Gesù, il Profeta che è da Nazaret di Galilea.

12  E GESÙ entrò nel tempio di Dio, e cacciò fuori tutti coloro che vendevano, e comperavano nel tempio; e riversò le tavole de’ cambiatori, e le sedie di coloro che vendevano i colombi.

13  E disse loro: Egli è scritto: La mia Casa sarà chiamata Casa d’orazione, ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.

14  Allora vennero a lui de’ ciechi, e degli zoppi, nel tempio, ed egli li sanò.

15  Ma i principali sacerdoti, e gli Scribi, vedute le maraviglie ch’egli avea fatte, ed i fanciulli che gridavano nel tempio: Osanna al Figliuolo di Davide! furono indegnati.

16  E gli dissero: Odi tu ciò che costoro dicono? E Gesù disse loro: Sì. Non avete voi mai letto: Dalla bocca de’ fanciulli, e di que’ che poppano, tu hai stabilita la tua lode?


I due ciechi di Gerico.

(Mar. 10. 46- iS. Luc. 18. 8.5-43.)

Ingresso trionfale di Gesii in Gerusalemme.

(Mar. 11. 1-10. Luc. 19. 29- :«. Giov. 12. 12-15.)

Pnrifieazione del tempio.

(Mar. IL 15-18. Luc. 19. 45-48. Giov. 2. 1:5-17.)

Mat. 27. 2. b Mat. 19. 28. Mat. 26. 39, 42. <i Mat. 25. U. Luc. 22. 2.5-27.

/ Mat. -2 . 11, Mar. 9. :;.5. Giov. i:i. 4, 14. Fil. 2. 7. Is. 5:5. 10, 11. Giov. 11. 51, 52.

Mat. 9. 27. Zac. 9. 9. Sal. 118. 26. Is. 56. 7. Ger. 7. 11. SaL 8. 2. [p. 782 modifica]

17 

E lasciatili, uscì della città verso Betania, e quivi albergò.

18  E LA mattina ritornando nella città, ebbe fame.

19  E, vedendo un fico in su la strada, andò ad esso, ma non vi trovò nulla, se non delle foglie. Ed egli gli disse: Giammai più in eterno non nasca frutto alcuno da te. E subito il fico si seccò.

20  E i discepoli, veduto ciò, si maravigliarono, dicendo: Come si è di subito seccato il fico?

21  E Gesù, rispondendo, disse loro: Io vi dico in verità, che, se avete fede e non dubitate, non sol farete la cosa del fico, ma ancora se dite a questo monte: Togliti di là, e gettati nel mare, sarà fatto.

22  E tutte le cose, le quali con orazione richiederete, credendo, voi le riceverete.

23  POI, quando egli fu venuto nel tempio, i principali sacerdoti, e gli anziani del popolo, si accostarono a lui mentre egli insegnava, dicendo: Di quale autorità fai tu queste cose? e chi ti ha data cotesta autorità?

24  E Gesù, rispondendo, disse loro: Ancora io vi domanderò una cosa, la qual se voi mi dite io altresì vi dirò di quale autorità fo queste cose.

25  Il battesimo di Giovanni onde era egli? dal cielo o dagli uomini? Ed essi ragionavan tra loro, dicendo: Se diciamo che era dal cielo, egli ci dirà: Perchè dunque non gli credeste?

26  Se altresì diciamo che era dagli uomini noi temiamo la moltitudine perciocchè tutti tengono Giovanni per profeta.

27  E risposero a Gesù, e dissero: Noi non sappiamo. Egli altresì disse loro: Ed io ancora non vi dirò di quale autorità io fo queste cose.

28  ORA, che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli; e, venuto al primo, disse: Figliuolo, va’, lavora oggi nella mia vigna.

29  Ma egli, rispondendo, disse: Non voglio, pur nondimeno, poi appresso, ravvedutosi, vi andò.

30  Poi, venuto al secondo, gli disse il simigliante. Ed egli, rispondendo, disse: Sì, lo farò, signore, e pur non vi andò.

31  Qual de’ due fece il voler del padre? Essi gli dissero: Il primo. Gesù disse loro: Io vi dico in verità, che i pubblicani, e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno de’ cieli.

32  Perciocchè Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e pur voi, veduto ciò, non vi siete poi appresso ravveduti, per credergli.


33  UDITE un’altra parabola: Vi era un padre di famiglia, il quale piantò una vigna e le fece una siepe attorno, e cavò in essa un luogo da calcar la vendemmia, e vi edificò una torre; poi allogò quella a certi lavoratori, e se ne andò in viaggio.

34  Ora, quando venne il tempo de’ frutti, egli mandò i suoi servitori a’ lavoratori, per ricevere i frutti di quella.

35  Ma i lavoratori, presi que’ servitori, ne batterono l’uno, e ne uccisero l’altro, e ne lapidarono l’altro.

36  Da capo egli mandò degli altri servitori, in maggior numero che i primi; e quelli fecero loro il simigliante.

37  Ultimamente, egli mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avran riverenza al mio figliuolo.

38  Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, disser fra loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, ed occupiamo la sua eredità.

39  E presolo, lo cacciarono fuor della vigna, e l’uccisero.

40  Quando adunque il padron della vigna sarà venuto, che farà egli a que’ lavoratori?

41  Essi gli dissero: Egli li farà perir malamente, quegli scellerati, ed allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gli renderanno i frutti a’ suoi tempi.

42  Gesù disse loro: Non avete voi mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è divenuta il capo del cantone; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?

43  Perciò, io vi dico, che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che farà i frutti di esso.

44  E chi caderà sopra questa pietra sarà tritato, ed ella fiaccherà colui sopra cui ella caderà.

45  E i principali sacerdoti, e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero ch’egli diceva di loro.

46  E cercavano di pigliarlo; ma temettero le turbe, perciocchè quelle lo tenevano per profeta.

22  E GESÙ, messosi a parlare, da capo ragionò loro in parabole, dicendo:


II Jico seccato.

(Mar. 11. 12- M e 19-24.)

Del battesimo di Giovanni.

(Mar. 11. 27-3: . Luc. 20. 1-8.)

Parabola, de malvagi vignaiuoli.

(Mar. 12. 1-12. Luc. 20. 9-19.)

Parabola delle nozze.

(Luc. 14. 16- 24.)

Mat. 17. 20. Mat. 7. 7.

Mat. 27. 1. / Mat. 2(;. .)0, ecc.

Fat. 4. 11. IPiet. 2. C, 7.

Is..-). ]. ecc. <« 2 Cron. 36. 15, 16.

l-at. l.J. 16. Rom. cap. 9-11.

Fat. 7. 52. Sal. 2. 2. 8.

A Sal. 118. 22. Is. 28. 16. [p. 783 modifica]

Il regno de’ cieli è simile ad un re, il qual fece le nozze al suo figliuolo. 

