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Opere volgari (Alberti)/Nota (volume I)/I libri della famiglia

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I libri della famiglia

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Nota (volume I) Nota (volume I) - Cena familiarias
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NOTA SUL TESTO

I

I LIBRI DELLA FAMIGLIA

A) TESTIMONIANZE

manoscritti

Firenze

Biblioteca Nazionale

1. Cod. II. IV. 38 (già Magl. XXI. 119; provenienza Strozzi, MSS in fo n. 143): (F1).


Cod. cart. sec. XV (intorno al 1438). Contiene cc. 182 di misure diverse (cc. 1-31: mm 294×205; cc. 32-41: mm 294×213; cc. 42-182: mm 294×216), numerate nel recto da 1 a 182. Tracce di antiche numerazioni confermano quello che è suggerito anche dalla diversità delle mani dei quattro copisti che hanno trascritto: cc. 1-4 (mano α), cc. 5-30 (mano β), cc. 31-52 e 93-182 (mano γ), cc. 53-92 (mano δ); cioè che i libri della Famiglia della prima parte del cod. furono copiati in diversi momenti, e probabilmente in ordine diverso, e poi riuniti insieme come ora li troviamo. Il cod. è legato in assi e mezza pelle.

È una ricca silloge di opere volgari dell’Alberti (da paragonarsi per le opere latine col cod. Canon. Misc. 172 della Bodleiana, Oxford), pregevole soprattutto perché il testo della Famiglia in questo cod. porta correzioni autografe. Contiene:

cc. 1-4: Prohemium librorum familie Leonis bap. Alberti (tit. aggiunto dall’A.)
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cc. 5-119:
I quattro libri della Famiglia intitolati come segue:

1. L. Baptist e Alberti incipit familia. L. p. (tit. agg dall’A.): 5r-30v,

2. Leonis Baptiste Alb. L. II. De Familia: 31r-52v,

3. L. bap. alb. liber III familie. economicus: 53r-92v,

4. L. IIII. Familie L. Bap. Alb., e poi sotto, Leonis Bap. al. Liber quartus familie incipit, tractat. de amicitia[1] 93r-119r,

c. 119v: Disegno di un occhio alato col motto, Quid tum,
cc. 120r-136v: De Pictura (volgare): in fine, Finis laus deo die XVII mensis iulii Mcccc36,
cc. 138r-140r: Epistola Consolatoria,
cc. 142r-149v: Deifira,
cc. 150r-150v: Elegia Mirtia,
cc. 151r-151v: Sententie pitagoriche,
cc. 151v-160r: Ecatonfilea,
cc. 160v-161v: Elegia Agiletta,
cc. 162r-167r: Amiria Caroli Alberti,
cc. 172r-177r: De Amore (la lettera di L. B. Alberti a P. Codagnello ex venetiis die decima Januarij),
cc. 177r-178v: Sophrona,
cc. 179r-182v: Uxoria (alla fine di cui si legge: finis die lune in nocte ante die martis ora 1½ die ij decembris 1438).

Le cc. 52v, 137, 140v-141v, 167v-171v son rimaste in bianco.

Questo cod. fu già adoperato dal Bonucci, dal Mancini, e dal Janitschek, e più recentemente da L. Mallè, i quali ne danno descrizioni più o meno complete[2]. Sarà adoperato per altre opere nella presente edizione. Vedi anche Mazzatinti, Inventari dei Mss delle Bibl. Italiane, vol. X, Forlì, 1900, p. 103. [p. 369 modifica]

2. Cod. Magl. XXI. 90 (provenienza Biscioni n. 88): (F2).

Cod. cart. sec. XV (fine); mm. 214×145; cc. 208 in tre numerazioni distinte: 1-84 (bianca l’ultima), 1-64 e 1-60 (bianche le cc. 36, 56-60). Precedono 9 cc. non numerate, di cui la prima è membranacea, sulla quale figura un’antica segnatura: B VIII. B 90, e la seguente descrizione del contenuto scritta a matita da una mano del sec. XVII: Leon Bat Alberti Del Governo della Famiglia. d’Aristotile il libro dell’etica volgare. Mariotto Davanzati ed altri dell’Amicizia. Chiude il vol. una carta membr. non numerata su cui si legge una nota di un antico possessore con la data 1492. Legatura contemp. in pergamena.

Il cod. è tutto della stessa mano, di Giovanni di Matteo di Giovanni Strozzi, con titoli e didascalie in rosso, e fu copiato intorno al 1482 come attesta la nota in fine del terzo libro della Famiglia (c. 64r della 2a numerazione): Finito a honore del glorioso idio et hutile mio et de li altri che lo leggieranno per me giovanni di matheo di giovanni strozzi questo di xx di marzo MCCCClxxxij amen [3].

I quattro libri della Famiglia occupano le cc. 1r (1a num.) - 35v (3a num.) e portano i titoli seguenti:

c. 1r: Leonis Baptiste Alberti Prologus in libros de familia,
c. 6v: Incipit Liber primus familie de officio Senum erga Juvenes et minorum erga maiores et de educandis liberis,
c. 47r: Leonis Baptiste de Albertis incipit L. II de Familia De R. Uxo. et ex. iu.
c. 1r (2a num.): Padre di Famiglia Compilato per messer Baptista Alberti fiorentino Et diricto a Francesco Alberti suo consorte Comincia il Prohemio,
c. 1r (3a num.): Leonis Bap. Al. Familie L. Quartus.

Seguono poi l’ottavo libro dell’Etica volgare di Aristotile (cc. 37r-42v), il tractato de amicitia di Mariotto Davanzati ‘Quel divo ingegno qual per voi s’infuse’ (cc. 43r-47v), e un simile lavoro di Benedetto d’Arezzo ‘Se mai gloria d’ingegno alto comosse’ (cc. 48r-54r)[4]. Nelle cc. 54r-55v si leggono alcuni Decti et sententie sopra l’amicitia di più savii philosophi. [p. 370 modifica]

Se ne servì il Bonucci per la sua ed. cit. (cfr. vol. II, pp. xxii-xxxiii).

3. Cod. Palatino 455 (F3).

Cod. cart. sec. XV; cc. 166 numerate da 1 a 165 con doppia numerazione della c. 36; mm 334×228. Legato in tela giallo-verde. Cod. esclusivamente di opere dell’Alberti. Contiene:

cc. 1r-36r Adesp. e anepig. Della Tranquillità dell’Animo. Incipit: ‘Niccola di meser Veri de’ Medici huomo ornatissimo d’ogni costume...’. Explicit: ‘...di qualunque sia huomo in vita perfido et iniquissimo’. Bianche le cc. 36v, 36bis e 37;

cc. 38r-165v I primi tre libri della Famiglia intitolati come segue:

c. 38: Leonis Baptiste Alberti Prologus in libros de familia,
c. 42: Incipit Liber primus familie de officio Senum erga iuvenes et minorum erga maiores et de educandis liberis,
c. 73: Manca il titolo al secondo libro. Anepigrafo anche il Proemio al terzo libro,
c. 111: L. Bap. Alb. Lib. III Famil. P. F. Oeconomicus.

In fine (c. 165) si legge: Recognovi ego Zenobus Acciaiolus[5].

Il cod. fu tutto copiato dalla stessa mano sebbene con molti errori e omissioni, a cui si cercò di rimediare con tre serie di correzioni, delle quali due sembrano per la scrittura assai vicine all’età del cod., e la terza, quella dell’Acciaiuoli, alquanto posteriore. Il testo in cui abbondano forme in -eti per la 2a persona plurale e alcuni casi di forsi per forse, pare opera di amanuense emiliano. L’Acciaiuoli, che ha aggiunto in margine anche numerose didascalie, lo collazionò con un altro cod. che per varie lezioni corrispondenti e per la probabilità che l’avesse potuto avere tra le mani, sembra potersi identificare nel cod. Vat. Urb. Lat. 229 (U)[6]. [p. 371 modifica]

Descritto da L. Gentile, I Codd. Palatini, Roma, 1889, II, pp. 13-14. Cfr. anche Bonucci, ed. cit., II, pp. xxi-xxii.

4. Cod. II. IV. 48 (già Magl. XXI. z; provenienza Marmi) (F4).

Cod. cart. in fol. sec. XVII; cc. 229 (mm 304×220) più 9 carte in principio non numerate; legato in pergamena. Le cc. non numerate portano elenchi del contenuto del cod. e l’indicazione dell’antico possessore: Di Giovanni di Simone Berti et de suoi amici, seguito da uno stemma della famiglia Alberti. Contiene:

cc. 1r-221v: Leon Battista Alberti del Governo della Famiglia (sono i primi tre libri). In margine della c. 1r: Cavato da una copia male scritta e scorretta[7],
c. 222r: Sonetto del medesimo autore: «S’io sto doglioso igniun si maravigli»[8],
cc. 222v-228v: (copiato da un’altra mano): L. Bap. de Albertis Vita satis mendosa. Incipit: «Omnibus in rebus quae ingenuum et libere educatum deceant...»; explicit: «...poplitem is, inquit, belle scalpit. Cum erroribus transcripta»[9],
c. 229: Albero della nobil famiglia degli Alberti anticamente detti del Giudice.

Descritto dal Mazzatinti, Inventari, vol. X, p. 106. Vedi anche Bonucci, ed. cit., I, p. xxiii.

5. Cod. II. IX. 21 (provenienza Poirot, 1825) (F5).

Cod. cart. in 8° sec. XV; mm 211×145; cc. 157 numerate sporadicamente, più 2 cc. bianche in principio, sulla prima delle quali si legge: No. 154. Inedito e raro. Legato in pergamena col titolo sul dorso: Baptista Alberti... familiari Libri ii. Contiene:

cc. 1r-157v: Adesp. e anepig. i primi due libri della Famiglia. Alla fine del secondo libro: Finis L. II. Fa. qui dixit de re uxoria et exercitiis iuvenum. L. B. Al.

Il cod. è tutto copiato dalla stessa mano, coi nomi degli interlocutori in rosso.

Descritto dal Mazzatinti, Inventari, vol. XI, p. 261. [p. 372 modifica]

6. Cod. Palatino 635 (F6).

Cod. membran. sec. XV; mm 267×178; ff. 99 numerati, più 2 di guardia in principio (il primo cart., il secondo membran.) e 1 in fine. Sul verso del foglio di guardia membran. il nome di un antico possessore è stato raschiato, e sotto si legge: Questo libro è di Piero di Simone del Nero donatomi da m. Pier Cambi 1581.

Contiene i primi due libri della Famiglia intitolati come segue:

1. Leonis Baptiste Alberti Prologus in Libros de Familia. Incipit L. I. Fa. De officio senum erga iuvenes œt minorum erga maiores œt de educandis liberis.
2. Incipit L. II De Familia. De Re Uxo., poi aggiunto in margine et ex. iu. In fine si legge la stessa rubrica di F5.

I titoli dei due libri e i nomi degli interlocutori sono scritti in rosso. Legato in cartone coperto di tela.

Descritto da L. Gentile, I Codd. Palatini, vol. II, p. 203.

7. Cod. Capponi Vicenzo 126 (striscia 170) (F7).

Cod. membran. in 80, sec. XV (1444); mm 240×163; ff. 90 non numerati più 4 carte di guardia, due all’inizio e due in fine. Legatura contemp. in cuoio.

Contiene il terzo libro della Famiglia, preceduto dalla lettera dedicatoria, che comincia senza titolo al f. 4r: ‘Messer Antonio Alberti homo litteratissimo...’ Segue poi il libro stesso intitolato: L. Bap. Al. Lib. III Familie PF Economicus. È una bella copia scritta con molta cura, coi nomi degli interlocutori in rosso e una bella maiuscola iniziale in oro su fondo azzurro (f. 4r). Alla fine del testo, f. 89v, Finis Mccccxliiii. Tutti gli altri ff. sono bianchi ad eccezione del f. 3v che porta la seguente indicazione del possessore: Iste liber est bernardj benedictj bernardj de albertis civis et mercatoris fiorentini e suoi amici, di cui le parole bernardj benedictj bernardj de albertis sono scritte con inchiostro nero sopra una raschiatura, mentre tutte le altre sono in rosso salvo e suoi amici, che è aggiunta di mano posteriore[10].

Il cod. fu adoperato da Fr. Palermo per la sua ed. Il Padre di Famiglia di L. B. A., Firenze, 1871, e anche da G. Mancini per [p. 373 modifica]la sua ed. cit., Firenze, 1908 (cfr. ibid., pp. x-xi per la descrizione del cod., e vedi pure G. Mancini, Vita di L. B. A., 1a ed., Firenze, 1882, p. 556, e 2a ed., 1911, p. 240).

8. Cod. Magl. XXI. 134. (già Strozzi in f° n. 578) (F8).

Cod. cart. sec. XV; mm 295×214; cc. 98 anticamente numerate per 96 con ripetizione del n. 38 e omissione di una carta dopo la 45, più una guardia in principio scritta, e una in fine bianca (vedi nota del bibliotecario in fine del cod. marzo 1919). Legato in assi e mezza pelle. Contiene:

cc. 1r-50v: Adesp. e anepig. il terzo libro della Famiglia preceduto dalla lettera dedicatoria.
cc. 50v-96v: Adesp. e anepig. i primi due e parte del terzo libro della Vita Civile del Palmieri. Explicit: «noi gloriosissimamente possiamo vincere chon ll’armi»; arriva cioè alla metà del terzo libro (cfr. l’ed. di F. Battaglia, Bologna, 1944, p. 101).

Mano corsiva e di lettura difficile.

Sul primo foglio di guardia, la seguente descrizione del contenuto fu scritta da una mano del ’600: «No. 578. M. Battista Alberti Padre di Famiglia - 1. Vita Civile lib. 4 composta da Matteo Palmieri - 50. Tractatus iste Bapta Alberti idem est ac Liber III de familia eiusdem auctoris. Mss in Fol. No. 143. Del Senre Carlo di Tommaso Strozzi 1670.» Sul f. 1r due antiche segnature e in fondo lo stemma degli Strozzi.


Biblioteca Riccardiana

9. Cod. 2556 (FR1). Anticamente segnato n. 975.

Cod. cart. sec. XV; mm 237×172; legato in pergamena; cc. 81 numerate, più 4 cc. bianche in principio e 4 in fine. Contiene il terzo libro preceduto dal proemio, che comincia a cc. 1r senza titolo e attribuzione. Il dialogo a cc. 5 l’è intitolato: L. Bap. Al. Lib. III. Familie P. E Economicus. Tutto della stessa mano, con i nomi degli interlocutori in rosso, e iniziali a cc. 1r in rosso e azzurro. In fondo a cc. 1r uno stemma ora tanto sbiadito da non potersi più riconoscere. In fondo a cc. 28r un disegno in cui si legge il seguente nome: Antonio Lorenzo Jacopo di Giovani di Filippo Soldani. [p. 374 modifica]

10. Cod. 2975 bis (FR2).}}

Cod. cart. sec. XV, mm 209×147; cc. 72 nuovamente num. a macchina, di cui cc. 68-72 bianche, più una guardia in principio e una in fine. Legat. mezza pergamena. Contiene il terzo libro della Famiglia e la lettera dedicatoria, col titolo a cc. 1r: Padre di famiglia compilato per messer Batista Alberti fiorentino et directo a Francesco Alberti suo chonsorte. Bella copia con iniziali in rosso e azzurro a cc. 1 (proemio) e cc. 3 (inizio del dialogo); i nomi degli interlocutori in rosso, e ogni maiuscola nel testo su sfondo giallo.


Roma

Biblioteca Vaticana

11. Cod. Urb. Lat. 229 (già 1153) (U).

Cod. membr. sec. XV; mm 324×211; ff. 185 più 3 di guardia all’inizio. Bellissimo cod. scritto da mano corsiva e riccamente miniato, soprattutto l’emblema col titolo dell’opera in faccia al f. 1r[11], lavoro forse dei copisti di Vespasiano.

Contiene i quattro libri della Famiglia, trascritti nell’ordine seguente: I, II, IV, III[12]. Precede il Prologo (ff. 1r-7r) seguono poi, ff. 7v-44v: Liber Primus Familie de officio senum erga iuvenes et minorum erga maiores et de educandis liberis; f. 45r bianco; ff. 45v-83r: L. B. A. Liber Secundus De Familia De R. Uxo; ff. 83v-85v bianchi; ffi. 86r-126v: anepigrafo, il quarto libro; ff. 127r-128v: anepigrafo, il proemio al terzo libro; ff. 129r-183r: anepigrafo, il terzo libro.

Una indicazione del possessore e della provenienza si trova in una nota, forse della mano di Federigo Veterano, ma sicuramente del sec. XV, incollata sul secondo foglio di guardia: Leonis Baptistae de Albertis de Familia liber. olim D. Octavianij Ubaldini recuperatus a fratribus S. Bernardini extra muros (cioè di Urbino). Sembra dunque che il cod. non facesse parte della biblioteca [p. 375 modifica]nate almeno prima del 1498, anno in cui morì Ottaviano[13]. Non figura nell’Index vetus fatto dal Veterano poco dopo la morte di Federigo (1482)[14]. È probabile però che fosse copiato per Ottaviano dallo stesso gruppo di amanuensi che lavoravano per il Duca[15].

Descritto da C. Stornaiolo, Codices Urbinates Latini, Roma, 1902, tom. I, p. 224.

12. Cod. Ottoboniano Lat. 1481 (O).

Cod. cart. sec. XVI; mm 200×140; cc. 74 numerate. La legatura presente risale agli anni 1878-89 (stemmi di Leone XIII e del card. Pitrà sul dorso). Già posseduto da Marcello Cervino e dal Duca di Altaemps, secondo le indicazioni che si leggono sulle cc. 1r e 2r. A cc. 2v: Versi di Leon Bap. Alberti recitati nel primo Certame Coronario Anno xpj MCCCCXXXXIJ (sic) die... quando e’ donò questo quarto libro de Famiglia al SE. e po. fierentino (sic)[16]. Incipit: «Dite o mortali che sì fulgente corona». Questi esametri sono seguiti subito, a cc. 3r, dal Lib. IV della Famiglia senza alcuna intestazione: «Era già quasi da riporre gli argenti...» Il codice è stato trascritto tutto dalla stessa mano, che diventa poco leggibile dopo cc. 55 perché l’inchiostro forte ha penetrato la carta sottile e la scrittura traspare da una pagina all’altra.


Biblioteca Casanatense

13. Cod. 601 (già B. V. 15) (Ca).

Cod. membran. sec. XV; mm 245×161; cc. 91 num. più una di guardia bianca in principio. Legato in cuoio contemp. con fregi d’oro sul dorso e sulla copertina, che è chiusa con due fermagli [p. 376 modifica]di metallo. Dentro la copertina davanti al testo si legge il nome Messer batista alberti, scritto da una mano del ’400, con accanto la data 1745, aggiunta dalla mano settecentesca che sotto ha scritto una lunga nota sul cod.: «Alberti Leone Battista figlio di Lorenzo Alberti fiorentino (libro III intitolato nella pagina 4a) Il padre di Famiglia; come debba ben governare se stesso e governare e conservare le cose sue: sono dialoghi ne’ quali mancando i nomi non ò potuto cavare quello del autore che però facilmente troverassi a leggerli... in bocca almeno degli interlocutori. Il titolo de libri I e II che mancano vedasi alla 4a facciata. Forse l’opera è inedita. Tra gli autori della Crusca seguitati questi non c’è.» Contiene:

cc. 1r-58v: Adesp. e anepig. il proemio e il terzo libro della Famiglia. Manca non solo qualsiasi intestazione, ma anche i nomi degli interlocutori. Gli spazi lasciati in bianco non sono stati riempiti, come evidentemente era l’intenzione, con nomi calligrafici a colori. La lettera iniziale del proemio è riccamente ornata (oro circondato con fiori in rosso e azzurro),
c. 59r: Adesp. e anep. canzone: Nessun pianeta che possegha il cielo (sono stanze dell’Alberti, edite di su un altro cod. dal Bonucci, vol. V, pp. 355-6. Cfr. Flamini, Lirica Toscana del Rinascimento, Pisa, 1891, p. 636),
cc. 59v-62v: Adesp. e anep. frottola: Venite in danza o gente amorosa (ugualmente dell’Alberti, e stampata già dal Mancini, Opera inedita... L.B.A. pp. 19-29 e 297-304, di su questo cod. Cfr. Flamini, loc. cit.).
c. 62v: Adesp. e anep. madrigale: Le chiome che io adorai nel sancto lauro (dell’A., già edito dal Mancini di su questo cod., nella prima ed. (Firenze 1882, p. 268) della sua Vita dell’A. Cfr. Flamini, loc. cit.).[17]
cc. 63r-90v: Adesp. il Teogenio dell’A. Questo titolo è stato aggiunto in capo al testo da una mano assai posteriore al cod. L’opera è completa, ma mancano come nella Famiglia i nomi degli interlocutori,
[p. 377 modifica]

edizioni

1. Il Padre di Famiglia di Leon Battista Alberti. Trattato del sec. XV ora per la prima volta pubblicato [da Fr. Palermo], Napoli, Trani, 1843. Edizione del solo terzo libro condotta, secondo la prefazione, sui codd. F1, F2, FR2. Cfr. le osservazioni del Bonucci nella sua edizione, cit. infra, vol. II, pp. 217-18, 489-94.

2. Della Famiglia Libri IV, in Opere Volgari di Leon Batt. Alberti... annotate e illustrate dal Dott. Anicio Bonucci, Firenze, Tip. Galileiana, vol. II, 1844. Edizione condotta su F1, dall’editore creduto autografo, con l’aiuto di altri codd., soprattutto di F3. Il Bonucci dice di aver tenuto presente anche F2, F4, FR1, FR2. Cfr. la sua prefazione, pp. xxi-xxiii.

3. Il Padre di Famiglia di L. Battista Alberti. Trattato del secolo XV con note filologiche e morali di Francesco Prudenzano, Napoli, Tip. Belle Arti, 1856. Edizione ridotta del solo terzo libro. L’editore non indica la fonte del suo testo, che sarà stato preso probabilmente dall’ed. del Palermo cit. sopra.

4. Il Padre di Famiglia di L. B. Alberti rimesso in luce sopra un nuovo codice Palatino da Fr. Palermo, Firenze, Tip. Cenniniana, 1871. Edizione del terzo libro condotta sul cod. F7.

5. Della Famiglia di L. B. Alberti, con prefazione di Carlo Capasso, Milano, Sonzogno (Bibl. Econom.), 1906. Edizione dei quattro libri che riproduce il testo del Bonucci, cit. sopra.

6. I Libri della Famiglia editi da Girolamo Mancini secondo il manoscritto riveduto dallo scrittore e collazionato da autorevoli codici, Firenze, Carnesecchi, 1908. Segue il cod. F1, dando in nota le varianti di U per tutti i quattro libri e quelle di F7 per il terzo libro. L’editore dice di aver consultato altri codd. che non cita, «appartenenti coi tre preferiti ad un unico gruppo, derivati dal medesimo rivolo, e diversi fra loro per poche ed inconcludenti varianti, quasi sempre frutto di palesi sviste o delle fallaci interpretazioni grafiche degli amanuensi» (p. xvi). [p. 378 modifica]

7. Leon Battista Alberti, I Primi tre libri della Famiglia annotati da Francesco Carlo Pellegrini, Firenze, Sansoni, 1911. Edizione basata sul testo stabilito dal Mancini («Solo in qualche punto mi parve che la lezione del Cd. Urbinate, dal Mancini riportata in calce al suo testo, fosse migliore di quella del Cd. Magliabechiano... e allora l’accettai, dicendo in nota il fatto, e spesso anche le ragioni», p. lxii; il Pellegrini non rivide nessun cod., vedi p. 241, n. 1).

8. Ristampa della precedente, 1913.

9. Leon Battista Alberti, Della Famiglia. Precede uno scritto del De Sanctis sull’Alberti, Milano, Bietti, s. a. (1923). Edizione dei primi tre libri che riproduce il testo del Pellegrini.

10. Leon Battista Alberti, Della Famiglia. Precede uno scritto del De Sanctis sull’Alberti, Milano, S. A. Notari, 1928. Edizione uguale alla precedente.

11. I primi tre libri della Famiglia. Testo e commento di F. C. Pellegrini, riveduti da R. Spongano, con una nuova introduzione, Firenze, Sansoni, 1946. Il nuovo editore ha ritoccato qua e là il testo del Pellegrini (e ne dà notizia nella prefazione, pp. v-vi), ma ha anche tolto molte note al testo in cui il Pellegrini spiegava la sua adozione di lezioni desunte da U (cfr. «Rinascimento», III, 1952, pp. 213-15).

