Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/397

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indice delle materie 381

piacevolezza accennata, 120. — Soleva far l’elogio della pazzia, 16.

Mario rompe i Tedeschi, 198.

Mario da Volterra, sua facezia, 141

Maritare, bestialità di alcuni padri nel maritar le figliole, 207, 222.

Marito, orazione di un marito al senato per ottener licenza di morire a cagion di sua moglie, 190. — Mariti cattivi accennati, ivi. — Mariti, non sempre amati dalle mogli, 163. —

Martiri invittissime accennate, 185. —

Maschere, loro uso e utilità, 85.

Maschio e femina intende di prudar la natura, 181. — Maschio e femina formò Dio gli uomini a sua similitudine, 182.

Massilia, costanza mirabile di una sua cittadina, 189. (Vedi Cicuta.)

Materia, ad essa s’assomiglia la donna, 183.

Materia di questo Trattato, 7. — Sua utilità, 8.

Matilda contessa, lodata, fu di casa Canossa, 198.

Mattia Corvino re d’Ungheria, lodato, 201. — Batte più volte i Turchi, 310.

Mattonato, facezia su tal parola divisa, 132.

Medicina, bella similitudine del modo di dar medicina a’ fanciulli, 248.

Medico eccellente può darsi senza ch’abbia infermi da guarire, 280. — Medico solo serve a molli infermi, 280. — Medici, quali infermità debbano principalmente curare, ivi. — Medici avari, 211. — Scherzo intorno ai medici, 139.

Medici (Cosimo de’), sua risposta a M. Palla Strozzi, 137. — Sua ammonizione dissimulata, 147.

Medici (Giuliano de’), duca di Nemours, detto il Magnifico, 241. — Lodato, 2. — Protettor delle donne, 140, 164, — Sua facezia. (Vedi Golpino.) — Sua modestia, 169, 171.

Medici (Lorenzo de’), suoi detti, 141.

Mediocrità, le virtù sono mediocrità, 274. — Difficile a ritrovarsi, ivi. — Mediocrità non soggiace ad invidia, 116. — Mediocrità nel giocar agli scacchi più laudabile dell’eccellenza, 106. (Vedi Spagnuoli.)
— Mediocrità ne’ sudditi, molto giovevole ai principe, 268.

Meliolo, burlator celebre, 158.

Memoria, le cose che risvegliano la memoria de’ gustati piaceri, sono grate, 74, 75.

Mercatanti debbono essere ajutati dai principi, 275. — Mercatanti giudiziosi imitar deve chi pensa di discostarsi alcuna volta dai comandi del suo principe, 99.

Mercurio quali virtù recasse in terra, secondo le favole, 249.

Meretrice publica come potesse liberare un condannato alle forche, 145.

Merito è la vera via d’ottenere i favori dei principi, 94. — Meriti come debbano essere rimunerati dai principi, 268.

Messa frettolosa, facezia d’un prete, 149.

Metafora, lodevole, 49. — Metafore ben accomodate e loro uso, 137. — Metelino, Francesi uccisi dai Turchi a Metelino, 310.

Metrodoro, filosofo e pittore, 68.

Michele (San). (Vedi Cavalieri.)

Millantatore cavaliere come fosse mortificato da una dama, 27.

Minacce alle volte fanno ridere, 150.

Minerva quai musici istrumenti rifiutasse, 87.

Ministri buoni. (Vedi Principe.)

Minuzia non si dee chiamate cosa alcuna che possa migliorare un principe, 274.

Miseri non si motteggino, toltone un sol caso, 122.

Mitridate temè la morte più che non la temesser sua moglie, e le sue sorelle, 188.

Modestia nel Cortegiano, lodata, 37, 59. — Sola non fa l’uomo grato, 96. — Non diventi rusticità, ivi.

Moglie brutta motteggiata, 133. — Mogli. (Vedi Communità, ec.) — Mogli cattive accennate, 190.

Moisè, rubo ardente da esso veduto, 301.

Molart, capitano, come molleggiasse il Peralta, 148.

Molli di carne, atti della mente; assioma filosofico, 180.

Moltitudine, naturalmente ha odore del bene e del male, 5. (Vedi Valore.)