3  E mandò i suoi servitori a chiamar gl’invitati alle nozze, ma essi non vollero venire.

4  Di nuovo mandò altri servitori, dicendo: Dite agl’invitati: Ecco, io ho apparecchiato il mio desinare, i miei giovenchi, e i miei animali ingrassati sono ammazzati, ed ogni cosa è apparecchiata; venite alle nozze.

5  Ma essi non curandosene, se ne andarono, chi alla sua possessione, chi alla sua mercatanzia.

6  E gli altri, presi i suoi servitori, li oltraggiarono ed uccisero.

7  E quel re, udito ciò, si adirò, e mandò i suoi eserciti, e distrusse que’ micidiali, ed arse la lor città.

8  Allora egli disse a’ suoi servitori: Ben son le nozze apparecchiate, ma i convitati non n’erano degni.

9  Andate adunque in su i capi delle strade, e chiamate alle nozze chiunque troverete.

10  E quei servitori, usciti in su le strade, raunarono tutti coloro che trovarono, cattivi e buoni, e il luogo delle nozze fu ripieno di persone ch’erano a tavola.

11  Or il re, entrato per vedere quei che erano a tavola, vide quivi un uomo che non era vestito di vestimento da nozze.

12  E gli disse: Amico, come sei entrato qua, senza aver vestimento da nozze? E colui ebbe la bocca chiusa.

13  Allora il re disse a’ servitori: Legategli le mani e i piedi, e toglietelo, e gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto, e lo stridor dei denti.

14  Perciocchè molti son chiamati, ma pochi eletti.

15  ALLORA i Farisei andarono, e tenner consiglio come lo sorprenderebbero in fallo nelle sue parole.

16  E gli mandarono i lor discepoli, con gli Erodiani, a dirgli: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che insegni la via di Dio in verità, e che non ti curi d’alcuno; perciocchè tu non riguardi alla qualità delle persone degli uomini.

17  Dicci adunque: Che ti par egli? È egli lecito di dare il censo a Cesare, o no?

18  E Gesù, riconosciuta la lor malizia, disse: Perchè mi tentate, o ipocriti?

19  Mostratemi la moneta del censo. Ed essi gli porsero un denaro.

20  Ed egli disse loro: Di chi è questa figura, e questa soprascritta?


21  Essi gli dissero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare le cose che appartengono a Cesare, e a Dio le cose che appartengono a Dio.

22  Ed essi, udito ciò, si maravigliarono, e, lasciatolo, se ne andarono.

23  IN quell’istesso giorno vennero a lui i Sadducei, i quali dicono che non vi è risurrezione, e lo domandarono, dicendo:

24  Maestro, Mosè ha detto: Se alcuno muore senza figliuoli, sposi il suo fratello per ragione d’affinità la moglie di esso, e susciti progenie al suo fratello.

25  Or appo noi vi erano sette fratelli; e il primo, avendo sposata moglie, morì; e, non avendo progenie, lasciò la sua moglie al suo fratello.

26  Simigliantemente ancora il secondo, e il terzo, fino a tutti e sette.

27  Ora, dopo tutti, morì anche la donna.

28  Nella risurrezione adunque, di cui d’infra i sette sarà ella moglie? poichè tutti l’hanno avuta.

29  Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, non intendendo le Scritture, nè la potenza di Dio.

30  Perciocchè nella risurrezione non si prendono, nè si dànno mogli; anzi gli uomini son nel cielo come angeli di Dio.

31  E quant’è alla risurrezione de’ morti, non avete voi letto ciò che vi fu detto da Dio, quando disse:

32  Io son l’Iddio d’Abrahamo, e l’Iddio d’Isacco, e l’Iddio di Giacobbe? Iddio non è l’Iddio de’ morti, ma de’ viventi.

33  E le turbe, udite queste cose, stupivano della sua dottrina.

34  ED i Farisei, udito ch’egli avea chiusa la bocca a’ Sadducei, si raunarono insieme.

35  E un dottor della legge lo domandò, tentandolo, e dicendo:

36  Maestro, quale è il maggior comandamento della legge?

37  E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, e con tutta la mente tua.

38  Quest’è il primo, e il gran comandamento.

39  E il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.

40  Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge, ed i profeti.


La quisfAone del censo.

(Mar. 12. 13-17. Luc. 20. 2l>- £«.)

I Sadducei e la, risurrezione.

(Mar. 12. 18-27. Luc. 20. 27-40.)

II gran comandamento.

(Mar. 12. 28-34. Luc. 10. 25-27.)

Apoc. 19. 7, 9. Dan. 9. 26. Fat. I?,. 46. <i Mat. 13. 38, 47. Mat. 20. 16.

/ Rom. 13. 7. Deut. 25. 5. (1 Giov. 3. 2. < Es. 8. 6. Deut. 6. 5; 10. 12.

Lev. 19. 18. Rom. l.J. 9. Gal. 5. 14. Giac. 2. 8. Mat. 7. 12. 1 Tim. 1. 5.

78:1 [p. 784 modifica]

41 

ED essendo i Farisei raunati, Gesù domandò loro, dicendo: 

42  Che vi par egli del Cristo? di chi è egli figliuolo? Essi gli dicono: Di Davide.

43  Egli disse loro: Come adunque Davide lo chiama egli in ispirito Signore, dicendo:

44  Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi?

45  Se dunque Davide lo chiama Signore, come è egli suo figliuolo?

46  E niuno poteva rispondergli nulla; niuno eziandio ardì più, da quel dì innanzi, fargli alcuna domanda.

23  ALLORA Gesù parlò alle turbe, ed a’ suoi discepoli, dicendo:

2  Gli Scribi e i Farisei seggono sopra la sedia di Mosè.

3  Osservate adunque, e fate tutte le cose che vi diranno che osserviate; ma non fate secondo le opere loro; perchè dicono, ma non fanno.

4  Perciocchè legano pesi gravi ed importabili, e li mettono sopra le spalle degli uomini; ma essi non li vogliono pur muovere col dito.

5  E fanno tutte le loro opere per esser riguardati dagli uomini; ed allargano le lor filatterie, ed allungano le fimbrie delle lor veste.

6  Ed amano i primi luoghi a tavola ne’ conviti, e i primi seggi nelle raunanze;

7  e le salutazioni nelle piazze; e d’esser chiamati dagli uomini: Rabbi, Rabbi.

8  Ma voi, non siate chiamati Maestro; perciocchè un solo è il vostro Dottore, cioè Cristo; e voi tutti siete fratelli.

9  E non chiamate alcuno sopra la terra vostro padre; perciocchè un solo è vostro Padre, cioè, quel ch’è ne’ cieli.

10  E non siate chiamati dottori; perciocchè un solo è il vostro Dottore, cioè Cristo.

11  E il maggior di voi sia vostro ministro.

12  Or chiunque si sarà innalzato, sarà abbassato; e chiunque si sarà abbassato, sarà innalzato.

13  Ora, guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi serrate il regno dei cieli davanti agli uomini; poichè voi non entrate, nè lasciate entrar coloro ch’erano per entrare.

14  Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi divorate le case delle vedove; e ciò, sotto specie di far lunghe orazioni; perciò, voi riceverete maggior condannazione.