B) LA PRESENTE EDIZIONE

Il problema del testo critico della Famiglia fu già prospettato in un mio articolo preparatorio uscito nel 1952[18], che occorrerà qui in parte riassumere e per altri rispetti ampliare in base all’esame più completo dei codici. Giova innanzitutto ricordare la storia della composizione dell’opera quale è nota attraverso altri [p. 379 modifica]documenti. Secondo la Vita anonima dell’A., stesa sicuramente alla fine del ’400[19], egli ne abbozzò i primi tre libri a Roma in novanta giorni nel trentesimo anno della sua vita, cioè nel 1433-34: essi riuscirono però «inelimatos et asperos, neque usquequaque etruscos» a causa della sua poca esperienza di quella lingua, essendo egli nato e vissuto a lungo fuori di Toscana durante l’esilio degli Alberti. Ma presto egli vi pose rimedio:

multo suo studio, multa industria id assecutus extitit, ut sui cives, qui in senatu se dici eloquentes cuperent, non paucissima ex illius scriptis ad exornandam orationem suam ornamenta in dies suscepisse faterentur.

Implicita in questa ultima affermazione della Vita si potrebbe vedere l’ammissione di una prima revisione dei tre libri. Più tardi, poco dopo il suo arrivo a Firenze nel 1434[20], e forse nell’anno in cui stese la lettera dedicatoria del terzo libro indirizzata a Francesco d’Altobianco Alberti, la quale echeggia le dispute intorno al volgare sorte tra gli umanisti della Curia Papale (1435-36)[21], offerse l’opera ai suoi parenti. La loro reazione poco incoraggiante quasi gli suggerì di consegnarla alle fiamme, il che avrebbe fatto, se non fossero intervenuti certi prìncipi per dissuaderlo. I primi tre libri furono così salvati dalla fama che l’A. già godeva fuori di Firenze. Il quarto [p. 380 modifica]libro invece fu composto «post annos tres quam primos ediderat», probabilmente cioè verso il 1440, e donato alla Repubblica di Firenze in occasione del Certame Coronario, organizzato dall’A. nell’ottobre del 1441 sul tema dell’amicizia, di cui appunto si ragiona in quel libro. Ma evidentemente l’A. non rimase soddisfatto del suo lavoro, e lo sottopose nel 1443 al giudizio di due amici, Lionardo Dati e Tommaso Ceffi, con l’intenzione di mandarlo «in Sicilia», donde, pare, era stato richiesto. La critica di questi amici è espressa in una lettera del Dati in data 8 giugno 1443, scritta da Firenze all’A. che allora era a Siena al seguito di papa Eugenio IV. Essa poggia su due punti: «alterum in stylo grandiori ac forsan asperiori praesertim in libri primordio quam Fiorentina lingua aut non literatorum hominum judicia toleratura esse videantur»; e, secondo, l’omissione, contrassegnata nel ms. da spazii vuoti, dei nomi dei diversi autori citati[22]. Non si conosce il seguito di questa corrispondenza, ma è lecito supporre che, seguendo i loro consigli, l’A. con tutta probabilità sottopose l’opera ad altre revisioni negli anni che succedettero al 1443.

Questa storia della composizione della Famiglia ci permette di spiegarne in parte la tradizione manoscritta, quale la conosciamo attraverso i tredici codici che ne rimangono. Tra questi, tre conservano l’opera intera (F1, F2, U), due contengono i primi tre libri (F3, F4), e due hanno i primi due libri (F5, F6), mentre del terzo libro a sé, preceduto dalla lettera dedicatoria, rimangono cinque codici (F7, F8, FR1, FR2, Ca), e del quarto a sé un ms. soltanto (O). Il maggior numero di codici per il terzo libro, insieme con la grande quantità di mss. del Governo della Famiglia (quel rifacimento più tardi attribuito ad Agnolo Pandolfini che godette un favore sproporzionato tra moralisti e filologi fino all’Ottocento), si spiega in primo luogo con la presentazione a parte al consorte Francesco d’Altobianco, e in secondo luogo col fatto che il suo argomento ed il suo tono realistico non poteva non piacere ai borghesi fiorentini della seconda metà del ’400[23]. L’esempio unico del [p. 381 modifica]quarto libro a sé (O), colla sua nota sulla presentazione al comune di Firenze, sta anch’esso ad indicare un’altra particolare occasione nella storia del testo; ma né l’una né l’altra dedicatoria di questi singoli libri dovrebbe oscurare il fatto che l’autore considerava la sua Famiglia come un’opera sola e integra.

E a dimostrare questo, basta il cod. F1 in cui si leggono tutti e quattro i libri riveduti dall’autore. Significativa però in questo cod. in parte autografo è la mancanza della dedicatoria del terzo libro che figura in tutti gli altri codd. che lo contengono: fatto che induce a credere che questa copia, se non anche le correzioni autografe, fosse fatta prima del 1437, anno probabile della presentazione a Francesco d’Altobianco. Né contraddice questa ipotesi la presenza del quarto libro, che fu, come si crede, composto più tardi, perché i due ultimi libri vi sono copiati da mani diverse. Quali che fossero questi particolari cronologici, le condizioni di questo importantissimo codice, trascritto nella parte che ora ci riguarda, da quattro mani diverse, e largamente corretto dall’Alberti, fanno pensare ad una primitiva redazione che l’autore teneva presso di sé ed emendava e ampliava in diversi momenti. Ho già dato altrove un’analisi delle aggiunte e correzioni autografe di questo cod., preziose anche per la conoscenza delle abitudini dell’A. scrittore[24]. È importante notare che esse sono più numerose nel primo libro, un po’ meno nel terzo, meno ancora nel quarto, e rare nel secondo. Oltre le correzioni degli errori dei copisti e i non molti emendamenti di carattere lessicale e stilistico, la revisione autografa di F1 si estende soprattutto all’aggiunta di frasi e di intieri periodi, o anche di alcuni paragrafi: lavoro perciò di correzione e di ampliamento anziché di semplice revisione sintattica e stilistica. Sorge il dubbio se questa possa essere la revisione suggerita dalla lettera del Dati.

Queste correzioni fatte dall’autore su F1 si possono dividere per [p. 382 modifica]la nostra dimostrazione nelle seguenti categorie, per le quali si indica il computo approssimativo secondo i singoli libri:


Lib. I Lib. II Lib. III Lib. IV
A) Correzione di errori dei copisti 25 4 7
B) Emendamenti lessicali 22 10 1
C) Emendamenti stilistici 21 3 16 3
D) Aggiunte minori (meno di dieci parole) 82 15 58 28
E) Aggiunte maggiori (più di dieci parole) 13 7 7


Ecco alcuni esempi tolti dalle varie categorie (esclusa naturalmente A) per illustrare il carattere delle correzioni. I numeri delle pagine rimandano alla presente edizione:

Categoria B

Libro I prima lezione seconda lezione
p. 13, 11 ...avere donde pigliare buona speranza ricevere
p. 15, 33 ...vincere la paura superare
p. 19, 10 serà cosa gratissima molto apta e condecentissima (apta e fu poi cancellato)
p. 20, 15 ...quanto in loro era stadio et opera forza et ingenio
p. 23, 6 cercate d’essere ben voluti date opera
p. 43, 2 ...bructeze et stultitie de’ figliuoli spurcitie
p. 47, 17 spess’ora spesse volte
p. 66, 20 ...omicidii, detractori et scelestissimi uomini latroni
p. 75, 34 ...ma chi segue quanto a llui sia lecito a me più piace che chi seguita cosa quale seguire non possa cierca
[p. 383 modifica]
p. 77, 27 ...sendo il vitio cresciuto et in tutto de’ suoi rami steso alcuno
Libro III
p. 162, 27 ...ridursi più tosto tra giovani prodighi che tra vecchi massai spendenti
p. 164, 24 ...senza allegarvi il libro autorità
p. 198, 20 ...manco si scalpesta e seminati lavorati
p. 234, 36 ...subito dia modo di riavella studii
p. 245, 17 ...tutto quello bisogna alla masseritia si richiede
Libro IV
p. 326, 36 ...né dimenticarti la ’niuria la inimicitia

Categoria C

Libro I
p. 14, 13 Ma non dubitare che noi altri quanto ci fusse possibile, in quello che appartenesse all’utile et onore del minimo di casa non che a tuoi figliuoli... carissimi, noi siamo di quest’animo tutti che vorremmo che ogni uomo ci conoscesse esserti buoni et fidelissimi parenti Ma non...
...ci fusse possibile, ciascuno sta di quest’animo, in quello....
...figliuoli carissimi, vorremmo che ogni uomo...
p. 15, 9 Forse meno mi sarebbero grave et poco acerbe, se io potessi di me come solea Iulio Cesare... dire di sé... Forse meno mi sariano grave et poco acerbe perderle, se io potessi dire di me come solea Iulio Cesare... di se dire...
p. 16, 21 Vero è che io sempre ò cerco d’essere da tutti amato più che temuto a) ...mi ramento cercare
b) sostituito poi con:
con ogni industria et arte mi sono molto ingegnato...
[p. 384 modifica]
p. 27, 11 Perché è egli lodato ornare chi già è caduto di vita ...piace egli onorare
p. 28, 2 Ben ti confesserei di quello dicea Platone essere uno de’ quattro furori come e’ ponea de’ vaticinii l’uno, l’altro de’ poeti, el terzo della... cundia (?) Bem confesserei a Platone que’ suoi quattro furori essere nell’animo et mente de’ mortali molto possenti et veementissimi, quali e’ ponea de’ vaticinii, de’ ministerii, de’ poeti et dello amore.
p. 28, 15 A me non accade giudicare quanto de’ padri verso de’ suoi nati sia affectionalissimo animo ...
...ne’ padri...
...sia l’animo affectionatissimo
p. 43, 12 ...non senza grandissima ignominia et biasimo di negligentia saranno a’ padri e figliuoli disviati et scelerati .......
....
...saranno a’ padri quali aràno e figliuoli...
p. 80, 31 Qual sì pazo si pigliasse questa graveza di mostrare a te il quale in ogni singulare cosa sopra agli altri sei perito...? E qual sì pazo...
...di rendere in alcuna cosa te più docto, il quale... doctrina...
Libro II
p. 104, 28 ...saldissimi fondamenti onde crescano e onde s’aggiungano tutti gli altri dove
p. 141, 27 ...non però sarà da spregiar colui...: tramettasi adunque costui in questo quale exercitio conosca sé essere non inepto se si tramette in questo
Libro III
p. 170, 23 E’ mi misero ad altri exercitii... E miei misero me ad altri exercitii
p. 174, 6 Esso si stese in grande ragionamento Stesesi in uno grande ragionamento
p. 175, 31 Io vi darò una regola brieve Prendete questa regola brieve
[p. 385 modifica]
p. 179, 13 ...a chi faccia morirci in exilio ...a chi ci accresca l'ultime nostre miserie
p. 192, 10 ...colui il quale sarà con strana o senza compagnia pochi strani
p. 202, 7 se io avessi villa simile quale io t’ò narrato... ti narrava
p. 224, 15 Vedi la disonesta essere in odio a chi veramente et di buono amore ama et senti la disonestà tua solo essere grata a chi ti sia inimico

...et sente costei... sua... a lei...
p. 229, 18 ...a te piacerà non comunicare e nostri segreti ad altri né investigare e facti altrui ... tacendo più ascoltare che favellare e favellando mai comunicare... né troppo mai investigare...
p. 238, 36 Vieni qua, moglie mia... E! moglie mia
Libro IV
p. 288, 22 Maravigliomi che tu preponga della istoria, quale... fortuna, dedurmi... Maravigliomi che tu della istoria, quale... fortuna, preponga dedurmi...
p. 325, 29-326, 1 ...quali inciese le macchine de’ Romani, e pel gran vento appreso in la terra e sue case, grandi e piccoli, maschi e femmine con arme repelleano e Romani, quali concorreano ad aiutarli piatosi per spegnieite el fuoco, ostinati e feruti litii, che con suo mani altrove transferiron el fuoco, e piacqueli cadere tutti insieme con la patria in cienere ...quali inciese poi che ebbero le macchine de’ Romani e pel gran vento videro el fuoco appreso in la terra sua et in molte case excrescere, quasi di questo lieti, grandi e piccoli, maschi e femmine con arme corsero a repellere e Romani quali piatosi correano ad aiutarli per spegniere loro el fuoco, ma quelli ostinati e feruti litii con suo mani altrove...
(ma l’Alberti, non contento di questa correzione, la cancellò, e ricopiò tutto il passo come ora si legge nel nostro testo)
[p. 386 modifica]

Categoria D

Diamo soltanto un piccolo saggio delle aggiunte minori, che sono troppo numerose per farne qui l’elenco completo. Le parole aggiunte sono stampate in corsivo.

Libro I
p. 13, 21 ...e mi pesava non assectar prima questa a noi padri adiudicata soma, et spiacevami lasciare adrieto simile alcuna... faccenda
p. 15, 24 per affaticarmi chome soglio in utile... di casa nostra
p. 21, 17 conoscere le cagioni el fine e riuscimento delle cose
p. 23, 6 fate di vivere liberi, lieti, onorati et amati
p. 41, 16 non so se in noi Toscani questo fusse...
Libro II
p. 112, 22 Tu di fresco isposo né puoi sanza danno...
p. 128, 26 ornarsi d’optimi costumi et gratie di molti
p. 135, 11 Sono l’opere giuste e buone quelle che non solo nuociono a niuno, ma giovano a non pochissimi
p. 148, 24 ...quiete, tranquillità e verità, le quali cose, come le sue a el corpo sono da moderato et netto vivere, così queste all’animo nascono da ragione et virtù
Libro III
p. 171, 3 Adunque si vol queste bem saperle usare et contenere, amare i buoni, odiare i vitiosi... desiderare cose optime...
p. 178, 7 Tanto sono le cose della fortuna nostre quanto ella ce le permette et ancora quanto noi le sappiamo usare
p. 206, 1 La diligentia del maestro può d’uno factore non molto buono farlo migliore
p. 230, 11 ...insegnasti voi alla donna come ella avesse a farsi ubbidire et avere con simile gente rozza et inepta?
Libro IV
p. 281, 18 Io a cui que’ vitii et suoi et di tutta la famiglia dispiaceano...
p. 309, 15 (la benivolentia) contro ogni suspictione et oblivione fermissima
p. 336, 33 ...né sempre appruovo la parsimonia et tenacità
[p. 387 modifica]

Categoria E

Ecco le indicazioni delle aggiunte maggiori[25]:

Libro I
* p. 18, 20-19, 1 avervi grandissima cura... desti e operosi
p. 20, 33-36 del quale uomo... prudentissimo e civilissimo
p. 21, 4-5 vedendo forse in qualcuno de’ nostri cittadini qualche fiamma d’invidia e d’ingiusto odio essere incesa
p. 24, 21-22 e non vorrai umanitate alcuna essere da te lontana, certo (arai) non pochissima (parte di vera felicità).
* p. 36, 6-20 E pure vorrei anch’io... senza femmina dispiace
* p. 37, 31-38, 4 le quali cose... cresciuto e nutrito
* p. 48, 5-12 Prudentissimo che sapea... suoi dilecti e piaceri
* p. 53, 26-55, 3 et sarà non dannosa... loro superfluo e incommodo
p. 63, 4-5 E non è virtù altro se non in sé perfecta e bem producta natura
* p. 67, 30-33 In ciascuno non in tutto freddo... molto gioverà
* p. 76, 3-10 Et è cosa brutta... da meni che un porco
p. 77, 30-33 Non dividerà el figliuolo da sé... a sé e a suoi
* p. 81, 5-12 Sono contento, Adovardo... in farmi marito
Libro III
p. 161, 6-14 Nulla si truova... delle sue fortune
p. 173, 19-22 onde per questo... e per onorarli
p. 203, 21-22 Sempre fu utile al padre della famiglia più esser vendereccio che compraiuolo
p. 215, 1-4 in modo che non tu... e così sempre
* p. 236, 16-19 come el grano in luogo fresco... li possa nuocere
p. 256, 21-22 né a me ancora par poco piacere ove io dileggio chi me voglia ingannare
* p. 261, 11-21 imperò che, come voi litterati... o minore che lla intrata.
[p. 388 modifica]
Libro IV
* p. 274, 25-275, 14 Erano in que’ tempi... tanto principe satifacto
* p. 281, 31-34 non come molti fanno... e referendo odiosi
* p. 302, 8-16 Ma basti qui a noi... a te buon vecchio amico.
p. 317, 1-8 Molti in exercito di Gaio Martio... arebbe exterminatoli
p. 321, 3-32 Et confermano la sententia di Publio poeta, soffrendo l’antica iniuria s’invita a nuova iniuria.
* p. 338, 36-339, 11 et talvolta ti segue... et da quelli ne fu odiato
p. 340, 20-28 Et Camillo dictatore... quello iudicassero da seguirne.

Giova mettere bene in chiaro con questi esempi il carattere e l’estensione delle correzioni fatte dall’A. su F1, per valutare i rapporti tra questo e gli altri codici: soprattutto quando si trova che F1 sta a sé, non solo perché è in parte autografo, ma anche perché all’infuori di O, rimane isolato. Prescindendo per ora dai rapporti con O, troviamo infatti che tutti gli altri codici rappresentano con lievi varianti una redazione diversa, in cui sono già state assorbite, con pochissime eccezioni che si discuteranno più avanti, tutte le numerose aggiunte e correzioni autografe di F1, e in cui figurano molte altre lezioni e nuove aggiunte che difficilmente si possono attribuire ad altri che all’autore stesso. Anzi a giudicare dal loro carattere, sembrano continuare e compiere la revisione già iniziata su F1. A parte le aggiunte, alcune sostanziali, vi si trovano varianti sintattiche e stilistiche più numerose ancora delle correzioni di questo tipo fatte dall’A. su quel codice. Inoltre, fatto assai significativo, alcune di queste nuove lezioni riguardano parole e passi già corretti o aggiunti dall’autore su F1. Tutto ciò fa supporre che dovesse esistere un altro testo della Famiglia riveduto dall’A. posteriormente a F1, e dal quale deriverebbero gli altri codici.

Tenendo presente, dunque, il fatto che tutte le correzioni autografe (con minime eccezioni) di F1 sono passate negli altri codici, facciamo ora l’analisi delle varianti tra questi (escluso O) e F1, simile a quella fatta sopra per quella che secondo la nostra dimostrazione doveva essere la prima revisione. Prima le statistiche, e poi l’illustrazione[26]. [p. 389 modifica]

Lib. I Lib. II Lib. III Lib. IV
I. Correzione di errori minori e omissioni in F1 13 16 11 15
II. Emendamenti lessicali, e ritocchi minori ai costrutti 131 137 68 19
III. Varianti di frasi, correzioni stilistiche 109 31 3 10
IV. Aggiunte minori (meno di dieci parole) 125 52 32 35
V. Aggiunte maggiori (più di dieci parole). 17

Bastano queste cifre, che sono sempre più numerose per il Libro I, per destare il sospetto di una seconda revisione. Ecco alcuni esempi che ne chiariscono il carattere e l’estensione.

Categoria ii

Libro I F1 altri codd.
p. 5, 36 nostri latini auspitii forze
p. 7, 22 eterna fermezza dello imperio fortezza
p. 8, 22 merore e pianti lamenti
p. 13, 1 nostro padre era in Padova giaceva
p. 17, 8 nell’altre cose sollicito diligente
p. 20, 21 la cura del reggere la gioventù... negli altri ancora è lodatissima si conosce essere
p. 26, 28 intera e incorrupta gloria correcta

[p. 390 modifica]

p. 31, 33 ...come nell’altre cose altrove
p. 32, 18 vitioso e inumano incorrigibile
p. 41, 22 molte conticue et extranee genti vicine
p. 45, 22 cose... dal necessario uso... rimosse rimotissime
p. 47, 17 [spesse volte] spesso
p. 57, 15 acuta e forte ragione sottile
p. 60, 34 colla ferza castigando scopa
p. 68, 2 come di [suoi] figliuoli proprii
p. 75, 25 Se io avessi figliuoli, io n’arei... pensiero di loro
p. 76, 27 el nocchier savio... nella adversa fortuna.. tempesta
p. 79, 3 Se il figliuolo... non ti vuole per padre, nollo volere per figliuolo avere
p. 80, 3 Gnaffe! Che stimi?
p. 80, 10 se tu anoveri bene, più troverai annoverrai
Libro II
p. 88, 31 a bene e onestamente vivere onesto
p. 93, 18 ferme ragioni firmissime
p. 101, 35 tra l’Italici Cicerone, Varrone, Catone... Latini
p. 103, 35 precepto proverbio
p. 108, 19 nella quale si truovi acerchiati d’infiniti bisogni vive
p. 115, 32 ...in una donna necessarie moglie
p. 116, 22 il proprio ragionamento nostro primo
p. 123, 1 epidemia infezione
p. 133, 6 contro alla infermità a cacciarla, per la sanità a conseguirla conservalla
p. 150, 16 perché noi a che fine
p. 150, 26 admonimenti comandamenti
[p. 391 modifica]
Libro III
p. 162, 11 doppia e incurabile pazzia incredibile
p. 179, 32 staterecci statuali
p. 180, 18 le molte publiche faccende pratiche e
p. 181, 13 porgere orecchie fronte
p. 201, 5 vita felice et non conosciuta felicità
p. 220, 25 più che niuna altra qual si fusse
p. 260, 10 via cattiva difficile
Libro IV
p. 272, 15 da più amarlo in pace che odiarlo armato che da temerlo
p. 275, 7 [io certo gli stolsi] bello
p. 297, 15 fia luogo prevedere ne’ gesti comprendere
p. 300, 29 qualche ardua difficultà aspera
p. 302, 9 [Martiale festivissimo poeta] antiquo
p. 332, 9 quella pistola sua scripse agli Ateniesi scritta

Categoria iii

Libro I F1 altri codd.
p. 6, 25 E come diremo noi avere balia con sue ambiguità e inconstantie la fortuna a disperdere...? E come diremo noi la fortuna con sue ambiguità e inconstanze potere disperdere...?
p. 9, 11 Non ha virtù se non chi non la vole. Solo è sanza virtù chi nolla vuole.
p. 16, 34 crescono i vitii et di dì in dì si rinnovano et nascono. nascono di dì in dì e crescono vari vizii.
p. 21, 31 debbasegli non avergli... riverentia? debbase loro non aver... riverenza?
[p. 392 modifica]
p. 36, 12 [che disaventura è questa nostra!] che disaventura sia la nostra certo mi pesa.
p. 42, 30 il costume in uno giovane non è meno che la richeza stimato. il costume in uno giovane si stima certo non meno che la ricchezza.
p. 48,8 [conoscea costui... più facile consentire allo appetito...] conoscea che a costui... più era facile consentire all’appetito...
p. 50, 32 Può adunque di certo l’exercitio assai non solamente... Può adunque di certo l’essercizio assai non solo nel corpo, ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo con ragione e modo seguire. E potrà certo l’essercizio non solamente...
p. 51, 9 ...quali per consuetudine per corrocto ingegno avevano in sé qualche vitio, poi si corressero exercitando. Né può solo nel corpo tanto l’exercitio, ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo colla ragione seguire. ...quali prima in sé avevano qualche vizio, poi con studio essercitandosi in cose lodatissime sé corressero
(Si noti in questi due esempi, oltre le «correzioni», la trasposizione di una frase intera.)
p. 54, 20 [...non tanto a tutte le tue necessità ma voglie. Chiamo io voglia solo quella qual sia onesta.] ...non tanto a tutte tue necessitati, ma e alle voglie. Chiamo qui io voglia sol quella che sia onesta.
p. 59, 12 Ma e’ sono molti padri che per troppa non vo dire piatà et misericordia... perdonano Ma e’ sono molti padri che per troppa ignavia più che per pietà perdonano
p. 60, 4 Non si curi ad simile el padre... Così el padre non curi...
p. 64, 24-29 Piacemi questa tua sententia, Lionardo, e lodola, ma stima però più difficile che non pare conoscere... e vitii nella gioventù. La gioventù è cosa volubile... è quasi impossibile a qualunque prudentissimo fermare in loro certa alcuna institutione. Sono anche io in questa tua sentenza, Lionardo, ma parmi forse da stimare però pur difficile questo conoscere... e vizii nel la gioventù. Segue la gioventù sempre volubile... credo io sia quasi impossibile in animo giovenile fermare certa alcuna instituzione.
[p. 393 modifica]
Libro II
p. 89, 3 Sollazzi, suoni, canti e feste, e altre molte maravigliose, sanza altre molte, delle quali ora sarebbe lungo raccontare, voluptà. sollazzi, suoni, canti e feste, e l’altre molte maravigliose, sanza quella ultima della quale ora dissi, voluttà.
p. 91, 1 Pure non so qual maggior forza... qualche volta scacci et extermini dell’animo de’ padri ogni carità e ogni pietà. Pure non so qual maggior forza... la iscacci qualche volta ed estermini degli animi patemi.
p. 115, 4 alle fortune sono e’ buoni parenti fermi, e, giudicio de’ buoni, molto utili più che la roba. alle fortune più sono e’ buoni parenti fermi, e a giudicio de’ buoni, utili più che la roba.
Libro III
p. 203, 19 perché non mi dovesse egli parere da farne danari...? perché non mi dovessi io farne danari...?
p. 205, 28 ...e così... tutto rivedere, che quasi sempre avesse la penna in mano. ...e così... tutto rivedendo, quasi sempre avere la penna in mano.
p. 221, 1 ...conoscere e sapere bene fare tutto ciò... (anche F2 e FR2). conoscere e con opere bene asseguire tutto ciò...
Libro IV
p. 273, 32 Ma se questo uno a voi non seguiva quanto lo sperasti amico... Ma se non questo uno a voi conseguiva quanto lo sperasti amico...
p. 307, 34 più essere stato che tu me aspectassi prolixo in extendermi a disputare di quelle amicitie con modestia forse meno che alla materia s’apartenea. più essere stato che tu me aspettassi prolisso quanto alla materia s’appartenea.
[p. 394 modifica]
p. 311, 2 degno da te fusse amato. degno da te essere amato.
p. 321, 17 dicono... nulla se tanto pregiare quanto... dicono... nulla essere da tanto pregiare quanto...

