Pagina:Iliade (Monti).djvu/668

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delle cose notabili 335
Diana: non iscampa dalla morte Scamandrio cacciatore. I, 107. Uccide Laodamia, 151. Sdegnata con Eneo, manda un cignale a danneggiare il suo terreno, 229. Insorge contra a Giunone. II, 231. È battuta vergognosamente da lei, ivi.

Dinamena, ninfa Nereide. II, 155.

Dio, luogo alpestre. I, 48.

Diocle, padre di Cretone e d’Orsiloco. I, 126.

Diomede, figl. di Tideo, detto Tidide, cap. degli Argivi. I, 49. Favorito da Pallade, 105. Uccide Fegeo figl. di Darete, 106. È ferito da Pandaro, 109. Fa prego a Pallade, ivi. Fa grande strage de' Troiani, 111. Risponde a Stenelo, che lo consiglia a ritirarsi, 115. Uccide Pandaro, 116. Colpisce d’un sasso Enea, 117. Ferisce Venere, 118. Tenta di uccidere Enea, 122. Ha paura d’Ettore, 128. Scusa a Minerva il suo timore, 137. Va con essa ad assalire Marte, 138. Lo ferisce, 139. Uccide Assilo, 144. S’affronta con Glauco, e l’interroga chi sia, 148. Lo riconosce suo ospite antico, e cambia seco l'armi, 151. Soccorre Nestore e lo fa montar sul suo cocchio, 189.

Uccide Eniopeo auriga e scudiere d’Ettore, 190. Risponde a Nestore, che lo consiglia a fuggire, 191. S’oppone al consiglio d’Agamennone, 210. Lo consiglia a far senza Achille, 235. Si
offerisce di spiare gli andamenti de’ Troiani, 245. Elegge per compagno Ulisse, 246. Ambidue fanno preghi a Minerva, 248. Uccide Dolone, 254. Uccide Reso con dodici Traci, 255. Avvertito da Minerva torna al campo, 256. Colpisce d’una lancia Ettore, 273. È ferito in un piede da Paride, 274. Si fa portare alle navi, 275. Risolve di tornare cogli altri feriti nel campo. II, 39. Giuoca al corso delle carrette, 270. Aiutato da Minerva vince il giuoco, 278. Si batte con Aiace, 289.

Diomedea, figlia di Forbante. I, 234.

Diona, madre di Venere, consola la figliuola ferita. I, 120.

Diore, figliuolo d’Amarinceo, cap. degli Epei. I, 52, 102.

Dioreo, padre d’Automedonte. II, 139.

Disenore, confortato da Ettore a combattere. II, 131.

Dodona, luogo dedicato a Giove. I, 57. II, 95.

Dolone, figl. d’Eumede, chi fosse. I, 249. S’offerisce di spiare gli andamenti de’ Greci, ivi. È fatto prigione da Diomede e da Ulisse, e confessa la cagione di sua venuta. I, 251. Narra lo stato dell’esercito troiano. 252. È ucciso da Diomede. I, 254.

Dolope, figl. di Clito, capitano. I, 271.

Dolope, figl. di Lampo, assale Megete, ed è ucciso da Menelao. II, 75.