15  Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi circuite il mare e la terra, per fare un proselito; e, quando egli è fatto, voi lo fate figliuol della geenna il doppio più di voi.


16  Guai a voi, guide cieche! che dite: Se alcuno ha giurato per lo tempio, non è nulla; ma se ha giurato per l’oro del tempio, è obbligato.

17  Stolti e ciechi! perciocchè, quale è maggiore, l’oro, o il tempio che santifica l’oro?

18  Parimente, se alcuno ha giurato per l’altare, non è nulla; ma se ha giurato per l’offerta che è sopra esso, è obbligato.

19  Stolti e ciechi! perciocchè, quale è maggiore, l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?

20  Colui adunque che giura per l’altare giura per esso, e per tutte le cose che son sopra esso.

21  E chi giura per lo tempio giura per esso, e per colui che l’abita.

22  E chi giura per lo cielo giura per lo trono di Dio, e per colui che siede sopra esso.

23  Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi decimate la menta, e l’aneto, e il comino, e lasciate le cose più gravi della legge: il giudizio, e la misericordia, e la fede; ei si conveniva far queste cose, e non lasciar quelle altre.

24  Guide cieche! che colate la zanzara, e inghiottite il cammello.

25  Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi nettate il difuori della coppa e del piatto; ma dentro quelli son pieni di rapina e d’intemperanza.

26  Fariseo cieco! netta prima il didentro della coppa e del piatto; acciocchè il difuori ancora sia netto.

27  Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi siete simili a’ sepolcri scialbati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro son pieni d’ossami di morti, e d’ogni bruttura.

28  Così ancora voi apparite giusti di fuori agli uomini; ma dentro, siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

29  Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi edificate i sepolcri de’ profeti, e adornate i monumenti de’ giusti; e dite:

30  Se noi fossimo stati a’ dì de’ padri nostri, non saremmo già stati lor compagni nell’uccisione de’ profeti.

31  Talchè voi testimoniate contro a voi stessi, che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti.


Sal. 110. 1. b Mal. 2. 7.

20. 4.0, 46. / Mat. 20. 26, 27.

Mat. 5. 3.3-37. 1 Sam. 15.

Luc. 11. 46. Num. 15. 38. « Mar. 12. .iS. .39. Luc. 11. 43;

1 Piet. 5. 5. h Luc. 11. r>2. i Mar. 12. 40. Luc. 20. 47.

22. Os. 6. 6. Luc. 11. 39. Luc. 11. 44. -Luc. 11. 47, 4S. [p. 785 modifica]

32 

Voi ancora empiete pur la misura de’ vostri padri. 

33  Serpenti, progenie di vipere! come fuggirete dal giudizio della geenna?

34  Perciò, ecco, io vi mando de’ profeti, e de’ savi, e degli Scribi; e di loro ne ucciderete e crocifiggerete alcuni, altri ne flagellerete nelle vostre raunanze, e li perseguiterete di città in città.

35  Acciocchè vi venga addosso tutto il sangue giusto sparso in terra, dal sangue del giusto Abele, infino al sangue di Zaccaria, figliuol di Barachia, il qual voi uccideste fra il tempio e l’altare.

36  Io vi dico in verità, che tutte queste cose verranno sopra questa generazione.

37  Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti, e lapidi coloro che ti son mandati! quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, nella maniera che la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ale, e voi non avete voluto!

38  Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta.

39  Perciocchè io vi dico, che da ora innanzi voi non mi vedrete, finchè diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

24  E GESÙ, essendo uscito, se ne andava fuor del tempio; e i discepoli gli si accostarono, per mostrargli gli edifici del tempio.

2  Ma Gesù disse loro: Non vedete voi tutte queste cose? Io vi dico in verità, che non sarà qui lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata.

3  Poi, essendosi egli posto a sedere sopra il monte degli Ulivi, i discepoli gli si accostarono da parte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose? e qual sarà il segno della tua venuta, e della fin del mondo?

4  E Gesù, rispondendo, disse loro: Guardatevi che niun vi seduca.

5  Perciocchè molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo; e ne sedurranno molti.

6  Or voi udirete guerre, e romori di guerre; guardatevi, non vi turbate; perciocchè conviene che tutte queste cose avvengano; ma non sarà ancor la fine.

7  Perciocchè una gente si leverà contro all’altra; ed un regno contro all’altro; e vi saranno pestilenze, e fami, e tremoti in ogni luogo.

8  Ma tutte queste cose saranno sol principio di dolori.

9  Allora vi metteranno nelle mani altrui, per essere afflitti, e vi uccideranno; e sarete odiati da tutte le genti per lo mio nome.


10  Ed allora molti si scandalezzeranno, e si tradiranno, e odieranno l’un l’altro.

11  E molti falsi profeti sorgeranno, e ne sedurranno molti.

12  E perciocchè l’iniquità sarà moltiplicata, la carità di molti si raffredderà.

13  Ma chi sarà perseverato infino al fine sarà salvato.

14  E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, in testimonianza a tutte le genti; ed allora verrà la fine.

15  QUANDO adunque avrete veduta l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge pongavi mente);

16  allora coloro che saranno nella Giudea fuggansene sopra i monti.

17  Chi sarà sopra il tetto della casa non iscenda, per toglier cosa alcuna di casa sua.

18  E chi sarà nella campagna non torni addietro, per toglier la sua vesta.

19  Or guai alle gravide, ed a quelle che latteranno in que’ dì!

20  E pregate che la vostra fuga non sia di verno, nè in giorno di sabato;

21  perciocchè allora vi sarà grande afflizione, qual non fu giammai, dal principio del mondo infino ad ora; ed anche giammai più non sarà.

22  E se que’ giorni non fossero abbreviati, niuna carne scamperebbe; ma per gli eletti que’ giorni saranno abbreviati.

23  ALLORA, se alcuno vi dice: Ecco, il Cristo è qui, o là, nol crediate.

24  Perciocchè falsi cristi, e falsi profeti sorgeranno, e faranno gran segni, e miracoli; talchè sedurrebbero, se fosse possibile, eziandio gli eletti.

25  Ecco, io ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: Ecco, egli è nel deserto, non vi andate;

26  ecco, egli è nelle camerette segrete, nol crediate.

27  Perciocchè, siccome il lampo esce di Levante, ed apparisce fino in Ponente, tale ancora sarà la venuta del Figliuol dell’uomo.

28  Perciocchè dovunque sarà il carname, quivi si accoglieranno le aquile.

29  Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole scurerà, e la luna non darà il


« Mat. 3. 7. Luc. 11. 49-51. Fat. 7. 58, 59. 2 Cor. 11. 24. 25. Gen. 4. 8. 2 Cron. 24. 20, 21. Luc. i:i. :.4, 155. /Sal. 118. 26. Mat. 21. 9. 1 Re 9. 7. Ger. 26. 18. Mic. 3. 12.