Ma più eloquenti ancora, a favore della nostra dimostrazione che F1, pur corretto dall’autore, sia anteriore a questi altri codici, e che questi debbano considerarsi come rappresentanti di una redazione posteriore, anch’essa dovuta all’autore, sono le numerose «aggiunte» delle categorie iv e v, che indicano un ampliamento del testo originale ancora maggiore, seppur molto simile a quello già eseguito dall’A. su F1. Diamo qui solo alcuni casi tipici:

Categoria iv

(Le parole aggiunte sono stampate in corsivo)

Libro I
p. 6, 18 quelle tutte divine virtù ascriverelle noi alla fortuna?
p. 10, 12 prudente e forte nelle avverse tempestati
p. 16, 36 ora per proprio ingegno... depravato e corrotto, ora per brutte conversazioni e consuetudini viziato e guasto, e per mille...
p. 20, 36 in l’isola di Rodi
p. 37, 11 iracundia, timidità, spaventi e simili mali
p. 74, 5 Scrive Columella, s’io ben mi ricordo, che...
p. 81, 4 ogni mia antica scusa al non tôr moglie
Libro II
p. 92, 19 giaceano vili e convinti d’amore. Molle e lascivo amore, che rompi e attriti ogni superbia...
p. 95, 9 ad acquistare fama e grazia.
p. 101, 13 volendo versare testé qui in mezzo...
p. 112, 4 copia di fratelli tutti maschi.
p. 138, 5 benché ivi a lui quello riesca (suo fatica) poco fruttuoso (fructuosa).
[p. 395 modifica]
Libro III
p. 164, 20 se io già non veggo...
p. 172, 15 messer Iacobo cavaliere
p. 172, 36 spesa per noi conservata
p. 210, 8 d’ogni tuo onore a loro ne risulta lodo, e d’ogni disonore sentono parte di biasimo.
p. 239, 13 né come gli uomini fare l’altre cose virili, né ancora...
p. 250, 30 ... chi credesse il giudicio e sentenze di Giannozzo
Libro IV
p. 267, 19 supplire alle molte che (F1 a quali) forse bisognavano spese...
p. 277, 8 necessario e lodato essercizio a’ principi, non meno e a’ privati nobili cittadini.
p. 305, 36 iocunde cose nostre e ridiculi detti. Né truovasi, vincoli, credo, quali...
p. 319, 29 nobili giovani e posti in magistrato
p. 330, 4 qualunque irato sia, costui iudica sé non iniusto difendere sua contesa.
p. 334, 3 la presenza loro sta grave a tutti e’ suoi cittadini.

Categoria v[27]

Libro I
p. 21, 22-24 in qual sempre con fede e diligenza possa difenderla da qualunque subita ruina, e con forza e virilità d’animo adirizzarla e ristituirla...
p. 21, 33-35 Debbano adunque, e’ giovani riverire e’ vecchi, ma molto più i propri padri, e’ quali e per età e per ogni rispetto troppo da’ figliuoli meritano.
p. 22, 33-36 Sempre sarà pacifica vita quella de’ mollo costumati; sempre sarà onorevole vita quella de’ virtuosi. Da cosa niuna tanto segue alla vita de’ mortali gran perturbazione quanto da’ vizii.
[p. 396 modifica]
p. 23, 20-22 Suole la umanità... non poco essere lodata (e magnificata), ma verso e’ maggiori la riverenza ne’ giovani sempre fu grata e molto richiesta.
p. 24, 9-10 Sarete adunque quanto vi conforto verso e’ maggiori molto riverenti, e quanto in voi stessi potrete virtuosi.
p. 37, 26-28 Pertanto si vuole molto provedere che a quella tenerina età sia nutrimento quanto si può ottimo. Però si procuri al bisogno avere la balia lieta... (F1 la balia stia lieta...)
p. 39, 33-35 aspettino e’ padri veder... divo Augusto Cesare,
p. 40, 1-4 e speri ciascun padre... farne essequie alcuna
p. 42, 33 I figliuoli costumati sono testimoni e lodo della diligenza de’ loro padri.
p. 49, 3-7 Solea Socrate... sarebbe lascivo e inetto.
p. 50, 4-16 Scrive Erodoto, quello antico greco... quasi niuno si vede esser calvo.
p. 52, 19-22 Dilettami certo, Lionardo, questa tua copia... e conferma la virtù. Ma...
p. 53, 1-8 Tu forse per far ch’io più ti creda... se così forse bisogna. E dimmi, Adovardo...
p. 56, 30 Però correggano e’ padri coll’animo sedato e vacuo d’ogni iracundia, ma sempre piaccia loro più vedere... (cfr. F1 Però piaccia a’ padri più tosto vedere...)
p. 64, 34-65, 8 E chi potrebbe essere teco buon massaio... e volentieri me ascolti. Dico adunque che...
p. 66, 13-16 L’animo de’ viziosi sempre sta disordinato... l’animo non regolato e ragionevole.
p. 72, 35-73, 1 Così amerei io ne’ nostri, da piccoli si dessino e insieme colle lettere imparassino questi essercizii e destrezze nobili e in tutta la vita non meno utili che lodate (F1 imparassino)
p. 78, 31-33 Alla qual cosa in prima gioverà la diligenza. Sarà la diligenza quella che sempre el farà da’ suoi amato e riverito.

Al Pellegrini, queste «aggiunte» portate dal cod. Urbinate (U) in confronto con F1 sembravano addirittura «appiccicature superflue»[28], che guastavano la naturalezza del dialogo come si leggeva nel testo che il Mancini e poi il Pellegrini stesso avevano preso come base delle loro edizioni. Ma egli doveva confessare in molte note che le lezioni di U erano migliori, e perfino accoglieva passi e [p. 397 modifica]lezioni di questo codice, creando in tal modo un testo ibrido che, secondo la nostra dimostrazione, confonde due redazioni dell’opera[29].

Credo con questa analisi delle varianti di avere illustrato la necessità di supporre l’esistenza di una seconda redazione corretta e ampliata dall’autore, e perciò di fondare il testo critico, non su F1, ma su quel gruppo di codici che rappresenta una versione alquanto diversa e ampliata. Sarebbe difficile stabilire rapporti precisi tra le critiche riferite sopra del Dati e del Ceffi, e il tipo di correzioni e aggiunte che troviamo nel testo di questa seconda redazione, ma l’attenzione già data dall’autore alla correzione del Lib. I in F1, diventa ancora più notevole nel gruppo di codici che esaminiamo, e desta il sospetto che l’A. abbia in questo modo tentato di corrispondere alle loro osservazioni sul «primordium libri»[30]. Significativo anche ci pare il fatto che il Lib. II, poco ritoccato dall’A. nella revisione compiuta su F1, qui riceve maggiore cura. L’ipotesi che la seconda serie di emendamenti fosse fatta intorno a quella data, cioè al 1443, trova qualche conforto anche nel fatto che il cod. F7, trascritto nel 1444, non corrisponde a F1, ma piuttosto a U e agli altri codici del terzo libro. Ma qui si tratta di un libro solo, e quello che ha subito meno emendamenti, ed è difficile fondare la cronologia della fortuna dell’opera su elementi parziali. Né [p. 398 modifica]si deve tacere il fatto che nessuno dei codici, sia F1 che gli altri, rivela quelle gravi lacune dovute alla omissione di autorità citate, a cui Dati e Ceffi accennano, salvo alcuni casi poco probanti soprattutto nel quarto libro[31]. Nondimeno, sembra molto probabile che la seconda redazione debba riferirsi a quegli anni, anziché ad un periodo più remoto dal suo soggiorno fiorentino, in cui gli interessi dell’Alberti si rivolsero più verso l’architettura e altre occupazioni pratiche che a problemi morali e sociali, e a scritti in lingua volgare[32].

Passiamo ora alla recensione dei codici della seconda redazione. Che essi risalgano, almeno per i Libri I-III, ad un unico archetipo può essere dimostrato, oltre che dalle lezioni citate sopra, anche da certe comuni lezioni errate:


Libro I F2 F3 F4 F5 F6 U F1
p. 8, 12 e persino al termine degli Idii (oppure dii) Indii
p. 8, 18 manca le are (senza di cui il resto della frase non corre bene) le are
p. 25, 6 ne’ deboli animi e negli animi inesperti de’ giovani anni negli animi
p. 42, 24 pensieri, quali al continuo l’animo di chiunque si sia non stolto s’avolgono negli animi
p. 45, 34 aconca (salvo F4) ancora
p. 71, 26 (le lettere) a qualunque in essa essercizio molto giovano
(ma F4: in esse si exercita)
si sia
[p. 399 modifica]
p. 72, 18 avendo... alla palla perduto davane se non cinquanta (salvo F4) avendo... alla palla perduto cento non ne dava se non cinquanta
Libro II
p. 84, 8 seguono ogni minimo vien loro membro
p. 88, 6 abandonata quasi agli altri grata a loro e necessaria cosa (salvo F4) ogni altra
p. 88, 35 manca qual uomo qual uomo
p. 92, 35 negli annosi poeti (salvo F4) pecti
p. 97, 14 tanto giuramento (manca in F4) vi ramento
p. 107, 22 Di chi se arà affannato... troppo a costui pesarà A chi...
p. 113, 7 a lloro (salvo F4) altro
p. 116, 33 manca perturbano perturbano
p. 131, 7 fruttifera fructerà
p. 132, 20 questi pare... se stessi oziosi trastullando pure... trastullano
p. 134, 26 in luogo più certo e più difficile erto
p. 139, 27 a fare proval costi che la sia per vil cosa ch’ella sia
Libro III F2 F3 F4 F7 F8 FR1 FR2 Ca U F1
p. 167, 13-14 (mancano, evidentemente per omeoteleuto, le parole in corsivo) magagnate; così tutto il tempo mangiano le più fracide. Viene alla fine ch’elle sono al tutto magagnate e guaste
p. 171, 24 utile vile (precisamente uṭile)
p. 207, 8 molto e assai come et sai
p. 242, 11 (mancano, evidentemente per omeoteleuto, le parole in corsivo) contro all’utile nostro; e stima colui essere inimicissimo il quale cerchi cosa alcuna contro al nostro onore
[p. 400 modifica]
p. 254, 10-13 (mancano, evidentemente per omeoteleuto, le parole in corsivo) non vi sarà vero amico. Chiegga costui medesimo il tuo in dono, dimandilo in presto, o voglialo per minacce, o cerchilo con lusinghe, dico chi studierà torvi sarà non vero amico.

I pochi casi in cui F4 fa eccezione, accordandosi invece (ma non sempre) con F1, non smentiscono però il sostanziale accordo che ci persuade della derivazione da un comune archetipo di tutto il gruppo. Anzi, bisogna tener presente la forte probabilità che il copista di F4, sapendo che trascriveva «da una copia male scritta e scorretta», sia intervenuto per correggere le mende più ovvie. Come già sospettò il Bonucci, questo codice è anche pieno di espressioni rammodernate, che saranno dovute al copista anziché allo stato della copia da cui trascriveva[33].

Per il Libro IV, F2 e U s’accordano in generale contro F1 e O. Basteranno, fra i molti, i seguenti esempi:

F1 O F2 U
p. 264, 2 Non sia chi stimi potersi in vita uomo trovarsi qual... Non sia chi stimi in vita potersi trovare uomo qual...
p. 265, 15 ... appresso di chi io vivessi con più autorità che nudo escluso e con meno sospetto e riguardo della salute mia. ... apresso di chi io vivessi con più autorità che escluso, e con meno sospetto che nudo, e con più riguardo della salute mia.
[p. 401 modifica]
p. 267, 19 ...supplire a quali forse bisognavano spese... supplire alle molte che forse bisognavano spese...
p. 275, 7 io certo gli stolsi (in un passo aggiunto dall’A. su F1) io bello gli stolsi
p. 277, 6 ...chi la tenga e prosterna e sovinca ...chi la ritenga e prosterna e sottenga
p. 277, 8-11 ...necessario essercizio a’ principi. Giannozzo: E che lode a un principe darsi o intendersi di cacce (O: caccia) ...necessario e lodato essercizio a’ principi non meno e a’ privati nobili cittadini. Giannozzo: E che lode fie questa darsi o intendersi di cacce (U: cacciare)
p. 287, 18 ...congiunzione... ...cognizione...
p. 289, 6-7 (manca il passo che figura in U F2) Così Teseo... mosso ad amarlo.
p. 303, 15 beutone benitone
p. 307, 34 ...prolisso in estendermi a disputare di quelle amicizie con modestia forse meno che alla materia s’apartenea... ...prolisso quanto alla materia s’appartenea.
p. 341, 25 Adovardo: Che dice? Carlo: Dice messere Antonio. Adovardo: Che dice Carlo? Lionardo: Dice messer Antonio...

Occorre aggiungere, però, che O, pur essendo vicinissimo a F1, non fu copiato da esso, ma deve derivare da qualche altro esemplare in cui fossero passate le correzioni autografe fatte su F1[34]. [p. 402 modifica]

Il discorso fatto fin qui sui rapporti tra i varii codici si potrebbe riassumere nel modo seguente:

F1
(riveduto dall'autore)
X
(seconda redazione
riveduta dall'autore)
Y
(libro IV)
U, F2, F3, F4, ecc
O

Il problema del testo critico si riduce dunque alla ricostruzione dell’archetipo X. Senonché, questo compito presenta certe difficoltà che bisogna subito esporre, perché turbano l’apparente semplicità dello stemma provvisorio abbozzato sopra. Prima di tutto pare probabile che la revisione di F1 non fosse compiuta dall’A. in uno stesso tempo, per il fatto che alcune aggiunte e correzioni fatte su questo cod. non sono passate a X, e perciò non figurano nel gruppo di codici che ne discende in linea più o meno diretta. D’altra parte, non sarà da escludere completamente la possibilità che esse mancassero in X per pentimenti dell’autore; più difficile è che vi mancassero per negligenza di copisti. Elenco qui i pochi casi in cui tali aggiunte o correzioni autografe fatte su F1 non appaiono negli altri codici:

Libro I
p. 29, 32 Non meriterà egli molto odio apresso de’ buoni e molta infamia? (agg. in marg. dall’A.; manca negli altri codici)
Libro III
p. 183, 17 goderà negli ozii privati ma non manco in quello degli altri cittadini.
L’A. ha sostituito amerà a in. Gli altri codd. leggono sempre in.
[p. 403 modifica]
p. 222, 24 L’A. aggiunse in margine pure, ma senza indicare dove andava inserito, e questa può essere la cagione della sua omissione negli altri codici.
p. 225, 23 L’A. in margine sostituì unguenti a impiastri, ma gli altri codd. hanno sempre impiastri.

Accanto a questi casi bisogna metterne due in cui piccole aggiunte autografe su F1 sono passate ad un codice solo:

Libro II
p. 96, 5 L’A. aggiunse su F1 il nome di Geminio per cui il copista aveva lasciato lo spazio. Figura, forse per congettura del copista, solo in F1.
p. 134, 27 L’A. aggiunse in margine lascivi, sebbene il copista avesse lasciato lo spazio nel testo. Figura solo in F2; U e F3 leggono invece gl’umani; gli altri lasciano lo spazio, o omettono la parola.

Simili casi si dànno anche per il quarto libro, e meritano di essere considerati a parte. Due piccole aggiunte autografe fatte su F1 non sono passate né in O, né in U, F2:

p. 263, 4, 8 L’A. aggiunse in interlinea sopragiunse e adonque.
p. 290, 5 L’A. aggiunse in marg. quella istoria degna di memoria.

D’altra parte, una piccola aggiunta e una correzione autografa di F1 sono passate soltanto ad O:

p. 281, 4 L’A. aggiunse e stimava, che poi figura in O ma non in U, F2.
p. 313, 36-314, 10 U e F2 riportano la lezione uguale a F1 prima della correzione autografa, mentre O, con piccole varianti, rispecchia la correzione.

Questo ultimo caso, soprattutto, visto fuori del contesto degli altri rapporti tra F1, O e U, F2, sembrerebbe portare alla conclusione che U, F2 non possono essere posteriori a F1, O. Invece, il fatto che tutte le altre correzioni del quarto libro fatte dall’A. su F1 sono passate in U, F2 (e non sono poche, come abbiamo visto), e la presenza in questi due codici di parecchie altre lezioni nuove e più ampie che non figurano in F1, O, mi paiono dimostrare la maggiore probabilità del contrario, cioè che U, F2 rappresentino la [p. 404 modifica]seconda e non la prima redazione. All’obbiezione che il cod. O, l’unico esemplare del quarto libro isolato, che porta anche l’indicazione del dono fatto al comune di Firenze nel 1441, potrebbe rispecchiare, come non è affatto impossibile, la forma del libro a quella data, e che perciò questa correzione, e le altre, dovevano già allora figurare su F1, si potrebbe rispondere supponendo, o che mancasse in X per errore di trascrizione, oppure che non figurasse allora su F1, bensì su Y donde passò ad O. Si tratta però di una ipotesi, che non credo invalidi la maggior consistenza degli altri argomenti avanzati sopra a favore del testo rappresentato da U e F2.

Tutti questi casi, pur essendo importanti per la storia della revisione del testo da parte dell’autore, e necessari alla costituzione della edizione critica, sono veramente pochissimi in confronto col grandissimo numero di correzioni e aggiunte autografe fatte su F1 e trasmesse poi a X, e con quello non meno considerevole di emendamenti e aggiunte che dovevano trovarsi su questo archetipo per poi discendere nel gruppo di codici che ne deriva. In mancanza di elementi che permettano di sapere perché queste correzioni non siano passate anch’esse nella redazione successiva, bisognava o risolversi ad accoglierle o a respingerle tutte. Noi le abbiamo accolte, persuasi dal caso analogo della Musca che l’abitudine di continuare a fare correzioni su una primitiva redazione, anziché su una più tarda copia anch’essa già riveduta, non era affatto aliena alle consuetudini dell’Alberti[35].

Se passiamo poi al confronto dei varii codici che derivano ultimamente da X, mentre troviamo poche e minime discrepanze nei primi due libri, nel terzo invece si affaccia la possibilità che alcune varianti siano dovute anch’esse alla stessa abitudine dell’A. di ritoccare la sua opera. L’ipotesi in questo caso naturalmente va intesa colla massima cautela, poiché era facile che questo testo, sottomesso a più di uno vero e proprio rifacimento durante la vita dell’autore, potesse subire dalle mani dei copisti certe modificazioni[36]. [p. 405 modifica]Senonché, le modificazioni dovute più o meno a negligenza, che si possono riconoscere, spiegare, e eliminare attraverso i confronti delle varie lezioni, sono diverse dalle varianti di sostanza come le seguenti:

p. 183, 23 republiche ricorre solo in U F3 F4
p. 209, 32 F1 F3 F7 F8 FR1 riputarti (ma in marg. F3 ha alias ascriverti); F2 FR2 Ca altrimenti riputarti (dove altrimenti sarà forse traduzione di alias); in F4 la variante ascriverti non sostituisce riputarti, ma è entrata a sproposito nella frase (pigli piacere ascriverti a insegnarli, godi ove te vedi riputare padre, puoi riputarti a felicità...). U solo ha ascriverti al posto di riputarti.
p. 233. 11 donne ricorre solo in U F3 F4.
p. 240, 25 però figura solo in U F3 F4.
p. 244, 25 U F3 F4 convenga; gli altri (incluso F1) condica.
p. 246, 35 F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca non si ottengono; F3 F4 non si posseggono o tengano; U non si posseggono e ottengono.

Saranno queste lezioni, che distinguono U, F3, F4 dagli altri codici, varianti d’autore? Io sospetto di sì. I codici che le riportano, pur essendo per molti altri rispetti assai vicini l’uno all’altro, non dipendono direttamente l’uno dall’altro, ma devono risalire ad una fonte comune, che poteva essere o X o una copia di esso in uno stato di revisione lievemente ulteriore a quello da cui discendono gli altri codici, oppure, come è molto probabile, un codice del terzo libro isolato che contenesse tali emendamenti, anziché un manoscritto di tutta l’opera. F4, che si dichiara «cavato da una copia male scritta e scorretta» (descrizione che per altro converrebbe a F3), si distingue per certe lezioni più vicine a F1 che abbiamo elencate sopra; e malgrado i rammodernamenti dovuti al copista, ha talvolta lezioni felici e corrette che fanno sospettare che la sua fonte fosse un codice autorevole. F3, corretto da parecchie mani, e ultimamente

[p. 406 modifica]riveduto e collazionato da Zenobi Acciaiuoli (evidentemente su un codice molto simile ad U) non poteva essere però la fonte di F4, e nemmeno di U, non solo per certe lezioni diverse ma anche per l’omissione nel testo dovuta alla negligenza del copista di passi che figurano nell’uno e nell’altro codice[37].

Tra i codici che contengono il terzo libro è lecito intravedere i seguenti raggruppamenti, che però non si possono risolvere in dipendenze: F2, FR2, Ca: F7, F8, FR1: e, come abbiamo illustrato sopra, U, F3, F4. Questo schieramento dei codd. per il terzo libro s’intravede subito nelle varianti del proemio, e viene confermato generalmente nel testo stesso, con alcune eccezioni però che fanno dubitare dei rapporti precisi. Si vedano i seguenti esempi (a cui va aggiunto quello cit. sopra della p. 209, 32):

p. 172, 30 U allo oste Pisano, F3 F4 all’oste di Pisa (che fu aggiunto su F1): manca in tutti gli altri codd.
p. 183, 35 U F3 F4 seguire: gli altri seguirla
p. 232, 21 Manca vederla (per errore) in U F3 F4: figura negli altri.
p. 233, 8 F1 F7 FR1 Ca farsi riverire, temere, amare e riverire: F2 F8 FR2 farsi riverire, temere e amare: U F3 F4 farsi ubidire, temere, amare e riverire.
p. 234, 23 F2 F8 FR1 FR2 ne’ luoghi suoi (come anche F1): U F3 F7 Ca negli occhi suoi: la frase manca in F4.
p. 236, 25 Manca se in U FR2 Ca, ma figura in tutti gli altri.
p. 243, 23 U F3 F4 chi/che desiderare: gli altri chi desidera.
p. 245, 5 F7 Ca interservi: F2 FR2 interporvi: gli altri intesservi (F1 interserirvi).

In questa situazione, in cui il gruppo di codici dipendente ultimamente da X presenta varianti, che, essendo di sostanza, sebbene piccole, possono rispecchiare diversi momenti di revisione dovuta all’autore, è chiaro che nessuno di essi può essere immediatamente scartato; e tanto più perché tutti possono contribuire, in confronto con F1, alla eliminazione di eventuali errori di trasmissione. Ma bisognava sceglierne uno che servisse di base, e trattandosi di dare il testo di tutta l’opera, la scelta doveva cadere su uno dei due codici che per la loro età e compiutezza risaltano in questo gruppo, [p. 407 modifica]cioè F2 e U, che sono sicuramente indipendenti l’uno dall’altro. Il primo, copiato probabilmente a Firenze, da Giovanni di Matteo Strozzi nel 1482 (dieci anni dopo la morte dell’Alberti), è evidentemente opera amorosa, fatta con cura da un ammiratore della memoria dell’autore[38]. Il secondo, trascritto forse a Urbino in una «edizione di lusso» di quei tempi, appartenne poi alla biblioteca ducale. Benché manchi nell’inventario di questa biblioteca fatto nel 1482, non è escluso che fosse copiato anche prima di quella data per Ottaviano Ubaldini, a cui, secondo una nota nel codice stesso, esso una volta apparteneva; poteva risalire cioè agli anni in cui l’Alberti, godendo l’amicizia di Federigo da Montefeltro, frequentava la corte di Urbino. Se questo ambiente spiega la bellezza del manoscritto, i rapporti dell’Alberti con Urbino potrebbero anche indicare la forte probabilità che esso rappresenti un testo autorevole[39]. Tutti e due i codici hanno le loro imperfezioni e alcune piccole divergenze di lezione, ma sono sostanzialmente simili e si rassomigliano anche per la grafia ed i particolari linguistici. Abbiamo, dopo una esauriente esplorazione delle varianti, scelto il secondo, cioè U, che si distingue nel terzo libro, come si diceva sopra, per certe lezioni comuni anche a F3 e F4, che vorremmo attribuire ad ulteriori ritocchi dell’autore.

