Pagina:Iliade (Monti).djvu/673

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340 tavola
Euneo, figl. di Giasone e d’Issipile. I, 182. II, 215.

Eurialo, figl. di Mecisteo, capitano. I, 49. Uccide Dreso, Ofelzio, Esepo e Pedaso, 144. Giuoca al pugilato. II, 284.

Euribate, araldo d’Agamennone. I, 14, 34, 215.

Euridamante, interprete di sogni, e padre di Abante e Poliido. I, 111.

Eurimedonte, figl. di Tolomeo Piraide. I, 91.

Eurimedonte, auriga di Nestore. I, 284.

Eurinome, figliuola dell’Oceano, salva Vulcano quando fu precipitato dal cielo. II, 169.

Euripilo, figl. d’Evemone. I, 54. Uccide Ipsenore, 108. Uccide Melanzio, 144. Uccide Apisaone, ed è ferito da Paride, 282. Patroclo si ferma nel suo padiglione. II, 69.

Euristeo, figl. di Stenelo. II, 183.

Euristeo: dalle sue forze è liberato il figlio di Giove, Ercole, da Minerva. I, 200.

Eurito, re d’Ecalia. I, 51,56.

Eurito, figl. d’Attore e padre di Talpio. I, 52.

Euro, vento. I, 33.

Eussoro, padre d’Acamante. I, 143.

Evemone, padre d’Euripilo. I, 56, 108.

Eveno, figl. di Selepio e padre di Minete e d’Epistrofo. I, 55.

Evippo, ucciso da Patroclo. II, 103.

F


Faggio presso alle mura di Troia. I, 152, e altrove.

Falce. II, 31. Spogliato da Antiloco, 53.

Faone, figl. di Fenopo, ucciso da Diomede. I, 111.

Fari, città. I, 50.

Fausia, padre d’Apisaone. I, 282.

Favonio, vento. I, 33, e altrove.

Fea, città. I, 170.

Fegeo, figl. di Darete, investe Diomede, ed è ucciso da lui. I, 106.

Feneo, luogo. I, 51.

Fenice, uno de' deputati a placare Achille. I, 215. Lo scongiura a deporre lo sdegno, 228. Resta a dormire nel suo padiglione, 232. Uno de’ capitani de’ Mirmidoni. II, 93. Resta con Achille, per consolarlo della morte di Patroclo, 188. È posto giudice alla meta del corso de’ cocchi, 273.

Fenopo, padre di Xanto e di Faone. I, 111.

Fenopo, padre di Forci. II, 134.

Fenopo, figl. d’Asio: Apollo sotto la sua sembianza instiga Ettore a vendicare la morte di Pode. II, 145.

Fere, città. I, 55, 126, 215.

Ferea, montagna. I, 60.

Fereclo, ucciso da Merione. I, 107.

Fereziade, cioè Admeto: sue cavalle velocissime. II, 274.