«• 1 Giov. 4. 1. i Giov. 15. 20; 1(>. 2. 2 Tim. 1. J5 ; 4. 10, 16. Apoc. 2. 10. Dan. 9. 27.

Luc. 17. 2;i, 24. P Luc. 17. 37. Fat. 2. 19, 20.

785. [p. 786 modifica]il suo splendore, e le stelle caderanno dal cielo, e le potenze de’ cieli saranno scrollate.

30  E allora apparirà il segno del Figliuol dell’uomo, nel cielo; allora ancora tutte le nazioni della terra faran cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sopra le nuvole del cielo, con potenza, e gran gloria1.

31  Ed egli manderà i suoi angeli, con tromba, e gran grido; ed essi raccoglieranno i suoi eletti da’ quattro venti, dall’un de’ capi del cielo infino all’altro2.

32  Ora, imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami sono in succhio, e le frondi germogliano, voi sapete che la state è vicina;

33  Così ancora voi, quando avrete vedute tutte queste cose, sappiate ch’egli è vicino, in su la porta.

34  Io vi dico in verità, che questa età non passerà, finchè tutte queste cose non sieno avvenute3.

35  Il cielo e la terra trapasseranno, ma le mie parole non trapasseranno.

Il sermone profetico (seguito): la vigilanza raccomandata.

36  Ma quant’è a quel giorno, e a quell’ora, niuno la sa, non pur gli angeli de’ cieli; ma il mio Padre solo4.

37  Ora, come erano i giorni di Noè, così ancora sarà la venuta del Figliuol dell’uomo5.

38  Perciocchè, siccome gli uomini erano, a’ dì che furono avanti il diluvio, mangiando, e bevendo, prendendo, e dando mogli, sino al giorno che Noè entrò nell’arca;

39  E non si avvidero di nulla, finchè venne il diluvio e li portò tutti via; così ancora sarà la venuta del Figliuol dell’uomo.

40  Allora due saranno nella campagna; l’uno sarà preso, e l’altro lasciato.

41  Due donne macineranno nel mulino; l’una sarà presa, e l’altra lasciata6.

42  Vegliate adunque, perciocchè voi non sapete a qual’ora il vostro Signore verrà.

43  Ma sappiate ciò, che se il padre di famiglia sapesse a qual vigilia della notte il ladro deve venire, egli veglierebbe, e non lascerebbe sconficcar la sua casa7.

44  Perciò, voi ancora siate presti; perciocchè, nell’ora che non pensate, il Figliuol dell’uomo verrà.

Il sermone profetico (seguito): parabola de’ due servitori.

(Luc. 12. 4248.)

45  Quale è pur quel servitor leale, ed avveduto, il quale il suo signore abbia costituito sopra i suoi famigliari, per dar loro il nutrimento al suo tempo?

46  Beato quel servitore, il quale il suo signore, quando egli verrà, troverà facendo così.

47  Io vi dico in verità, ch’egli lo costituirà sopra tutti i suoi beni.

48  Ma, se quel servitore, essendo malvagio, dice nel cuor suo: Il mio signore mette indugio a venire;

49  E prende a battere i suoi conservi, e a mangiare, ed a bere con gli ubbriachi;

50  Il signor di quel servitore verrà, nel giorno ch’egli non l’aspetta, e nell’ora ch’egli non sa;

51  E lo riciderà, e metterà la sua parte con gl’ipocriti. Ivi sarà il pianto, e lo stridor de’ denti.

Il sermone profetico (seguito): parabola delle dieci vergini.

25  ALLORA il regno de’ cieli sarà simile a dieci vergini, le quali, prese le lor lampane, uscirono fuori incontro allo sposo.

2  Or cinque d’esse erano avvedute, e cinque pazze8.

3  Le pazze, prendendo le lor lampane, non aveano preso seco dell’olio;

4  Ma le avvedute aveano, insieme con le lor lampane, preso seco dell’olio ne’ loro vasi.

5  Ora, tardando lo sposo, tutte divennero sonnacchiose, e si addormentarono9.

6  E in su la mezza notte si fece un grido: Ecco, lo sposo viene, uscitegli incontro.

7  Allora tutte quelle vergini si destarono, ed acconciarono le lor lampane10.

8  E le pazze dissero alle avvedute: Dateci dell’olio vostro, perciocchè le nostre lampane si spengono.

9  Ma le avvedute risposero, e dissero: Noi nol faremo; chè talora non ve ne sia assai per noi, e per voi; andate più tosto a coloro che lo vendono, e compratene.

10  Ora, mentre quelle andavano a comprarne, venne lo sposo; e quelle ch’erano apparecchiate entrarono con lui nelle nozze; e la porta fu serrata11.

11  Poi appresso, vennero anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici.

12  Ma egli, rispondendo, disse; Io vi dico in verità, che io non vi conosco12.

13  Vegliate adunque, conciossiachè non sappiate nè il giorno, nè l’ora, che il Figliuol dell’uomo verrà.

Il sermone profetico (seguito): parabola de’ talenti.

(Luc. 19. 1127.)

14  Perciocchè egli è come un uomo, il quale, andando fuori in viaggio, chiamò [p. 787 modifica]suoi servitori, e diede loro in mano i suoi beni.

15 

Ed all’uno diede cinque talenti, ed all’altro due, ed all’altro uno: a ciascuno secondo la sua capacità; e subito si partì. 

16  Or colui che avea ricevuti i cinque talenti andò, e trafficò con essi, e ne guadagnò altri cinque.

17  Parimente ancora colui che avea ricevuti i due ne guadagnò altri due.

18  Ma colui che ne avea ricevuto uno andò, e fece una buca in terra, e nascose i danari del suo signore.

19  Ora, lungo tempo appresso, venne il signore di que’ servitori, e fece ragion con loro.

20  E colui che avea ricevuti i cinque talenti venne, e ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, tu mi desti in mano cinque talenti; ecco, sopra quelli ne ho guadagnati altri cinque.

21  E il suo signore gli disse: Bene sta, buono e fedel servitore; tu sei stato leale in poca cosa; io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore.

22  Poi, venne anche colui che avea ricevuti i due talenti, e disse: Signore, tu mi desti in mano due talenti; ecco, sopra quelli ne ho guadagnati altri due.

23  Il suo signore gli disse: Bene sta, buono e fedel servitore; tu sei stato leale in poca cosa; io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore.

24  Poi, venne ancora colui che avea ricevuto un sol talento, e disse: Signore, io conosceva che tu sei uomo aspro, che mieti ove non hai seminato, e ricogli ove non hai sparso;

25  laonde io temetti, e andai, e nascosi il tuo talento in terra; ecco, tu hai il tuo.

26  E il suo signore, rispondendo, gli disse: Malvagio e negligente servitore, tu sapevi che io mieto ove non ho seminato e ricolgo ove non ho sparso;

27  perciò ei ti si conveniva mettere i miei danari in man di banchieri; e quando io sarei venuto, avrei riscosso il mio con frutto.