Il cod. Vaticano, U, si distingue da tutti gli altri, a parte le lezioni che sono evidenti errori, omissioni o fraintendimenti che si [p. 408 modifica]possono correggere con l’aiuto dei confronti, per le lezioni uniche seguenti:

Libro I U altri codd. (incluso F1)
p. 16, 1 le care mie et amate cose le care mie cose et amate (F4 le più care...)
Libro II
p. 87, 29 se io forse dicessi se io dicessi
p. 106, 5 tucto lo serbava tucto serbava
p. 112, 18 sostenere sostentare
p. 134. 26 gli umani appetiti F1 lascivi (agg. dall’A.)
F2 lascivi
F3 umani (agg. da Z. A.)
F4 F5 F6 manca
p. 141, 4 l’animo magno e liberale F1 erto, F2 F4 grande
F3 generoso (agg. da Z. A.)
F3 F6 spazio
Libro III
p. 172, 30 allo oste pisano F1 F3 F4 a l’oste di Pisa (in F1 fu agg. da un’altra mano, non dall’autore); manca in tutti gli altri.
p. 175, 1 Hen! gratia d’Iddio, così mi sento assai bene et sano F2 F3 F4 Ben
(tutti) assai sano
p. 227, 16 (Frase omessa per ragioni non evidenti) Di noi niuno mai volse dall’altro cosa se non tutta onesta.
p. 229, 9 adunque manca in tutti i codd.
p. 236, 11 nessuna alcuna

Queste sono, s’intende, rispetto al corpo di varianti che corrono tra F1 e tutto il gruppo derivante da X, piccole e povere cose, ma credo doveroso mettere in chiaro tutti gli elementi del problema, perché il lettore possa giudicare da sé della spinosa questione delle varianti d’autore che sorge inevitabilmente nella ricostruzione che qui si propone.

In questa ricostruzione ci siamo comportati in linea di massima nel modo seguente. Nella collazione dei codici del gruppo X, [p. 409 modifica]abbiamo tenuto sempre a confronto la lezione della precedente redazione, cioè di F1. Nei casi in cui essi andavano tutti d’accordo contro questo, se non si trattava di palese errore o di spiegabile omissione, abbiamo naturalmente seguito quella comune lezione. Nel caso inverso, cioè quando F1 e gli altri codici si schieravano contro U (per es. quando manca in U qualche parola che figura sempre altrove), abbiamo eliminato le lezioni isolate di U seguendogli altri mss. Più difficili sono i casi di disaccordo più complesso tra i vari codici del gruppo X, soprattutto laddove uno o più codici riportano, contro U e altri, la lezione di F1. Qui bisognava adattarsi al caso specifico. Il buon senso détta che, laddove ci sia il minimo dubbio che si tratti solo di errore di trasmissione, prevalga la lezione di F1 (sempre, cioè, se questa non paia errore, — e tali errori non mancano in F1, pur dopo la revisione autografa); invece, laddove la variante abbia maggior peso, è necessario, avendo preso come base il cod. U (e i suoi affini, F3, F4), seguire quella e non la lezione di F1 e dei mss. che in quel caso la rispecchiano. È per questa ragione che abbiamo voluto dare in questa edizione un apparato quasi completo di varianti (escluse cioè varianti grafiche e di minimo peso), in modo che in casi di questo genere la nostra risoluzione dei singoli problemi sia evidente al lettore. L’apparato serve anche a due altri scopi; prima di tutto a mettere in evidenza le moltissime differenze tra la prima redazione (F1) e la seconda (gruppo X); e in secondo luogo a far conoscere le più importanti correzioni fatte dall’A. sulla prima redazione (F1). Questo spiega la forma dell’apparato, in cui, dando le varianti di F1, s’intende, in mancanza di altre indicazioni, che la lezione del testo è quella di U e di tutti gli altri codici; e invece, quando si cita una lezione di U, che la lezione adottata nel testo è quella di tutti gli altri, incluso F1; i casi in cui si citano più codici si spiegheranno da sé. Spero che in questo modo chi abbia voglia di rendersi ragione della costituzione del testo, possa trovarvi, anche dissentendo, la spiegazione.

Naturalmente ho tenuto presente le edizioni del Mancini e del Pellegrini, benché fondate sul cod. che per me rappresenta la prima redazione. Rimangono sempre preziose le note storiche, letterarie e filologiche del commento all’ed. Pellegrini. Né debbo tacere l’utilità dell’ed. Bonucci, la quale mi è giovata in parecchi luoghi a risolvere problemi di punteggiatura, cioè di interpretazione.

Una parola a parte merita il Governo della Famiglia, che pure [p. 410 modifica]ha avuto qualche piccola parte nella ricostruzione del nostro testo, una parte strettamente limitata però al semplice confronto di alcune delle lezioni più diffìcili. Ché effettivamente questo rifacimento quattrocentesco costituisce un problema testuale a sé che non ci pare debba confondersi con quello dell’opera genuina: un problema che andrebbe risolto con una esplorazione dei molti codici che ne rimangono nelle varie biblioteche, per stabilire i rapporti precisi di essi con la tradizione manoscritta del terzo libro della Famiglia. Si tratterebbe cioè di illustrare la dipendenza del Governo da una parte di quella tradizione, anziché di illuminare questa con quello. È appunto perché il Governo ci è parso, in quanto rifacimento, marginale alla ricostruzione critica della Famiglia, che prescindiamo qui dall’esame dei codici e delle stampe di esso[40]. Non sarà forse da augurarsi una edizione critica di questo rifacimento; ma una rivalutazione del Governo in base ad una più accurata conoscenza delle fonti manoscritte nonché delle numerose edizioni più o meno difettose, a partire da quella del 1734, non sarebbe priva di valore. Ma questo è un compito che esce fuori dei limiti del presente lavoro.

C) APPARATO CRITICO

Nell’apparato che segue, la sigla (F1, U, ecc.) precede la lezione del codice. Per restringere e semplificare l’apparato, siamo ricorsi ad alcune abbreviazioni facilmente intelligibili:

agg. = aggiunto
corr. = corretto
ex = dalla lezione precedente
m. a. = mano dell’autore
om. = omesso (omette, omettono)
Z. A. = Zenobi Acciaiuoli
[p. 411 modifica]

Si è creduto meglio dare la lezione precisa dei codd., senza cioè ritoccare la grafìa, se non nei passi citati dal nostro testo che non figurano in F1 o U.