28  Toglietegli adunque il talento, e datelo a colui che ha i dieci talenti.

29  Perciocchè, a chiunque ha, sarà dato, ed egli soprabbonderà; ma chi non ha, eziandio quel ch’egli ha, gli sarà tolto.

30  E cacciate il servitor disutile nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto, e lo stridor de’ denti.

31  ORA, quando il Figliuol dell’uomo sarà venuto nella sua gloria con tutti i santi angeli, allora egli sederà sopra il trono della sua gloria.


32  E tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uomini gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore da’ capretti.

33  E metterà le pecore alla sua destra, e i capretti alla sinistra.

34  Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio; eredate il regno che vi è stato preparato fino dalla fondazion del mondo.

35  Perciocchè io ebbi fame, e voi mi deste a mangiare; io ebbi sete, e voi mi deste a bere; io fui forestiere, e voi mi accoglieste.

36  Io fui ignudo, e voi mi rivestiste; io fui infermo, e voi mi visitaste; io fui in prigione, e voi veniste a me.

37  Allora i giusti gli risponderanno, dicendo: Signore, quando ti abbiam noi veduto aver fame, e ti abbiam dato a mangiare? ovvero, aver sete, e ti abbiam dato a bere?

38  E quando ti abbiam veduto forestiere, e ti abbiamo accolto? o ignudo, e ti abbiam rivestito?

39  E quando ti abbiam veduto infermo, o in prigione, e siamo venuti a te?

40  E il Re, rispondendo, dirà loro: Io vi dico in verità, che in quanto l’avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, voi l’avete fatto a me.

41  Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra: Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, ch’è preparato al diavolo, ed a’ suoi angeli.

42  Perciocchè io ebbi fame, e voi non mi deste a mangiare; ebbi sete, e non mi deste a bere.

43  Io fui forestiere, e non mi accoglieste; ignudo, e non mi rivestiste; infermo, ed in prigione, e non mi visitaste.

44  Allora quelli ancora gli risponderanno, dicendo: Signore, quando ti abbiam veduto aver fame, o sete, o esser forestiere, o ignudo, o infermo, o in prigione, e non ti abbiam sovvenuto?

45  Allora egli risponderà loro, dicendo: Io vi dico in verità, che in quanto non l’avete fatto ad uno di questi minimi, nè anche l’avete fatto a me.

46  E questi andranno alle pene eterne, e i giusti nella vita eterna.

26  ED avvenne che, quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse a’ suoi discepoli:

2  Voi sapete che fra due giorni è la pasqua;


Il consulto de sacerdoti.

(Mar. 14. 1, 2. Luc. 22. 1, 2. Giov. 11. 47, ecc.)

Rom. 12. 6. Ef. 4. 11. 1 Piet. 1. 8. Luc. 8. 18. Giov. 15. 2. < Mat. IG. 27.

1 Tess. 4. 16. 2 Cor. 5. 10. Apoc. 20. 12. / Rom. 8. 17. 1 Piet. 1. 4. Giac. 1. 27;

2. ].-., 16. • Prov. 14. ol ; 19, 17. Miir. 9. U. Eb. 6. 10. < Mat. 7. 23; 13. 40. Zac. 2. .

1 111. 9. 5. Dan. 12. 2. Giov. 5. 29. Rom. 2. 7, ecc. ; 6. 23. [p. 788 modifica]e il Figliuol dell’uomo sarà dato in mano del magistrato, per essere crocifisso.

Allora si raunarono i principali sacerdoti, e gli Scribi, e gli anziani del popolo, nella corte del sommo sacerdote, detto Caiafa; 

4  e presero insieme consiglio di pigliar Gesù con inganno, e di farlo morire.

5  Ma dicevano: Non convien farlo nella festa; acciocchè non si faccia tumulto fra il popolo.

6  ORA, essendo Gesù in Betania, in casa di Simone lebbroso,

7  era venuta a lui una donna, avendo un alberello d’olio odorifero di gran prezzo; ed ella l’avea sparso sopra il capo di Cristo, mentre era a tavola.

8  E i suoi discepoli, avendo ciò veduto, furono indegnati, dicendo: A che far questa perdita?

9  Poichè quest’olio si sarebbe potuto vendere un gran prezzo, e quello darsi a’ poveri.

10  Ma Gesù, conosciuto ciò, disse loro: Perchè date voi noia a questa donna? poichè ella ha fatta una buona opera inverso me.

11  Perciocchè sempre avete i poveri con voi; ma me non mi avete sempre.

12  Poichè costei, versando quest’olio sopra il mio corpo, l’ha fatto per imbalsamarmi.

13  Io vi dico in verità, che dovunque sarà predicato quest’evangelo, in tutto il mondo, si racconterà eziandio ciò che costei ha fatto, in memoria di lei.

14  ALLORA uno de’ dodici, detto Giuda Iscariot, andò a’ principali sacerdoti, e disse loro:

15  Che mi volete dare, ed io ve lo darò nelle mani? Ed essi gli pesarono trenta sicli d’argento.

16  E da quell’ora egli cercava opportunità di tradirlo.

17  OR nel primo giorno degli azzimi, i discepoli vennero a Gesù, dicendogli: Ove vuoi che noi ti apparecchiamo da mangiar la pasqua?

18  Ed egli disse: Andate nella città ad un tale, e ditegli: Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; io farò la pasqua in casa tua, coi miei discepoli.

19  E i discepoli fecero come Gesù avea loro ordinato, ed apparecchiarono la pasqua.

20  E quando fu sera, egli si mise a tavola co’ dodici.


21  E mentre mangiavano, disse: Io vi dico in verità, che un di voi mi tradirà.

22  Ed essendone eglino grandemente attristati, ciascun di loro prese a dirgli: Son io desso, Signore?

23  Ed egli, rispondendo, disse: Colui che intinge con la mano meco nel piatto mi tradirà.

24  Il Figliuol dell’uomo certo se ne va, secondo ch’è scritto di lui; ma, guai a quell’uomo per lo quale il Figliuol dell’uomo è tradito! meglio sarebbe stato per lui di non esser mai nato.

25  E Giuda che lo tradiva prese a dire: Maestro, son io desso? Egli gli disse: Tu l’hai detto.

26  Ora, mentre mangiavano, Gesù, preso il pane, e fatta la benedizione, lo ruppe, e lo diede a’ discepoli, e disse: Prendete, mangiate; quest’è il mio corpo.

27  Poi, preso il calice, e rendute le grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti.

28  Perciocchè quest’è il mio sangue, ch’è il sangue del nuovo patto, il quale è sparso per molti, in remission de’ peccati.

29  Or io vi dico, che da ora io non berrò più di questo frutto della vigna, fino a quel giorno che io lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.

30  E DOPO ch’ebbero cantato l’inno, se ne uscirono al monte degli Ulivi.

31  Allora Gesù disse loro: Voi tutti sarete scandalezzati in me questa notte; perciocchè egli è scritto: Io percoterò il Pastore, e le pecore della greggia saranno disperse.