Libro I
p. 3 Titolo: F1 Prohemium librorum familie Leonis bap. Alberti (m. a.), U Leonis Baptiste Alberti Prologus in Libros de Familia      2. F1 vecchi anque e quanto s’è a’ nostri giorni potuto come      5. F1 spesso fra mme solea      6. F1 essere la fortuna      15. F1 A quante si veghono famiglie molte: U Ad quante: F3 Ay      16. F1 saria      19. F1 terra famiglie assai (manca poi famiglie in r. 22)      25. U più ehi o me stesso.
p. 4 5. F1 o se      8. F1 libero e sciolto
p. 5 17. F1 om. prima.      36. F1 le genti acquistato con nostri latini auspitii, ottenuto colla nostra industria, amplificato con nostre armi latine
p. 6 7. F1 om. suo      8. F1 di Cincinato quello (il nome è agg. da altra mano in uno spazio lasciato in bianco: non figura in altri codici); F1 contento nella sua agricultura      12. F1 eximie e prestantissime      18. F1 om. quelle tutte divine virtù      25. F1 noi avere balia con sue ambiguità e inconstantie la fortuna a disperdere      32. F1 giogo (altri mss. gioco, ma evidentemente col senso di «giogo»), F1 impone giogo
p. 7 1. F1 latini militare et combattere      3. F1 l’imperio et la gloria d’Italia      4. F1 maravigliose      9. F1 om. alcuno      16. F1 ove mai per      22. F1 eterna fermezza      26. F1 om. e fermissima      32. F1 incominciò      33. F1 gratia, il decore e lle sue
p. 8 5. F1 sostenere le impetuose adversità      7. F1 laboriosissima, F4 faticosa      11. F1 leggi fasces et magistrati      12. U F2 F3 F4 F5 F6 degli idii (oppure degli dii), F1 Indii ti fu      18. U F2 F3 F4 F5 F6 om. le are      20. F1 om. queste      22. F1 merore e pianti      23. U om. genti      25. F1 sanctissimo seno      28. F1 o altre      30. U om. gloria
p. 9 2. F1 arìa mai      11. F1 non ha virtù se non chi non la vole      25. U om. difficultà
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p. 10 1. F1 U queste, F2 F3 questo      7. F1 rarissime fiate cadere      12. F1 om. e forte      23. F1 tutto lo ho conferito, F4 speso per conferito      25. F1 om. essi      27. F1 arbitralo, U arbitrarlo, F4 riputammo      28. F1 voi
p. 11 2. F1 modi      16. F1 a quali non potrei insegnare né ricordare cosa quale      22. F1 una o un’altra      28. F1 et così ho inducto a ma stessi      35. F1 et alle vostre expectationi
p. 12 2. F1 om. qui
p. 13 Titolo: F1 m. a. L. Baptiste Alberti incipit Familia L. P.      1. F1 padre era in Padova      10. F1 om. così      11. F1 corr. m. a. ricevere ex pigliare      15. F1 non potrei con parole mostrarvi      19. U F2 F3 F5 F6 non con piccolissimo, F1 F4 non piccolissimo      20. F1 F2 fia, U F3 F4 sia      22. F1 agg. m. a. a noi padri adiudicata      23. F1 agg. m. a. simile
p. 14 9. F1 quale a’ sempre avuto tu      14 F1 agg. m. a. ciascuno sta di quest’animo (sostituito a noi siamo di quest’animo che figurava al r. 17 dopo carissimi)      25. U om. leggiera      30. F1 indurti questo nell’animo      34. F1 altrui non minore ti sia in ogni tua età usato d’avere
p. 15 4. F1 sariami bene      10. F1 agg. m. a. perderle      11. F1 di se dire alla età      13. F1 in me ancora      18. F1 om. poi      24. F1 agg m. a. come soglio      29. F1 Così è, a soperchiare      30. F1 medesimo v’è grande      31. F1 vita è necessario      33. F1 corr. m. a. superare ex vincere, F1 et l'ombre      36. U om. non
p. 16 1. F1 F2 F3 F5 F6 le care mie cose et amate (F4 le più care...)      10. F1 la virtù in se à questo      12. F1 e’ mi vi promectono      21. F1 corr. m. a. con ogni industria et arte mi sono molto ingegnato ex mi ramento cercare ex ò cerco      26. F1 niuna durezza      30. F1 v’era      34. F1 in loro crescono i vitii et di dì in dì si rinnovano et nascono      36. F1 om. viziato e guasto
p. 17 5. F1 om. pieno      6. F1 non gli à bene recti      8. F1 sollicito      11. F1 quanto egl’erano nelle cose deste et diligenti      14. U F1 F2 F3 F5 F6 culla, F4 cella (Governo, p. 28 cella)      17. F1 si sia      26. F1 col favore      31. F1 non gli lasciare      36. F1 dal timone et da la ragione
p. 18 6. F1 gli altri con che venti      20.-p. 19, 1. F1 agg. m. a. avervi grandissima cura... desti e operosi      28. U F4 F5 F6 d’infamia, infortunii      31. F4 saccienti 36. F1 m. a. si frangieno F4 si frangono
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p. 19 6. F1 mi pare      9. F1 anzi a qualunque      10. F1 m. a. molto apta et condecentissima (ex gratissima), ma apta et è stato poi cancellato; F4 molto conveniente      19. F1 sedando in loro, F4 ponendo loro in disgrazia      22. F1 et empiergli, F2 F3 F4 nimistà, empiendogli      23. F1 forse usano
p. 20 15. F1 corr. m. a. forza et ingegno ex et opera      21. F1 ancora è lodatissima      23. F1 che questi miei      33-36. F1 agg. m. a. del quale omo... prudentissimo e civilissimo      36. F1 amici in Rodi, intrò
p. 21 4-8 F1 agg. m. a. vedendo forse... essere incesa      5. F1 al ragionamento      15. F1 lunga età      17. F1 agg. m. a. fine e      18. F1 da ora quello ch’è presente con quello che fu ieri      20. F1 conseguiti et apparisca (consequiti et agg. m. a.)      22. F1 om. in qual sempre con fede e diligenza possa      24. F1 om. con forza e virilità d’animo      28. F1 di laude gloria et splendore la famiglia      31-35. F1 debbesegli non avergli grandissima riverentia? non dico a’ padri da chi tu ài avuto l’essere et molti...      36. F1 virtù el quale con
p. 22 3. F1 quanto à potuto non à lasciatoti patire      4. F1 om. a quello      16. F1 dagli      20. F1 om. loro      26. F1 niuno è maggior conforto... quanto è di vedere      28. F1 cui      30. F1 solleciti per vederli pregiati      31. F1 molto è contenta quella vechieza quale vegga      32. F1 adricti et adviati      33-36. F1 om. Sempre sarà pacifica vita quella de’ molto costumati; sempre sarà onorevole vita quella de’ virtuosi. Da cosa niuna tanto segue alla vita de’ mortali gran perturbazione quanto da’ vizii
p. 23 1. F1 om. con virtù e costumi      2. F1 om. vostro      6. F1 corr. m. a. date opera ex cercate      7. F1 agg. m. a. lieti (onorati) e amati      12. F1 né mai partirsi      13. F1 exempli      16. F1 né vani      18. U cercare      21. F1 lodata et magnificata; F1 om. ma verso e’ maggiori la riverenza ne’ giovani sempre fu grata e molto richiesta      27. F1 essere ivi      33. F1 ogn’altro mio sollazzo      35. F1 né mai saria
p. 24 5. F1 in ogni cosa mi parse sempre dovere come ò facto apertomi co llui consigliatomi riputato Ricciardo come padre, F4 sostituisce l’infinito al participio in ogni caso.      9. F1 om. Sarete adunque quanto vi conforto verso e’ maggiori molto riverenti e quanto in voi stessi potrete virtuosi      13. F1 om. tra loro      21-22 F1 agg. m. a. e non vorrei... certo (arai) non pochissima      28. F1 figliuoli miei in fine della frase dopo in me.
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p. 25 3. F1 om. che; F1 mi aver      6. U F2 F3 F4 F5 F6 deboli animi et negli animi, F1 deboli anni negli animi (cfr. p. 26, 7)      7. F1 a cui; F1 om. Ed      19. U uomini con modestia, umanità et discretione, collo studio, per evidente ripetizione della riga 21 (la frase non ricorre due volte negli altri codd.)      26. F1 et ogni utile della fortuna indi riputerete da      33. U dubitare (anche F3, ma corretto in dubitate), F1 F2 ecc. dubitate
p. 26 3. F1 che sino      8. F1 traiectarvi et superare, F1 om. traiettarvi      18. F1 beatissimo è colui      26. U nulla      28. F1 et incorrupta gloria      33. F1 forza et affanno
p. 27 2. F1 Ricciardo et gli altri a quali      8. F1 et l’honore... siatene... pigliatene, F2 F3 F5 F6 siate... pigliatene, U siate... pigliate      11. F1 corr. m. a. piace egli onorare ex è egli lodato ornare; F1 già è caduto      14. F1 se così è, non sarà      16. F1 pignerlo inanti et statuirlo      18. F1 niuno      25. F1 potria      34. F1 sono piene le storie
p. 28 2-5. F1 corr. m. a. ex Ben ti confesserei di quello dicea Platone essere uno de’ quattro furori come e’ ponea de’ vaticinii l’uno, l’altro de’ poeti, el terzo della... cundia      7. F1 om. quello      9. F1 ti negherei che la vera amicitia sta legata      15-16 F1 corr. m. a. ne’ ex de’; l’animo affectionatissimo ex affectionatissimo animo      21. F1 da ora vedendo      32. F1 io dopo volte
p. 29 5. F1 fare (cfr. l’ed. Pellegrini, p. 51, 14); F1 om. loro      6. F1 om. miei      7. F1 non sarei      8. F1 di molta cattivissima      12. F1 scripte      21. U F2 satisfare      24. F1 sola      32. F1 iniustissimo et inumanissimo. Subito dopo queste parole è agg. da m. a. non meriterà egli molto odio apresso de’ buoni e molta infamia; la frase non è passata a nessun altro cod.      35. F1 om. proverbio
p. 30 1. F1 cosa essere      4. F1 sopra e fanciulli      13. F1 quanto è possibile      15. U F4 F5 om. Adovardo (il discorso continua in bocca di Lionardo), F6 lascia uno spazio senza nome.      18. F1 in quelli quasi expressa      20. F1 om. indi; F1 om. sua      22. F1 om. seco      28. F1 om. che      29. F1 o roctosi et fiaccatosi
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p. 31 7. F1 saria      8. F1 sia qui grata      21. F1 om. e’ F1 om. e’ figliuoli      23. F1 lle felicità      27. F1 om. ti      29. F1 om. più (grandicelli)      33-p. 32, 1 F1 credere sia come nell’altre cose. Veggo la natura sempre da ogni parte essere sollecita a provedere che ogni cosa procreata si conservi et onde ell’è uscita indi riceve nudrimento et aito a perseverare in vita et a produrre le sue utilitati in luce
p. 32 2. F1 le radici quanto porgano et extendano nudrimento al tronco      4. F1 forse è da      6. F1 et confesso sia debito a voi padri avere molta cura et molta sollecitudine      9. F1 ne’ padri      13. F1 om. e      18. F1 om. forse; F1 vitioso et inumano      25. F1 segiunge      27. F1 in mezzo gli otii domestichi et veçi      29. F1 saria; F1 ragionamento. Ma pure non per contradirti, ma per certificarmi      33. F1 pigliarsi non che tristeza nell’animo alcuna ma né incarco di      35. F1 om. troppo
p. 33 8. F1 travolga et disluochi, F4 disluoghi      12. F1 om. a      21. F1 conforto al padre et giuoco a vechi      28. F1 et tornava      31. F1 quale è sparta nel viso et nella fronte      34. F1 d’amore di buona
p. 34 1. F1 E’ mi sarebbe molto caro tu sapessi ragionarne per pruova come in parte so io      5. F1 om. questo      8. F1 et è danno grandissimo      12. F1 om. qui      13. F1 et nel nome      18. F1 di presso      30. F1 E’ saria lungo, F2 F3 F4 sarebbe lungo, U F6 sarebbe luogo      31. F1 om. qui; F1 et quanta      32. F1 om. in tempo      33. F1 F4 saccente
p. 35 1. F1 quanto nella inferma et scostumata balia vi sia pericolo      2. F1 om. e; F1 quelle extreme infermità      4. F1 rare le nutrice et richieste      9. U om. assai      13. F1 manine      16. F1 om. esser      18. U om. solo      24. F1 de’ figliuoli ha nell’anima de’ padri grandissimo tormento      27. F1 è riputato, U F2 F5 F6 si riputate, F3 si riputata (corr. poi da Z. A. in si riputava), F4 si reputa (quest’ultimo pare rappresentare la correzione giusta della lezione originaria di F1)      32. F1 è povero      33. F1 in darmi
p. 36 6-20. F1 Et pur vorrei... senza femmina dispiace agg. da m. a. e passato (con varianti) in tutti gli altri codd.      12. F1 Ma che disaventura è questa nostra. Quelle vergine...      14. F1 sariano      23. F1 accende      24. F1 credete che il vostro      32. U indeboliscono
p. 37 F1 Ben piglierei      3. F1 divenuta      9. F1 sia      11. F1 om. timidità      21. U (solo) d’uno      26-28. F1 molto provedere che la balia stia lieta, necta      31-p. 38, 4 F1 le quali cose... cresciuto et nutrito agg. m. a. passato in tutti i codd.      32. F1 cierte'
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p. 38      2. F1 stenderò, U F3 stendo      7. F1 veglio in minori utilitati molti uomini con dilecto affaticarsi che non è per la salute de’ figliuoli la quale è cosa lodevole et dovuta      11. F1 om. questo      14. F1 Et sono talora non sì grandi      19. F1 ramentarci      29. F1 morto      30. F1 è dovuta      34. F1 nella vita      35. F1 niuna cosa è più
p. 39 2. F1 ànno sentite      4. F1 spregiati, sdegnati da tutti, scacciati      21. F1 sollicito dove e’ non t’è licito prendervi altro rimedio      24. F1 così al soctile      30. F1 se alcuno la biasima      33. F1 om. aspettino e’ padri veder e’ nipoti de’ suoi nipoti, qual si scrive vidde a sé nati divo Augusto Cesare      35. F1 alcuna gravissima malatia
p. 40 1-4. F1 om. e speri ciascuno padre sé essere simile a Dionisio tiranno siracusano, quale in età d’anni sessanta né de’ figliuoli di tre sue mogli, né de’ molti suoi nipoti mai acadde farne essequie alcuna; e      6. U ad Altea agg. in marg.      7. F1 om. e intero      13. F1 io forse      17. F1 om. suoi      19. F1 non mi reputi      23. F1 om. più      25. F1 om. ad      29-30. F1 dove è... dove è      32. F1 una o un’altra      34. F1 questa
p. 41 4. F1 saria      6-9. F1 potesse quanto l’animo il traporta, quanto la fortuna si gli porge, quanto il tempo et le condictioni delle cose gli accede et persuade a seguire con minacce et con forza d’arme. Né anche...      9. F2 acciende      10. F1 anzi è più tosto tutta      11. F1 al guadagno et alle richeze: F2 F4 F5 F6 O questo che il paese lo dia, F3 O questo per che lo paese lo dia F1 corr. m. a. o questo il paese che lo dia (lezione rispecchiata precisamente da U)      14. F1 om. che; F1 s’argomenta a guadagnare, ogni arte      16. F1 agg. m. a. Toscani      17. F1 che Atene perché ella aveva      19. F1 più grasso et men chiaro      20. U F1 affermano      22. F1 molte contiene et extranee      29. F1 et luogo l’uso      31. F1 roba a desiderare più che gli altri richeze      33. F1 et stato fra cittadini      35. F1 a lectere
p. 42 3. F1 l’utile et l’honore      5. F1 non gli essere lecito      6. F1 adirizare      8. F1 nostre fatiche      14. F1 Nessuno è mortale      15. F1 le paure      17. F1 aspectare et guadagnare      18. F1 pena è data      20. F1 om. e      22. F1 om. a noi      24. F1 negli animi      25. Tutti i codd. s’avolgono, ma il pronome riflessivo forse sarà rimasto in U F2 F3 F4 F5 F6 per errore.      30. F1 in uno giovane non è meno che la richeza stimato      33. F1 om. I figliuoli costumati sono testimoni e lodo della diligenza de’ loro padri      34. F1 meglio essere alla patria avere s’i’ non erro      36. F1 figliuoli scostumati
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p. 43 2. F1 dispiacciano come agli altri le bructeze: F1 corr. m. a. spurcilie ex stultitie F1 quanto che non dubitano che ogni      4. F1 vergogna et maxime perché ciascuno... quanto sta      6. F1 Et non è chi nieghi      11. F1 modestissimi. Et non sanza grandissima ignominia et biasimo      13. F1 a’ padri: F1 agg. m. a. quali aranno: F1 om. non corretti, ma      26. F1 soffiste      29. F1 l'effigie et nascimento di ciascuno. Et giudicavano      34. F1 et dicesi
p. 44 5. F1 om. che      6. F1 om. Qualunque uso pigliano e’ minori con esso crescono      8. F1 fermeza et prosperità      10. F1 quanto i lloro      13. F1 sophiste      17. F1 om. noi      18. F1 qual via a’ nostri sia più facile      18. F1 om. buon      20. F1 Lionardo: — Piacciati udirmi, Adovardo. Io stimo      22. F1 et addisposti. Qual più è incerto et dubioso che ritrovare      26. F1 giunte      29. F1 F2 F3 F4 chi gli fe certi, F3 F6 chi lo fe certo      32. F1 gli conseguirono: F1 tanto à potuto la industria et la diligentia      34. F1 è non conosciuta      36. F1 egli sarebbe
p. 45 4. F1 arrido o arenoso      7. F1 saria      22. F1 rimosse      23. F1 à voluto      28. F1 et da qualcuno degli altri non saputo: U degli      30. F1 interserite      34. U F2 F5 F6 aconca, F3 acconça, F1 F4 ancora
p. 46 1. F1 et àvi agiunto      10. F1 à dato sì ambigue et obscure operationi      20. F1 om. alle      21. F1 peserà      26. F1 F2 om. muto      27. F1 bucheracte      29. F1 om. vi      32. F1 saria
p. 47 1. F1 non venisse      12. F1 mirare et compreendere      17. F1 spesse volte corr. m. a. ex spessora      20. F1 alcuna      31. F1 sana      33. F1 la gente
p. 48 5-12. F1 Prudentissimo che sapea... dilecti et piaceri agg. da m. a., e passato a tutti i codd. con lievi varianti.      8. F1 om. che a      10. F1 om. era      15. F1 da’ primi      16. F1 fino da piccolo cominciare a fargli      27. U parea: F1 om. e      31. F1 potria      34. F1 om. con diligenza
p. 49 3-7. F1 om. Solea Socrate quel padre dei filosofi... altrove sarebbe lascivo e inetto      17. F1 per otio      21. F1 m. a. e stracchiccia      27. F1 sieno più e fanciulli... robusti et fermi che questi      32. F1 per nolli lasciare
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p. 50 4-16. F1 om. Scrive Erodoto quello antico greco nominato padre della istoria... ...niuno si vede esser calvo      17. F1 Laceni      32-34 F1 om. non solo nel corpo, ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo con ragione e modo seguire. E potrà certo l’essercizio (vedi p. 51, 9)
p. 51 2. F1 nessuno vezo è      3. F1 indurato in te che in pochi dì una tua ferma diligentia et sollecitudine non lo emendi né llo rimuti      6. F1 abstinentia      9. F1 e quali per consuetudine o per corrocto ingegno avevano in se qualche vitio poi si corressero exercitando. Né può solo nel corpo tanto l’exercitio ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo colla ragione seguire. Metrodoro...      12. F1 con uso et con exercitarsi la memoria      17. F1 exametri pentametri illirici      22. F1 om. oggi      23. F1 cose sì difficili      27. F1 gioveria      34. F1 om. anzi debito      36. U quello
p. 52 3. F1 a pasto      6. F1 in tutte le cose è lodatissimo      16. F1 om. a (concorrere)      19-22. F1 om. Dilettami certo, Lionardo, questa tua copia, e piacemi ogni tua sentenza, e lodo assai questo essercitarsi, e confesso che lo essercizio emenda e’ vizii e conferma la virtù. Ma      27. F1 e padri forse non sanno, forse      34. F1 om. poi
p. 53 1-8. F1 om. Tu forse per fare ch’io più ti creda... se così forse bisogna. E dimmi, Adovardo      12. F1 o cittadini o stolti      16. F1 non vi avete      21. F1 meriti      26-p. 55, 3 F1 agg. m. a. et sarà non dannosa... superfluo et incommodo; questa lunga aggiunta è passata a tutti gli altri codd. con lievi varianti, qui indicate:      26. Tutti i codd. (F1 incluso) et sarà non dannosa      31. F1 da nutrire l’exercito
p. 54 1. F1 sia inmoderate, U sian inmoderata      4. F1 te convieni o gittare      6. F1 convenirti      15. F1 loro forza      19. F1 servire a fine di richezze      21. F1 ma voglie. Chiamo io voglia solo quella qual sia onesta      23. F1 che voglia. Ciò che      24. F1 om. loro      33. F1 per certo a’ pupilli ànno      35. F1 om. incarco
p. 55 6. F1 om. molto più che ricchezze      13. F1 alcuna è      14. F1 om. saranno troppo: F1 abbino persona dal quale      26. F1 docto et prudente molto più che forse non poteva esso. Ma chi può con sua opera ornarlo di virtù      28. F1 om. Adovardo      29. F1 per aversene il figliuolo più licterato costumato savio et più civile      32. F1 lettere amque notare
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p. 56 1. F1 om. a' figliuoli      4. F1 e figliuoli suoi      7. F1 faria      11-13. F1 essere quelli che emendassero ne’ loro ogni vitio et rendessoli molto virtuosi; in quello che restasse agiugnevano e figliuoli appresso di quegli e quali con maggiore      14. F1 d’ingegno expertissimo et di virtù illustrissimi      19. F1 om. si      22. F1 om. ma lodo io      23. F1 om. si dice fece      26. F1 om. in altrui: F1 deponeva l’ira      27. F1 om. bene      28. F1 ragione è cosa      29. F1 correggere, non merita      30. F1 Però piaccia a’ padri più tosto vedere e’ figliuoli piangere      32. F1 om. E de’ loro vizii
p. 57 1. F1 non siano fallaci né bugiardi      4-5. F1 in se stesso fidarsi più all’oppinioni      6. F1 et expertissimo credere, stare superbo      7. F1 om. onde      8. F1 mi piace      10. F1 umanissimo solea dire parergli      12. F1 om. dicea      15. F1 a niuna per acuta et forte (evidente ripetizione del r. 12)      16. F1 om. d’amico F1 disegno alcuno contro a suoi propositi      19. F1 si rompe      21. F1 om. dipoi      22. F1 maggiori et stirpino      25. F1 om. de’ suoi      28. F1 om. si      33. U om. da      36. F1 satisfarsi a’ suoi
p. 58 2-3. F1 om. e bruttamente cerca riavere quelle ricchezze quali bruttamente perdette      5. F1 om. sarà consueto      8. F1 pare non si curi darsi se stessi      18. F1 om. adunque      19. F1 ne’ fanciulli indurarvi niuna obstinata volontate      20. F1 om. non onestissimo      22. F1 om. che      26. U om. chi      29. U àne      34. F1 tanto è sozo      36. F1 om. qui
p. 59 2. F1 è mirabile freno      6. U le ingrate faccinle fare      7. codd. prendasela: F1 deferiscano      11. F1 per troppa non vo’ dire piatà et misericordia (spazio di mezzo rigo) perdonano      16. F1 se il figliuolo      23. F1 che gli saldi con onestate et tema quella piaga      32. F1 saria: F1 grande errore però che conosci      33. F1 è facto vitioso aresti d’aspectare      36-p. 60, 1 F1 om. in farli dotti e virtuosi sarà proprio debito al padre. E vuolsi
p. 60 1. F1 come suole l’ortolano fare nel campo      2. F1 qualche fructifera buona erba      4. F1 non si curi ad simile el padre faccendo      5. F1 et tenerezza sua non gli patisca      8. F1 om. e      10. Tutti i codd. furia      11. F1 a’ maggiori dovere o potere      15. F1 e cibi rari et electi      21. F1 om. poi: F1 se pure c’è di questi      22. F1 quel vitio che in se no’ gli dispiace, ché essendo leconi      25. U om. per omeoteleuto e per questo troppo severi gastigatori      27. F1 e fanciugli      28. Tutti i codd. (salvo F4) iustissimi      33. F1 om. prima con essemplo di sé stessi insegnando      34. F1 colla ferza gastigando      36. F1 om. di
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p. 61 1. F1 om. fioritissimi: F1 stolgangli da’ letii (dagli otii di tutti gli altri codd. potrebbe forse essere una lectio facilior)      4. F1 che è faticoso      12. F1 nel ragionar tuo ben      21. F1 dicevi tu: F1 guidare, F4 aggiudicare      26. U stesso: F1 om. tu forse credi      28. F1 om. quel medesimo: F1 om. padri      30. F1 om. stimi tu      36. F1 et vigilantia, egli è pure affanno assai a’ padri
p. 62 1-4. F1 et pigliare/cappare migliore. Et èlli grandissimo dolore de’ conosciuti mali ne’ suoi non gli essere quanto vorria licito schifargli et discacciarli      15. U F3 F5 parare      23. F1 come ti sai      25. F1 potenti      26. U om. tali      29. F1 virtù loro essere innata (loro cancellato con puntini)
p. 63 1. F1 intera natura quanto per se possa venire perfecta      4-5. F1 agg. m. a. E non è virtù ... producta natura      20. F1 agli exercitii      35. F1 senza Libero et Cerere
p. 64 4. F1 mi pare      6. F1 et simili vitii      10. F1 via andare al tempio al theatro (benché al tempio sia qui cancellato con puntini, ricorre negli altri codd., e a mio parere, con miglior senso della frase)      15. F1 nelle laude aiutarli      16. F1 dislodata maniera et vezo      19. F1 om. troppo      24-29. F1 Adovardo: Piacerai questa tua sententia et lodola, ma stima però più difficile che non pare conoscere et emendare e vitii nella gioventù. La gioventù è cosa volubile: le voluntati, gli appetiti de’ giovani sono infiniti, sono instabilissimi, et è quasi impossibile a qualunque prudentissimo fermare in loro certa alcuna institutione. Et chi potria      30. F1 buono et quale cattivo. Chi potria      33. F1 e’ quali      34-p. 65, 8 F1 dopo Lionardo lascia uno spazio di due righe e mezzo in bianco; om. tutto il passo Et chi potrebbe... ...Dico adunque che
p. 65 11. F1 mezani mi sogliono: F1 ne’ quali      19. F1 om. ivi      20. F1 om. lui      22. F1 si fermi ne’ giovani      26. F1 primo      29. F1 om. a’ suoi: F1 ricuopranlo      32. F1 saria non minimo biasimo essere stato      33. F1 pigro a non averne avuto miglior cura. Et se
p. 66 2. F1 che ll’abino      3. F1 om. giova molto      4. F1 om. già: F1 om. vorrassi      6. F1 et a quel modo      8. F1 om. io: F1 et ricordarli e vitiosi quanto siano sviliti      11. F1 om. con grazia      12. F1 non senza      13. F1 F2 F5 F6 molestie d’animo (in U d’animo è stato raschiato, e manca in F3 F4): F1 om. L’animo de’ viziosi sempre sta disordinato e infermo, e niuna pena si truova alla mente maggiore che quella quale a sé stessi prieme l’animo non regolato e ragionevole.      17. F1 Antonio Alberti      18. F1 om. più: U F3 F4 F5 F6 perfetto:      19. F1 quegli in chi      20. F1 corr. m. a. latroni ex detractori      21. F1 scelestissimi      22. F1 om. e’      28. F1 m. a. minori et men rari vitii negli uomini      33. F1 e’ si consuma
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p. 67 8. U della      11. F1 om. a’ giovani      13-16. F1 mostrar lo’ da tutti meritino essere amati, in molti modi gloriarli et fare sì ch’e nostri non possono      23. F1 om. e questo      25. F1 negli uomini      26. F1 O prudentissima!... O exemplo...!      30-33. F1 dopo altrui agg. da m. a. In ciascuno non in tutto freddo et tardo de intelletto pare da natura sia inmessa molta cupidità di laude et gloria, e per questo e giovani animosi e generosi più che gli altri desiderano essere lodati. Per tanto molto gioverà      35. F1 agg. m. a. confermare in loro: F1 grandissimo odio contra le cose
p. 68 2. F1 di suoi figliuoli (agg. m. a. di suoi)      10. F1 o ambigua o incerta
p. 69 10. U prezzo      16. F1 om. qui      26. F1 con opera et rito de’ maggiori      27. F1 quanto è di sapere le cose singularissime      29. F1 et godano in se essere eruditi et docti      34. F1 dilectivi ornarvi
p. 70 4. F1 né sì fiorito      5. F1 ameno et grato      10. F1 quella del leggere: F1 tu n’esci d’abbundanti exempli      14. F1 saria      18. F1 om. testé: F1 om. alla repubblica e conosciute      21. F1 om. prudentissimi uomini      22. U della: F1 om. nostra      22-26. F1 S’egli è cosa alcuna o che stia benissimo colla gentileza o che sia ornamento alla vita degli uomini o che dia molto utile alle famiglie, certo le ledere sono quelle      23. F2 F4 bellissima      24. F4 alla virtù degli uomini      27. F1 le quali non si può      28. F1 om. bene      30. F1 om. Adovardo: F1 a cui sommamente elle piacciono      31. F1 così è      32. F1 om. come e così      33. F1 om. troppo      34. F1 si diano alle lectere      36. F1 d’averli
p. 71 1. F1 facti necti buoni scriptori et lectori. Egli è quasi simile      2. F1 Dipoi inprendano      3. F1 om. insieme: F1 om. ancora veggano      4. F1 agli ingegni fanciulleschi      5. F1 non poco fanno utile saperle. Poi ritornino a’ poeti, agli oratori, a’ philosaphi      6. U om. d’avere      8. F1 om. buoni      9. F1 et Servio      10. F1 grecismi (cfr. «Lingua Nostra» XIII, 107)      12. F1 dal primo principio ricevano et attingano quella perfectissima et splendidissima aere d’eloquentia      15. F1 om. forse      16. F1 da poi ne saprà      17. F1 crudi et duri      18. F1 om. non      22. U quali ebbono      26. F1 a qualunque si sia exercitio giovano, U F2 F3 F5 F6 leggono in essa per si sia, al quale evidente errore F4 ha rimediato con a qualunque in esse si exercita      27. F1 sono stati egregii et singulari      30. F1 Et non credere      34. F4 da niuno vitio o biasimo
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p. 72 2. F1 ma niuno di quegli giuochi senza exercitio et fatica a’ robusti giovani mi pare lecito      5. F1 piglino exercitio colla persona      6. F1 virili giuochi et di fatica      11. F1 la mano per segno: F1 om. costui      16. F1 molto se ne dilectò      18, 19 U e tutti gli altri (salvo F1) Celio      18. F1 perduto cento non ne dava se non cinquanta, U F2 F5 F6 (e F3, in cui il passo è agg. da Z. A.) perduto davane se non cinquanta, F4 perduto cento davane se non cinquanta      19. F1 om. adunque      21. U Publico: F1 om. e (Publio)      23. F1 saria      24. F1 Né mi dispiaceria e fanciugli avessero      25. F1 om. e      26. F1 om. in tempo      28. F1 per consuefarli a virtù a questi      33. F1 anni LXII in su ’no cavallo, U F2 F3 F5 F6 benché el cavallo che quanto (il che sarà rimasto per errore dopo la correzione; manca in F4)      35-p. 73 1 F1 da piccoli imparassino cavalcare, schermire...
p. 73 4. F1 tutte queste quali ò decte cose essere necessarie      5-6. F1 presto l’imparano et a me paiono tutte negli uomini molto richieste però che veggo in ogni età a cui elle siano acquistano lode, et in cui le non sono nuoce et rendono biasimo      7. F1 Io t’ò con molta voluptà el dilecto in verità, Lionardo, ascoltato      9. F1 mi piacevano da ogni parte      12. F1 troverebbono e quali volessono      13. F1 om. mai: F1 om. uno      15. F1 potria      16. F1 s’induceria      18. F1 om. facile      20. F1 dove t’è stato poco a voluptà che io chiega      22. F1 mi dài testé nuova fatica: F1 sapessi che llo studio dell’uomo può ogni cosa      25. F1 om. in Roma      26. F1 om. qui: F1 in casa stanno      27. F1 om. ài nuovo      28. F1 studio, potrà ella manco      30. F1 dopo difficilissima cosa segue questa frase che non ricorre negli altri codd., tolta forse perché non fa che ripetere, perfino qua e là con le stesse parole, la frase precedente, Et se questo può la sollecitudine degl’uomini in una bestia, insegnare cose all’uomo proprie, alienissime a chi le impara, molto più facile esserne maestro sia nato et acto per saperle (cfr. l’ed. Pellegrini, 128, 11)      31. F1 agli uomini      32. F1 molto pochissimi      33. F1 et per ingegno: F1 a ogni cosa più di me non vagliano      34. F1 quanta la casa è non poco gloriosa      35. F1 a me non ci pare      36. F1 discreto (tutti gli altri destro)
p. 74 5. F1 om. s’io ben mi ricordo: F1 Parririo      9. F1 qual prima solea      11. F1 dotolla del secondo di que’ medesimi tertii di tutto il campo: et dio buono      13. F1 om. così      16. F1 quella      17. F1 a se quanto tutto lo ’ntero rendea      23. F1 om. e pregiare
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p. 75 10. U da’      17. F1 sariano      21. U altri      25. F1 io n’arei      26. F1 sariano      27. F1 saria      34. F1 corr. m. a. cierca ex seguita
p. 76 1. F1 exercitio      3-10. F1 agg. da m. a. e passato a tutti i codd. Et è cosa bructa et odiosa vedere chi sempre si stia indarno come facea quel otioso, el qual domandato che cagione ti tiene tutto el dì quasi dannato a sedere et giacerti per le panche, rispose: Io attendo a ingrassare. E chi costui udì lo biasimò e pregollo più tosto desse opera d’ingrassare um porco, però che almeno ne ritrarria qualche utile. Così onestamente gli mostrò da quel che fusse un otioso, da meni che un porco.      27. F1 adversa fortuna      31. Tutti i codd. (salvo F1) om. a      32. F1 om. a molto lodo      35. U F2 F3 F4 F5 F6 le quali... perturba (già lezione di F1, ma corr. in la quale)
p. 77 7. F1 al continuo ci sta nell’animo      15. F1 come potrà      25. F1 nel figliuolo      27. F1 et in alcuno (corr. m. a. ex tutto), U et alcuni, F2 F3 F4 F5 F6 et alcuno      30-33. F1 agg. da m. a. e passato a tutti i codd. Non dividerà el figliuolo ... infame a sé e a’ suoi
p. 78 1. F1 fatica et dolore amorzare      12. F1 è mantenuta      17-18. F1 quanto è... più merita      19. F1 quale è costume      21-30. F1 gli animi sdegnosi et malingni contro e maggiori che ubbidienti. Et ànno e gentili ingegni in se per male ove come servi sono non come figliuoli tractati. Et è meglio alcuna volta non volere conoscere ogni cosa che non correggere quello qual mostri di conoscere. Et nuoce manco se ’l figliuolo in qualche cosa stima il padre ignorante più che negligente. Chi s’aveza a ingannare il padre poco fa stima di tradire altrui. In ogni modo...      31-33. F1 om. Alla qual cosa in prima gioverà la diligenza. Sarà la diligenza quella che sempre el farà da’ suoi amato e riverito      35. F1 volere più tosto nollo chiamare      36. F1 om. nostre
p. 79 3 - F1 nollo volere      8. F1 è inimico chi ti dà      11. F1 età a non (tutti gli altri codd. se)      12. F1 n’arà      13. U Ma la virtù      18. F1 si trovariano eglino      24. F1 se lla fortuna ne fia con noi avara      25. F1 om. la fortuna      26. F1 più volte veggiamo più nuoce      27. F1 Lionardo allora      36. F1 E che non
p. 80 1. F1 saria      3. F1 Lionardo: Gnaffè! Di vivere      4. F1 dorria      5. F1 m. a. dici tu (ex di’)      10. F1 anoveri      12. F1 troppo di se stesso contenta      13. F1 om. Assai sarà ricco chi viverà contento      15. F1 io mai      32. F1 corr. m. a. rendere in alcuna cosa te più docto... doctrina ex mostrare a te... cosa
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p. 81 1. F1 om. di quella ragionando      4. F1 om. al non tôr moglie      5-12. F1 agg. da m. a. Sono contento, Adovardo,... el tuo consiglio in farmi marito      5. U condocto per contento: F1 om. poiché sì me ài convinto      19. F1 domandasse 20. U F1 (m. a.) Explicit primus liber Familie. Deo gratias.
Libro II
p. 83 tit. F1 Leonis Baptiste Alberti Liber II de Familia      9. F1 copioso      19. F1 apreso
p. 84 3. F1 niuna      5. F1 vuogli: F1 al ragionare      6. F1 domestici      8. F1 membro, tutti gli altri hanno vienloro      11. U om. costume      13. F1 accortissimo      16. F1 pongo      20. F1 om. io      27. F1 F2 F3 F4 om. si      32. F1 om. tu
p. 85 15. U om. più anni      18. F1 quello che dice il vulgo      19. F1 occhio      20. F1 non hanno      24. F1 molto      25. F1 ora da lungi      27. U F3 F4 F5 F6 di molte conoscentie, F2 di molti conoscienti (seguo F1)
p. 86 10. F1 bene et lodato      11. F1 me medesimo: U nell’aiuto      23. F1 fra compagni      32. F1 simigliarti      34. F1 reputarmi
p. 87 16. F1 (peritare) alias dubitare in marg.      25. F1 adrossare      29 F1 F2 F3 F4 O se io dicessi      32. F1 dirai forse
p. 88 1. F1 F2 F3 divina natura      3. F1 da una solo ultima      6. U F2 F3 F5 F6 quasi agli altri grata, F4 quasi ogni cosa agli altri grata et a loro necessaria (seguo F1)      13. F1 forza violenta contendono      17. F1 om. e      19. F1 om. e fermare      26. F1 Cupidine arciero. Crisippo..., F4 Cupidine et sua freccia et arco      31. F1 onestamente: F1 om. e      32. F1 amare      35. U F2 F3 F4 F5 F6 om. qual uomo, ma credo non bene
p. 89 3. F1 et altre molte maravigliose sanza altre molte delle quali ora sarebbe lungo racontare voluptà      4. F1 affermato      5. F1 veggo a sua      7. F1 usa      13. F1 F3 F5 F6 om. di Siria, lasciando uno spazio vuoto, U di Siria agg. in marg.      19. F1 F3 F5 F6 om. re di Egitto, U Egitto agg. in marg., F4 dell’Egitto      20. F1 im principe      21. F1 F3 d’amore, F2 da amore      25. F1 et la gloria civile sua et amplissima      28. F1 del sangue civile      31. F1 et le selve      34. U om. una sola      35. F1 fu qui poca F3 fu troppa opera      36. F1 F2 F5 F6 amplissimo et immenso
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p. 90 1. F1 om. lo      3. F1 chi et onore et laude et fama amando poco stima      4. F1 om. E infiniti quanto si truova prepongono l’amore all’amistà (cfr. più sotto, 28)      23. F1 le cose domestiche, in contenere le famiglie      25. F1 per se      28. F1 marito, et infiniti quanto si vede prepongono l’amore ad ogni coniuntione et a ogni amistà. Et pur si recita (cfr. più sopra, 4)      30. F1 ramento      32. F4 si offerse vendere      33. F1 el vero suo prima marito (prima è lezione di tutti i codd.)      34. F1 non molto qui accade      36. U molto infinita: F1 molto da natura insita
p. 91 1-3. F1 natura non puòse opponendosi sostenere qualche volta scacci et extermini dell’animo de’ padri ogni carità e ogni pietà.. Leggesi...      5. F1 F2 F3 certo adunque si vede      8. F1 F2 F3 divino strale      12. F1 amirabile      17. F1 il quale      19. F1 decto, s’io ben mi ricordo, del      30. F1 guardo se così convenga che voi come diceva      31. Tutti i codd. lasciano uno spazio vuoto tra Terenzio e subito: F1 dopo vecchi ha questa frase, che manca in tutti gli altri codd.: Tal cosa nom par licita a chi non la possa qual forse a chi ella porgie compiuto dilecto e intera voluptà cierto sarà o devuta o non inlicita      31. F1 non so a que’ tuoi filosofi medesimi quanto sia permesso      34. F1 quelli poi nominati
p. 92 1. U so se      3. F1 Ma Metrodoro: lo spazio è in tutti i codd. dopo filosofo      4. F1 Laentia      9. F1 quasi incomportabili, F2 F3 F5 quasi non incomportabili: F1 non dolore, non paura      19. F1 om. vili e      20. F1 om. rompi e      23. F1 om. d’ogni ragione, forti      25. F1 Quando, F4 Quanto, Lionardo, quanto      33-36. F1 mi può parere da giudicare l’amore essere fra primi divini in noi mortali imperii e troppo da qualunque si sia inevitabile: e cierto a mme potrà l’amore ringiovinire nelli annosi petti giovinili et amorose fiamme pare cosa divina. Né vego l’amicitia in se conservi forze quanto l’amore e nella superbia degli imperii, — lezione che il Pellegrini trovò necessario ritoccare (ed. cit., p. 162), e che deve la sua debolezza sintattica all’omeoteleuto. Migliore, ma anch’essa non senza possibilità di simile errore, la lezione degli altri codd. (salvo F4 che rifà il passo così: mi può parere cosa divina, né veggo l’amicitia in se possa né sia consueta far quanto lo amore ringiovinire nelli animosi petti giovenili et amorose fiamme)      35. U F2 F3 F5 F6 poeti
p. 93 3. F1 om. e glorioso essercizio: F1 ogni ben forte vinculo di parentado et d’amicitia. Ma io      6. F1 Rendoti      14. F1 non dico l’amicitia      18. F1 ferme      19. U esse      20-21. F1 Baptista dopo guarda      26. U F2 F3 quali      31. F1 inmisce      32. F1 nominerenllo      33. F1 om. e      36-p. 94, 2 F1 quale, volendo... allo amore, tu fusti
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p. 94 5. F1 gioventù mai amatore      7. F1 sanza che o Catone o, come Laertio Diogene dice, Aristotile ci amuniscie (cfr. l’ed. Pellegrini, p. 165)      9. U F2 F3 le      10. F1 si truova, F2 si truovi      15. U F2 F3 F5 voluptà (cfr. F6 volunpta)      16. F1 non dell’onestà, F2 F3 non onestà: F1 non d’alcuno      18. F1 questo forse essere forza: F1 opur vitio      26. F1 F2 F3 tanta essere crudelità      29. F1 et riso, come testé dicevi. Non...      31. F1 seguirlo fu somma stultitia
p. 95 1. U F2 F3 alcuna      2. F1 la natura quelle essere comuni      9. F1 om. e grazia      18. F1 si volge      21. F1 danze      34. F1 proseguire
p. 96 2. F1 sempre pure      4. F1 et quasi divina      5-6. U F2 F3 F5 F6 spazio vuoto per Geminio e amico, F1 agg. da m. a. Geminio, F4 solo ha Geminio e amico (F2 amico è stato più tardi agg. da altra mano)      11. F1 chiami      14. F1 et se mai ti vide et se mai ti vide      16. F1 satisfare      18. F1 innamorato      21. F1 Già che e padri      27. U copiosi più et più contenti (ripetendo forse più et più dal r. 25), seguo F1 F2 F3 F4      27. F1 storia che a Roma
p. 97 9. F1 furiando, uccidendo figliuoli      14. U F2 F3 F5 F6 tanto giuramento, F4 Pertanto, frategli miei, fugiamo      25. F1 difendere alcuno benché verissimo
p. 98 8. F1 alle quali      10. F1 vorrai meco      13. F1 più tosto mi sia rimaso che non      18. F1 consentiresti      23. F1 Saldumni      30. U om. in
p. 99 7. F1 tu non volessi      25. F1 fuggite      30. F1 om. mai      32. F1 c’imprometti      33. U utilissima
p. 100 3. F1 dall’altre      4. F1 molto      6. F1 solo      16. F1 accomoda      24. F1 alle famiglie      27. F1 om. qui
p. 101 13. F1 om. testé      16. F1 altra volta      20. F1 passando poco mirano, F3 passandon poco mirano, U F2 F5 F6 passandono poco mirano, F4 passando non poco mirano      22. F1 interverrebbe      24. F1 om. e      25. F1 a mezzo nel campo producendo le schiere, F2 F4 a mezzo nel campo perducendo, F3 a mezzo il campo preducendo      31. F1 om. qui; F2 più tosto più potrei      34. F4 Avete      35. F1 tra l'Italici
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p. 102 4. F1 F3 entrando in sì gran paese      5. F1 om. mio      6. F1 voi che mmi stesse      29. F1 om. qui      30. U usata      36. F1 fa ora
p. 103 6. F1 Carlo (gli altri codd. tolgono al fratello queste tra le sue pochissime parole)      9. F1 recordando      20. F1 in quanta      21. F1 spesse volte      27. U ; F1 poss’io      35. F1 approbatissimo precepto
p. 104 8. F1 considerando meco che a una      17. F1 tra infelicissima e Adunque ha questo passo omesso in tutti gli altri codd.: Così credo e voi ancora stimiate. Batista. Stimiamo sì. Lionardo:      26. F1 pare      29. F1 corr. m. a. dove (s’agiungano) ex onde      30. F1 altri di quelli nelle famiglie      34. F1 s'aquistano e acrescansi      36. F1 quelli che ànno
p. 105 3. F1 manca      13. F1 disputarle (cfr. l’ed. Pellegrini, p. 186 e Spongano, p. 154)      15. F1 desidia et otio      17. F1 o troppo      21. F1 non in altro modo      27. F1 debolecto      32. F1 lecto (sic)      34. F1 et mantenere
p. 106 5. F1 F2 F3 F4 F5 F6 om. lo      22. U om. cagione      26. U in coniugio      32. F1 quello che sia portato
p. 107 2. U par che: F1 om. volta 6. F1 sé, la donna, e figliuoli      7. F1 om. quali: U om. colla famiglia      10. F1 crescere      22. U F2 F3 F4 F5 F6 Di chi      33-p. 108, 1 F4 diceva: o se pure un piccolino figliuolo mi fusse di te rimasto che nel volto et ne’ gesti ti somigliassi et meco scherzassi, non mi parrebbe essere restata così misera et abbandonata amante. Non poco ancora
p. 108 1. F1 così l’ultimo      8. F1 poi che si ebbono      11. F1 prepulsare      16. F1 contentarti      17. F1 om. qui      19. F1 si truovi, e in marg. m. a. alias si vive      20-22. F4 siano e figliuoli con la loro propria et ferma età sostegno de’ vecchi      26. F1 indurli ancora      34. F1 padri. Adpresso
p. 109 15. F1 F4 de’ tuoi      26. F1 al tor, F2 de torre      28. F1 piacevano, F4 om. e’ padri      32. F1 età e piú
p. 110 1. U altri      6. F1 attalenta, et i vecchi      10. F1 di famiglia      11. F1 F4 le possessioni, F2 la possessione, U F3 la possessioni      14. U om. di      33. F1 tra bellezze      34. F1 om. donna
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p. 111 15. F1 si cerchi bellezze      21. Tutti i codd. (salvo F4) lasciano alcune righe vuote dopo corpo evidentemente per aggiunte (F3 F6 in marg. dimitte spatium pro hystoria)      28. F1 grandi o troppo svelte      31. F1 sempre qui prepongono      32. F1 dirne
p. 112 4. F1 om. tutti      9. F1 om. io      12. F1 alle famiglie      17. F1 sposi quali      18. U sostenere      19. F1 donde      22. F1 agg. m. a. di fresco isposo
p. 113 3. F1 satisfarci      7. U F2 F3 F5 F6 pare a lloro licito      9. F1 adirizarsi a piatire, F4 fra le teste (sic) dispongonsi et dirizzatisi a piatire
p. 114 1. F1 tractare      3. F1 om. così      6. F1 s’io ben mi ramento      9. F1 in alcuna donna      19. F1 om. a      21. F1 e si egli vero (cfr. l’ed. Pellegrini, 204, 10)      22. U posso      26. U da ogni
p. 115 1. F1 opere      4. F1 om. più: F1 et giudicio de’ buoni molto utili più      12. F1 om. così      21. F1 tu et utili et      22. F1 di drieto      25. F1 ti piaccia più      30. U F2 F3 facunda      32. F1 in una donna      33. F1 stanno
p. 116 2. F1 vegga      5. F1 om. molto      6. Codd. lezione incerta tra diremo e dicemo      13. F1 impetrare      15. F1 et costumati: F1 facile o difficile      20. U om. Iddio      22. F1 il propio ragionamento      33. U F2 F3 F5 F6 om. perturbano. F4 om. perturbano e      36. U stroccaccio
p. 117 2. F1 non bene sieno      4. U om. si truovono      6. F1 et come      7. U veggo      8. U volere      12. F1 stracco      16. F1 om. così      22. F1 a proposito
p. 118 2. F1 observare      11-12. F1 narrarti/vi... descriverti/vi... insegniarti/vi (sic)      11. F1 gli statuti della famiglia      13. F1 Noi, aremo noi      14. F1 Caio Macrio, U F2 F3 F4 F5 F6 G. Mutio      15. U a’ cuochi[41]      22. F1 nell’olio      25. F1 fermezza di tutti i nerbi suoi non sia ben rassettati      28. U el mo
p. 119 7. F1 era già apresso a tutte      9. F1 chiamò a sse      10. F1 E te      18. F1 alle virtù      27. F1 gioveranno      33. F1 in su le nostri domestici conventioni      34. U serbi      35. F1 non v’essendo      36. F1 om. pur
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p. 120 5. F1 dove      7. F1 o anche      8. F1 ti riputerai picol lodo      12. F1 om. il      13. F1 provederemo      21. U F3 om. per omeoteleuto se non in consiglia      23. U F2 F3 F5 F6 fe      32. F1 ove      34. F1 alcuna utilità      35. F1 quando e’ durassi bene assai      36. Tutti i codd. (salvo F1) om. più
p. 121 1. F1 F2 F4 il filiuolo... sano et forte che averlo presso se infermo et debole. F5 F6 el figliuolo... sano et forte che averli presso se infermi et deboli      2. F1 questo a distribuire      5. F1 sono cagione      9. F1 risparmi a nulla      15. U om. cara      17. F1 o conferire      27. F1 sanza grandissimo pericolo: U tua et puoi      28. F1 a morbi      31. F1 primo
p. 122 2. F3 dalla comunità      7. F1 sta      12. U F2 F3 fama in le fortune      16. F1 munifiche      17. F1 questa      18. F1 ma solo gratifichi a uno solo      26. F1 vorremo      28. F1 a llui utile et necessaria a llui abondi
p. 123 1. F1 d’epidemia      2. F1 di pestilentia o di morbo, tale che      5. U om. niuno: F1 om. a      6. F1 morte, quanto da      11. F1 F4 mirabile      14. F1 pestifera, F2 pesti... issima, U F3 prestissima, F5 F6 prestitissima, F4 pestiferissima (scelgo quest’ultima come la lezione più attendibile)      17. F1 saracci      24. F1 contro      36. F1 servidori, medicine? Et puòsi
p. 124 2. F1 Non qui voglio essere più in questo ragionamento lungo      5. F1 Fugasi      12. F1 non la cerco, F3 non lo richiego      14. F1 et così      22. F1 non si conviene      32. F1 om. a
p. 125 8. U om. cose, F1 le quali tutte queste cose      14. F1 ancora      17. F1 licito: F1 fare divortio et se dalle loro maritate dividere l’uso et unione congiugale, separarsi dalla moglie, F4 soleva esser lecito et legittima prima consuetudine      27. F1 infecundia, U infacunda      32. F1 F4 lo sponsalitio      36. F1 alla quale
p. 126 15. F1 om. loro      18. F1 om. e dopo figliuoli      25. F1 potre’ ne adurre      29. U stai
p. 127 4. F1 scegliere      9. U Et più maggiori casi, F5 F6 Et p... maggiori casi, F4 Et più maggiori così, F2 Et per i maggiori così, F3 Et per maggiori cosi, F1 Et poi maggiori così
p. 128 3. F1 presto      6. F1 troverai      9. U om. andai      10. F1 da llui      12. F1 molte      14. F1 perdere      15. F1 da te... bene mi bisognassi      16. F1 om. figliuol mio      26. F1 gratie: agg. m. a. di molti      32-33. U om. Seguiteremo noi dicendo di quello che resta a’ ragionamenti nostri?
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p. 129 5. F1 senta      10. F1 a tte non sia      13. F1 molte      19. F1 fratello per quanta, U om. per, F2 F4 quanto
p. 130 6. F1 chi cura ornarsi      12. F1 F5 F6 di lascivia, F3 de lascivia, F4 da lascivia      18. F1 si trascorre      19. F1 tanto male      20. F1 non fusse      27. F1 né sente      35. F1 utilità alcuna veruna (alcuna cancellata)
p. 131 2. F1 tucti: F1 om. e      3. F1 giudicare      6. U om. chi      7. U F2 F3 F4 F5 F6 fructifera      8. U vengosi      10. U om. piè      13. F1 i nidi      19. F1 l’intellecto el giudicio      21. Tutti i codd. (salvo F1) forza volontà et ferocità      23. F1 A me qui non può      27. F1 in gratia      31. U F2 F3 F5 F6 cia, F4 ci ha, ma sarà errore di lettura per era (F1) 35. F1 F2 pasto
p. 132 6. F1 Pictagora      16. F1 operationi et actioni      17. U om. che      20. U F2 F3 F4 F5 F8 questi pare in qualche modo faccendo qualche cosa se stessi otiosi trastullando (seguo F1)      28. F1 scelestissimi
p. 133 2. F1 et così consonante      5. F1 contro alla infermità ...per la sanità a conseguirla      11. U F2 satisfarle
p. 134 12. F1 a nostro      17. U om. e chi dispiace a Dio      18-20. U om. per omeot. Adunque si può statuire... nato per essere felice      23. F1 la felicità      26. U F2 F3 F4 F5 F6 certo (seguo F1 erto): F1 sopra i... appetiti e in marg. m. a. lascivi, F2 sopra i lascivi appetiti, U sopra gli umani appetiti, F3 sopra appetiti con l’agg. in marg. di Z. A. gl’umani, F5 F6 sopra... appetiti, F4 om. sopra i lascivi appetiti      28. F1 in gran facti      29. F1 di tutti questi      32. F1 insieme et se stessi      35. U om. vorrà
p. 135 5. F1 om. ed (gli altri hanno tutti e de o e d)      8. F1 in prima costoro      9. F1 procurino      12. F1 agg. m. a. a non pochissimi      20. F1 giugnere presso, U F2 F3 F5 F6 verso presso, F4 verso o presso      23. F1 a uno i modi      31. F1 costituirvi leggi      32. Tutti i codd. lasciano lo spazio: F1 fuoco o d’acqua
p. 136 1. U et in ogni cosa      2. F1 bene a mente degli aiuti      3. F1 al quale      10 F1 sendomi      11. F1 F3 poco      13. F1 volendoti tu dare      17. F1 fra se stessi contrapesare      22. F1 om. Talete filosofo, U Talete agg. in marg.      24. F1 om. e regia      25. F1 ella      29. F1 onde      33. F1 altra      35. F1 adrizati prima      36. U F2 F3 F5 F6 om. a (qualunque)
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p. 137 16. F1 essere quello el quale vuol      19. F1 si sono      20. F1 pregiare      22. F1 poi così essendo in noi così      23. F1 che la virtù. Sta la virtù      29. F1 Et a chi      30. U persevera      33. F1 dopo vuole continua ov’egli adopera ciò che può in quel che vuole (manca in tutti i codd., e doveva mancare nell’archetipo forse per omeot.; ma, essendo mera ripetizione, può anche essere stata tolto su X).
p. 138 2. F1 essere però      4. F1 la natura e lla fortuna gli secondi      5. benché a llui riesca suo fatica poco fructuosa      13. F1 alle fortune tue      15. F1 ristertissi      20. F1 et fra essi fusse      23. F1 convenientissimo al suo presto tragettare      26. U primi      30. F1 tornerebbe      35. F1 essere
p. 139 9. F1 veduti      17. F1 distendiamo      18. U F2 F3 le virtù (ma il contesto sembra richiedere il singolare, come F1 F4)      22. F1 om. ancora      24. F1 fra      26. F1 et più a suoi      27. U F2 F3 F5 F6 a fare proval costi che lla sia (corr. in F3 da Z. A. per piccola cosa che la sia), F4 a far prova costui che li sia. Seguo F1      34. F1 om. e’      36. F1 vorranno pure
p. 140 2. U stimino      3. F1 ma stessesi così      11. F1 volesse parere notare e gittassesi là a mezzo, là nel corso e ondi del fiume      15. F1 quel temerario, quel cupido      22. U F2 F3 F5 F6 bene non penserai, F4 bene penserai (seguo F1)      27. F1 utilità: F1 e eleggasi U exercitii      34. U om. per omeot. s’acquisti ricchezza e in che modo
p. 141 4. F1 l’animo erto, F2 F4 grande, F3 F5 F6 spazio vuoto (in F3 agg. da Z. A. generoso)      7. F1 inducendo      8. F1 om. fare: U trovererete      12. F1 con piccolo lume      23. U dicono non al tutto      26. F1 non è quanto gli altri exercitii maggiori glorioso      28. F1 da natura      29. F1 se si tramette (corr. m. a. ex tramettasi adunque costui)      30. F1 om. al: F1 conosca
p. 142 5. Tutti i codd. lasciano uno spazio per il nome Cipriano nostro, che è stato agg. su F1 da mano posteriore. In mancanza d’altro lo accettiamo (cfr. 11 qui sotto)      9. F1 supliscano      11. Situazione in tutto simile a 5; accetto l’agg. posteriore di Benedetto nostro su F1      12. F1 debitori o amplissimo      30. F1 om. nostra      34. F1 verso ogni utile della patria      35. U om. per omeot. di tutti ma grazia e amore più apresso      36. F1 apresso e’ nostri
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p. 143 8. F1 noi      10. F1 voi      19. F1 Anzi pare in la terra nostra se non della nostra famiglia, F2 om. se non solo la nostra famiglia Alberta gran ricchezza (evidentemente per omeot., che confermerebbe la ricorrenza due volte di niuna)      20. F3 tocasse, corr. poi in giungessi      23. F1 stendermi in recitarne      28. F1 delle fortune      31. F1 om. di virtù
p. 144 3. F1 om. Alberta      6. F1 ma veramente più premio      7. F1 tutti      8. F1 doni/a a lloro      23. F1 ventura o gratia e favore      27. F1 la ricchezza      31. F1 om. né in le cose estrinsece      36. F1 Adunque la masseritia
p. 145 7. F1 l’industria      8. F1 F3 chiamante, F4 chiamianlo      10. F1 apte a guadagnare      12. F1 om. meccanice      25. F1 fanno uno suo exercitio aquistarsi amicitia      30. U F4 exclusi      35. F1 de’ nostri      36. U F2 F3 F5 F6 dalla g... (in F3 corr. in dall’agricultura), F4 dalla possessione. Seguo F1: F1 in tutto Toscana
p. 146 1. F3 todeschi corr. da Z. A. scopeti      6. U tutto      9. F1 simile della nostra      18. F1 in quel modo mi pare excludano ogni usare avaritia      35. U F1 F2 F3 om. cose (agg. da altra mano su F2 F3)      36. F1 om. adunque
p. 147 1. F1 F4 com prudentia      2. F1 ragionavamo      5. F1 da quella      8. F1 niuna      10. U F2 F3 F4 F5 F6 om. maggiori      13. F1 mercantie      15. U a Firenze: F1 quanto e’ bastava      24. F1 om. gli      26. F1 e mercantanti adunque così      27. F1 in presente      29. F1 impresa      32. F1 siano
p. 148 3. U ciaceranno      15. F1 mai lo lasciano aspirarlo: F1 libera      22. F1 ben satisfare ad alcuna propria sua necessità      26. F1 agg. m. a. sono da moderato e netto vivere (così) queste      28-29. F1 priva la mente di cogitatione e operatione e d’ogni virile      29. U F2 F3 F5 F6 dagli
p. 149 2. F1 le cose quali sono sottoposte      4. F1 troppo a nnoi sarà      11. F1 signoreginsi le cupidità      15. U imperio d’altrui: F1 sopra ad alcuno, F4 sopra alcuno      19. F1 che a men buoni      21. F1 diviene      27. F1 om. aspettando      31. F1 maninconia
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p. 150 12. F1 del vivere      15. F1 in che modo o perché noi adoperiamo;      16. F1 om. così      17. F1 F4 tutto cura considerando      20. F1 F4 provulga: F1 F4 et vituperio      21. F1 om. adunque      26. F1 ubidiendo suoi admonimenti e consigli      27. F1 mai d’alcuno di tuo detto o fatto
p. 151 1. U questa      2. F1 F2 passo      3. F1 ma solo con la onestà      6. U F2 F3 pensieri      9. U F2 F3 amplissime ricchezze, F4 a quali sieno grandi e amplissime ricchezze (seguo F1)      10. F1 staracci      14. F1 om. colui; U om. ricco      17. F1 testé così      20. F1 conoscessimo      26. F1 om. tu      34 F1 Finis. Deo gratias et laudes, U Finis L. II Familie qui dixit de re uxoria et exercitiis juvenum L. B. Al.
Libro III
p. 153 Supplisco il titolo mancante nei codd.      4. F8 non tacere solea: F2 F4 F7 F8 FR1 nostri      7. F3 F4 om. gentilissima      8. F8 om. così      11. F3 F4 vedersi      15. F7 F8 FR1 admaestrava      17. F3 sommo bene      21. F3 stimasse tanto sia stato, F4 che tanto sia stato      23. F7 F8 FR1 solo rapì: F2 FR2 stinto      25. F3 om. e lettere
p. 154 1. F7 F8 FR1 per suo si conserva, F2 conservi      6. F2 Ca FR2 induca      7. FR2 Ca essere bene      9. F2 adveniticii      15. F2 FR2 Ca om. questa      21. F2 De’ quali      27. FR1 tra gli altri profetano      31. F2 antichi? Nondimeno noi
p. 155 1. F3 F4 della conversatione      3. F7 F8 FR1 con che ragione gli antichi scriptori arebbono cerco      4. F7 F8 con così      8. F7 F8 FR1 decto: F3 F4 F7 F8 FR1 negare      9. FR1 F8 scripsono      16. F2 FR2 Ca om. che      26. FR2 Ca se non vituperare, e in marg. alias biasimare, F7 F8 FR1 se non biasimare vituperare, F3 F4 se non biasimare et vituperare
p. 156 7. F3 F4 om. d’      14. F2 officio di fare      16. F7 F8 FR1 virtudiosi      19. F2 FR2 Ca om. a (dopo avviata)      21. FR1 al ben: F7 F8 FR1 in questo atroverrai terzo libro adescripto (già lezione anche di F3, corr. poi come U)      23. F3 affastidioso, F4 a fastidio: F3 F4 mondo (ma in F3 corr. in nudo)      25. F3 F4 F7 F8 FR1 om. i’      26. F3 F4 om. sempre      34. FR1 dictatori: F2 Legerai
p. 157 Desumo il titolo da F1, F3, F7, FR1      3. U F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca circa il di di sopra ragionamenti. Questa fu anche la prima lezione di F3, in cui poi il di fu sostituito (da mano coeva) con e decti, dando così una lezione analoga a F4: i detti di sopra ragionamenti. Data la difficoltà di cavare senso da il di di, e la forte probabilità di uno scambio idicti - ididi (donde il di di), stiamo con F3 F4 (risalendo per la forma all’ipotetico dicti)      5. F1 om. la      14. F1 voi ci fossi ieri da sera: F2 eri sera
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p. 158 2. U om. si (dopo poi)      14. F8 vedere      23. F1 F3 F4 il palagio, F2 FR2 al palagio      31. F1 et vestonci
p. 159 21. F1 altretante, F4 altretanti di più      22. F8 l'altre maggiori      23. F1 F2 F3 al mezzo      27. F8 penso
p. 161 6-14. F1 agg. da m. a. e passato a tutti i codd. Nulla si truova tanto contrario... parte alcuna delle sue fortune      33. U F3 F4 F7 scrucciamenti (seguo F1)      34. F8 perdesi questo, smarriscesi quell'altro
p. 162 11. F1 incurabile pazia      27. F1 corr. m. a. spendenti ex prodighi
p. 164 19. F1 tutti il dì      20. F1 om. già      24. F1 corr. m. a. autorità ex il libro      28. F1 om. ti      33. U le cose quando bisogna quanto basta (con evidente ripetizione del r. 30)
p. 165 7. U F1 F2 F3 F7 spese (che conservo), F4 impresa
p. 166 18. F1 ma io
p. 167 13-14. Tutti i codd. (salvo F1) omettono la frase: Così tutto il tempo mangiano le più fracide. Viene alla fine ch’elle sono al tutto magagnate, che dovette mancare per omeoteleuto nel comune archetipo (non figura neanche nel Governo, p. 8); l’integrazione di questo passo ha determinato anche la scelta tra le varianti del r. 15 che sono: F1 (corr. da m. a.) F3 F4 FR1 n’averà (o n’arà) gittate, F2 F8 avrà gittato, FR2 n’a gittate, Ca n’a gittati, U F7 n’averà a gittare      25. F1 dalla piova, F4 dalla pioggia
p. 168 11. F1 Unque      29. F1 F7 lasubiecto (Mancini e Pellegrini, l’asubiectò), U F4 l’ha subiecto gli altri codd. la subiecto (cfr. Governo, p. 9)      34. U in marg. occhi, senza altra indicazione (manca altrove): F1 Ca a posta altri
p. 169 21. U F7 alle FR1 a      34. U om. miei