32  Ma, dopo che io sarò risuscitato, andrò dinanzi a voi in Galilea.

33  Ma Pietro, rispondendo, gli disse: Avvegnachè tutti sieno scandalezzati in te, io non sarò giammai scandalezzato.

34  Gesù gli disse: Io ti dico in verità, che questa stessa notte, innanzi che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte.

35  Pietro gli disse: Benchè mi convenisse morir teco, non però ti rinnegherò. Il simigliante dissero eziandio tutti i discepoli.

36  ALLORA Gesù venne con loro in una villa, detta Ghetsemane, e disse a’ discepoli: Sedete


n convito di Betania.

(Mar. 14. 3-9. Giov. 12. 1-8.)

n prezzo del tradimento.

(Mar. 14. 10, 11. Luc. 22. 3-6.)

(Mar. 14. 12-26. Luc. 22. 7-23. 1 Cor. 11. 23-29.)

Pietro avvisato.

(Mar, 14. 27- 31. Luc. 22. 31- 34. [[Giovanni (Diodati 1821)/capitolo

13#capitolo

13versetto36|Giov.

13. 36]]-38.)

Gesu, in Ghetsemane.

(Mar. 14. 32- 42. Luc. 22. 39-46. Giov. 18. 1.)

Sal. 2. 2. Deut. 1. 5. 11. < Giov. 13. .33 ; 14. 19. Zac. 11. 12. Es. fap. 12.

/ Sal. 41. 9. 3 Es. 24. 8. Lev. 17. 11. Eb. 9. 22. pat. 10, 41. i Zac. 13, 7. Mat. 28, 7, 10, 16,

Mar. 16, 7. [p. 789 modifica]qui, finchè io sia andato là, ed abbia orato.

37 

E preso seco Pietro, e i due figliuoli di Zebedeo, cominciò ad esser contristato, e gravemente angosciato. 

38  Allora egli disse loro: L’anima mia è occupata di tristizia infino alla morte; dimorate qui, e vegliate meco.

39  E andato un poco innanzi, si gettò sopra la sua faccia, orando, e dicendo: Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice; ma pure, non come io voglio, ma come tu vuoi.

40  Poi venne a’ discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così non avete potuto vegliar pure un’ora meco?

41  Vegliate, ed orate, che non entriate in tentazione; perciocchè lo spirito è pronto, ma la carne è debole.

42  Di nuovo, la seconda volta, egli andò, ed orò, dicendo: Padre mio, se egli non è possibile che questo calice trapassi da me, che io nol beva, la tua volontà sia fatta.

43  Poi, essendo di nuovo venuto, li trovò che dormivano; perciocchè i loro occhi erano aggravati.

44  E, lasciatili, andò di nuovo, ed orò la terza volta, dicendo le medesime parole.

45  Allora egli venne a’ suoi discepoli, e disse loro: Dormite pure da ora innanzi, e riposatevi; ecco, l’ora è giunta, e il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.

46  Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino.

47  E MENTRE egli parlava ancora, ecco, Giuda, uno de’ dodici, venne, e con lui un grande stuolo, con ispade, ed aste, mandato da’ principali sacerdoti, e dagli anziani del popolo.

48  Or colui che lo tradiva avea loro dato un segnale, dicendo: Colui il quale io avrò baciato è desso; pigliatelo.

49  E in quello stante, accostatosi a Gesù, gli disse: Bene stii, Maestro; e baciollo.

50  E Gesù gli disse: Amico, a che far sei tu qui? Allora coloro, accostatisi a Gesù, gli posero le mani addosso, e lo presero.

51  Ed ecco, un di coloro ch’erano con Gesù, distesa la mano, trasse fuori la spada, e percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l’orecchio.

52  Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada nel suo luogo; perciocchè tutti coloro che avranno presa la spada, periranno per la spada.

53  Pensi tu forse che io non potessi ora pregare il Padre mio, il qual mi manderebbe subito più di dodici legioni d’angeli?


54  Come dunque sarebbero adempiute le Scritture, le quali dicono che conviene che così avvenga?

55  In quella stessa ora Gesù disse alle turbe: Voi siete usciti con ispade e con aste, come contro a un ladrone, per prendermi; io tuttodì sedeva appresso di voi, insegnando nel tempio; e voi non mi avete preso.

56  Ma tutto ciò è avvenuto, acciocchè le Scritture de’ profeti fossero adempiute. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.

57  OR coloro che aveano preso Gesù lo menarono a Caiafa, sommo sacerdote, ove gli Scribi e gli anziani erano raunati.

58  E Pietro lo seguitava da lungi infino alla corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a seder co’ sergenti, per veder la fine.

59  Or i principali sacerdoti, e gli anziani, e tutto il concistoro, cercavano qualche falsa testimonianza contro a Gesù, per farlo morire;

60  ma non ne trovarono alcuna; eziandio dopo che molti falsi testimoni si furono fatti avanti, non ne trovavano però, alcuna; ma, alla fine, vennero due falsi testimoni;

61  i quali dissero: Costui ha detto: Io posso disfare il tempio di Dio, e infra tre giorni riedificarlo.

62  Allora il sommo sacerdote, levatosi, gli disse: Non rispondi tu nulla? che testimoniano costoro contro a te?

63  Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote replicò, e gli disse: Io ti scongiuro per l’Iddio vivente, che tu ci dica se tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio.

64  Gesù gli disse: Tu l’hai detto. Anzi io vi dico, che da ora innanzi voi vedrete il Figliuol dell’uomo sedere alla destra della Potenza, e venir sopra le nuvole del cielo.

65  Allora il sommo sacerdote stracciò i suoi vestimenti, dicendo: Egli ha bestemmiato; che abbiamo noi più bisogno di testimoni? ecco, ora voi avete udita la sua bestemmia.

66  Che vi par egli? Ed essi, rispondendo, dissero: Egli è reo di morte.

67  Allora gli sputarono nel viso, e gli diedero delle guanciate; ed altri gli diedero delle bacchettate,

68  dicendo: O


Arresto di Gesu.

(Mar. 14. 43-50. Luc. 22. 47-53. Giov. 18. 2-11.)

(Mar. 14. 53- (35. Luc. 22. 63-71. [[Giovanni (Diodati 1821)/capitolo

18#capitolo

18versetto12|Giov.

18. 12]]-27.)

Giov. 12. 27. Eb. 5. 7. Giov. 6. m. Fil. 2. 8. <i Mar. 13. 33. Rom. 7. 23. Gal. 5. 17.

Gen. 9. 6. /2 Re (5. 17. Dan. 7. 10. Is. 53. 7, ecc. Lam. 4. 20. i Sal. 27. 12; 35. 11.

.Deut. 19. 15. Mat. 27. 40. Giov. 2. 19. Is. 53. 7. Mat. 27. 12, 14. Sal. 110. I

Fat. 7. 55. P 1 Tess. 4. 16. Apoc. 1. 7. ? Lev. 24. 16. Giov. 19. 7. r Mat. 27. 30. [p. 790 modifica]Cristo, indovinaci chi ti ha percosso.