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p. 170 16. F1 appresso in che modo s’abbino      23. F1 corr. m. a. E miei misero me ex E mi misero
p. 171 3. F1 agg. da m. a. in marg. si vol queste bem saperle usare et contenere (passato in tutti i codd.)      21. F1 om. i’      24. F1 solo ha vile (sic: utile), tutti gli altri utile      35. U fabricategli
p. 172 4. F1 grata... commendata      8. F1 Andrea, di Ricciardo      9. F1 Carlo, e fu      15. F1 om. cavaliere      16. F1 e padre      30. F1 (agg. in uno spazio lasciato dal copista) F3 F4 a l’oste di Pisa, F2 F7 F8 FR2 Ca hanno lo spazio vuoto, FR1 non ha né spazio né questa frase      36. F1 om. per noi
p. 173 19-22. F1 agg. da m. a. in marg. Onde per questo... per imparare e per onorarli (passato a tutti i codd.)
p. 174 6 F1 corr. m. a. Stesesi in uno grande ex Esso si stese in grande      11. F1 quello bello vecchio, F2 FR2 om. quello vecchio      13. F1 agg. da m. a. gravissime, U F2 F4 F7 F8 FR1 FR2 Ca gratiosissime, F3 pretiosissime corr. poi in gratiosissime (Governo, p. 13, santissime). Seguo l’autografo.      15. U om. gratioso (forse per evitare la ripetizione di gratiosissime)      25. F1 cerco adoperare
p. 175 1. F2 F3 F4 Gianozzo: Ben gratia: U solo ha bene et      28. F1 questo che per      31. F1 corr. m. a. prendete questa ex io vi darò una      32. F1 soglia
p. 176 2. F1 dal vecchio al giovane, U F3 al giovane      34. F1 messer... Alberto, e in marg m. a. lascia lo spatio, U lascia lo spazio, F3 F4 F7 F8 FR1 messer Alberto, F2 FR2 Ca messer Nicolaio Alberto (seguo questi ultimi codd.)
p. 178 1. Tutti i codd. (salvo F1) gli permette, ma sembra doversi seguire F1      7-8. F1 agg. m. a. e ancora
p. 179 9. F1 mai potere in uomo alcuno durare      10. U quante (? quant’è)      12. F1 prepongono      13. F1 corr. m. a. ci acresca l’ultime nostre miserie ex faccia morirci in exilio      28. F1 trovarsi      29. F1 perché a noi      32. F1 staterecci      36. F1 da publici servi
p. 180 18. F1 molte publiche faccende (cfr. Governo, p. 19, pratiche e consigli)      21. F1 che degli altri
p. 181 10. F1 om. a      13. F1 porgere orecchie      22. F1 F2 e’ mi sarà, F3 mi sarà      29. F1 de’ suoi incarichi
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p. 182 15. F1 F2 meco in exilio      17. F1 godano
p. 183 17. F1 corr. m. a. amerà ex in; tutti gli altri leggono sempre in (seguo F1)      20. F1 quando chi      23. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca om. republiche      35. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca seguirla
p. 184 9. U in ogni      12. F1 F2 FR1 FR2 fare quanto senza dubbio
p. 185 27. F1 queste tutte cose
p. 186 12. U F2 F3 F7 F8 FR1 FR2 Ca governa (F1 F4 governerà)      13. F1 prevederà      21. F1 ove      27. F1 F7 FR1 lascino
p. 187 34. F1 Lionardo: Sta bene, ma per avere
p. 189 1. F1 in prima e fanciulli      9. F1 altronde      20. F1 om. a se      23. U d’altrui, F2 FR2 Ca altrui
p. 190 30. U F7 FR1 quale tu spendi, F1 F2 F3 F4 quando spendi
p. 191 25. U faranne
p. 192 3. F1 Peggio. Quanto fosse magiore il fuoco tanto meglio mi scalderebbe (om. in tutti gli altri codd.)      6. F1 poste      10. F1 corr. m. a. pochi strani ex strana      19. F1 om. ti      28. F1 F2 F8 assettasi, F4 assettisi, U assentisi
p. 193 3. U s’apparecchino      14. F1 om. tu      25. F1 tolta      35. F1 serbare senza grande sinistro      36. F1 io lo venderei
p. 194 1. F1 fornirei      28. F1 dove
p. 195 4. F1 possendo      6. F1 om. il
p. 196 9. F1 troppe famiglie      12. F1 lasciamo in ragione alcuna      24. F1 le due migliori parti, F4 la migliore parte, F8 le migliori parti      30. F1 om. a
p. 197 2. F1 starà      10. F1 F2 Ca fiume (altri, fiumi)      17. U et ancora
p. 198 8. U i quali mai fructano      10. U F2 F3 FR2 Ca da se nascono stessi, F1 om. fessi      20. F1 corr. m. a. lavorati ex seminati      26. F1 taglieregli      32. F1 s’intoppa
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p. 199 18. Tutti i codd. fendere (emendo anch’io in pendere questa lezione che non sembra dia senso; cfr. l’ed. Pellegrini, p. 391; altro emendamento possibile potrebbe essere tendere)      24. F1 quella fiamma      32. F1 piaceri
p. 200 14. F1 tu stessi e facti      36. F1 scelerataggine
p. 201 5. F1 in villa, vita felice et non conosciuta      24. F1 scottarsi      29. F1 om. la      35. F1 proferisceci
p. 202 7. F1 (corr. m. a. ex io t’o narrato) F8 io ti narrava      28. U om. parere
p. 203 10. F1 tanto sarà molto      19. F1 perché non mi dovesse egli parere da farne danari      21-22. F1 agg. m. a. Sempre fu utile... che compraiuolo (passato a tutti i codd.)      33. U F3 i quali      34. F1 né da non le fare
p. 205 17. F1 F2 FR2 Ca ogni cosa entrata      28. F1 e così spesso tutto rivedere che quasi sempre avesse la penna in mano
p. 206 1. F1 agg. m. a. molto      17-18. La frase niuna cosa tanto fa pessimo factore quanto la negligentia del maestro, che figura in F1, manca in tutti gli altri codd., forse perché omessa per omeoteleuto nell’apografo.
p. 207 8. Tutti i codd. (salvo F1) molto et assai, che pare un errore      22. F1 om. ma      25. F1 quantuncunque
p. 208 8. F1 essere inverso di me più fede: U om. che      23. F1 dell’animo      34. F1 diventò
p. 209 13. F1 ci conviene      26. U ricevute      31. F1 F3 F4 F7 F8 FR1 puoi riputarti a felicità (ma in marg. F3 ha alias ascriverti), F2 FR2 Ca puoi altrimenti riputarti a felicità; in F4 ascriverti figura, non al posto di riputarti, ma dopo piacere. Seguo U
p. 210 8. F1 om. sentono      15. F1 om. tu      23. F1 garzoni      32. F1 et fra l'altre quella
p. 213 16. F1 et a più a pieno      34. F1 quelle tutte cose
p. 214 16. F1 om. non      22. U seguiranno (ma migliore mi pare la lezione degli altri codd.)
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p. 215 1-4. F1 agg. da m. a. in marg. in modo che non tu... onesto et devuto, et così sempre (passato a tutti i codd.)      1. U inditio (ma il passo autografo in F1 ha iuditio)      14. F1 prudentia nel vivere umano      24. F1 molte vostre simili piacevolissime similitudini      30. F1 om. sia dico testé a me licito      36. F1 industriosissimo
p. 216 5. F1 dispongale
p. 217 1. F1 ravistando      13. F1 circa a queste      32. F1 spandere, tutti gli altri spendere
p. 218 2-3. U om. per omeot. femina che uomo. A chi piace l’opere virtuose dimostra piacerli se essere      36. F1 om. più (vi figura, ma cancellato)
p. 219 20. F1 mi piacque      23. F1 con suo ordine      27. F1 F2 FR2 scriptum, gli altri codd. scripta (forse semplice errore).
p. 220 1. F1 om. forse      6. F1 in animo      25. F1 più che niuna altra
p. 221 1. F1 F2 FR2 conoscere et sapere bene fare, F4 con operare (Governo, intendere e fare con opere)      10. F1 om. così
p. 222 24. F1 pure agg. da m. a. in marg. senza indicazione di dove andava inserito (Mancini, Pellegrini: dalle pure fanciulle); non figura negli altri codd. (se mai si dovrebbe piuttosto leggere Né pure si richiede)
p. 223 5. U (non bene) che per se      15. U F8 om. la
p. 224 15. Leggo qui disonesta (la donna d.), come mi sembra esigere il successivo costei, contro disonestà dei prec. editori (cfr. Pell. p. 447)      16. F1 corr. m. a. sente costei... sua... a lei... ex senti... tua... ti...      20. U F3 se vuoi      28. F1 alcune pazze femine
p. 225 12. F1 calcine      18. F1 F2 F8 FR1 om. non      23. F1 in marg. m. a. unguenti sostituito a impiastri (la correzione non è passata agli altri mss.)      34. U F3 tutti      35. F1 om. e, F2 et acte, F4 et aperte... avorio non saranno, già che
p. 226 9. F1 tutto, F8 per tutte le carni morticcie      14. F3 F4 ella però così      16. F3 F4 parea ch’ella fosse      36. F1 cercherà
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p. 227 16. U om. Di noi niuno mai volse dall’altro cosa se non tutta onesta (figura in tutti gli altri mss.)      26. F1 col      34. F1 F3 F4 scontralla: F1 sorrisi et
p. 228 29. U (solo) om. molto
p. 229 3. F1 om. costui      7. U ogni parola et gesto, ma sarà ripetizione erronea (vedi il rigo seguente)      9. U solo ha adunque      18-20 F1 corr. m. a. tacendo più ascoltare che favellare e favellando mai comunicare... né troppo mai investigare ex non comunicare... né investigare      28. U dissi, ma gli altri dissili, dissigli o dissile (seguo F1)
p. 230 9. U F7 FR1 om. se io. U adatterembosi      12. F1 agg. m. a. farsi ubbidire et: F1 avere      21. F1 non vi ubidisca      25. F1 le fante
p. 231 7. F1 ad proposito, F3 F4 al proposito      11. U garengionsi, F2 gareggionsi, F8 et insieme si gareggiano; mi attengo a F1 F3 F7 FR1 garegiosi (F4 lo sostituisce con crucciosi)      13. F1 et debbasi      15. F1 in marg. m. a. e poi cancellato positus in quarto: Non vuole el raportatore giovare a te ma nuocere a chi gli inimica
p. 232 21. U F3 F4 om. vederla      31. F1 om. e
p. 233 5. F1 altrove trovare      7. F1 quanto      8-9. F1 F7 FR1 Ca farsi riverire, temere, amare et riverire, F2 F8 FR2 farsi riverire, temere et amare      11. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca om. donne      25. U F3 F1 andasse male, F4 che le cose domestiche non andassino male
p. 234 5. F1 F2 FR1 dimi che ti      10. Tutti i codd. (salvo F1 F2) om. a (persuadermi), che sembra però necessario      11. U F3 F4 se lei pensava, che pare una lectio facilior di quel che si legge in F1 F7 F8 FR1 e che qui seguiamo; F2 se a lei pesava      14. F1 umile molto e onestissima      23. U F3 F7 Ca negli occhi suoi; F4 om. el non solo ne’ luoghi suoi      36. F1 F2 F3 quella; F1 corr. m. a. studii ex dia modo
p. 236 11. Altri codd. alcuna      16-19. F1 agg. m. a. come el grano in luogo fresco... li possa nuocere      16. U om. fresco      18. F1 li possa      19. F1 rivedelle      20. U corromper      25. U FR2 Ca om. se      30. F1 quali tutta ora s’adoperassino      35. F1 in su e in giù
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p. 237 2. F1 agg. da m. a. per non avere cercandone ad indugiare se forse bisognasse      9. F1 molto      14. F1 agiunsivi      31. F1 sempre il migliore
p. 238 11. F1 quando io maritai      36. F1 corr. m. a. E! ex vieni qua
p. 239 13. F1 om. virili      28. F1 io ti dico      34. F1 molto
p. 240 5. F1 starebono      18. F8 om. quanto è, F4 om. è il, F1 F2 F7 FR1 FR2 Ca om. è      23. U om. mia 25. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca diligentia; et più      26. F1 om. vostra
p. 242 11-12. Tutti i codd. salvo F1, om. all’utile nostro... alcuna contro evidentemente per omoeteleuto nell’apografo. L’integrazione pare richiesta dal resto della frase.
p. 243 5-6 U om. evidentemente per omeoteleuto S’ella sarà costumata, tutti la riveriranno      8. F1 controli      17. F1 F2 F3 FR1 Ca io m’avessi      23. U F3 chi desiderare (corr. poi in F3 che), F4 che desiderare; seguo F1 F2 F7 F8
p. 244 3. F1 om. suoi      25. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca condica      32. U om. nostri
p. 245 5. F1 interserirvi, F7 Ca interservi, F2 FR2 interporvi, F3 inte sui corr. in intexervi      10. F1 quello si potesse della masseritia      17. F1 corr. m. a. si richiede ex bisogna      21. U F3 questo      26. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 sempre mi sono      30. F1 om. doppo      33-35. U om. per omeoteleuto non ci sia... stato... il tuo, Adovardo
p. 246 9. F1 om. in se      10. F1 F2 om. che      16. F1 F2 essere      27. F1 esca e nutrimento: F1 om. e’      35. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca non si ottengono, F3 F4 non si posseggono o tengono
p. 247 2. F1 sola questa una del danaio      4. U exilio acerbissimo ingiustissimo per evidente errore di ripetizione      11. F1 drieto      30. Seguo la lectio difficilior, cosa di U F2, anziché casa di F1 F3 F4 F8      34. F1 tu che senti... il danaio qui che... U F3 F4 tu che senti; seguo la lezione degli altri codd.
p. 248 36. Tutti i codd. (salvo U F3 F4)
p. 249 3. F1 che questi vostri
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p. 250 30. F1 om. e sentenze
p. 251 16. U om. cose      17. F1 ti risponderò
p. 252 34. In F1 il nome fu omesso dal copista, e in marg. l’A. scrisse lascia lo spatio. In questo spazio fu poi agg. da un’altra mano, Antonio. Questo nome figura pure in F2. F4 legge Niccola. Gli altri lasciano lo spazio o omettono il nome. Seguo F1 F2.
p. 253 31. F1 non ti risultando
p. 254 10-13. La frase Chiegga costui... non vero amico si legge solo in F1, e fu probabilmente omessa per omeoteleuto in X.      17. F1 in altre      27. U narrando
p. 255 26. U volgete      35. U om. parole
p. 256 3. F1 appresso li confortava      20. U om. poi      21-22. F1 agg. m. a, né a me ancora... ...voglia ingannare      27. U om. come tutto il dì accade, evidentemente per errore dovuto ai due come.
p. 257 18. F1 F1 adireresti      27. F1 de’ quali
p. 258 7. F1 mette il discorso (Quelli nostri...) in bocca di Lionardo, e l’altro (A me pare comprendere... 17.) in bocca di Adovardo.      18. U F8 om. e’      35. F1 pare
p. 259 7. Tutti i codd. (salvo U F1) dicono vero      9. F1 peroché
p. 260 4-7. U om. le parole di Adovardo e il di Giannozzo con un salto evidente dall’uno all’altro      10. F1 via cattiva'
p. 261 2. U om. questo      9. F1 piacciati vederti corr. in piacciavi vedervi, ma non dall’A.      11-21. F1 agg. m. a. imperò che... che la intrata, ma legge occhi di chi (18) e sia la spesa... minore (20).
Libro IV
p. 263 Desumo il titolo da F1      3. O l’ultima vivanda quando      4. U F2 O om. sopragiunse agg. da m. a. su F1      7. O a se      8. U F2 O om. adonque agg. da m. a. su F1      10. F1 O dopo i primi      18. O om. di sé stessi      19. O om. gli      22. F1 O om. uomo      23. F1 O om. insieme el
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p. 264 2 F1 O potersi in vita uomo trovarsi      7. U F2 lettera      13. F1 O ma quale      14. O om. convenia      16. O om. prima
p. 265 15. F1 O più auctorità che nudo excluso e con meno sospetto e riguardo della salute ma      20. Codd. Filippo Maria, ma deve esser un errore per Gian Galeazzo, come ben vide il Mancini, ed. cit. p. 247 (cfr. anche p. 270, 14 qui sotto)      21. F1 agg. m. a. et Giovanni      30. O non che da
p. 266 24. U volupta, F1 F2 O volontà (o volomptà)      31. F1 O altri      34. F1 U di... Cesare, F2 di Julio Cesare, O di Cesare (integro Vespasiano, cfr. Suetonio, Vespasiano, 16)
p. 267 1. F1 quelli      2. F1 O et pregna così costoro ben gravi      6. F1 U spazio per il nome, F2 Cesare (integro Vespasiano): F1 pro spungia F2 per spugne O per spongia      19. F1 O supine a quali forse
p. 268 8. U posto      16. F1 om. di      18. F1 e la quercia che      31. F1 O om. come
p. 269 1. O suggerii      16. U ha fu ma cancellato (figura in F1 F2 O)
p. 270 14. F1 F. M., U F2 Filippo Maria (cfr. sopra p. 265, 20: il nome è omesso in O)      17. F1 agg. m. a. Giovanni
p. 271 17. F1 agg. m. a. Barbavara
p. 272 1. F1 O bellice      5. F1 e conosciea      11. F1 O om. quasi      15. F1 O che odiarlo armato      21. F1 O d’otio più che di contentione      33. F1 agg. m. a. in marg. non con ostentare la prudentia sua prefsrirsi
p. 273 2. F1 F2 O om. Alberti      10. F1 patria et d’ogni      32. F1 ma se questo uno a voi non seguiva, O ma si questo uno ad voi adseguiva
p. 274 4. F1 O quest’altra      11. O aspectando      15. F1 agg. da m. a. mai      25.-p. 275, 14 F1 Erano in que’ tempi... di tanto principe satisfacto agg. da m. a. e passato agli altri codd. con certe varianti qui indicate      33. F1 O Et già era stato chi di questa promulgata opinione forse avea factone el duca certo
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p. 275 1. F1 O om. questa      2. F1 O om. diuturna      4. F1 F2 O lassuso      7. F1 O om. dentro: F1 O io certo gli stolsi      12-14. F1 extimò al... pel caso di tanto principe satisfacto (i puntini indicano le parole ora illeggibili, essendo sciupato alquanto l’orlo inferiore della carta su cui l’A. fece l’aggiunta), O stimò al pronostico del cielo indi essere per caso di tanto principe satisfatto      18. F1 spazio di 3 cm. tra che e aperto, O più alquanto che el signor duca apto di costumi, U F2 alquanto che aperto (ma il senso pare richiedere l’integrazione di un nome)      29. O assaltato
p. 276 13. F1 O volse      20. U che tale: F2 trovando, O tornando      22. F1 O om. e gulosità: U vede
p. 277 4. O bisogniarvi      6. F1 O chi la tenga et prosterna et sovinca      8-10. F1 O ma necessario exercitio a principi. Gianozzo: Et che lode a un principe darsi o intendersi di      11. O caccia, U cacciare (F1 F2 caccie)      30. U vederli et predare      34. O exercitarse
p. 278 1. F1 exercito      6. O solo      7. Tutti i codd. cose; la correzione pare necessaria      9. F1 parte a onesto vivere, O parte honesto vivere      30. F1 O sparga      31. F1 ma et di      32. O om. ancora: F1 O om. io
p. 279 2. O om. così      13. F1 F2 studio diligentia, O studio et diligentia      24. U chi et molto      26. U studio      29. L’A. cita evidentemente a memoria da Cicerone, Tusc. Disp., v, 20
p. 280 12. F1 li
p. 281 4. F1 e stimava agg. da m. a. e passato in O ma non in U F2      5. O incredibile continua dissensione      6. O omini      11. F1 mostra      14. F1 O opinione      18. F1 et (suoi) et di tutta la famiglia agg. da m. a.      22. U om. per omeot. e da tutti i buoni odiali e vituperati      31-34. F1 agg. da m. a. non come molti fanno raportando et traendoli in invidia et mala gratia pero i' conosceva a principi e raportatori tacendo sono sospetti et referendo odiosi      32. O però ch’io conosceva      34. F1 om. ma; F1 O om. vorremo essere primi      36. F1 O da’
p. 282 12. O e sospecto      14. F1 O da lui
p. 283 29. F1 O om. la
p. 284 8. F1 agg. da m. a. discipulo di Paraxagora      14. O loderelli
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p. 285 13. F1 agg. da m. a. et per questo      22. F1 agg. da m. a. Phormione peripatetico philosopho
p. 286 1. F1 O om. i’      13. F1 F2 O consisterà U consistere      19. F1 che sai loro essere precepto cancellato con puntini, ma passato negli altri codd. 36. F1 agg. da m. a. Luciano
p. 287 3. F1 O dicono si la virtù, corr. in O (che) da mano più tarda      6. F1 O om. dicono      7. F1 O om. esservi e creata      18. F1 O congiuntione      35. O indirizzare agg. da altra mano dopo fine (non figura negli altri codd.)
p. 288 1. F1 om. se      11. U om. cose      22-24. F1 che tu della istoria quale solo sempre recita... fortuna, preponga corr. da m. a. ex che tu preponga della istoria... dedurmi. La correzione è passata agli altri codd. senonche O comincia che tu mi preponga della istoria e ripete poi preponga
p. 289 3. F1 provulgasse      6-7. F1 Il passo: Così Teseo, quello che superò el tauro maratonio fu dalla fama e lode di Ercole mosso ad amarlo figura nel testo (con le parole el tauro maratonio agg. da m. a.), ma cancellata; O lascia due righe bianche tra onestà e Temistocle; ma la frase è riportata da U e F3      11. O peritissimo      18. F1 agg. da m. a. adonque      20. F1 agg. da m. a. Tito Quintio Flaminio      25. F1 O om. festa e      26. F1 agg. da m. a. messe
p. 290 5. F1 agg. da m. a. quella istoria degna di memoria: non è passato negli altri codd.      13. F1 O om. pascea e      16. F1 O fuggito
p. 291 2. F1 O dolea se in quel dì      3. F1 O om. a chi che sia      8. F1 in marg. m. a. incertus de Piritoo. Bap.      19. F1 O saprà
p. 292 19. F1 O ancora et forte et chiaro      26. F1 agg. da m. a. queste
p. 293 16. U biasimo, ma seguo O F1 F2      31. O F1 F2 paia
p. 294 22. F1 F2 O a giudicare      27. F1 F2 U spazio per il nome dopo come, O non ha né spazio né nome. (Non sono riuscito a rintracciarlo nei testi di Plauto. Vi supplisco con uno)
p. 295 6. U studiando      27. F1 F2 U O spazio per il nome (cfr. Plutarco, M. Ant., lxx)      36. F1 om. a me
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p. 296 11. U om. a te      14. F1 O tramare simile quasi pattuita amicitia      19-21. F1 O si sottomettano... si rendano      21. F1 O varia      25. F1 comendatione molto ad achiaparli, O comendatione molto vale achiaparsi: F2 acapitarsi      28. F1 om. tu      36. U difficilissime (seguo F1 F2 O)
p. 297 3. F1 et t’adateranno      15. F1 fia luogo prevedere ne’ giesti, O fia longo prendere      21. F1 O o vera o ficta
p. 298 1. F1 O e commettersi      19-20. F1 O come non dissimile... così oggi sarebbe
p. 299 14. F1 O docto innovarle, U decto
p. 300 2. U pur di cosa      29. F1 O qualche ardua difficultà      33. F1 restarono, O restavono      34. F1 poi confessassono: F2 om. se      35. F1 per rendere el beneficio più grato, O per rendere il beneficio mio più grato, F2 per rendere il beneficio più caro
p. 301 23. F1 se caso (ma è lezione poco chiara), gli altri codd. cosa      31. U multipli
p. 302 1. F1 costanti      8-16. F1 agg. da m. a. Ma basti qui a noi... a te buon vecchio amico passato in tutti i codd. con le varianti qui indicate 9. F1 Martiale festivissimo poeta, O venustissimo (cfr. Epig. I, 54)      10. F1 O dai a farti      14. F1 O tutti quei tuoi      21. F1 familiari a/et primari (sic), O familiari e primarii      31. U quale desiderano fama, ma sarà probabilmente ripetizione del r. 29 (seguo F1 F2 O)      33. U om. a qui
p. 303 8. F1 F2 O al onesto      15. O F1 beutone, U F2 benitone (cfr. Luciano, Tossari, 37)
p. 304 15. F1 O mancassero      18. F1 no absoluto      29. F1 O in utile      32. F1 O possiamo uno dall’altro
p. 305 2. F1 agg. da m. a. in aiuto      10. F1 fie, O fia, F2 fie corr. in sie, U sie      18. F1 diciamo      20. F1 F2 O      21. U Aspetto qui aperto      25. F1 O vediamo a noi      36. F1 O om. detti e credo
p. 306 2. U F2 O o voluptuosi      29. F1 chi e quanto, O che quanto      30. U et così cupidi, F1 F2 O et co cupidi
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p. 307 14. F1 O continui      19. F1 O om. vostra      23. U noi, F1 F2 O voi      33. F2 vorremo      34. F1 O prolixo in extendermi a disputare di quelle amicitie con modestia forse meno che alla materia s’apartenea
p. 308 2. F1 occorse      4. F1 O a me pare      33. F1 cose ivi necessaria, O cosa ivi necessaria      36. F1 O onesta
p. 309 15. F1 agg. da m. a. et oblivione      24. U Duolti, F1 lezione incerta tra diroloti e dicoloti, O diroloti, F2 dicoloti      25. F1 agg. da m. a. o rescindere      35. F1 O et molto e bestiali
p. 310 16. U che qui a noi      25. F1 O presto investigheremo      26. F1 O reggierci      32. F1 O om. che
p. 311 1. F1 odiose      2. F1 O degno da te fusse amato      8. F1 potea      12. F1 inimicitia      15. F1 O principiò a se riputarlo amico      28. F1 om. che      31. F1 non oneste non ama      35. F1 inseriti
p. 312 2. F1 agg. da m. a. commutatione      5. F1 agg. da m. a. non mi dispiace crediamo la benivolentia      10. F1 agg. da m. a. iusta      24. F1 confessosi      32. F1 disiuncto      34. F1 oltra che officio
p. 313 14. F1 F2 O mostro      20. F1 agg. da m. a. forse (troppo) ma da altri poi cancellato (passato però in U F2 O)      22. F1 O privare o diminuire      36-p. 314, 10 U F2 discindere l’amicitia che se così approvassi comune opinione che ’l danaio nelle cose umane tra e mortali sia quasi primo commodissimo et da pregiarlo onde non pochi astuti subito che veggono de’ suoi amici alcuno adducto in necessità sospectando per non essere richiesti preoccupano et interrumpono ogni adito a chi sperava in lui et accusano e tempi, narrano se essere oppressi da molte difficultà insperate, fingono debiti. Et che più biasimerai ancora vidi chi per più expedito liberarsi diede opera. Questa rappresenta la lezione di F1 prima della correzione dovuta all’autore che abbiamo riprodotto nel testo. O, pur essendo più vicino alla lezione riveduta di F1, ne differisce in alcuni punti
p. 314 2. O et da pregiarlo che non pochi astuti qual subito che vegono...      8. O Et che più      24. F1 O non li bisognava      26. U sarebbe
p. 316 7. F2 non      20. F1 vorremo... luttani      21. U om. parvi?      23. U F2 O vedete
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p. 317 1-8. F1 agg. da m. a. Molti in exercito di Gaio Martio Rutiliano... senza grave discidio et pericolo arebbe exterminatoli (passato in tutti i codd.)      10. F1 O om. non      21. F1 perturbation      31. F1 F2 U O interrupta
p. 318 31. F1 O om. buono
p. 319 15. U om. per omeot. e tirimi in nuovo favellare della inimicizia      29. F1 om. posti      36. U F2 attasentare, O atasantare (seguo F1 che ha precisamente attasentare con att cancellato)
p. 320 5. codd. saremo      26. F1 O pensare      27. F1 om. uomo
p. 321 10. F1 contro e’      17. F1 O nulla se tanto pregiare      30. U om. poi      31-32. F1 agg. da m. a. Et confermano la sententia di Publio poeta, soffrendo l’antica iniuria s’invita a nuova iniuria
p. 322 29. U concludendo      32. U Zephonte
p. 323 2. F1 ora fra nuovi      4. F1 dagli, F2 dali      5. codd. cosa      13-14. F1 agg. da m. a. ancora sarebbe con suo capitale inimico molto coniuncto in benivolentia      17. F1 agg. da m a. la istoria      31. F1 a me utile
p. 324 27. F1 om. la nostra
p. 325 3. F1 forze      6, 7 U dicono      10. F1 ancora loro piaccia      25. F1 agg. da m. a. suoi      29-p. 326, 1 F1 questo passo fu corretto due volte dall’A.: lezione originaria: ...quali inciese le macchine de’ Romani e pel gran vento appreso in la terra e sue case grandi e piccoli maschi et femmine con arme repelleano e Romani quali concorreano ad aiutarli piatosi per spegniere el fuoco ostinati e feriti litii che con suo mani altrove transferiron el fuoco e piacqueli cadere tutti insieme con la patria in cienere; prima correzione: ... quali inciese poi che ebbero le macchine de' Romani e pel gran vento videro el fuoco appreso in la terra sua et in molte case excrescere quasi di questo lieti grandi e piccoli maschi e femmine con arme corsero a repellere e Romani quali piatosi correano ad aiutarli per spegniere loro el fuoco ma quelli ostinati e feruti litii con suo mani...: la seconda correzione, trascritta in fondo della carta dall’A., è quella passata poi negli altri codd. e nel nostro testo, salvo che manca in U e ogni età (325, 32).
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p. 326 10. U om. ogni dolore e ogni sinistra fortuna (che si trova però in F1 F2 O)      26. U tutto      28. F1 corr. m. a. non più difficile che ex come      31. F1 voglio crediate che ’l      36. F1 corr. m. a. inimicitia ex ’niuria
p. 327 4. F1 om. loro      7. U om. ferito      14. F1 luttana      29. F1 notarci
p. 329 14. F1 resterà      31. F1 om. tu (proponi)
p. 330 1. F1 om. qual: F2 questo di qual mostrasti      4. F1 om. sta costui      16. U F2 del quale (F1 al)      36. F1 om. el
p. 331 5. U del      11. F1 chiamò      12. codd. Cesare (cfr. Senofonte, Cyrop. IV, v, 9, 18)
p. 332 9. F1 pistola sua scripse      22. F1 om. vero      33. U om.      34. U beo (vivere)      35. F1 O inmanità
p. 334 3. F1 om. suoi      11. F1 om.      18. F1 tanto      26. F1 F2 O le      26. U volupta F1 F2 volompta, O voluntà
p. 335 3. F1 lezione poco chiara, cipresenteremo o apresenteremo, donde probabilmente derivano U appresenteremo, F2 ne apresenteremo (ma O ci presenteremo)      4-6. F1 il passo è confuso da parecchie correzioni, di cui la prima dovuta all’A. ha la lezione che è poi passata in U F2 O; un’altra mano ha poi sostituito Giugurta a Iemsalo, e Jensale a Aterbal (cfr. Sallustio, Jugurtha, XI)      27. F1 O e arderà immodesta
p. 336 13. F1 servi      18. F1 Et gioverà      20. F1 altrui      21. F1 agg. da m. a. coniunctioni      29. U O Socrate      33. F1 agg. da m. a. et tenacità: F1 O om. che Cesare
p. 337 3. U om. pieno      4. U scaduti      9. F1 O et crederestili a degnità      10. F1 O volesse      21. F1 dopo tristezza ha E ramenteracci quanto dicea Ennio poeta l’amico cierto si conoscie in cose incierte. (Né ci...) La frase fu evidentemente tolta su X perché già citata altrove (v. p. 287, 29)      27. F1 tue      29. F1 agg. da m. a. bolsio amico a gracco
p. 338 4. U apparseli      6. U cominciò      8. U F2 intesolo (F1 inteselo)      9. F1 om. io      13. F1 agg. da m. a. et allo altrui      17. F1 agg. da m. a. pedarero      20. F1 agg. da m. a. tanto sopra se numero di virtuosi cittadini a’ quali si fidi la republica      35. F1 om. a      36-p. 339, 11 F1 agg. da m. a. et talvolta ti segue... et da quelli ne fu odiato, con le seguenti differenze
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p. 339 6. F1 O protraendo la cosa nulla aquistò grazia del Senato      8. F1 la referisse      16. Manca il nome Dione in tutti i codd.      20. F1 F2 om. e
p. 340 2. F1 netto      13. U om. il tempio      20-28. F1 agg. da m. a. Et Camillo dictatore... quello indicassero da seguirne (il passo è poi stato ripetuto dal copista sulla carta seguente con la nota: questa postilla di sopra è quello che è scritto di contro nell’altra faccia nella legatura che con difficultà si leggie e però se se ne faciesse copia basta copiarlo una volta)
p. 341 9. U F2 discurreremo, O discutere, ma è da preferirsi il preterito di F1      21. U in una      25. F1 O Adovardo Che dicie? Carlo Dicie messer Antonio...      28. F1 om. e