69 

OR Pietro sedeva di fuori nella corte; ed una fanticella si accostò a lui, dicendo: Anche tu eri con Gesù il Galileo. 

70  Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: Io non so ciò che tu ti dici.

71  E, come egli fu uscito fuori all’antiporto, un’altra lo vide, e disse a coloro ch’erano quivi: Anche costui era con Gesù il Nazareo.

72  Ma egli di nuovo lo negò con giuramento, dicendo: Io non conosco quell’uomo.

73  E poco appresso, quelli ch’erano presenti, accostatisi, dissero a Pietro: Di vero anche tu sei di quelli; perciocchè la tua favella ti fa manifesto.

74  Allora egli cominciò a maledirsi, ed a giurare, dicendo: Io non conosco quell’uomo. E in quello stante il gallo cantò.

75  Allora Pietro si ricordò della parola di Gesù, il quale gli avea detto: Innanzi che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. Ed egli uscì, e pianse amaramente.

27  POI, venuta la mattina, tutti i principali sacerdoti, e gli anziani del popolo, tenner consiglio contro a Gesù per farlo morire.

2  E, legatolo, lo menarono, e misero nelle mani di Ponzio Pilato governatore.

3  Allora Giuda, che l’avea tradito, vedendo ch’egli era stato condannato, si pentì, e tornò i trenta sicli d’argento a’ principali sacerdoti, ed agli anziani, dicendo:

4  Io ho peccato, tradendo il sangue innocente. Ma essi dissero: Che tocca questo a noi? pensavi tu.

5  Ed egli, gettati i sicli d’argento nel tempio, si ritrasse, e se ne andò, e si strangolò.

6  E i principali sacerdoti presero quei denari, e dissero: Ei non è lecito di metterli nel tesoro del tempio; poichè sono prezzo di sangue.

7  E, preso consiglio, comperarono di quelli il campo del vasellaio, per luogo di sepoltura agli stranieri.

8  Perciò, quel campo è stato, infino al dì d’oggi, chiamato: Campo di sangue.

9  Allora si adempiè ciò che fu detto dal profeta Geremia, dicendo: Ed io presi i trenta sicli d’argento, il prezzo di colui che è stato apprezzato, il quale hanno apprezzato d’infra i figliuoli d’Israele;

10  e li diedi, per comperare il campo del vasellaio, secondo che il Signore mi avea ordinato.


11  OR Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo domandò, dicendo: Sei tu il Re de’ Giudei? E Gesù gli disse: Tu il dici.

12  Ed essendo egli accusato da’ principali sacerdoti, e dagli anziani, non rispose nulla.

13  Allora Pilato gli disse: Non odi tu quante cose testimoniano contro a te?

14  Ma egli non gli rispose a nulla; talchè il governatore si maravigliava grandemente.

15  Or il governatore soleva ogni festa liberare un prigione alla moltitudine, quale ella voleva.

16  E allora aveano un prigione segnalato, detto Barabba.

17  Essendo essi adunque raunati, Pilato disse loro: Qual volete che io vi liberi, Barabba ovvero Gesù, detto Cristo?

18  Perciocchè egli sapeva che glielo aveano messo nelle mani per invidia.

19  (Ora, sedendo egli in sul tribunale, la sua moglie gli mandò a dire: Non aver da far nulla con quel giusto, perciocchè io ho sofferto oggi molto per lui in sogno).

20  Ma i principali sacerdoti, e gli anziani, persuasero le turbe che chiedessero Barabba, e che facessero morir Gesù.

21  E il governatore, replicando, disse loro: Qual de’ due volete che io vi liberi? Ed essi dissero: Barabba.

22  Pilato disse loro: Che farò dunque di Gesù, detto Cristo? Tutti gli dissero: Sia crocifisso.

23  E il governatore disse: Ma pure che male ha egli fatto? Ed essi vie più gridavano, dicendo: Sia crocifisso.

24  E Pilato, vedendo che non profittava nulla, anzi, che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua, e si lavò le mani nel cospetto della moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi.

25  E tutto il popolo, rispondendo, disse: Sia il suo sangue sopra noi, e sopra i nostri figliuoli.

26  Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver flagellato Gesù, lo diede loro nelle mani, acciocchè fosse crocifisso.

27  Allora i soldati del governatore, avendo tratto Gesù dentro al pretorio, raunarono attorno a lui tutta la schiera.

28  E, spogliatolo, gli misero attorno un saio di scarlatto.

29  E, contesta una corona di spine, gliela misero sopra il capo, ed una canna nella man


18. 15-18 e 25-27.)

Jl suicidio di Giuda.

(Fat. 1. 10-19.)

(Mar. 15. 1-20. Luc. 23. 1-25. Giov. IS. 28-

19. 16.)

Fat. 2. 7. ver. 34. Sal. 2. 2. Mat. 20. 19. Mat. 26. 14, 15. / Zac. 11. 12, 13.

1 Tim. 0. 13. A Mat. 25. 63. i Fat. 3. 14. Deut. 21. 6. Is. 53. 5.

790. [p. 791 modifica]destra; e, inginocchiatiglisi davanti, lo beffavano, dicendo: Ben ti sia, o Re de’ Giudei.

30 

Poi, sputatogli addosso, presero la canna, e gliene percotevano il capo. 

31  E, dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono di quel saio, e lo rivestirono de’ suoi vestimenti; poi lo menarono a crocifiggere.

32  ORA, uscendo, trovarono un Cireneo, chiamato per nome Simone, il quale angariarono a portar la croce di Gesù.

33  E, venuti nel luogo detto Golgota, che vuol dire: Il luogo del teschio;

34  gli diedero a bere dell’aceto mescolato con fiele; ma egli avendolo gustato, non volle berne.

35  Poi, avendolo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando la sorte; acciocchè fosse adempiuto ciò che fu detto dal profeta: Hanno spartiti fra loro i miei vestimenti, ed hanno tratta la sorte sopra la mia veste.

36  E, postisi a sedere, lo guardavano quivi.

37  Gli posero ancora, di sopra al capo, il maleficio che gli era apposto, scritto in questa maniera: COSTUI È GESÙ, IL RE DE’ GIUDEI.

38  Allora furono crocifissi con lui due ladroni: l’uno a destra, l’altro a sinistra.

39  E coloro che passavano ivi presso, l’ingiuriavano, scotendo il capo; e dicendo:

40  Tu che disfai il tempio, e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso; se sei Figliuolo di Dio, scendi giù di croce.

41  Simigliantemente ancora i principali sacerdoti, con gli Scribi, e gli anziani, e Farisei, facendosi beffe, dicevano:

42  Egli ha salvati gli altri, e non può salvare sè stesso; se egli è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui.

43  Egli si è confidato in Dio; liberilo ora, se pur lo gradisce; poichè egli ha detto: Io son Figliuolo di Dio.

44  Lo stesso gli rimproveravano ancora i ladroni, ch’erano stati crocifissi con lui.

45  Ora, dalle sei ore si fecero tenebre sopra tutta la terra, insino alle nove.

46  E intorno alle nove, Gesù gridò con gran voce, dicendo: Eli, Eli, lamma sabactani? cioè: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai lasciato?

47  Ed alcuni di coloro ch’erano ivi presenti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia.

48  E in quello stante un di loro corse, e prese una spugna, e l’empiè d’aceto; e messala intorno ad una canna, gli diè da bere.


49  E gli altri dicevano: Lascia, vediamo se Elia verrà a salvarlo.

50  E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rendè lo spirito.

51  Ed ecco, la cortina del tempio si fendè in due, da cima a fondo; e la terra tremò, e le pietre si schiantarono;

52  e i monumenti furono aperti e molti corpi de’ santi, che dormivano, risuscitarono.

53  E quelli, essendo usciti de’ monumenti dopo la risurrezion di Gesù, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.

54  Ora il centurione, e coloro ch’erano con lui, guardando Gesù, veduto il tremoto, e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente costui era Figliuol di Dio.

55  Or quivi erano molte donne, riguardando da lontano, le quali aveano seguitato Gesù da Galilea, ministrandogli;

56  fra le quali era Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo e di Iose; e la madre de’ figliuoli di Zebedeo.

57  POI, in su la sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato per nome Giuseppe, il quale era stato anch’egli discepolo di Gesù.

58  Costui venne a Pilato, e chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse reso.

59  E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un lenzuolo netto.

60  E lo pose nel suo monumento nuovo, il quale egli avea fatto tagliar nella roccia; ed avendo rotolato una gran pietra in su l’apertura del monumento, se ne andò.

61  Or Maria Maddalena, e l’altra Maria, erano quivi, sedendo di rincontro al sepolcro.

62  E il giorno seguente, ch’era il giorno d’appresso la preparazione, i principali sacerdoti, e i Farisei si raunarono appresso di Pilato,

63  dicendo: Signore, ei ci ricorda che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Io risusciterò infra tre giorni.

64  Ordina adunque che il sepolcro sia sicuramente guardato, fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano di notte, e nol rubino, e dicano al popolo: Egli è risuscitato dai morti; onde l’ultimo inganno sia peggiore del primiero.

65  Ma Pilato disse loro: Voi avete la guardia;


La crocijissione.

(Mar. 15. 21-41. Luc. 2:1 26-49.

19. 17-37.)

(Mar, 15. 42-47. Luc. 2;}. 50-38. [[Giovanni (Diodati 1821)/capitolo

19#capitolo

19versetto38|Giov.

19. 38]]-42.)

« l8. 53. 3. fr Is. 50. 6. Mat. 26. 67. Eb. 13. 11, 12. SaL 69. 21.

/ Is. 53. 12. Sal. 22. 7- > Mat. 26. 61, e rif. < Sal. 22. 8. i Am. 8. 9.

•• Es. 26. 31, ecc. Luc. 8. 2, 3. Is. 53. 9. ? Mar. 8. 31. Giov. 2. 19.

Sal. 22. 18.

Sal. 22. 1. [p. 792 modifica]andate, assicuratelo come l’intendete.

66 

Essi adunque, andati, assicurarono il sepolcro, suggellando la pietra, oltre la guardia.

28  ORA, finita la settimana, quando il primo giorno della settimana cominciava a schiarire, Maria Maddalena, e l’altra Maria, vennero a vedere il sepolcro.

2  Ed ecco, si fece un gran tremoto, perciocchè un angelo del Signore, sceso dal cielo, venne, e rotolò la pietra dall’apertura del sepolcro, e si pose a seder sopra essa.

3  E il suo aspetto era come un folgore, e il suo vestimento era bianco come neve.

4  E per timor d’esso, le guardie tremarono, e divennero come morti.

5  Ma l’angelo fece motto alle donne, e disse loro: Voi, non temiate; perciocchè io so che cercate Gesù, il quale è stato crocifisso.

6  Egli non è qui, perciocchè egli è risuscitato, come egli avea detto; venite, vedete il luogo dove il Signore giaceva.

7  E andate prestamente, e dite a’ suoi discepoli ch’egli è risuscitato dai morti; ed ecco, egli va innanzi a voi in Galilea; quivi lo vedrete; ecco, io ve l’ho detto.

8  Esse adunque uscirono prestamente del monumento, con ispavento, ed allegrezza grande; e corsero a rapportar la cosa a’ discepoli di esso.

9  Ed ecco, Gesù venne loro incontro, dicendo: Ben vi sia. Ed esse, accostatesi gli presero i piedi, e l’adorarono.


10  Allora Gesù disse loro: Non temiate; andate, rapportate a’ miei fratelli, che vadano in Galilea, e che quivi mi vedranno.

11  E MENTRE esse andavano, ecco, alcuni della guardia vennero nella città, e rapportarono a’ principali sacerdoti tutte le cose ch’erano avvenute.

12  Ed essi, raunatisi con gli anziani, presero consiglio di dar buona somma di danari a’ soldati,

13  dicendo: Dite: I suoi discepoli son venuti di notte, e l’han rubato, mentre noi dormivamo.

14  E se pur questo viene alle orecchie del governatore, noi l’appagheremo con parole, e vi metteremo fuor di pena.

15  Ed essi, presi i danari, fecero come erano stati ammaestrati; e quel dire è stato divolgato fra i Giudei, infino al dì d’oggi.

16  MA gli undici discepoli andarono in Galilea, nel monte ove Gesù avea loro ordinato.

17  E vedutolo, l’adorarono; ma pure alcuni dubitarono.

18  E Gesù, accostatosi, parlò loro, dicendo: Ogni podestà mi è data in cielo, ed in terra.

19  Andate adunque, ed ammaestrate tutti i popoli; battezzandoli nel nome del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo;

20  insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandate. Or ecco, io son con voi in ogni tempo, infino alla fin del mondo. Amen.


La risurrezione.

(Mar. 16. 1-8. Luc. 24. 1-12. Giov. 20. 1-18) ,

Mat. 27. 55, 56. f> Mat. 12. 40; 16. 21 ; 17. 23 ; 20. 19.

i Eb. 2. 11. Mat. 26. 32. / Dan. 7. 13, 14. Fil. 2. 9, 10.

A Isa. 40. 3, ecc. Mal. 3. 1.

79a

Mat. 26. 32.

Mar. 16. 15.

Mar. 14. 28.

Luc. 24. 47.

  1. Apoc. 1. 7.
  2. 1 Cor. 15. 52. 1 Tess. 4. 16.
  3. Mat. 16. 28.
  4. Fat. 1. 7. 1 Tess. 5. 1, 2.
  5. Luc. 17. 26, ecc.
  6. Luc. 17. 34, ecc.
  7. Luc. 12. 39, 40.
  8. Mat. 13. 47.
  9. 1 Tess. 5. 6.
  10. Luc. 12. 35.
  11. Luc. 13. 25.
  12. Mat. 7. 21, ecc.