Note

  1. I quattro copisti hanno trascritto rispettivamente il Proemio, il Libro I, i Libri II e IV, e il Libro III. Cfr. le nostre osservazioni sul cod. U a pp. 407, n. 22.
  2. Opere Volgari di L.B.A., annotate e illustrate dal dott. A. Bonucci, tomo II, Firenze, 1844, pp. vii sgg. (ivi anche un saggio delle correzioni autografe); I libri della Famiglia, a cura di G. Mancini, Firenze, 1908, pp. vi-ix (con riproduzioni fotografiche di passi corretti dall’autore. Il Mancini avanza l’ipotesi che il copista dei Libri II e IV sia da identificarsi in Carlo Alberti, fratello di Battista; ma non mi pare ipotesi fondata. Cfr. Rinascimento, IV, 1953, p. 46, n. 2); L.B.A.s Kleinere Kunsttheoretische Schriften hgg. von H. Janitschek, Wien, 1877; Della Pittura, edizione critica a cura di L. Mallè, Firenze, 1950, p. 119 (cfr. Rinascimento, cit., pp. 54 sgg.).
  3. Vedi P. Litta, Famiglie celebri italiane, Famiglia Strozzi, Tav. II; e cfr. più avanti la nostra descrizione del cod. Laur. Med. Pal. 112, che fu copiato dalla stessa mano.
  4. Questi due capitoli sull’amicizia furono composti per il Certame Coronario del 1441, e stampati dal Bonucci (ed. cit., vol. I, pp. clxxxvii-cxcx e ccv-ccxvi).
  5. Per l’Acciaiuoli (1461-1519), amico dei Medici negli ultimi anni del ’400, e più tardi bibliotecario vaticano a Roma, vedi I. Del Lungo, Prose volgari inedite e Poesie latine e greche... di Angelo Poliziano, Firenze, 1867, p. 171 n. (con indicazioni bibliografiche), e G. Bottiglioni, La lirica latina in Firenze nella seconda metà del sec. XV, negli Ann. della Sc. Normale di Pisa, vol. XXV, 1913, pp. 180-181; note autografe dell’Acciaiuoli in M. Bertola, I primi due registri di prestito della Vaticana, Roma, 1942; cfr. anche M. Marulli Carmina, ed. A. Perosa, Zurigo, 1951, p. 233.
  6. Ma non tutte le lezioni vanno d’accordo tra i due mss.; l’ipotesi si fonda sulla possibilità che U fosse passato alla Vaticana già ai tempi di Cesare Borgia, ma non è escluso che l’Acciaiuoli abbia collazionato F3 con qualche altro cod. molto simile a U, mentre era a Firenze. Vedi più avanti a pp. 405-408.
  7. Forse dal Pal. 455 (F3).
  8. Vedilo in Bonucci, ed. cit., V, p. 351; si legge pure nel cod. Laur. Red. 54.
  9. È la stessa vita anonima pubblicata dal Bonucci, I, pp. xc sgg. Cfr. il cod. G. IV. 29 della Biblioteca Universitaria di Genova, descritto più avanti, a p. 451.
  10. Per Bernardo di Benedetto di Bernardo (1495-1565) vedi L. Passerini, Gli Alberti di Firenze, Firenze, 1869, vol. I, p. 152 e Tavola IV.
  11. Riprodotto all’inizio della sua ed. della Famiglia da G. Mancini, Firenze, 1908, e descritto in ogni particolare da C. Stornaiolo, Codd. Urb. Lat., Roma, 1902, p. 224.
  12. Cfr. il cod. F1, e vedi più avanti a p. 407, n. 22.
  13. Cfr. le osservazioni del Mancini, ed. cit., pp. ix-x. Per Ottaviano Ubaldino, nipote di Federigo da Montefeltro, e poi tutore di Guidobaldo, vedi Luzio-Renier, Mantova e Urbino, Torino-Roma, 1893, pp. 32-4, 77-82. Doveva conoscere personalmente l’Alberti, che frequentava la corte di Urbino ai tempi di Federigo (cfr. Mancini, Vita di L.B.A., 2a ed., 1911, pp. 480 sgg.).
  14. L’Index Vetus è stampato dallo Stornaiolo nella prefazione al suo catalogo dei Codd. Urbinates Graeci, Roma, 1895, pp. lix sgg.
  15. Cfr. la Vita di lui scritta da Vespasiano da Bisticci.
  16. Vedi G. Mancini, Op. Ined. L.B.A., Firenze, 1890, pp. 236-7. Il cod. legge Diequando, e il Mancini stampa Die’ quando, ma sospetto che il giorno e il mese siano stati omessi dal copista (cfr. la formula alla fine del De Pictura in F1, a c. 136v).
  17. In attesa del vol. II di questa mia edizione, che conterrà le rime e le altre prose volgari dell’A., rimando per questo madrigale e per alcune altre composizioni in versi alle mie Note sulle rime dell’A. nella «Rass. d. Lett. Ital.», LXIII, 1959, pp. 76-78.
  18. Notes on the texts of some vernacular works of L. B. Alberti, in «Rinascimento», III, 1952, pp. 212-31.
  19. Pubblicata per la prima volta di sul cod. II, IV, 48 (il nostro F4) dal Muratori tra i Rer. Ital. Script., vol. XXV, 1751, pp. 296 sgg., e poi dal Bonucci tra le Opere Volgari, cit., vol. I, pp. lxxxix-cxviii, dal cui testo prendo le mie citazioni. Per l’età della composizione della vita, anonima, cfr. più avanti (a p. 451) la descrizione del cod. G. IV. 29 della Bibl. Univ. di Genova; per l’autore cfr. R. Watkins, The authorship of the Vita Anonyma of L. B. Alberti, in «Studies in the Renaissance» (New York), IV, 1957, pp. 101-112, e vedi la mia nota in «Italian Studies», XI, 1956, p. 16.
  20. Per questo e altri particolari della vita dell’A. vedi G. Mancini, Vita di L.B.A., Firenze, 2a ed., 1911, soprattutto i capp. IX-X, che riguardano il «certame coronario» e la Famiglia. Cfr. anche l’Introduzione del Pellegrini alla sua ed. cit., soprattutto a pp. xlviii-li.
  21. Per una recente discussione di questa disputa nella storia dei rapporti tra latino e volgare, cfr. H. Baron, The Crisis of the Early Italian Renaissance, Princeton, 1955, vol. I, pp. 331 sgg. e vol. II, 581-90. Si vedano anche gli ottimi articoli di B. Migliorini, Latino e volgare nel ’400, in «Lett. Ital.», VI, 1954, pp. 321 sgg. e Panorama dell’italiano quattrocentesco, in «Rass. d. Lett. Ital.», LIX, 1955, pp. 193 sgg., rifusi ora in Storia della lingua ital., Firenze, 1960, pp. 243-306.
  22. Dathi Epist. xxxiii... recensente L. Mehus, Firenze, 1743, p. 19. Vedi anche Mancini, op. cit., pp. 231-32. Non è noto a chi l’A. volesse mandare l’opera «in Sicilia».
  23. Vedi il mio art. su La redazione Pazzi del Governo, nel «Giorn. Stor. d. Lett. Ital.», CXXX, 1953, pp. 514-9. Dico a posta «il suo argomento ed il suo tono realistico», anziché il suo stile bello e pulito, già così bene messo in rilievo dallo Spongano nella nuova prefazione all’ed. del Pellegrini, cit. avanti, perché la maggior fortuna anche nel ’400 dell’opera in una forma tutt’altro che bella e pulita, cioè nei rifacimenti quali il Governo, mi pare indicare appunto che non si guardava tanto allora all’espressione quanto al contenuto. Siamo noi ora a giudicarne diversamente, ma non cambia il principale motivo della fortuna dell’opera. Per altre osservazioni sul Governo vedi più avanti.
  24. In «Lingua Nostra», XVI, 1955, pp. 105-110.
  25. Mi limito a segnalare le aggiunte più lunghe, indicandole soltanto con le prime e le ultime parole; va inteso che nei casi non segnati con l’asterisco, la lezione delle aggiunte corrisponde a quella che si legge nel nostro testo. per quelli invece segnati con l’asterisco, s’intende che le aggiunte sono passate nella 2a redazione con varianti, e perciò la lezione precisa di F1 va controllata coll’apparato (dove però non si tiene conto di varianti puramente grafiche).
  26. Le statistiche sono basate sulle varianti di U rispetto a F1, e perciò non sono esatte per tutti i codici della 2a redazione, tra i quali corrono lievi varianti di cui si parla più avanti. Le cifre si debbono, dunque, considerare piuttosto come una indicazione approssimativa dello stato della 2a redazione in confronto alla 1a rappresentata da F1. Gli esempi citati però per illustrare le diverse categorie di varianti rispecchiano veramente la lezione uguale (rammodernata solo nella grafia) di tutti gli altri codici in confronto con F1. Tra questi esempi le lezioni di F1 dovute a ritocchi autografi sono chiuse tra parentesi quadre. E s’intende naturalmente che tra «gli altri codici» è qui escluso il cod. O, di cui si parlerà più avanti.
  27. Anche qui si citano per le aggiunte maggiori soltanto le prime e le ultime parole: per le lezioni intere si veda il testo.
  28. Ediz. citata, 1911 e 1913, pp. 89-90 (n. 20); cfr. anche p. 101, n. 6 e p. 102, n. 7.
  29. Si vedano ad esempio le sgg. note dell’ed. cit., scelte a caso: p. 10, n. 14; p. 11, n. 7 e n. 21; p. 32, n. 6; p. 41, n. 1; p. 72, n. 8; p. 91, n. 12; p. 99, n. 3; p. 136, n. 21; p. 182, n. 18; p. 183, n. 10; p. 185, n. 7; p. 251, n. 6; p. 312, n. 11; p. 313, n. 7. Sulla contaminazione di F1 e U, cfr. le osservazioni di G. Martellotti in «Leonardo, Rass. Bibl.», nuova serie, XV, 1946, pp. 356-8 (recensione all’ed. Pellegrini-Spongano), e le miei illustrazioni nell’art. cit. sopra (nota 1), pp. 213-5. In molti casi il Pellegrini, seguendo la lezione dei codd. data dal Mancini (purtroppo spesso non esatta) si trovava a dover spiegare nelle note cose insussistenti, o a congetturare l’esistenza di lezioni migliori, che poi effettivamente si riscontrano nei codici, e appunto negli stessi codd. visti dal Mancini. Ma non occorre ora rivedere questi casi; chi avesse la pazienza di confrontare il nostro testo con quello, se ne accorgerebbe senza troppa fatica.
  30. Un’altra serie di varianti tra F1 e gli altri codd. che merita di essere rilevata riguarda la forma del condizionale. Chi esamina F1 trova che nel Lib. I questo oscilla per la 3a persona del sing. e del plur. tra le forme in -ia, -iano, e quelle in -ebbe, -ebbero (-ebbono), mentre negli altri libri predominano quasi esclusivamente le forme in -ebbe, -ebbero (-ebbono). Appare anche che nella stesura del Lib. I erano costanti le forme in -ia, -iano, che poi sono state corrette in parte dallo stesso copista e dall’A. in -ebbe, -ebbero. Se si passa poi ad U e agli altri codd. della 2a redazione, si trova che questo processo sembra essersi compiuto, perché le forme in -ia, -iano sono rarissime, e l’oscillazione notata nel Lib. I in F1 è scomparsa. Nota che anche qui la correzione insiste sempre sul Lib. I.
  31. Alcune piccole lacune sono rimaste incolmate in tutti i codd. Ci sono 7 casi nel quarto lib. in cui l’A. aggiunse dei nomi negli spazi lasciati dal copista di F1: vedi p. 265, 21; p. 270, 17; p. 271, 17; p. 284, 8; p. 285, 22; p. 286, 36; p. 289, 20. Ma non si tratta veramente di «autorità citate»; e sono così pochi da non meritare l’accusa di grave errore. Per altre lacune rimaste nella 2a redazione vedi pp. 91-2, 142, 294.
  32. L’A. lasciò Firenze nel seguito del Papa nel 1443, e non la visitò se non raramente negli anni successivi. Si stabilì a Roma, e frequentò Rimini, Urbino, e Mantova più che Firenze. In questo periodo della sua vita non attese alle opere volgari con l’assiduità di prima, — unica notevole eccezione la composizione del De Iciarchia. Cfr. il mio art. cit. in «Lingua Nostra», p. 109, e anche «Italian Studies», XII, 1957, pp. 37-56.
  33. Vedi Bonucci, op. cit., II, p. xxiii. Basterà citare qui alcuni esempi per illustrare questo sospetto: ecco la lezione di F4 e in parentesi quella degli altri codd. (incluso F1): p. 3, 1 Riducendomi alla memoria... (Repetendo a...); p. 6, 32 Impone giogo (Tiene); p. 7, 36 Italia, capo e rocca di tutto l’universo mondo (arce); p. 8, 12 collocare fulgentissimi insegni (constituire); p. 8, 19 ostili spoglie (exuvie); p. 10, 24 speso (conferito); p. 10, 27, riputammo nostro officio raccorveli et tutti insieme raunarvegli (arbitra’ lo nostro officio volerveli radunare e tutti insieme congregarvegli); p. 24, 7 aprirmi co llui, consigliarmi, riputarlo come padre (apertomi... consigliatomi riputatolo...); vedi anche p. 107, 33-p. 108, 1 e p. 108, 20-22. Gli altri esempi più notevoli sono citati nell’apparato. Caratteristica in questo cod. è la costante restituzione di che, pronome relativo e congiunzione, così spesso omesso nella sintassi del ’400 (e. g. prego guidi costoro), la sostituzione di forme verbali come debbe per debba (3a pers. pres. indic.) e del condizionale per il congiuntivo imperfetto, così come era spesso adoperato latinamente dall’A.
  34. Si vedano le seguenti varianti:
    p. 263, 2 O vivanda: F1 (F2 U) collatione.
    p. 281, 5 O «incredibile continua dissensione»: manca continua in F1 F2 U.
    p. 289, 11 O peritissimo: F1 (F2 U) perito.
    p. 295, 36 O «molto a me giovò»: manca a me in F1 (ma figura in F2 U).
    p. 296, 25 O «e comendatione molto vale achiaparsi gli animi umani»: manca vale in F1.
    p. 300, 34 O confessano: F1 confessassono.
    p. 302, 9 O venustissimo: F1 festivissimo.

    Mancano poi anche in O parecchie parole e frasi, che figurano in F1, probabilmente per errore anziché per vera diversità di lezione. Si veda l’apparato delle varianti.

  35. Cfr. la mia ed. degli Opuscoli Inediti di L.B.A.: Musca, Vita S. Politi, Firenze, 1954, pp. 7-17, dove si dimostra che il cod. Can. Misc. 172 della Bodleiana di Oxford rappresenta una redazione più tarda rispetto al testo corretto dall’A. sul cod. 767 della Riccardiana, malgrado il fatto che alcune correzioni autografe non sono passate da questo a quello.
  36. Di questo tipo saranno senza dubbio certe varianti che distinguono F8, che soprattutto per quanto riguarda l’ordine delle parole spesso non va d’accordo con gli altri codici. Sospetto anche ritocchi del copista (se non sono puri errori) alla sintassi in esempi come questi:
    p. 158, 14 F8 «mai mi sta in mente vedere uomo più che Ricciardo desto e sempre adoperarsi» (gli altri codd. leggono vidi).
    p. 159, 10 F8 «E piacionvi testé quante altre che allora forse non vi pareano grate» (gli altri codd. leggono piacevi). Non ho incluso nell’apparato tali varianti di F8 se non là dove abbiano più sostanza o confortino la lezione di altri codd.
  37. Si vedano ad esempio nell’apparato le varianti seguenti: pp. 30, 15; 35, 27; 41, 11; 45, 34; 70, 23; 88, 26; 89, 35; 120, 21; 121, 1; 122, 2; 124, 12; 134, 26; 141, 4; 153, 17, 25; 225, 35.
  38. Lo stesso copista vergò anche il Laur. Med. Pal. 112. Vedi più avanti a p. 450 e 453.
  39. Cfr. sopra, la descrizione del cod. e le note. L’autorevolezza del cod. fu messa in rilievo dal Mancini, che non lo seguì però nella sua ed., cit.: scrive nella prefazione, p. x: «...trattandosi dell’opera d’un amico, il duca l’avrà interpellato circa la scelta del testo, seppure da lui medesimo non ricevé in omaggio l’esemplare, che in pochi luoghi apparisce lievemente e talora non infelicemente ritoccato».
    Va rilevato, benché riesca difficile precisarne il significato nella storia del testo, un curioso legame puramente esteriore, che forse non sarà casuale, tra i codd. U e F1. In U l’ordine dei libri è turbato, il IV cadendo tra il II e il III. Come e perché sarà successo questo? Forse perché esso veniva trascritto da una copia in cui i libri si trovavano ordinati in quel modo. Ora, sebbene i rapporti tra U e F1 non siano diretti, è strano notare che questo poteva essere una volta l’ordine dei libri in F1, dato che in questo cod. i libri II e IV furono copiati dalla stessa mano e, benché non numerati consecutivamente, dovevano probabilmente in un primo tempo seguirsi. Sarebbe possibile che questo fosse anche l’ordine dei libri anche nell’archetipo perduto (X) che derivava da F1; e ciò potrebbe costituire un elemento ipotetico della maggiore prossimità a X del cod. Urbinate.
  40. Alcuni dei codd. sono indicati nel mio art. cit. sopra sulla redazione Pazzi; ma ne conosco altri pur senza averne fatto apposita ricerca. Un elenco di edizioni compiute nel sec. xix si trova in P.-H. Michel, La Pensée de L.B.A., Paris, 1930, p. 30; ma non pretende di essere completo, e si potrebbero fare alcune aggiunte. Io mi sono servito della prima ediz.: Agnolo Pandolfini, Trattato del Governo della Famiglia, Firenze, Tartini e Franchi, 1734, per quei pochi riscontri che sembravano opportuni.
  41. Cfr. Tranq. dell’Animo, III (Bonucci ed. cit., I, 123).